mercoledì 01 Dicembre 2021

A PROPOSITO DI “CARNEVALE E TRADIZIONI CULTURALI”

Il suggerimento a noi e a voi tutti è quello di non lasciare che vadano persi, per facili contagi con altre forme “forestiere” di festeggiamenti, la vera natura ed il vero significato di queste espressioni.

Prendendo spunto da quest’ultima frase dell’intervento della Professoressa Anna Maria Mangieri, del centro studi "Ernesto De Martino" di Napoli, sul significato antropologico e folcloristico del carnevale in Basilicata, non posso fare a meno di esprimere il mio modesto e personale punto di vista sulla discussione che si è aperta in occasione della edizione "estiva del carnevale montese".
La mia non vuole essere assolutamente una critica agli organizzatori, o ai tanti ragazzi che si sono spesi, con sacrificio e grande entusiasmo, per la sua realizzazione, al contrario, la loro voglia di fare, è sen’altro da elogiare e suggerire ad esempio.
Semmai, criticabile, è il significato che si vuole dare a tale evento, facendolo passare come tradizione culturale del nostro paese, cosi come ampiamente dichiarato nel video inserito da Ombra, dai nostri assessori,
rappresentanti di una comunità, che dovrebbero essere i custodi di un patrimonio culturale che in questo modo si rischia di inquinare e snaturarne dei reali significati.
Accostare poi l’abbazia, luogo di culto religioso, e da sempre in antitesi con la natura pagana e ribelle propria del carnevale, suona, per cosi dire, fuori luogo e di cattivo gusto.
Non vi è dubbio che la ricerca di nuovi costumi, da inserire nel contesto di vita sociale e di divertimento, possano trovare riferimenti sostanziali all’interno della nostra comunità, essi però non devono in alcun modo essere sostitutivi di quelli che sono i richiami antropologici della nostra natura contadina, che affondano le proprie radici nella storia, e che è un bene che vengano tramandati ai nostri figli con il loro reale significato, al fine di preservarne i legami che da sempre li legano alla vita di paese.
Recita una vecchia canzone montese, " alì, alì, alì, sciam accogghie l’alì, m’accogghie l’alì fasol, l’ima dà a u prim amor".
Sono le parole che racchiudono un’altra antica tradizione carica di intensi significati, di cui si sono perse le tracce, cioè l’omaggio alla propria fidanzata, nel primo anno di fidanzamento, del panierino contenete olive fasole, vera ricchezza e frutto nobilissimo di inestimabile valore nel mondo contadino lucano. L’omaggio di quelle olive, superava per significato e intensità, lo stesso omaggio che le nostre famiglie facevano ai medici e notabili locali con le regalie di panieri colmi di uova o galline da fare in brodo.
La cultura contadina, è ricca di espressioni e momenti di vita collettiva, ognuno dei quali, a secondo dei periodi o dei contesti in cui si inseriscono assumono una determinata importanza che inseriti in contesti e periodi diversi ne farebbero sminuire, fino a far scomparire del tutto i significati per i quali sono stati pensati e tramandati di generazione in generazione, fino ad arrivare ai nostri tempi.
Credo che riproporre momenti culturali ormai quasi del tutto dimenticati, non sia un delitto, un delitto è il volerli farli rivivere cambiandone completamente la struttura e il significato profondo che li ha visti protagonisti nel tempo della vita socioculturale del nostro paese.
L’utilizzo dei carri di cartapesta nel carnevale montese, risale all’incirca alla fine degli anni settanta, quando un nostro concittadino, il " Capo Zaccaro", li introdusse la prima volta portando a Montescaglioso i pupi di cartapesta utilizzati gli anni prima nel carnevale di Putignano, e cosi negli anni successivi. Non vi è dubbio che l’intraprendenza e la fantasia di Zaccaro, abbia aggiunto momenti di divertimento al nostro paese, cosi come non vi è assolutamente dubbio che con il loro arrivo un altro momento significativo del carnevale montese scomparve del tutto e di cui oggi si sono perse completamente le tracce.
Per coloro che non lo sanno, o che ne hanno perso la memoria, vorrei ricordare che il carnevale a Montescaglioso, non era solo il carnevalone del martedi mattino, bensi, la domenica precedente, e lo stesso pomeriggio del martedi, era caratterizzato da un evento non meno importante, e che faceva parte a tutti gli effetti della tradizione carnevalesca montese: la sfilata degli sposi e delle coppie, che mascherati si fermavano ad ogni incrocio, e al suono di fisarmoniche e organetti si esibivano in mazurche e tarantelle con grande maestria.
Lo stesso carnevalone, per anni ha rischiato di andare nel dimenticatoio, e se oggi sta ritrovando nuovo vigore lo si deve principalmodo alla caparbietà di alcuni giovani ed associazioni tra le quali la CEA che ne hanno voluto riproporre la realizzazione. Credo che in questo si sia sulla strada giusta, e ora che è nata anche una associazione che si richiama al carnevale, le opportunità per il rilancio e la valorizzazione di questa nostra tradizione possono essere tante, facciamo solo in modo, come affrma la Professoressa Mangieri, che essa non si perda dietro ad inquinamenti di "altre forme forestiere di festeggiamenti".
un saluto a tutti
tonino ditaranto


Commenti da Facebook

16 Commenti

  1. Michele69

    Caro Tonino Ditaranto, forse il senso della manifestazione "Carnevale Montese Estivo" e’ stata fraintesa, forse avremo dovuto fare un comunicato stampa per spiegare bene a tutto il mondo il perche’ della manifestazione…

    In parole povere, e senza dilungarsi in stanchevoli scritture, che poi sono stancanti da leggere, la manifestazione e’ stata fatta solo ed esclusivamente per far conoscere ai forestieri, e sopratutto a quelli di oltre alpi il Carnevale Montese, un modo come un altro per pubblicizzare le date del carnevale invernale, e per darvi appuntamento,  ribadisco che e’ stato fatto in questo periodo solo per dare maggiore visibilita’ ad un evendo invernale che ormai fa’ parte della storia di Montescaglioso anche da prima del "Capo", evento che come tutte le cose si e’ andato evolvendo negli anni.

    Ma… poi, caro tonino, ritornando a quanto hai citato:

    "Accostare poi l’abbazia, luogo di culto religioso, e da sempre in antitesi con la natura pagana e ribelle propria del carnevale, suona, per cosi dire, fuori luogo e di cattivo gusto",non hai dimenticato qualcosa ??? … ma non eri tu’ che anni addietro organizzavi dei RAVE in abbazia ??? qualcuno forse non lo sa’, ma io lo ricordo bene perche’ ho sorpassato i 40 !!!

    1. maddalena ditaranto

      io credo che la contaminazione cuturale non sia un inquinamento ma una ricchezza, e a prescindere da questo,  dal momento che l’intento non è stato quello di sostituire una manifestazione all’altra, non capisco veramente le ragioni della polemica.

      Sinceramente la targa "città del carnevale" mi sembra eccessiva (è solo una opinione) e la targa "città dell’abbazia" pleonastica e comunque dalle immagini (non l’ho vista dal vivo)mi sembra un pò pacchiana 🙂

      1. tm

        scusa Michele, ma credo ci siano dei fraintendimenti. Il mio richiamo all’accostamento trà abbazia e carnevale, non è riferito al fatto che l’abbazia possa essere anche luogo di manifestazioni extrareligiose, ma al richiamo fatto nell’intervista dell’assessore Zaccaro che accosta il carnevale all’abbazia come luogo di partenza e massimo fulcro del carnevale, cosa che anche tu certamente saprai, storicamente e culturalmente non è assolutamente vero, e anzi originariamente in antitesi. Per quello che riguarda l’edizione estiva, personalmente ritengo che la promozione delle tradizioni popolari, possano avere decine di canali di divulgazione, non escluso eventuali riproposizioni, l’importante che rimanga ferma la natura culturale e popolare di quello che si vuole riproporre, e non una distorsione di ciò che sono le reali tradizioni.

        Resto comunque convinto che l’impegno dei ragazzi, vada comunque elogiato e gratificato in ogni caso.

        1. Wiseman

          ti pareva tonì che non aprivi un altro post sullo stesso argomento? è sempre la stessa storia: protagonismo! ma come si fa ancora a discutere su una manifestazione che, comunque ha attirato e divertito parecchia gente, nonostante la concomitanza di altri 2 eventi, forse non lo si doveva chiamare Carnevale Estivo, ma che sarebbe cambiato?

          Almeno per qualche ora si è riuscito a togliere tantissimi ragazzi e ragazzini davanti ai computer, da facebook e playstations varie, il tutto all’insegna del sano e puro divertimento!

          Per quel che riguarda la famosa "Città del Carnevale", per me l’idea può funzionare, anche perchè siamo sicuri che le varie città e paesi che si definiscono: del sole,del mare, del culatello o del panettone, abbiano tutti i requisiti per fregiarsi di questi titoli?

           E’ inutile…non ce la faremo mai!

        2. Michele69

          Queste incomprensini… cominciano ad essere un po’ troppe !!!   io non vedo perche’ se una persona in questo paese ha un prurito, non se lo puo’ grattare senza prima fare un comunicato stampa, avvisare tutte le autorita’ecc.. ecc…

          Non abbiamo chiesto una lira a nessuno per questa manifestazione, lo abbiamo precisato e reso noto e mi hanno detto che penso sempre ai soldi, noi lo abbiamo precisato proprio per far capire a qualcuno che a differenza di altre associazioni o enti vari, facciamo le cose gratis, con un minimo impegno del comune per il palco in piazza, abbiamo comunque fatto divertire i ragazzi, ed e’ quello che volevamo, perche’ sono i ragazzi il futuro del carnevale.

          Se poi non siete d’accordo per come si sono espressi i nostri amministratori nell’intervista, o c’e’ stata qualche incomprensione, aprite un dibattico con loro, e non usate il carnevale per punzecchiare l’amministratore di turno,  ricordate  che l’Associazione di Promozione Sociale Carnevale Montese e’ APOLITICA e senza fini di lucro.

          Grazie.

      2. Vincenza Abbatiello

        Maddalena ti adoro.

        Condivido in toto quello che dici.

        L’intento dei ragazzi che hanno organizzato il carnevale era proprio quello di far divertire e trascorrere una serata ed una giornata diversa. Non capisco perché questo accanimento.

        Per quanto riguarda le targhe, ovvio l’amministrazione attuale vuole lasciare segni tangibili della sua "operatività".

        Certo è che se si è fatto qualcosa lo si deve solamente all’impegno dei ragazzi e delle ragazze che caparbiamente hanno deciso di farla. Poi sui manifesti si può trovare lo stemma di questa o di quell’amministrazione, ma a parer mio, in molti casi è solo uno stemma.

         

  2. Raf

    Per me si sta facendo un po’ di confusione.
    Un conto è il discutere sulla serata, ottimamente organizzata e ben riuscita come dimostrano i numeri. Altro è parlare di tradizione.
    Sull’oportunità di un carnevale estivo ne abbiamo già discusso… ma si tratta tutto sommato di valutazioni opinabili…
    Quello che non mi torna, invece, è il discorso tradizione.
    A mio avviso il carnevale tradizionale montese non è la discoteca in piazza (che si fa in tatnti altri posti) ma il “carnevalone”. Correggetemi se sbaglio. Quello è davvero tipico e se mai andava riproposto anche d’estate per farlo conoscere ai “forestieri”
    Il carnevale serale, sebbene ben organizzato, non è una cosa tipica e tradizionale di Monte.
    Quindi in definitiva: complimenti ai ragazzi per la bella serata organizzata e per l’impegno che ci mettono (2 volte all’anno)… ma nell’assessorato alla cultura mi pare ci sia quantomeno un po’ di confusione tra tradizione, festa in piazza, carnevale, abbazia…

    1. RoKKo77

      Quando abbiamo deciso di organizzare la prima edizione del carnevale estivo montese sapevamo che qui ne avreste dette di tutti i colori e stiamo cogliendo tutto cio che cè da cogliere, il nuovo passo in avanti, ne parlavo ieri sera con un bel po di persone, è quello di introdurre anche la vetrina carnevalone, per vetrina intendo riferirmi al discorso che il carnevale estivo deve essere una vetrina per i turisti che non possono permettersi di vivere montescaglioso durante l’anno, per quanto riguarda il carnevale montese, raf devi sapere che è una manifestazione montese, e ha una storia, e un giorno te la racconterò, questa storia parte negli anni 30-40 quando si facevano le "macchiette".

      1. RAVILO

        Ma mi spiegate cosa centrano le tradizioni con il carnevale estivo che era alla prima edizione???…Come detto da Michele era una prima edizione per testare se ciò che viene fatto a febbraio possa essere riproposto in estate per una maggiore visibilità di quanti in inverno non ci sono…NON E’ STATA CHIESTA UNA LIRA A NESSUNO ED E’ STATO CREATO TANTO DIVERTIMENTO , CREDO CHE ANCHE I BAMBINI O MOCCIOSI ABBIAMO DIRITTO DI DIVERTIRSI , ANCHE PERCHE’ MOLTI GRANDI SAPN SCHITT PARLA’……IL VERO PROBLEMA DI QUESTO PAESE E CHE SE NON SI FA NIENTE CI SI LAMENTA , SE LO SI FA SI DEVE CRITICARE PER INVIDIA ECCO LA VERA VERITA’ ….MA NOI DEI VOSTRI COMMENTI NEGATIVI CE NE INFISCHIAMO LA NOSTRA VITTORIA E QUANDO PER LE STRADE VENIAMO TANTI RAGAZZINI CHE TI SORRIDONO E TI CHIEDONO QUANDO SI BALLA DI NUOVO??….FACCIAMO DI NUOVO CARNEVALE…..QUESTA E’ LA NOSTRA VITTORIA , QUELLA DI UNA PIAZZA PIENA , QUELLA DI GENITORI CHE VEDEVANO I LORO FIGLI MENTRE SI DIVERTIVANO IN MANIERA SANA E SOPRATTUTTO NEL LORO PAESE , QUESTE SONO LE NOSTRE VITTORIE , LE STESSE NOSTRE VITTORIE CHE PORTANO ALLE VOSTRE AMARE SCONFITTE CARI INVIDIOSI E CRITICONI , PERCHE’ SABATO VOI CHE CRITICATE AVETE PERSO ANCORA , MENTRE MONTESCAGLIOSO HA VINTO ANCORA DIVENTANDO CITTA’ DEL CARNEVALE…..APRITE GLI OCCHI E NON CI APPELLIAMO AL FATTO SE L’ABBAZIA MESSA VICINA AL CARNEVALE DISTRUGGE LE TRADIZIONI O ALTRO , QUA NON VIENE DISTRUTTO PROPRIO UN BEL NIENTE , ANZI VENGONO SALVAGUARDATE E MESSE IN EVIDENZA LE NOSTRE TRADIZIONI , DALLA NOSTRA ABBAZIA AL NOSTRO CARNEVALE , A QUEI GIORNI DI DIVERTIMENTO PURO E SANO , CHE DA ALTRE PARTI TANTO CI INVIDIANO…CARI MONTESI CRITICONI IMPARATE UN PO’ A CRESCERE E A FARVI USCIRE UN PO’ DI VOLONTA’ E VEDRETE CHE IL PAESE SARA’ SEMPRE PIU’ BELLO , E SPICCIATL SEMB D TNE’ DA DISC , TANT COM L FACIM L FACIM A VU’ NON VI PIASC MA’ , PCCHE’ NON L FACIT VU’…..

  3. Ape Maya

    La lettura di questi commenti mi lascia davvero esterrefatta. è difficile, se non impossibile, rimanere passivi davanti al pc in questi casi.

    Mi piacerebbe commentare due cose: il tono negativo dato all’idea di contaminazione delle tradizioni, da parte di TM; e l’idea di confusione di cui parla Raf.

    1) Io credo che faccia parte di un popolo "aperto" lasciarsi contaminare dai territori limitrofi. è una caratteristica propria di ogni società che non si chiude nel guscio dei propri tabù e decide invece di guardare avanti, al proprio futuro. Tanto più se pensiamo, caro TM, che la tradizione del Carnevale di cui stiamo parlando, intendo quella autenticamente con radici pagane, non è mai stata una sola nostra prerogativa e caratteristica. Gli studi di Ernesto De Martino sono pieni di approfondimenti su tante realtà lucane e pugliesi che, in quanto caratterizzate da società agricole, impostavano la propria cultura su questi rituali a cavallo fra inverno e primavera, per propiziarsi le divinità. Per chi non lo sapesse, il Carnevale è strettamente legato ai culti agresti di propiziazione del raccolto. Solo che ogni società locale aveva rituali diversificati. TM, non vedi anche in questo contaminazione fra popoli vicini, con simili caratteristiche? Cosa avrebbero dovuto fare gli antichi? Abbandonare le proprie tradizioni solo perchè erano simili a quelle dei vicini?

    Mi potresti contestare che il Carnevale Estivo non è una tradizione.

    2) E qui subentra la confusione di cui parla Raf. Ma cos’è veramente tradizione? Cosa rientra in una cultura di popolo? Rientra semplicemente ciò che viene compiuto ripetitivamente e periodicamente allo stesso modo, per tanti anni. Ciò non toglie che possa diventarlo anche il Carnevale Estivo. Anche la tradizione del Carro di S.Rocco, se ci pensi, non risale a tanti secoli fa. Eppure è una tradizione ormai consolidata il "non romperlo", come al contrario fanno altrove. 

    Le tradizioni alla fine ce le costruiamo noi di giorno in giorno: sono tasselli di vita quotidiana coltivati (da qui il termine "cutlura") da una comunità che cerca nella ripetitività la propria identità. Fra 50 anni le cose fatte oggi potranno già chiamarsi tradizioni, se non cadono nel dimenticatoio. Pensare sia un delitto, un sacrilegio, ripetere la manifestazione carnevalesca per due volte l’anno, è davvero esagerato. 

    Il problema vero di tutte queste polemiche è che non siamo più un popolo unito, che vuole ritrovarsi nelle stesse tradizioni. Chi resta a Monte si divide in schieramenti a seconda dei colori politici o delle invidie personali, chi emigra si lega a un altro territorio a cui si illude di non appartenere (sbagliando), cercando punti in comune con il paese tramite le "vecchie" tradizioni che conosce: perché quelle nuove non può più viverle come chi resta qui e si sente minacciato dal non averle previste. E l’identità è persa: la distanza non permette di ritrovarsi nei problemi e nelle speranze di chi resta in paese. E allora che facciamo? Dobbiamo evitare di far cose nuove perché dobbiamo conservare le vecchie per chi non sa più ritrovare se stesso nel proprio popolo? E intanto il paese muore, tutti si lamentano e se si fa qualcosa si polemizza. Credo sia giunta l’ora di crescere un pò e guardare avanti. Altrimenti si andrà sempre peggio.

    1. vince_ditaranto

      Ciao Ape,

      mi unisco a Cinzia nei complimenti per la tua coerente e lineare analisi delle dinamiche sociali a Montescaglioso. E’ difficile trovare su montenet qualcuno che scrive così bene come te, sia come forma che come linearità di contenuti. 

      Inoltre vista la tua "saggezza" ti vorrei proporre, come fatto in passato, per diventare prossima ADMIN di MOnte.net. Questo intervento è l’ennesima dimostrazione del fatto che sei adatta al ruolo. 

      Entrando nel merito, credo che la tua analisi sia molto appropriata e certamente mette in evidenza delle peculiarità evidenti della popolazione montese e meridionale (aggiungo io). Ma (credo che ti aspettavi il "ma" prima o poi nel mio interventoCool) ti offrirei un altro punto di vista della questione che certamente non esclude il discorso generale che tu fai e mette in evidenza però una tendenza nelle forme di associazionismo e aggregazione sempre più netta. La tendenza nel fare le cose più semplici e che meno contribuiscono ad arricchire la comunità, ma che fanno breccia nella gente perchè fanno divertire a buon mercato, non fanno riflettere e non serve impegno del singolo che vi partecipa.

      Ho già detto che la cosa non mi entusiasmava, ma ciò non tolgie che se fossi stato a Monte avrei sicuramente partecipato, anche se c’era da dare un contributo economico. Non è detto che le cose siano in contrasto. Bisogna sempre appoggiare l’iniziativa, perchè le stesse persone che oggi fannno qualcosa che "non mi piace" se hanno successo magari la prossima volta fanno qualcosa che mi piace. Io ragiono così. Ma non posso non esprimere il parere su quello che accade.

      Il discorso cruciale è a mio avviso il significato del "…non si fa mai niente…". Sembra, ditemi se sbaglio, che ci si riferisca soltanto ad una cosa ben precisa (in fondo in fondo) alla fine…..serata dove ci si può scatenare e si possa bere!! Mi pare che alla fine solo quello interessi. A Monte si fanno un sacco di cose, per essere un paesino di 10.000 abitanti della Basilicata, ma purtroppo iniziative che non siano "sbevazziamo e scateniamoci" raccolgono pochissime adesioni. Questo che significa?

      Analizziamo per esempio la situazione di MOnte.net: abbiamo proposto miliardi di cose sia come discussione che come azione nel reale…quanta gente ha reagito e ha colto l’invito? POchissime. L’unica cosa che riusciamo a fare ogni anno senza problemi e con adesioni sempre maggiori è la festa del 18. Chissà perchè? Rifletteteci, è l’unica! Qual’è il motivo? Qual’è il motivo per il quale feste e festini sono le UNICHE cose che raccolgono consensi?  Ecco perchè accolgo queste iniziative "festaiole" in maniera tiepida. Mi chiedo, ce n’era bisogno? Tutto qui. Certamente ha ragione Ape quando dice che le tradizioni si costruiscono giorno per giorno, ma queste tradizioni che peso hanno se altri settori della vita sociale vengono sistematicamente ignorati dalla maggioranza del popolo e soprattutto dai giovani? 

      Spero che abbiate colto il mio pensiero. Rimane comunque la mia ammirazione per il comitato del Carnavale prechè so benissimo quanta fatica serve per fare qualcosa. In fondo non è colpa loro, in fondo è quello che ormai interessa alla gente il vero problema…. 

      1. Ape Maya

        … vorrei che tu, Corvo, vedessi la situazione sotto un diverso punto di vista: quello per cui il Carnevale non ha successo solo perchè si può bere e ci si può scatenare.

        Il Carnevale Montese, come ogni festa di piazza, è prima di tutto un’iniziativa che può attrarre gente non di Monte dalle zone vicine: cosa che difficilmente potrebbe fare un convegno su temi socio-culturali o eventi in settori specializzati. Non voglio dire con ciò che questi ultimi non devono esserci, anzi: è bene che si organizzino per non degenerare in una massa di caproni. Però la gente ha anche bisogno di occasioni che creino movimento, turismo, attrattive per di una fascia più ampia di utenti: non è necessario sia per forza una festa disco in piazza, può esser qualsiasi iniziativa che possa far divertire la gente, come le feste di tradizione popolare dimostrano. In genere si decide di andare fuori paese per attività che distraggono, dopo la pesantezza di giorni di lavoro, più che per recarsi a sentire una conferenza: o per lo meno, solo alcuni potrebbero farlo, ma non tutti. Indi per cui è più probabile aver presa su un maggior numero di persone in occasioni gioiose o folkloristiche, con la speranza che queste possano dar luce al paese e possano favorire un interscambio con i paesi vicini da cui ci stiamo sempre più isolando. Basti pensare che il commercio montese è in crisi, mentre se fosse favorito e concorrenziale a livello locale non ci sarebbe bisogno che solo i montesi comprassero in negozi montesi. Anche in questo caso la fascia di utenza sarebbe più ampia, verrebbe gente da fuori, il denaro girerebbe, la comunità prospererebbe e da lì partirebbe la ruota a catena dei posti di lavoro, dei giovani che ritornano, degli eventi che si possono organizzare (ammesso che chi guadagna non si tenga fuori dai contributi per quell’essere a tutti i costi tirchio fino al midollo: cosa abbastanza nota a Monte e più volte evidenziata). Se si contesta tanto la tanto discussa scelta del cantante del 21 agosto è anche per questo: è un’opportunità come altre per attrarre gente, come succede nelle zone a noi vicine, e anche questo, credimi, può dar visibilità a livello locale.

        Un altro fattore che assicura il successo a feste come il Carnevale è il fatto che la gente, in iniziative popolari, si sente legittimata a uscire di casa. Ricordo benissimo qualche anno fa quando è stata proposta la festa del commercio: è bastato un pò di cabaret e il senso che a Monte stava succedendo qualcosa di diverso per convincere la gente a uscire. Ed eravamo solo a maggio! E sto parlando di una fascia di popolazione che coinvolge tutte le età, incluse quelle che non scendono in piazza a bere e scatenarsi. Allora pensai che non è vero che i montesi sono tutti emigrati: i montesi a Monte ci sono, ma non escono di casa, tranne che in feste particolari. E queste feste sono sempre "feste di piazza", in cui si sa che "si deve uscire" e che non c’è pericolo che uscendo si sia in pochi (cosa che può accadere in un convegno di nicchia, diciamo). Spesso mi ritrovo a pensare a singole persone, della mia fascia d’età, che sicuramente potrebbero tornare a Monte nel weekend durante l’anno, lavorando/studiando nelle vicinanze, e che in realtà non lo fanno, perché a Monte "non sanno cosa fare", "non sanno con chi uscire", si sentono isolati, si sentono invogliati a stare a casa. E non tornano. A catena la gente, di ogni età, non esce di casa oppure va fuori Monte, perché si sa che non c’è nessuno in giro, mentre se si organizza un evento qualsiasi, che non sia per forza bere e scatenarsi, sicuramente "c’è qualcosa da fare", per cui ci si può organizzare per uscire e stare a Monte. Sfido chiunque a dirmi che questa logica non esiste, perché chi vive qui sa che è questo che succede.

        Il Carnevale Estivo, di riflesso, ha avuto successo perché è una festa di piazza, potenziale attrattiva di turisti, che invoglia la gente a uscire a Monte per una sera. D’estate poi, che c’è ancor più possibilità di liberarsi dagli impegni e incontrare gente, può aver ancor più risonanza, per mettere in luce ciò che, a livello ancor più organizzato, può accadere nel Carnevale invernale, quando il periodo più intenso per il lavoro e le condizioni meteorologiche possono inibire la gente a muoversi, perdendosi un’occasione unica di divertimento.

        Mi sono dilungata un pò troppo e chiedo scusa per il papirone: ma c’erano troppe variabili da mettere in conto per fare un discorso di senso compiuto.

        1. ASPIDE 65

          come ogni cosa che si fa a Monte si scatenano sempre un po di polemiche,ed è giusto che sia così l’importante e non cadere nel silenzio assoluto. Monte non è secondo me un paese di invidiosi e criticoni ma è un paese semplicemente come tutti gli altri, dove  ci sono persone che darebbero l’anima per il proprio paese e persone che restano alla finestra a guardarsi lo spettacolo,c’è chi combatte per far si che il paese rinasca  culturalmente ed economicamente e c’è chi ormai ha perso ogni speranza.

          Tutti liberi di pensarla come si vuole,questo è il bello di un paese libero, il carnevale estivo a Montescaglioso è stato un evento come tutti gli altri dell’estate montese che ha fatto divertire tanti ragazzi?? bene vuol dire che è stato un "successo" per il paese, hanno ballato e si sono divertiti in questo non vedo niente di se si è replicato quello che si è fatto in inverno,non sarà un evento culturale? bene stasera c’è la serata di "Poesia e musica",chi è assetato di cultura troverà quello che gli piace…

          Il vero problema di Montescaglioso e che tutti gli eventi li accentriamo nel mese di agosto e lasciamo gli altri mesi scoperti facendo si che il paese muoia commercialmente e di conseguenza culturalmente,di chi sia la colpa non saprei ,forse dei commercianti? o degli amministratori ?? oppure di tutta la comunità?….resta il fatto che siamo MONTESI  e allora cerchiamo di difendere il nostro paese dall’apatia che l’assale.

            

          1. ZODD

            condivido a pieno quanto citato Aspide . BASTA CRITICARE e litigare. serve man forte servono idee , serve la collaborazione di tutti per rilanciare l’intero tessuto sociale di un paese MORTO… Sulla piazza Prosperino è scritto "Tu sei ciò che fai" , quindi Monte è quello che è, se vogliamo migliorare un contesto , entriamo in campo e diamo il nostro contributo , anche critico . 

             

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