mercoledì 25 Novembre 2020

La famigerata nube di cenere..parla un esperta del CNR di Potenza

Entro 24 ore sara’ su tutta l’Italia la nube di ceneri rilasciata dall’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull.

 

"Aspettiamo il picco nella notte tra martedì e mercoledì", afferma all’Adnkronos la fisica dell’atmosfera Gelsomina Pappalardo, Coordinatrice Progetto europeo Earlinet che conta 26 stazioni di misurazione in Europa e ricercatrice dell’Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale del Cnr di Tito Scalo, in provincia di Potenza. "Al momento – afferma la ricercatrice – la nube è stata registrata su Firenze tra i 1700 m e i 3400 m di altitudine con il sistema lidar dell’Ifac, sempre Cnr, ed e’ stata anche registrata sul monte Cimone che registra un’altitudine di 2.165 metri sul livello del mare. Da un’ora in quelle zone registriamo un aumento delle concentrazioni di particolato, indice che la nube sta arrivando dal Nord". "Al momento – aggiunge Pappalardo – a causa delle condizioni meteo, non abbiamo dati su Roma e nelle stazioni di rilevamento di Napoli, Lecce e Potenza non registriamo ancora la presenza della nube anche a causa di problemi meteo".

 

"Al momento le stazioni de L’Aquila e di Potenza hanno cominciato le misure ma non abbiamo ancora registrato dati nell’area centro-sud del Paese" ribadisce la ricercatrice a capo della più sosfisticata rete europea di ricezione dati dotata di sistemi lidar, i Light Detection and Ranging, radar ottici basati sull’invio in atmosfera di radiazione laser, gli unici sistemi al mondo in grado di fornire la quota, base e top, di una nube vulcanica.

 

L’Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale del Cnr (Imaa-Cnr), infatti, coordina il progetto europeo Eerlinet, l’European Aerosol Research Lidar Network, una rete di 26 stazioni lidar, costituitasi nel 2000 e distribuita su scala europea, dalla Norvegia al sud Italia, dal Portogallo alla Grecia. "Stiamo seguendo la nube – spiega Pappalardo – fin dalle prime ore dall’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull, e le stazioni italiane Earlinet de L’Aquila, Napoli, Potenza e Lecce, che sono in allerta, hanno appena cominciato le osservazioni sul nostro Paese che continueranno in base a quanto le condizioni meteo lo permetteranno".

 

"Dai primi dati modellistici – continua la ricercatrice – la nube è già presente oggi nei cieli italiani ma il picco ci sarà tra martedì e mercoledì". "Osservata in Olanda sin dal 15 aprile, la nube – sottolinea Pappalardo – si è infatti spostata sulla Francia e ha poi raggiunto la Germania. Il picco di intensità su Monaco è stato osservato il 17 aprile, dove lo strato più piccolo, di circa 100 metri e costituito da cenere, particelle più grosse, è sceso a quota 3000 metri sul livello del mare. Oggi, dalle 14,30 circa, la nube è arrivata in Italia ed uno strato è stato evidente sopra la Toscana, a Firenze. Al momento riteniamo che stia gia’ scendendo verso il Centro-Sud".

 

E, grazie ai loro sofisticati dispositivi, i team di ricerca coordinati da Gelsomina Pappalardo sono anche in grado di capire come è fatta la nube, fornendo dati cruciali al World Meteorological Organization e alle istituzioni che coordinano il traffico aereo.

 

"E’ importante – continua la scienziata italiana – misurare dove sta la nube ma anche dove non sta, per avere l’idea esatta di come e dove si sposta. Questi dati servono agli esperti degli enti preposti agli standard di sicurezza dei voli. Con questi dati si procede sulle decisioni. A livello nazionale siamo in contatto continuo con la Protezione Civile". Pappalardo quindi sottolinea che è "la prima volta che dati scientifici derivanti da ricerche così spinte entrano nella vita quotidiana dei cittadini dimostrando l’importanza della loro concretezza". "Questa eruzione, infatti, sta avendo impatti socioeconomici molto alti sulla società e – aggiunge – la scienza e la ricerca sono pronte a dare risposte".

 

Ma come è fatta la nube che sta mandando in tilt il sistema dei trasporti aerei di interi Paesi? "E’ una nube – spiega Pappalardo – di particelle di SO2, cioè di solfati, tipici componenti di eruzioni vulcaniche. Si tratta di particelle più grandi di quelle che normalmente si trovano in atmosfera. La nube è generalmente composta da particelle di varie dimensioni, le più grandi, misurabili in svariati micrometri, sono le ceneri che cadono sulla terra più rapidamente e noi non ci aspettiamo questo in Italia". "Quelle più piccole – continua – sono inferiori ai 10 micron e sono le cosiddette PM10. Al di sopra di una certa concentrazione sono pericolose per la salute delle persone, ma in questo caso non ci aspettiamo rischi del genere". "Basti pensare – conclude Pappalardo – all’eruzione dell’Etna del 2002, così vicina a noi ma che non provocò impatti per la salute dei cittadini".

 

FONTE: http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Nube-di-cenere-dallIslanda-esperta-Cnr-Tra-24-ore-sara-su-tutta-lItalia_272984607.html


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