martedì 19 settembre 2017

Bullismo

Sono rimasto agghiacciato dalle ultime notizie sui ragazzini che picchiano insegnanti e compagni disabili, che “attaccano” un coetaneo con lancio di petardi, che molestano le loro compagne,che magari filmano i loro “intimi incontri”, o peggio di “riunioni di gruppo”. Per non parlare delle hard professoresse. MA CHE CACCHIO STA SUCCEDENDO? Ricordo quella volta in II media quando sono stato accerchiato, sballottolato da una parte all’altra e mi beccai il famosissimo quanto temutissimo “scutulone”…mi ruppero il flauto basso di proprietà della scuola. Che dovevo fare, gracilino com’ero me ne tornai,”citt’, mut’ e rassegnat’”,a casa senza raccontare niente ai miei. Il giorno dopo gli stessi si avvicinarono e mi dissero di non dirlo a nessun professore, che era stato solo un gioco e che del flauto non ne sapevano niente. Io li rassicurai che nn ne avrei fatto parola con nessun insegnate, ma che invece ne avrei parlato con uno dei miei fratelli e che lasciavo loro la scelta. Non è mai + successo, chissà…di sicuro conoscevano i miei fratelli! Ammetto quindi che il fenomeno del bullismo ha radici di sicuro + antiche del mio episodio e ammetto anche di esser stato bullo anch’io nel momento in cui li ho minacciati con i muscoli “caroneici”,ma ora credo che siano stati superati tutti i limiti. Provo dunque a cercare il senso di questi atteggiamenti violenti e di possibili ne trovo diversi, dalle condizioni familiari a quelle sociali, dal desiderio di sentirsi importanti alla voglia di mostrarsi. Alla fine invece credo sia soprattutto la paura di sentirsi e ritrovarsi soli. Io non so se sia davvero così, di sicuro di psicologia ne capisco poco per quanto mi impegni a capire la gente che mi circonda. So solo che sia il forte che il debole sono entrambi vittime di queste tristi storie. Allora aiutatemi a capire che cosa sta succedendo, piccoli mostri crescono? I teenagers sono davvero così fragili, soli e spaventati a tal punto di diventare violenti? Di chi è la colpa? Come aiutare le vittime di questi incomprensibili gesti? E soprattutto perché, aiutami a cercare un perché a questa rabbia.
Mi rivolgo agli adolescenti di monte.net…il bullismo è anche realtà montese o è solo un attuale problema metropolitano ?
E noi, “grandi” di monte.net, come possiamo aiutarli?


Commenti da Facebook

12 Commenti

  1. Cinzia

    Io ho superato già da un pezzo l’adolescenza e ricordo benissimo, per esperienze dirette ed indirette, le molestie che noi ragazzine dovevamo subire da parte di piccoli teppisti smaniosi di ostentare la propria virilità ancora acerba. Ricordo i commenti volgari, le battutacce da caserma, i tentativi di forzati approcci fisici, che da una parte ci terrorizzavano, dall’altra – per paura di ripercussioni e per un ingiustificato senso di colpa/vergogna – ci spingevano a tacere, a non parlarne con nessuno. Dei veri e propri traumi, difficili da dimenticare, ma che col tempo ci hanno insegnato a difenderci, ad essere più forti.
    Dovendo ricostruire un “modello” di bullo che ha tormentato la mia adolescenza, sottolineerei il fatto che il bullo agiva sempre in compagnia, generalmente per poter trarre compiacimento dall’ammirazione delle sue “gesta eroiche” da parte dei membri/pecore del branco.
    Il bullo usava un linguaggio scurrile, si esprimeva in dialetto per farsi ancora più grande (o proprio perchè spesso l’italiano non lo conosceva affatto!); non chiedeva mai, pretendeva; sbeffeggiava i più indifesi; aveva una sorta di riprovazione verso quelli che sentiva diversi da sè per estrazione sociale differente; i suoi miti erano personaggi violenti di paese dalla fedina penale non proprio limpida; viveva per uscire di sera e cercare la rissa a tutti i costi; portava rispetto solo a chi si dimostrava più forte di lui ed il criterio di dimostrazione era la forza fisica, la capacità di fare a botte … e vincere, va da sè.
    Le cose, purtroppo, non sono cambiate. Io non ho più dodici anni e neanche quel bullo, che mi perseguitava fuori da scuola.
    Il bullo è cresciuto. Parla sempre in dialetto, volgare e scurrile; si ritiene sempre e comunque migliore, più forte, più furbo degli altri; vive sempre quel complesso di inferiorità verso chi è diverso da lui, solo che lo manifesta in una feroce aggressività verbale e fisica a dimostrazione della sua superiorità; sbeffeggia chi ha scelto un modello di vita civile e dignitoso; ha atteggiamenti chiaramente misogini ed una profonda ammirazione per i boss mafiosi, manco fossero i Messia del terzo millennio.
    Non sono in grado di fornire una motivazione sociologica a ciò, ma io non ritengo il bullismo un fenomeno, tantomeno legato all’età. E’ vero, in una fase adolescenziale, atteggiarsi a duri è fonte di sicurezza, di autostima. Il problema è che, con il passare del tempo, questo diventa un modo di essere, una distorsione di una cultura di stampo maschilista degenerata in prevaricazione e sopruso perchè nel concetto di virilità diventano componenti essenziali i valori della forza fisica e della prepotenza.
    Forse è una considerazione troppo semplicistica, ma a volte penso che lo strumento più efficace per debellare questa pericolosa mentalità sia, laddove la famiglia fallisce (perchè spesso è proprio in famiglia, da figure genitoriali troppo forti e violente, che si impara “come farsi rispettare”), la Scuola, nella sua funzione educativa ed istruttiva, nel suo fornire i mezzi per liberare le giovani generazioni dall’ignoranza: la cultura e la coscienza civile.
    Perciò, Piero ha ragione. Sarebbe interessante conoscere il punto di vista di adolescenti e persone più “grandicelle” sull’argomento, e magari aprire un dibattito coinvolgendo anche chi sta dall’altra parte, genitori ed insegnanti.

  2. lazarum

    lavorando nel mondo del intrattenimento video ludico…devo riportare con rammarico la notizia che se un gioco nn ha in se contenuti violenti e sadici può rimanere invenduto su uno scaffale fino alla fine dei tempi e passare del tutto inosservato, ovvero nel palesare la necessità di annientare l’avversario( il diverso) poiché messi nelle condizioni di uccidere per non essere uccisi si inocula nelle menti dei video giocatori il concetto di sopravvivenza e supremazia del più forte, del migliore del perfetto la logica è quella del super soldato tanto care alle SS, ne parlo con cognizione di causa e dopo aver valutato le logiche di mercato par anni e le vendite di un video gioco 3D a cui ho collaborato…ora si tratta di capire se il processo involutivo che sta causando lo squilibrio educativo dei ragazzi ( e nn solo ) è originato da chi produce(software house), da chi acquista (genitori-ragazzi) o ancora da chi pubblicizza la vendita di prodotti ad alto contenuto di violenza, prima l’indice inquisitorio era puntato verso i film e telefilm con scene definite cruente ed inadatte ad un pubblico non adulto…poi è stato il momento dei cartoni animati e dei fumetti ( one piece – dylan dog- angel dark- splatter-quest’ultima rivista è stata chiusa, uno dei suoi disegnatori era roberto de angelis attuale copertinista di nathan never…) ora è il momento dei giochi 3D di essere messi sul patibolo e mandati al confino come di consuetudine bigotta e fascista tipica del nostro paese in cui l’indignazione la fa da padrone ma resta sempre inconcludente e colpevole, dunque stupidamente fine e se stessa. La domanda nasce spontanea (direbbe il leggendario Lubrano…)
    ma avete mai visto un telegiornale? come definireste il gusto macabro puntuglioso e partacolareggiato della descrizione di talune notizie? semplice dovere di cronaca? un omicidio diventa un efferato crimine in cui una testa rotta si trasforma in un cranio fracassato, termini come questo inondano i nostri tg come una marea di escrementi che soffoca la notizia e la spettacolarizza, ma il tg è solo l’espressione più evidente di un sommerso gusto deteriore malsano che va molto più in profondità di questo. E’ giusto far vedere in tv i corpi dilaniati dalle esplosioni? questo aspetto è marginale a mio avviso dovremmo chiederci che effetto fa sulle nostre menti e su quelle dei ragazzini vedere immagini di questo tipo. Il primo indiscusso effetto è quello della assuefazione, vediamo superficialmente le carneficine sbattute in tv come fossero panni sporchi non per cattiveria ma per impedire al senso di orrore che inconsciamente proviamo di paralizzarci in perenne colpo apoplettico che ci bloccherebbe l’anima e ci toglierebbe il fiato…c’è una deviazione del linguaggio degli usi e del costume della nostra società civile(?) una crepa tra il virtuale ed il reale che sfiora la paranoia da congiura del silenzio rimane una ultima considerazione sulle valanghe di denaro che costano i prodotti televisivi o mediatici più in generale, gli addetti ai lavori dicono che ogni utente( noi miseri consumatori…) è libero di cambiare canale in ogni momento e che la vera libertà consiste nel poter spegnere la tv se non si desidera guardare un programma…che abuso della parola libertà..ben due volte in appena 14 parole….la verità è che le persone capaci di vivere senza televisione o che ne riescono a spegnerla sono veramente poche sono forse i tempi descritti da Ray Bradbury in Fahrenheit 451? credo che il cancro della tv sia in metastasi è doventato inoperabile e che malgrado molti affermino di vedere poca tv…la realtà è che ne sono del tutto succubi…poichè se non stanno inchiodati davanti ad un televisore sono inchiodati davanti ad un monitor e la sostanza del problema non cambia. Ci inventeremo centri di disintossicazione dalla tv, dato che quella mediatica è diventata un dipendenza….nn telespettatori ma teledipendenti…
    il risultato è l’aggressività…siamo come cani impazziti pronti ad azzannarci…sillogismo frutto di un ragionamento in cui la sintesi resta quella della voce del padrone.

  3. azzurra

    Bello, anzi interessantissimo il post di Piero. Chi, come Piero, non rimarrebbe agghiacciato e senza parole di fronte a simili episodi.

    Bullismo…che fare?

    E’ un post che dovrebbe far riflettere tanto gli adolescenti, ma dovrebbe, a mio avviso, far riflettere tantissimo chi adolescente non è più. Il bullismo, purtroppo, non è il solo problema che affligge la nostra società, c’è pure la droga, c’è l’anoressia,ecc…e sono sempre di più i giovani, anche a Monte,che per provare 5 minuti di effimero piacere si rendono protagonisti di pessimi comportamenti.

    Hai ragione, Piero, non c’è dubbio che questi ragazzi sono i veri “diversi”, i veri disagiati, ma, mi chiedo, questo disagio si è creato da solo? E’ una moda?

    Sento dire spesso:i ragazzi sono viziati, sono ingovernabili,hanno avuto tutto e di più dalla vita, sono dei fannulloni, di fronte ai problemi scappano, sono maleducati…..

    E’ proprio così?Questi ragazzi sono nati con queste caratteristuche?

    Io qualche dubbio ce l’avrei. Mi chiedo: chi li ha educati?

    Non vorrei mettere sotto accusa i miei coetanei, mi farebbero a pezzi,ma, consentitemi,un pò/tanta colpa è da attribuire a noi.

    Il comportamento di noi adulti è sempre impeccabile? Cosa si fa per loro? Ci si rende disponibili quando il loro assordante silenzio chiede aiuto? Si sa ascoltare con umiltà senza puntare il dito?I valori che la famiglia e i media trasmettono sono quelli giusti? Il comportamento di chi dovrebbe costituire un loro punto di fiferimento è sempre coerente e corretto?

    Concordo con Piero, a questi adolescenti manca il dialogo, si sentono soli e la solitudine sa giocare brutti scherzi!

    Un adolescente a cui ho chiesto i motivi di un suo comportamento, non proprio corretto, mi ha risposto:”lo faccio per ripicca,voglio punire mamma e papà perchè a loro di me non importa nulla, loro non mi vogliono bene perchè mi danno tutto e anche di più, ma non mi chiedono mai come stai,non chiedono mai la mia opinione, chi ti vuole bene sa rimproverarti e, al momento opportuno, sa punirti, chi ti vuole bene sa dirti di NO…..”

    Riflettiamo! loro ci chiedono autorevolezza, buon senso, voglia di ascoltarli, pazienza..

    Basta, vi lascio     alla prossima

  4. Cinzia

    Oggi, su La Repubblica on line, è apparsa la notizia di un’iniziativa da parte del governo per cercare di arginare il bullismo (http://www.repubblica.it/2005/j/sezioni/scuola_e_universita/servizi/bullismo/piano-governo/piano-governo.html).
    Lo avete letto? Che ne pensate?
    Una domanda, o meglio, una sconcertante constatazione. Perchè l’argomento proposto da Piero non provoca grande partecipazione? Su altri argomenti in cui dare libero sfogo alla propria verve polemica, si sono scritti fiumi di parole, a volte anche inutili… Ci sono argomenti di serie A e argomenti di serie B? Come si fa a dare uno scossone alle nostre menti impigrite oltre il verosimile e pronte a rispondere solo a stimoli che portano POLEMICHE????

  5. vince_ditaranto

    Buongiorno a tutti. Raccolgo l’invito della Cara Cinzia a parlare di questo problema!!!! Veleggiando ultimamente solo nel guestbook per mancanza di tempo, non avevo notato questo argomento caldo. vi dico la mia.
    Vorrei fare qualche commento sulle “facili” mistificazioni del fenomeno bullismo.
    Intendiamoci gli episodi successi ultimamente vanno condannati in maniera drastica…ma non penso si tratti più di “bullismo”..ovvero non mi pare il caso di trovare la collocazione di fenomeni nuovi in vecchi contesti. Questo per quello che intendo io per “bullismo”. Aimè cara Cinzia, devo ancora una volta dissentire con te in maniera netta.
    C’è una gran bella differenza tra il fenomeno “bullismo” di cui abbiamo avuto esperienza noi (parlo almeno del nostro contesto Monte/Matera) e le “vere e proprie porcate” che vengono compiute da questi presunti “bravi ragazzi”. Mi stupisce che vengano rapportati: le cose sono nettamente cambiate, perchè gli “atti” sono molto ma molto più allucinanti, dissacratori, irriverenti…e sono da arresto. E soprattutto sono cambiati i “soggetti” delle cosiddette bravate.
    Mi spiego meglio.
    Il bulletto che ti minacciava alle scuole medie…era una “sana” (tranne qualche caso particolare) figura di quello che poteva rappresentare il pericolo nella tua vita futura. Era quasi educativo (passatemi i termini). Affrontare e prenderle dai bulli era quasi necessario per non crescere “babbioni” e avere percezione di quella che può essere la vita di strada….ci fa crescere, ne sono sicuro, fa parte di una sorta di richiamo alla selezione naturale….c’è sempre stato il secchione sfottuto alla morte dagli altri, c’è stato e ci sarà sempre!!! E poi…ragazzi, diciamoci la verità, tutti siamo stati vittima di “scutuloni”, o minaccie del tipo “…ora che usciamo le prendi..”…ma alla fine cosa è mai successo di tanto grave??? Ti beccavi qualche ceffone o qualche calcione ad andare male…il più delle volte si risolveva con il bullo che ti faceva cacare sotto e se ne andava contento di aver dimostrato di essere il più forte. Successivamente “la vita” dà un verdetto esattamente contrario.
    Ma non è questo il punto, io vedevo il bullo dei nostri tempi come una figura quasi “romantica”……quante volte abbiamo beccato i manganelli pieni di sabbia a carnevale….e sinceramente non credo di aver avuto conseguenze negative sulla mia psiche (non fate facili battute), così come tutta la mia generazione….non siamo cresciuti maccaroni!!!!!
    altro punto fondamentale, l’identikit del bullo.
    E’ nettamente diverso il “simpatico” soggetto pluripetente che mi picchiava alle medie rispetto dall’arrogante e spocchioso moccioso (magari ricco) che ritroviamo nelle cronache odierne.
    Cara Cinzia non li possiamo confondere, fai del qualunquismo. il bullo delle medie, e di animali io ne avevo tanti in classe credimi, non si sarebbe mai permesso di stuprare nessuno, nè di picchiare a sangue nessuno, nè di ammazzare selvaggiamente nessuno, nè tantomeno di picchiare un portatore di handicap. Come mi disse la mia prof di italiano incontrata qualche anno fa (che farebbe volentieri a cambio tra bulli di ieri e di oggi), se pur casinisti e pianta grane erano “persone vere” che rispondevano a certi schemi precisi anche se grotteschi……ma che soprattutto non contestavano mai l’autorità. Non ho mai visto nessuno di essi ribellarsi veramente al prof che li sgridava….poi ricominciavano, ma al momento della ramanzina abbassavano le teste come tutti. Parla con i prof di adesso….chiedi se è la stessa cosa oggi! I bulli venivano spesso da famigle particolari, di basso livello culturale e/o economico, di stampo patriarcale….era ovvio che si comportassero così.
    Oggi chi sono i protagonisti di questi gesti……ragazzi “normali”, che studiano, buona famiglia, apparentemente tranquilli, spesso con soldi (troppi soldi) in tasca, pieni di telefonini e di strafottenza, convinti di non poter essere mai puniti…tanto che filmano e mettono in rete filmati di ogni tipo. Influenzati sicuramente dall’impunità che regna sovrana ed è palpabile, favoriti da uno svuotamento dei poteri degli insegnanti (PAZZESCO IL FATTO CHE NON SI POSSA PIU’ BOCCIARE), hanno la consapevolezza che tutto è lecito e che non saranno mai puniti.
    Avrei da dire anche altre cose, ma le scriverò in un altro post. magari dopo qualche risposta.
    Per concludere vorrei dire che, chiamare “bulli” questi sciocchi e mediocri adolescenti è una offesa al mio bullo che mi picchiava di tanto in tanto all’uscita da scuola…e che dopo molti anni mi sento vivamente di ringraziare!!!!

    1. Wiseman

      Caro Corvo mi hai deluso!

      da te mi sarei aspettato ben altre considerazioni.

      Visto che viaggi molto, quando in autostrada ti fanno un sorpasso dalla corsia d’emergenza, che cos’è?

      quando sei in fila alle Poste oppure in banca  e l’ultimo arrivato,con la scusa di salutare l’impiegato, sbriga le sue commissioni, come lo chiami?

      quando sei in fila ad un incrocio o semaforo e ti arriva il drittone che stombazzando sorpassa tutti, come lo definisci?

      secondo me, questi fenomeni,sono sempre esistiti, solo che adesso, grazie alle tecnologie vengono amplificati a dismisura senza che nessuno intervenga.

      Certamente,i genitori hanno le proprie responsabilità nel viziare i figli, però la responsabilità è più generale.

      Che dire di quelli che fanno acrobazie con le moto in mezzo alla gente, o di quelli che si fermano in doppia o tripla fila per discutere tranquillamente, incuranti del traffico?

      peggio ancora,di quelli che non si fermano agli attraversamenti pedonali?

      come vedi, la lista è lunga e ce ne sarebbe altro, per cui, concludo, bulli lo siamo un pò tutti.

  6. Cinzia

    Caro Corvo, sono contenta per te se hai una visione romantica del bullo che ti picchiava all’uscita di scuola.
    Io non sento di dover dire grazie a ragazzetti arroganti e strafottenti che all’uscita di scuola aspettavano me o le mie amiche per seguirci e metterci le mani addosso o a quelli che nel periodo di carnevale ci accerchiavano per bastonarci coi manganelli pieni di sabbia o peggio ancora! Personalmente, non riesco a dimenticare ancora oggi uno squallido personaggio, che pur avendo trascorsi (e presente) discutibilissimi, gira ancora insolente per il paese e viene preso a modello o ammirato con venerazione per le sue gesta. Quel personaggio ha reso tanti miei pomeriggi talmente infelici che anch’io ricorderei con simpatia “uno scutulone”.
    Quello che volevo sottolineare è l’erronea convinzione che anima ogni atteggiamento di prevaricazione, e cioè che chi è (o si sente più forte) può, è legittimato, ad abusare dei più deboli o di chi è indifeso. E’ vero, ai nostri tempi non si arrivava a minacciare un professore in classe, ma ci si limitava a bucargli le gomme della macchina. Però se tu lo vedi come atto goliardico, io lo vedo come atto vandalico che da una dimensione sbagliata del concetto di giusto e ingiusto.
    Sicuramente i tempi sono cambiati ed anche l’identikit del “bullo” è cambiato, forse perchè i mezzi a disposizione sono cambiati, le pretese sono aumentate, il concetto di bene e male si è ancora di più distorto. Ma non penso affatto di fare del qualunquismo quando parlo dei bulli del passato, perchè ognuno di noi sa quali strade abbiano preso alcuni personaggi che “animavano” la nostra adolescenza.
    La differenza tra ieri e oggi è che i nostri erano bulli più “ruspanti”, non avvezzi a tecnologia e portafogli pieni, ma che prendevano di mira i “babbioni” includendo in tale categoria figli di papà e ragazzini un po’ impacciati. Oggi sembra essersi invertita la tendenza. Sono i figli di papà che spesso sono artefici di crudeltà e meschinità a livelli incredibili e questo perchè non hanno paura delle conseguenze, non conoscono il rispetto, sono abituati ad avere tutto. In questo concordo in pieno con te. E qui penso che, più che ricorrere ai soliti luoghi comuni che condannano le nuove generazioni senza valore, ci si dovrebbe interrogare da più parti (genitori, scuola, istituzioni) sulle responsabilità pesanti nel processo che trasforma i piccoli uomini in piccoli mostri.

  7. Piero la Carona

    Conoscendo il caro corvo posso capire cosa vuol intendere con il suo parlare.Sono d’accordo sul fatto che il bullismo di oggi è completamente diverso da quello dei suoi, miei e vostri tempi e di sicuro quello moderno è + pericoloso e preoccupante. Io sono seriamente preoccupato di questi ragazzini che si muovono ed esprimono solo con atti violenti. Io mi chiedo non dovremmo preoccuparci fino di queste storie fino a quando restano episodi lontani dalla comunità montese allora? Io vorrei invece preoccuparmi ora degli adolescenti montesi, per capire davvero se per loro sono solo notizie che ascoltano dal tg o se anche loro vivono o hanno vissuto queste situazioni. Perchè se tra i banchi montesi si aggirano dei bulli, potrebbero non essere quelli “romantici” di una volta, ma quelli di oggi.Quello che mi riformulo le domande…a monte c’è il bullismo? e se c’è, di che tipo è?

    Non sarebbe meglio PREVENIRE, INVECE CHE CURARE? Perchè se a mote la situazione è sottocontrollo allora tanto di guadagnato, ma se c’è, dobbiamo per forza saperlo dal telegiornale? Non so voi…Io preferirei agire prima!!

     

     

  8. vince_ditaranto

    Ragazzi, ho appreso solo oggi questa notizia di qualche giorno fa sull’ennesimo caso di bullismo, anche se sta volta un po anomalo.
    Vi riporto la notizia così come l’ho appresa dal web:

    “Mentre professori, assistenti sociali, psicologi e autorità continuano a interrogarsi e a trovare soluzioni al fenomeno del bullismo, capita anche che il cattivo esempio arrivi proprio dalla famiglia
    L’ennesimo caso di bullismo a scuola ormai non fa più notizia. Se non fosse che la protagonista, questa volta, non è un’adolescente ma la madre di un’alunna di seconda media. Il fatto è accaduto a Civitavecchia, alla scuola media Flavioni, in occasione dell’incontro che la scuola aveva organizzato coi genitori di una ragazza 14enne un po’ turbolenta, intenta, durante le lezioni, più a infastidire anche pesantemente i compagni che ad ascoltare i professori. Un incontro che alla fine non ha mai avuto luogo dal momento che la madre della giovane (sospesa dalle lezioni già un mese fa) ha pensato bene di aggredire prima verbalmente poi anche fisicamente la preside che la stava accogliendo nel cortile della scuola.”

    Non è forse il caso di iniziare a “curare” la crisi della famiglia invece di cercare di creare “surrogati” alternativi ad essa?
    cosa ne pensate?
    Attenzione, non voglio parlare della bontà dei pacs, o dico, o come cavolo si chiamano…..penso che era abbastanza ovvia la necessità di riempire una “vacatio legis” in materia, per tutelare tutti!!!
    Io sto parlando di una mancanza di sensibilizzazione da parte delle istituzioni verso il ruolo fondamentale che la famiglia occupa nella società, e di conseguenza del suo ruolo di educazione delle nuove generazioni.
    Credo che questo sia un argomento di grande attualità, anche se molti lo riterranno paradossalmente anacronistico!
    Ne parliamo?

    1. Francy Lomonaco

      Hai colto nel segno. Penso sia il caso di iniziare a parlare di “Genitori a scuola”.
      Credo sia il caso di raccogliere indicazioni circa il “Diritto – Dovere di ogni genitore di poter sviluppare (permanentemente) la propria competenza educativa”. Collocare sullo stesso piano non solo il dovere dei genitori ad educare ma anche il loro diritto a fruire di occasioni e mezzi per facilitarli nella non facile “impresa” della “comunicazione” in famiglia.
      Corvo, perchè non apri le “danze”?

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