Il PAPA e l’AIDS

In un’intervista rilasciata durante il suo primo viaggio in Africa, riferendosi alle epidemie di Aids, il pontefice ha annunciato che «non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi».

Mi incuriosisce molto raccogliere le opinioni dei cattolici riguardo a questa affermazione. Voi montesi.net cosa ne pensate?

Se io fossi un padre e avessi dei figli cosa dovrei fare? Rimproverarli se comprano i preservativi? Sarebbe un comportamento responsabile? Personalmente faccio molta fatica a pensare che queste siano parole d’amore. Sono senza fede se mi pongo questi quesiti?


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9 Commenti

  1. SpigaVacand

    …se fosse stato per quello che nell’arco dei secoli hanno detto i Papi e gli alti prelati, a quest’ora saremmo convinti che il sole giri intorno alla terra, che esistono le streghe, che i comunisti mangiano i bambini, che la Roma di Veltroni era in degrado e quella di Alemanno in pochi mesi è diventata una città ospitale e sicura (parole di sua Santità), che Welby è un criminale e non merita un funerale mentre a Catania fanno fermare la statua di S.Agata per mezz’ora sotto la casa di Santapaola e concedono funerali solenni a pluriomici…per fortuna la chiesa è fatta anche da Padre Prosperino, da Don Gallo, da Don Benzi, da Madre Teresa, da tanti uomini e donne straordinarie che hanno dedicato tutta la propria vita al prossimo, mettendo in pratica la carità Cristiana.

    Forse sono uscito fuori tema? cmq credo che da ciò che ho scritto si capisca cosa ne penso in merito…Pace e Bene

  2. trilucy

    Io i malati di Aids li ho visti,li ho conosciuti,ci ho lavorato insieme e , ahimè, li ho sepolti.

    Se anche il Papa e tanti ben pensanti prima di sparare sentenze trascorressero qualche settimana in Africa come anonimi volontari, invece che girarvi con auto blindate….forse dai loro cervelli scaturirebbero idee più ponderate e razionali.

    L’Aids è un nemico invisibile, non è una malattia che vedi subito, solo chi è abituato a stare in mezzo ai malati sa notare i segni e sintomi che caratterizzano chi ne è affetto.

    E’ vero che occorrre l’educazione sessuale,ma è anche vero che per bloccare questa strage silenziosa occorrano dei mezzi appropriati.

    E non crediate che l’uso dei preservativi sia così diffuso in Africa!Te ne regalano ovunque: negli ospedali, ai centri sociali,agli angoli delle starde,….ma la gente per tradizione culturale non li usa.Chi ne usa di più sono i bambini che li trasformano in palloni da calcio rivestendoli con mini sacchetti di plastica, legati insieme da fibre naturali!!

    E’, quindi, già molto difficile combattere l’Aids cercando di convincerli ad usare i preservativi,pensate come sarebbe se cercassimo di convicerli a seguire la dottrina cristiana alla lettera!

    Noi poi ragioniamo con la nostra mente europea,ma in luoghi ove la scuola non esiste e la cultura locale impone ancora matrimoni tra adolescenti……non c’è contracezione  che regga.

    Forse il viaggio del Papà non avrebbe dovuto prendere questa piega,ma sono felice che sia emersa questa piaga e che se ne parli,perchè solo la conoscenza di un problema può portarne alla soluzione.

     

     

    1. ciffo

      Sono contento di leggere queste parole… poi il fatto che sia Luciana, che ho conosciuto e so quanto si applichi per i bisognosi insieme a fra’Antonio, mi rincuora… non solo laici e anticlericali possono indignarsi per queste assurde parole del pontefice.

      Chissà don Domenico cosa pensa e cosa avrebbe da dirci?
      Don perché non intervieni anche tu?

      1. piovasco

         

        La fede riguarda l’anima lo Spirito, la vera essenza dell’essere e delle religioni.

        Gli argomenti riguardanti l’educazione sessuale e i preservativi toccano l’aspetto terreno della nostra esistenza, aspetto che volendo è secondario quando si parla di concetti come la fede. Dispiace che si dia risalto sempre a questioni così materiali quando si deve parlare di religione e mai a quegli aspetti più strettamente legati alla carità o alla dignità umana. Dispiace ancora di più quando certi argomenti vengono affrontati da personalità di così alto rilievo nelle gerarchie ecclesiastiche come il Papa.

        1. ciffo

          kevin ci conosciamo bene e non sarebbe male fare anke a 4 occhi una conversazione su questi argomenti.
          Peccato che non potremo parlare di penombra fino a che vorrai continuare a rimanere nell’ombra.

  3. Raf

    Tocca sempre a me (o al clerico-fascista corvo) difendere le parole del papa su questo blog. Ma ‘stavolta devo ammettere che è difficile.
    Vorrei pero’ riportarvi, molto brevemente, un articolo di G. Reale del Corriere di stamattina,
    Nello stesso viene messa in risalto la continuità tra questo papa e G. Paolo II. Negli scritti di entrambi si trova un’esaltazione dei valori primordiordiali del cristianesimo: sull’amore in tutte le sue forme e addirittura sulla digità nel morire…
    L’autore sottilinea inoltre la stretta collaborazione teologica tra l’ex pontefice e B. XVI.
    Tali sintomi di “illuminismo” sono pero’ in netto contrasto con l’oscurantismo che dimostra a parole su certi temi.
    Lo stesso G. Reale si chiedeva se non fosse in qualche modo condizionato dai sui collaboratori a seguire una certa linea (e penso al potere della CEI).
    Anch’io, come Ciffo, sarei curioso di sapere che ne pensa un prete (magari don Domenico, visto che segue monte.net). Qual’è la voce della chiesa (passatemi il termine) di periferia?

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