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Difesa S. Biagio



 

E’ un¹area demaniale del Comune di Montescaglioso. Si estende per circa 700 ettari tra il Fiume Bràdano e il Torrente Fiumicello. Grazie alla natura del terreno, prevalentemente sabbioso-argilloso, gli agenti atmosferici hanno potuto scavare, nel corso dei millenni, profondi valloni che oggi si sviluppano in direzione perpendicolare ad alcuni antichi terrazzi marini. Gli eventi geologici, le caratteristiche del suolo e del clima hanno contribuito a delineare la natura della vegetazione che si presenta con formazioni tipiche delle aree costiere del Mediterraneo.

I complessi naturalistici più importanti della Difesa sono i boschi di Lama dell’Inferno, le colonie di pini d'Aleppo, le distese di lentisco ed i calanchi prossimi alla Cappella di S. Biagio.

Calanco di S. BIagio.  Montescaglioso visto dai calanchi.

Nel comprensorio sono presenti anche importanti complessi monumentali quali la cappella di S. Biagio con l’adiacente necropoli medievale risalente ai sec. XI-XII e l’abitato indigeno di Lama dell’Inferno con resti di abitazioni, cinta fortificata e necropoli databili a partire dal sec. VII a. C.

L’area, antica proprietà dell’abbazia di S. Michele, appartenente al feudo di Murro, nel XVI secolo, fu concessa all’Università di Montescaglioso nell’ambito di una complessa transazione inerente controversie tra monaci e cittadini locali. La popolazione vi esercitava da tempi immemorabili gli usi civici limitati solo dalla “ difesa “ (da qui il nome) ovvero chiusura periodica dell’intero comprensorio o di particolari aree troppo sfruttate o sottoposte ad altre giurisdizioni feudali.   

Strettamente legata all¹ambiente mediterraneo, la fauna di Difesa S. Biagio si presenta ricca e varia: istrici , tassi, volpi, faine e donnole oltre a diverse specie di piccoli mammiferi roditori e insettivori. Nei diversi mesi dell' anno sono presenti moltissimi passeriformi legati, allo svernamento, alla migrazione o alla riproduzione. Altre speciesono anche di grande interesse ornitologico: Corvo imperiale, Ghiandaia marina, Gruccione, Upupa, Succiacapre, Monachella, Zigolo testanera.

L’area è  importante per la presenza di alcuni falconiformi nidificanti o svernanti: Nibbio bruno, Nibbio reale, Poiana, Biancone, Sparviero, Gheppio, Albanella reale, il grillaio.  E¹ stata accertata la presenza del Gufo comune e, molto probabilmente, anche del Gufo reale. Durante la migrazione a volte è possibile osservare specie rare come le Gru e le Cicogne. Tra i rettili si incontrano facilmente la Testuggine di Hermann, il Biacco, il Cervone, la Vipera, il Colubro di Esculapio. Anche la fauna entomologica è di estremo interesse. La presenza di molti coleotteri, lepidotteri ed altri insetti di notevole importanza scientifica mette in evidenza la grande biodiversità che la Difesa San Biagio ancora conserva.

Civetta  Rapace.  Falco.

La flora è molto ricca. Le aree meno esposte presentano boscaglie di macchia alta a predominanza di Leccio, mentre quelle più assolate sono il dominio di nuclei di Pino d¹Aleppo presenti soprattutto nelle selvagge gole di Lama dell’Inferno.

Buona parte dell¹area è occupata dalla macchia alla quale  spesso sono associate altre specie: Fillirea, Alaterno, Paliuro, Smilace, Ginepro, Olivastro. Un'altra formazione vegetazionale importante è la gariga che si manifesta in aree aperte e soleggiate insieme ad arbusti quali il Timo arbustivo, il Rosmarino, il Ginepro, l¹Elicriso, il Cisto marino, l¹Eliantemo, l’Asfodelo, la Scilla marittima, l’Aglio selvatico , il Cisto di Montpellier.  Notevole importanza assume anche la presenza di almeno 10 specie di orchidee selvatiche. Alla base di alberi e arbusti vegetano il Pungitopo e specie erbacee come il Ciclamino. 

Il testo di questa scheda è una sintesi del contributo di M. Visceglia nella pubblicazione del CEA " La Murgia e la Difesa San Biagio a Montescaglioso " edita da CooperAttiva nel 2001. La foto della civetta è  dello stesso autore.






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