venerdì 15 Novembre 2019

Le strade della Juventus e di Massimiliano Allegri si separano

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Le strade della Juventus e di Massimiliano Allegri si separano

Massimiliano Allegri a partire dalla stagione 2019-2020 non sarà più l’allenatore della Juventus. Con questo comunicato la società bianconera ha ufficializzato la separazione dal tecnico toscano a partire dal prossimo campionato. Ad influire in modo determinante su questa scelta della dirigenza è stata l’eliminazione ai quarti di Champions League che, subita per mano dell’Ajax, ha gettato nello sconforto tutto il popolo bianconero. Nonostante la Juventus sia reduce dalla vittoria senza storia del suo ottavo scudetto consecutivo, cinque dei quali conquistati proprio con il tecnico toscano in panchina, a Torino sponda bianconera il tempo è maturo per una rivoluzione finalizzata a riportare finalmente a casa la Coppa dalle Grandi Orecchie.

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Un campionato senza storia


Se nella passata stagione la squadra di Massimiliano Allegri aveva dovuto sudarsi la vittoria dello scudetto fino alla fine, quest’anno il campionato è stato senza storia. La Juventus si è resa protagonista di un dominio nettissimo che ha portato i bianconeri a conquistare l’ottavo scudetto consecutivo con ben sei giornate di anticipo. Il Napoli di Carlo Ancelotti non è riuscito a replicare i risultati che nella passata stagione era riuscito ad ottenere con Sarri in panchina e, a risentirne, è stata la spettacolarità del campionato. Alla già dominante squadra degli anni passati in estate si sono aggiunti calciatori di primo livello tra cui su tutti spunta il nome di Cristiano Ronaldo. Il fenomeno portoghese, già cinque volte Pallone d’Oro è arrivato a Torino con l’unico obiettivo quello di riportare la Champions nella città piemontese. Così, però, non è stato e la Juventus si è vista eliminata per mano dei giovani olandesi dell’Ajax. Quella sconfitta, come raccontato anche da Sky Sport, ha assunto un ruolo decisivo nella scelta della società di non rinnovare il contratto a Massimiliano Allegri. L’allenatore toscano è stato accusato di non essere stato capace di dare un gioco alla propria squadra che, basando tutto sui singoli e sulle giocate individuali, è apparsa incapace di reagire nei momenti di difficoltà che si sono presentati lungo il cammino europeo. La sensazione è che i singoli e il “non gioco” bianconero possano bastare per vincere un campionato in cui i diretti avversari hanno dimostrato di essere nettamente inferiori ma che, al contempo, in Europa ci sia bisogno di qualcosa di diverso. A conferma dell’assunto si erge la circostanza che al 17 di maggio vede la Juventus vantare ben 23 punti di vantaggio sull’Inter che attualmente ricopre il terzo posto e che secondo le scommesse sportive di Betway, a quota 1,40, è la favorita assoluta per la conquista di un posto in Champions. Se si considera che nelle ultime quattro giornate i bianconeri hanno mollato la presa ed hanno perso più partite di quanto non ne avessero perse in tutta la restante parte di campionato, ecco che il distacco di 23 punti assume un peso ancora maggiore. La supremazia è netta e all’orizzonte non si vedono squadre che nelle prossime stagioni possano dare del filo da torcere ai bianconeri che si apprestano ad aggiungere altri titoli al loro già impressionante bottino.

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Le delusioni in Coppa Italia e Champions League


Se è vero che nella competizione “lunga” la Juventus è praticamente imbattibile, è altrettanto vero che la squadra bianconera ha un problema con le partite di coppa. Nelle partite secche e nelle partite di andata e ritorno la squadra di Massimiliano Allegri ha dimostrato di patire molto l’intensità e la velocità degli avversari. Controllare le fasi di gara e abbassare i ritmi in queste sfide è praticamente impossibile ed i bianconeri hanno palesato grandissime difficoltà nel modificare il proprio modo di stare in campo. In Coppa Italia, ai quarti di finale, è così giunta l’eliminazione per mano di una sensazionale Atalanta che ha avuto la forza di annichilire gli avversari e di guadagnarsi l’accesso alla semifinali con il sonoro risultato di 3-0. Lo stesso è accaduto in Champions League dove i bianconeri sono stati chiamati ad affrontare i terribili giovani dell’Ajax. Nella doppia sfida gli olandesi hanno meritato ampiamente il passaggio del turno ed hanno dimostrato che l’organizzazione di gioco, il dinamismo ed il gioco corale a determinati livelli contano molto di più della forza dei singoli e delle individualità. L’eliminazione dalla Champions, come detto, è stata probabilmente decisiva ai fini dell’esonero di Allegri il quale, dal canto suo, ha continuato a sostenere di aver bisogno di ulteriori rinforzi. La proprietà e la dirigenza ritengono invece che la rosa juventina sia una delle più forti e complete a livello europeo ed hanno quindi deciso di mettersi alla ricerca di un allenatore che possa valorizzare al meglio il capitale umano a disposizione. Ad oggi gli indiziati principali per ricoprire il ruolo di allenatore sono due: Didier Deschamps, ex Juventus e attualmente CT della Nazionale Francese Campione del Mondo, e Maurizio Sarri che, dopo essere stato un rivale nelle sue tre stagioni alla guida del Napoli, potrebbe incredibilmente accasarsi a Torino.


La sensazione è che questa squadra avesse bisogno di una piccola rivoluzione e che il rapporto tra Allegri e i giocatori fosse ai ferri corti da molto tempo. I tifosi juventini, dal canto loro, sperano che quanto prima la Champions League possa essere riportata all’ombra della Mole. La Vecchia Signora ha dimostrato in più di un’occasione di essere una delle squadre più forti a livello europeo ed il prossimo allenatore bianconero dovrà essere bravo a valorizzare al meglio il materiale a propria disposizione, riuscendo nell’impresa di dare un gioco convincente ad una squadra che, per troppo tempo, ha vinto nonostante non giocasse bene al calcio.


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