American Gangster

Alla fine del primo tempo, tiro un sospiro di sollievo: finalmente un gangster movie secco, asciutto, diverso. Non sembra neanche tanto “americano” per via dell’atmosfera tetra, di colori che rimangono cupi anche quando dovrebbero farsi abbaglianti di lusso e potere. Altro particolare degno di nota (e non poco) è il fatto di non ricorrere alla spettacolarizzazione delle feroci gesta di uno spietato criminale per strizzare l’occhio allo spettatore e creare una quasi involontaria empatia con “l’eroe” del male. Non lo si riesce ad odiare, quel sardonico sguardo del magistrale Denzel Washington, neanche quando fredda a bruciapelo il signorotto della mala locale su un marciapiede di Harlem nè quando percuote a morte uno dei suoi numerosi cugini durante un lussuosissimo (droga)party nel suo salotto. Ma non lo si ama neanche, perchè – per quanto uomo d’onore totalmente devoto alla famiglia e credente praticante – è e rimane pur sempre un assassino.

La narrazione è avvincente, il film dura 2 ore e mezza, ma non annoia mai, nè cala mai in tono e tensione. Anzi, ti tiene lì vigile, attento, rapito, anche quando davanti ad aghi che iniettano brutalmente eroina in disastrate vene di braccia e piedi, vorresti voltarti e sottrarti alla vista degli inquietanti fotogrammi.

A fare da cornice allo sconcertante sogno americano di Frank Lucas, autista di un boss di Harlem che diventa il capo indiscusso del traffico di droga a New York, alcune piaghe della società e della storia americana difficili da rimarginare: la corruzione della Squadra Narcotici che sequestra partite di droga per poi rivenderla a caro prezzo, intascandone i guadagni; la guerra in Vietnam, che esporta giovani vite destinate a ritornare in patria in bare d’acciaio cui Frank affida i preziosi carichi di eroina dal Sud-Est asiatico. Il tutto reso con consumato realismo, che getta su cose e persone la luce asettica del disincanto.

Fautori indiscussi, inutile dirlo, della riuscita del film, i due attori protagonisti: Denzel Washington, che nei panni del cattivo diventa superlativo (un Oscar ci starebbe benissimo), e Russel Crowe, il puro e ligio poliziotto che lotta contro il crimine, forse adombrato un po’ dal collega, che rimanendo fedele alla sua immagine “ruspante”, risulta convinto e convincente nel suo ruolo. Impossibile da dimenticare la scena in cui Frank viene arrestato all’uscita dalla chiesa. Puro momento di magia cinematografica: la strada deserta, pattuglie di polizia agli angoli della via, il detective Roberts ad aspettarlo ai piedi della scalinata, le porte della chiesa che si chiudono alle sue spalle ed un coro gospel a sottolineare beffardo l’ineluttabilità del momento.

La fine del secondo tempo, e del film, mi lascia con qualche perplessità che se la trama del film non fosse ispirata ad una storia vera, farebbe pensare all’ennesimo prodotto americano dal lieto fine talmente paradossale da far sembrare i primi 150 minuti di film una presa in giro. Ma dicono si tratti di una storia vera e quindi prendiamola per buona.


Commenti da Facebook

5 Commenti

  1. vince_ditaranto

    Ciao Cinzia,

    ultimamente volevo un po bisticciare con te come i vecchi tempi 😉  ma in questo post che hai aperto è davvero impossibile.

    Sottoscrivo ogni tua parola, il film è stupendo. Non aggiungo altro.

    Se ti capita prova a vedere l’ultimo di Cronembergh, film uscito a Natale ma in tutta la Basilicata non l’ho trovato in programmazzione in nessuna sala, c’erano solo quei tristissimi cinepanettoni che hanno un po rotto i c….oni, che si chiama “la promessa dell’assassino” (titolo strano in quanto l’originale è “Eastern Promises”), con un superlativo Vigo Mortensen.

    Si dice che la scena in cui Vigo, membro della mafia russa, viene iniziato dai capi e compare nudo e completamente tatuato sia una delle più belle scene del cinema di tutti i tempi. Mi sa che sono daccordo.

     

    Buon pomeriggio

    A presto

  2. Raf

    Sono d’accordo con Cinzia. Film molto accattivante nella trama e suggettivo per l’atmosfera che riproduce. A proposito vi consiglio, se non l’avte già visto, “A Brox story”. Un’altra storia affascinante ambientata nella stessa atmosfera.
    Avrei qualche perplessità sul fatto che ti tenga incollato alla sedia per tutte le 2 ore e mezza. Forse potrebbe entrare nel vivo prima…

  3. Christian

    brava CInzia.. Ottima descrizione..

    pensa ke io il film l’ho gia visto due volte!! davvero un bel film grazie anke a due attori ke stimo moltissimo, e dalla storia Vera dalla quale è tratto!

    lo consiglio a tutti..

    ciao

  4. bell1-1010

    Prima di tutto un saluto a tutti, questo è il mio primo post…

     

    Vorrei chiedervi se anche voi avete notato dei cali di interprentazione da parte del buon”vecchio” Denzel? 

    Voglio dire ci ha abituato con parti davvero spettacolari come in Training Day ma in questo film esce fuori tutto il suo peso dell’età (sopratutto dato il fatto che gli è toccata una parte da trentenne), per intenderci mi riferisco a momenti come in quello in cui dice:

    Hanno tentato di uccidere mia moglie!

    Nel trailer può funzionare ma in quel momento mi ha lasciato parecchio perplesso, lo trovo davvero sopra le righe (adoro questa frase)..

    Vabbè cmq questo è solo un pensiero, tanto anche se non in forma resta uno tra i migliori…

     

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