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Parola d’ordine: realizzare!

Si giunge finalmente alla delibera datata 3 ottobre 1929 con la quale si decide di acquistare i terreni di are 95,47 dai signori Menzano e Menzella per la costruzione del campo sportivo al prezzo convenuto di lire 104 per ara e per un totale di spesa di lire 9.928,88 secondo la stima effettuata dal geometra Nicola Buccico. Pochi giorni dopo un’altra delibera approva la perizia, sempre del geometra Nicola Buccico, per il livellamento del suolo per un importo di lire 9.379,75 da eseguirsi con lavori in economia. Lo stesso giorno si delibera la spesa per un totale di lire 19.308,63 (spesa per acquisto e livellamento), approvata dalla Prefettura di Matera. Il 22 ottobre dello stesso anno il commissario prefettizio, Vincenzo Pizzolorusso, comunica al prefetto di avere istruito la pratica.

Sembra che tutto proceda bene e che ci si attivi in fretta per concludere i lavori, eppure, in data 6 maggio 1930, Augusto Turati, segretario del partito nazionale fascista, rimprovera il Comune di Montescaglioso di non aver ancora provveduto alla “costruzione di un campo sportivo convenientemente attrezzato”. I ritardi nella realizzazione dell’opera, egli dice, sono “in contrasto alla politica sportiva del Regime” e contro il “miglioramento fisico-morale della razza”, mentre è necessario, contraddicendosi, procedere e realizzare anche con il risultato di ottenere un campo modesto e con “installazioni rudimentali”, perché la parola d’ordine è “realizzare poco, ma realizzare”.

La risposta del commissario prefettizio non si fa attendere. Il 10 maggio dello stesso anno scrive al segretario del partito confermando che il campo sportivo è stato costruito e che è stato inaugurato il 28 ottobre 1929, naturalmente e fascisticamente nell’anniversario della marcia su Roma, e che si sta provvedendo ad attrezzarlo.


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