mercoledì 17 Luglio 2019

IL PIU’ GRANDE ARCHITETTO ITALIANO NON AVREBBE SAPUTO FAR DI MEGLIO

 

Possibile che ogni volta che vengo a monte mi devo trovare difronte a dei capolavori di architettura ed urbanistica senza pari?

Mi devo veramente complimentare con i tecnici progettisti e consulenti dell’amministrazione comunale, neanche il più grande architetto della storia italiana averebbe saputo far di meglio.

Piazza roma è il meglio di ciò che una città futurista possa immaginare, il contrasto che si coglie trà la parte bianca basolata completamente vuota e la metà nera di asfalto piena zeppa di macchine parcheggiatè in modo caotico bloccando anche le vie di accesso alle strade che confluisono nella piazza rende il vero senso do una città che si evolve verso una visione più consona ad uno sviluppo lineare e pulito della nostra cittadina.

Che dire poi dell’arco di ferro posto dentro l’arco di tufo di porta s.stefano (già arco la jamma), un vero capolavoro anche se si poteva pensare ad un fissaggio diverso rispetto all’attuale chiodo e filo di ferro.

E per finire anche la decisione di destinare la facciata dell’abbazia a spazio di pubblica affissione di targhe pubblicitarie di ristoranti è davvero geniale.

Auguri per i prossimi interventi urbanistici sindaco, però lasciatelo dire assumi un nuovo consulente tecnico perchè l’attuale ha le idee troppo futuriste per le nostre esigenze.

tonino ditaranto


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6 Commenti

  1. anry

    “Agorà (in greco γορά, da γω= 1.conduco, 2.governo) è il termine con il quale nella Grecia antica si indicava la piazza principale della polis. Con l’andare del tempo l’agorà divenne il centro della polis sia dal punto di vista economico e commerciale (in quanto sede del mercato) che dal punto di vista religioso, poiché vi si trovavano i luoghi di culto del fondatore della città o della divinità protettrice, che politico, in quanto era il luogo della democrazia per antonomasia, dato che era sede delle assemblee dei cittadini che vi si riunivano per discutere i problemi della comunità e decidere collegialmente sulle leggi, ma era contemporaneamente il luogo del mercato e il centro economico e politico, e perciò vi sorgevano gli edifici pubblici, gli uffici, i teatri. L’agorà fu un’autentica invenzione urbanistica. ” Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
    Quest’invenzione nasceva appunto da necessità concrete: incontro, scambio di opinioni, intrattenimento. Si presume pertanto che nel momento in cui si progetti una piazza si debba tener conto di tali esigenze. La piazza non è un luogo qualsiasi della città, bensì dovrebbe rappresentarne il fulcro, il simbolo, mantenendo un’importanza diversa da altri luoghi, divenendo il ‘luogo tra i luoghi’.

    Il grande Vitruvio autore del trattato ‘De architecturaforniva dei dati precisi in merito all’ideazione del foro: “… si definisca la larghezza in modo tale che si utilizzino due parti delle tre della lunghezza. Così la forma del foro sarà oblunga e la sua disposizione sarà utile allo scopo degli spettacoli …”.

    Da ciò si evince come quello che erroneamente può sembrare un semplice spazio urbano in realtà necessita di un minuzioso gioco matematico di proporzioni tra pieni e vuoti.

    Leon Battista Alberti nel suo De Re Aedificatoria scrive: “Occorre tener presente che una città non è destinata solo ad uso di abitazione; deve bensì esser tale che in essa siano riservati spazi piacevolissimi e ambienti sia per le funzioni civiche sia per le ore di svago in piazza, in carrozza, nei giardini, a passeggio.”

     La piazza è dunque un palcoscenico della vita collettiva, teatro aperto, destinato ad accogliere la folla delle feste, dei mercati, delle celebrazioni religiose, dove cultura e storia, tradizioni ed innovazioni, dovrebbero rivivere quotidianamente in armonia affinché non si smarrisca il senso di tipicità, di identità e di appartenenza. La piazza è un luogo che deve invitare a sostare, a ‘restare’, in contrapposizione al dinamismo della società contemporanea è un luogo che invita a fermarsi. Tra gli elementi che contribuiscono a rendere accogliente un luogo di sosta ci sono:
    le sedute (progettare una seduta per invitare a trattenersi molte volte non vuol dire ‘mettere una panchina’!)
    l’illuminazione (progettare un’illuminazione non vuol dire mettere un lampione, ma può anche mirare a mettere in evidenza una parte del luogo rispetto ad un’ altra, un elemento di particolare interesse storico-architettonico rispetto al resto.)
    l’ utilizzo di materiali idonei (la regola più semplice e spesso la più efficiente è che si utilizzino materiali tradizionali reperiti in loco o quantomeno tipici della zona!)
    la vegetazione.

    Entrando nel merito della discussa ‘piazza Roma’ credo che il mio pensiero si deduca facilmente da quello che fin ora ho riportato, per contrapposizione. Stendiamo un velo pietoso sul lato utilizzato come parcheggio: cittadini vergogna! Siamo cosi abituati all’automobile che non penseremmo mai di parcheggiarla a più di 20 metri (che dico,è già troppo!) dal luogo dove siamo diretti anche se questo significasse parcheggiare l’auto fuori dagli appositi spazi, o in evidente divieto, o peggio ancora sul bordo della nuova piazza creando una spaventosa barriera alla vista! Durante i miei primi anni di studio tornando a Monte speravo che qualcuno si prodigasse per dare maggiore importanza alla nostra piazza. Poi a lavori iniziati, ho sperato fortemente che non si traducessero nell’ennesimo rifacimento anonimo (architettonicamente parlando) di cui la nostra realtà è stracolma. Oggi ci sono figure specializzate,  che si occupano della progettazione di parchi, piazze, spazi aperti e giardini, si chiamano architetti paesaggisti. Ma non mi meraviglio che in alcune realtà certi lavori di competenza di un architetto vengano assegnati a geometri o ingegneri (con il dovuto rispetto per entrambe le categorie!). Ma purtroppo non riesco a non rimanere delusa quando nella nostra realtà qualcuno mi chiede se gli architetti ‘progettano anche le case’ , credendo invece che si possano occupare solo di arredamento o di ‘abbellimento’  di esse (AIUTOOOOOOOOOOOO!!!), lasciando agli ingegneri il piacere di redigere il progetto!!!!! Ad ognuno le sue competenze!

    Siamo nel 2008, alle nostre spalle secoli di testimonianze di progetti riusciti e non; scuole di pensiero sperimentate nel tempo. Studiamo il lavoro degli altri! facciamone tesoro! e mettiamo in pratica quello che abbiamo imparato insieme a quello che le moderne tecnologie ci mettono a disposizione per CRESCERE!

    Vogliate scusarmi se sono stata un po’ prolissa, ma da tm ho colto la palla al balzo, perchè questo sfogo non riuscivo a trattenerlo!

    1. ZODD
      Mai , messaggio piu preciso e dettagliato di questo .
      mi complimento con Anry x le splendide definizioni di Piazza.
      Ciffo in qualita di webMaster hai sfruttato anke tu i punti chiave di MonteNet come piazza virtuale?
      le luci il verde e quanto altro?
      🙂
      notte a tutti
      brava Anry
  2. yuri

    Ciao…

    “Purtroppo” mi trovo d’accordo con tm:è triste vedere come,in nome di un poco chiaro modernismo,vengano stravolti spazi,che rappresentano i luoghi-simbolo della nostra comunità:certo non siamo più in epoca greca o romana e il modo di organizzare lo spazio sociale è cambiato,ma mi rendo conto che le soluzioni sono solo di comodo.

    La nuova piazza avrebbe dovuto eliminare il parcheggio furioso delle automobili,ma così non è stato.

    I presunti ritrovamenti (ma abbiam già trovato tanto sotto monte:può bastare?)sono stati coperti col famoso “ciemento intostato”…perchè il cemento?Ora come si toglie,nel caso di eventuali sopralluoghi???

    I luoghi circostanti l’abbazia sono vincolati e non si dovrebbe arrecare danno,neanche visivo e quindi con coperture,alla sua struttura.

    Per ritornare al “buco” cioè al foro(chiamarla piazza…ma!!!):il danno,fatto all’obelisco di s.rocco,è stata un’operazione in vero stile futurista(con tanto di squarcio da cannonata) o un tentativo mal riuscito di abbatterlo???

    A questo punto,si può solo sperare che i lavori finiscano presto e che qualcosa si salvi,lasciando magari alle nuove generazioni competenti,la possibilità di organizzare lo spazio in cui viviamo in una maniera più umana e meno angosciante di quello che si vede oggi…

    PS:complimenti ad Anry,per il post:peccato che non verrà mai letto dagli interessati,perchè troppo occupati a “forare” o “agorare”!!!

    Ciao…

  3. òlucano

    Mi dipsenso da affrontare temi di architettura e invito tutti a pensare a quanto dico: il finanziamento erogato per la ridefinizione di piazza Roma, la piazza urbana del comune doveva necessariamente essere impiegato in prima stralcio sulla piazza “collettiva” e poi nella Piazza privata dell’antico palazzo ducale.

    Evidenteente i signori del comune hanno pensato bene di fare il contrario, infatti in nome dell’interesse del pubblico l’aaministrazione ,nelle persone che tutti noi conosciamo , ha consentito prima di risolvere problemi privati di ripavimentazione della corte del palazzo e poi con la restante somma affrontare i lavori della piazza che oggi restano monchi e credo che non avranno neanche l’ardire di richiedere un finanziamento………sono quanto di peggio il paese possa meritarsi…chiedo agli elettori di destra….siete dei caproni che votate sensa alcun impegno a pensare a cio che vi combinano sotto gli occhi

    1. tm

       

      caro lucano, pare che quello di lasciare lavori a metà sia un uso normale per l’attuale amministrazione. Piazza roma è solo l’esempio più evidente e sotto gli occhi di tutti ma basterebbe girare un po per il paese per accorgersi che esempi di questo tipo ce ne sono diversi.

      tanto per citarne uno vi invito a recarvi in via balconi sottani dove lo scorso anno è stato eseguito solo per un terzo di strada il rifacimento della rete fogniaria e pavimentazione bloccatosi improvvisamente per mancanza di fondi, mentre dai pozzetti più a monte continuano a venire fuori con cadenza quasi quotidiana liquami di fogna.

      viene il dubbio che le attenzioni dell’attuale amministrazione siano rivolte esclusivamente a interventi che riguardano determinate persone o luoghi mentre gli interessi generali della comunità vengono continuamente disattesi.

      La collettività montese è tenuta talmente in considerazione che a distanza di 6 mesi dalla petizione di 1400 cittadini sul probleme dei cani randagi e del canile municipale ancora non è venuta nessuna risposta se non quella dell’ass. quarato che si è improvvisato per qualche giorno accalappiacani portando al canile di matera qualche randagio mentre il paese resta invaso da branchi di cani che di notte si apprestano ai cassonetti in cerca di cibo e la cui cura è lasciata completamente nelle mani di qualche persona di buon cuore che di tanto in tanto provvede a distribuire del cibo.

      Tutto questo accade a monte sotto gli occhi di tutti, elettori di destra e di sinistra ma anche soprattutto sotto gli occhi di una opposizione inesistente.

      tm

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