domenica 29 Novembre 2020

HEYSEL MALEDETTO HEYSEL…

Era il 29 maggio dell’85’ , era il giorno della finale di coppa dei campioni , era il giorno tanto atteso per milioni di tifosi juventini e per l’intera societa’ Juventus.I bianconeri erano all’apice del ciclo firmato da Platini (e tanti altri grandi campioni) e rincorrevano la coppa che li aveva già respinti nel 1973 e nel 1983. I “reds” di Ian Rush e Bruce Grobbelaar si presentavano alla finale per difendere il titolo vinto contro la Roma l’anno precedente.Nel tardo pomeriggio però l’atmosfera di quel giorno si ruppe nel peggiore dei modi. Poco prima delle 19 iniziarono  alcuni incidenti nel “Settore Z”,tribuna in teoria riservata ai tifosi neutrali ma che in realtà conteneva spettatori di entrambe le squadre. Una gradinata separata dalla curva del Liverpool soltanto con una rete, insufficiente, scadente, come tutta la struttura dell’Heysel, come tutta l’organizzazione locale. In pochi minuti si scatenò il finimondo: le cariche dei tifosi inglesi al quale le forze dell’ordine (pochi agenti mal organizzati) non opposero alcuna resistenza, costrinsero alla fuga gli italiani che si accalcarono dalla parte opposta del settore, verso un’uscita, una via di salvezza che non c’era. Crollò un muro sotto la calca, in una situazione irreale, con gente inorridita e spaventata, altra infuriata, altra che non si rendeva bene conto di quello che avveniva. Strazio , desolazione , volti sconvolti e un’aria triste completamente diversa dall’aria di una finale di calcio si respirava anche negli spogliatoi e tra i giocatori , gente che fuggiva da quel maledetto settore Z , altri non erano riusciti a fuggire alla morte , morti per una partita di calcio. Lo stadio Heysel si trasforma in un cupo e buio teatro tragico , ma nonostante molti ,me Platini avevano gia’ fatto la doccia e nonostante la richiesta della societa’ Juventus , tramite il suo presidente Giampiero Boniperti di non giocare , la UEFA decide che è meglio giocare , decide di non dare la giusta dignità a quei morti , li giunti per gioire per una coppa e tristemente deceduti. Una scelta dolorosa e considerata da molti irresponsabile , il calcio quella sera non centrava niente con quella tragedia , il calcio quella sera non doveva esserci. La Juventus vinse , ma quella coppa in bacheca non è mai esistita , una coppa piena di strazio e di lutti , una coppa di una finale inesistente di una finale che quella sera li’ del 29-05 85 non si doveva giocare. La Juventus quella sera esulto’ , ma molti di quei giocatori si sono scusati , per quella esultanza , quella sera non c’era nulla da esultare , quella sera il calcio doveva fermarsi e riflettere , riflettere su come e perchè si deve morire in uno stadio , colpevoli solo di aver voluto assistere ad una finale di champions league , colpevoli solo di essere tifosi. Oggi a 23 anni dalla tragedia , l’heysel è stato ricostruito , ma quel settore Z è ancora presente , come se quella tragica notte lo abbia segnato in maniera indelebile. fuori da quel tragico stadio quelle lapidi dei 39 angeli ,  a ricordare che neanche il tempo potrà cancellare quella tragedia , a ricordare che il 29 MAGGIO 1985 NON E’ LA DATA DELLA VITTORIA DELLA PRIMA COPPA DEI CAMPIONI DELLA JUVENTUS MA IL 29 MAGGIO E’ LA COMMEMORAZIONE DI QUEI 39 ANGELI SALITI IN CIELO…..Perchè quella sera lo sport e il calcio persero parte della propria poesia e della propria innocenza…..

da un intervista di Beccantini a Platini: “Il calcio è malato?” «No, il calcio è bellissimo. Malati siamo noi. Io che esultai all’Heysel non finirò mai di sdebitarmi”


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