DOPO CHIANCIANO

 

lettera inviata dal sottoscritto al Segretario prc di fidenza

 

Caro Federico, cari compagni,

Il congresso di Chianciano è finito e alla luce dei risultati congressuali posso dirvi che non mi dispiace affatto di aver ceduto il mio posto di delegato al congresso nazionale al compagno Montebello, quantomeno mi sono risparmiato il dispiacere di assistere da vicino alla farsa di un congresso in cui ancora una volta è venuta fuori la litigiosità di un partito, come d’altronde era già successo al congresso di Parma, incapace di un rinnovamento reale sia nella sostanza che nelle idee e dove tutti al di là dei proclami congressuali dimostrano un attaccamento morboso al posto che ricoprono.
Oggi posso veramente affermarlo con sincerità e onestà, per la prima volta da quando tredicenne decisi di abbracciare le idee del socialismo mi sento orfano.
Ho trascorso trentotto anni di affascinante avventura che insieme ai compagni del PCI prima e di Rifondazione poi mia hanno visto in prima fila nelle innumerevoli battaglie per l’emancipazione dei lavoratori e nella difesa della democrazia ogni qualvolta da qualunque parte venissero gli attacchi per minarne le fondamenta, sia che si trattasse di rigurgiti fascisti come a Reggio Calabria nel 72 sia che venissero da una sinistra cieca e intransigente con gli attentati terroristici del partito della lotta armata delle brigate rosse.
Anni veramente stupendi pieni di ideali ma soprattutto con la consapevolezza che il cammino sia pur difficoltoso e pieno di pericoli era fatto insieme a compagni carichi della stessa volontà e dello stesso obbiettivo: lottare per un mondo migliore.

Il congresso di Chianciano non ha sancito solo la divisione del nostro partito, quanto,e la cosa è molto preoccupante, la nostra incapacità di una analisi seria e consapevole di una società che si evolve e dentro la quale vengono continuamente a mancare valori e ideali che solo una sinistra moderna potrebbe portare.

La lotta intestina di questa sinistra può solo favorire ulteriormente quanti con la loro avidità e sete di potere calpestano quotidianamente i diritti fondamentali dell’uomo, viviamo un periodo storico senza precedenti se non con espliciti richiami alla situazione politica degli anni venti che videro l’affermarsi del fascismo in Italia e del nazionalsocialismo in Germania; i Governi applicano sempre più leggi reazionarie e repressive nei confronti di cittadini poveri che vengono dal terzo mondo o anche contro cittadini comunitari che hanno la sfortuna di chiamarsi “zingari”; viviamo il tempo in cui un cittadino italiano viene arrestato a Parma perché sorpreso a rubare un panino in una panetteria (badate bene non dei capi di abbigliamento, ma un panino che non si dovrebbe rifiutare a nessuno) e viene sbattuto in prima pagina come il peggiore dei delinquenti, mentre i delinquenti quelli veri, quelli che affamano l’Italia, quelli che vivono di corruzione e tangenti, quelli si fanno le leggi per autoassolversi.

Difronte a tutto ciò noi non sappiamo fare altro che continuare a litigare tra di noi al solo scopo di assicurarci un posto di potere all’interno di una struttura dove ormai il potere non conta più nulla.

Io non ci sto, non riconosco nelle persone di Chianciano i compagni che mi hanno accompagnato in questi lunghi anni di militanza politica, quelli che ieri avevano il pugno alzato e cantavano bandiera rossa in segno di vittoria non sanno neanche cosa significa alzare quel pugno o cantare quell’inno che per tanti di noi ha significato un modello di vita e di continua ricerca dell’unità di tutti i lavoratori e anche se ho la certezza di lavorare fianco a fianco nel circolo di Fidenza con delle persone serie e responsabili che hanno dimostrato anche nel recente congresso di circolo, forse unico in tutta Italia dove quasi all’unanimità ha prevalso la mozione Vendola, i risultati di Chianciano mi impongono oggi un periodo di attenta riflessione.

Vendola ha dichiarato di voler creare all’interno del partito la corrente “rifondazione per la sinistra”. Io da sempre sono stato contro le correnti, non sono nella mia cultura e non voglio cominciare adesso, posso dirvi che ogni mia decisione sarà il risultato di una attenta riflessione e anche per questo vi posso preannunciare che difficilmente parteciperò alle riunioni del Comitato Politico Federale di Parma di cui faccio parte mentre continuerò con entusiasmo a seguire le attività del nostro circolo e della costituente sinistra unita che a Fidenza è già una realtà.
Un fraterno saluto a tutti
Tonino

Fidenza 28 luglio 2008


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