Qual è il vostro luz?

Sto leggendo un libro davvero interessante di David Grossman, autore israeliano dal titolo Che tu sia per me il coltello. Il romanzo consiste in un carteggio tra un uomo e una donna, Yair e Myriam, sconosciuti l’uno all’altro. Lui la nota in mezzo ad una festa liceale percependone un atteggiamento di difesa dalla folla intorno a lei, se ne procura l’indirizzo e le chiede spudoratamente nella prima lettera di iniziare una corrispondenza senza censure, senza le regole che abitualmente legano un uomo e una donna. Non vorrei fare la critica al libro vorrei solo porre alla vostra attenzione un pezzo e farvi una domanda, potrebbe nascerne una discussione insolita per questo sito e al tempo stesso intrigante.

“… ho letto una volta che gli antichi saggi credevano che nel corpo ci fosse un ossicino minuscolo, indistruttibile, posto all’estremità della spina dorsale. Si chiama luz in ebraico, e non si decompone dopo la morte nè brucia nel fuoco. Da lì, da quell’ossicino, l’uomo verrà ricreato al momento della resurrezione dei morti. Così per un certo periodo ho fatto un piccolo gioco: cercavo di indovinare quale fosse il luz delle persone che conoscevo. Voglio dire, quale fosse l’ultima cosa che sarebbe rimasta di loro, impossibile da distruggere e dalla quale sarebbero stati ricreati. Ovviamente ho cercato il mio, ma nessuna parte soddisfaceva tutte le condizioni. Allora ho smesso di cercarlo. L’ho dichiarato disperso finchè l’ho visto nel cortile della scuola. Subito quell’idea si è risvegliata in me e con lei è sorto il pensiero, folle e dolce, che forse il mio luz non si trova dentro di me, bensì in un’altra persona.”

Ebbene la mia domanda è: qual è il vostro luz? Al mio ci sto ancora pensando.


Commenti da Facebook

14 Commenti

  1. vince_ditaranto

    Parto col dirti, cara Angelica, che no leggerei mai un libro consigliato da te….neanche se mi pagassero!!!! Di un israeliano poi!!!!…..di questi tempi poi!!!!Sicuramete sarà uno di quei libretti banali e “finto culturali” che ti piacciono tanto! Che palle!!!

    ………………………………………………………………………….ci sei cascata eh!!!!!!!!!!!!!!!!!!Sto scherzando!!!!! Ti sto prendendo in giro!!!
    Certo che lo leggo, mi sembra molto interessante….soprattutto sta storia del “luz”, non appena posso lo cerco in libreria!!! Grazie, era proprio il tipo di libro che cercavo!!!!!

    ps ma da dove hai tirato fuori li termine “carteggio”?è uno dei tuoi classici termini “luculliani” (spero sia con due “l”)?

    1. ciffo

      Secondo me il luz del corvo lo scopriremo presto… prima o poi qualcuno sul sito lo fa fuori 😉
      Riguardo al mio… non riesco a immaginare domanda più difficile a cui rispondere…. forse è una domanda che ognuno di noi dovrebbe girare ai propri amici e affetti più stretti…. in attesa di giudizio scelgo monte.net come luz temporaneo 🙂

      1. Raf

        Hai ragione ciffo… prima o poi qualcuo lo fa fuori il corvo.
        Però non voglio immaginare cosa sia il suo luz…
        Proporrei una sana e rigida censura dei suoi interventi 🙂
        Comunque il mio luz è il mio essere montese.

  2. Ape Maya

    Ciao a tutti.
    Secondo me il luz potrebbe trovarsi nella MEMORIA.
    Nella memoria altrui intendo. Una persona defunta potrebbe rimanere eterna per il semplice fatto che esiste il ricordo della gente che fa rivivere quella persona, materialmente scomparsa, ma sempre viva finchè qualcuno se ne ricorderà.
    Però questo potrebbe avere qualcosa di inquietante pensandoci bene: se questa teoria fosse giusta, vorrebbe dire che tutti noi siamo il luz di Alessandro Magno, Cesare, Napoleone, Mussolini, Hitler…
    😮

  3. LomFra

    Ciao Angelica, innanzitutto complimenti per il tema che hai proposto, ha stimolato molto anche me, csì prima ho voluto fare una piccola ricerca è ho scoperto che Luz in ebraico vuol dire anche città celeste, o città di zaffiro, nella tradizione ebraica è il luogo dove si arresta l’ Angelo della Morte, questo luogo metafisico ha sede al centro del Paradiso Terrestre ed ha anche un Re, Melchisedec (il primo dei re magi, colui che pone a Gesù l’oro, il più prezioso dei doni), suo compito è ricevere e ritrasmettere la misericordia divina, quell’energia che purifica attraverso la meditazione (la preghiera per i cristiani, dhikr per gli islamici, la filocalia per gli ortodossi e il Mantra per le religioni orientali, sono tutte la stessa cosa cambiano solo i nomi) questa energia è una vibrazione interiore che si trova in quell’ossicino inviolabile sito all’estremità inferiore della colonna vertebrale (non a caso luz) e che mette ogni particella dell’essere in sintonia con l’armonia cosmica…

    Per questo credo che questo luz sia più che altro uno stato interiore e che l’unico modo per trovarlo sia conoscendo noi stessi e trovando quell’armonia esistenzialle o cosmica con l’universo, naturalmente seguendo strade diverse, preghiera, mantra, meditazione cose che la nostra socetà presa troppo spesso dal materialismo e dalla febbre consumistica considera inutili (a proposito c’è un bellissimo libro di Daniel Goleman, si chiama La Forza della Meditazione, ed è un approccio scentifico e mistico a questo stato, lo dovrebbero far leggere a scuola). Bye

  4. angelica

    Scusate per il ritardo, ma avevo problemi di connessione (gli ennesimi), spero di aver risolto una volta per tutte. Ringrazio Lomfra per la precisazione, hai ragione il luz è proprio quella condizione interiore che permette a ciascuno di non dimenticare se stessi, ristabilire l’equilibrio e ripartire. Penso che vi porgerò altri quesiti del genere, dipende dai libri che leggerò.
    Per il caro corvo: carteggio esiste nel vocabolario della lingua italiana… in fondo sei solo un ingegnere… che ne sai tu di parole…

    1. anycamy

      anycamy
      ….ma non so…. forse credo…ma!
      ci sono!
      per me il luz sono gli ALTRI!!!!.
      Sono gli altri che mi danno la possibilità di non dimenticare me stessa.
      Sono la mia personale “cartina tornasole”.
      Amo osservare la gente e per questo amo le stazioni!
      Che il mio luz sia la stazione?
      😕 Ma…..forse non ho capito l’argomento…..
      ciao a tutti

  5. ZODD

    bhe cara Angelica, io penso che x coloro xhe vivono di LVZ propria si pongono la domanda quale sia il mio LVZ,e nn si rende conto xhe cio che egli è nn è altro che LVz. la cosa forse sorgerà contraria a coloro che vivono di LVZ Riflessa o LVZ soffussa. 👿
    intanto vi consiglio di leggere il famigerato manuale del guerriero di LVZ di Pablo Coelho (spero di aver scritto bene l’autore) 😕
    cito due righi: 🙂
    I guerrieri della luce hanno sempre un bagliore nello sguardo.
    Essi vivono nel mondo, fanno parte della vita di altri uomini, e hanno iniziato il loro viaggio senza bisaccia e senza sandali……..alla scoperta della LVZ..
    e LVZ Fù 😎
    ciao ragazzi a presto.

  6. Cinzia

    Angelica, brava! Sei riuscita a mettermi in crisi, per così dire…
    A parte i complimenti dovuti per l’originalità del tuo post, è da una settimana che l’idea di trovare il mio luz mi “perseguita”.
    Pensandoci e ripensandoci, mi rendo conto che potrei non avere una tale conoscenza di me stessa necessaria a far sì che il mio luz sia quello che io vorrei che fosse. O forse non è una semplice questione di conoscenza. Il luz è indipendente dalla volontà e dalla soggettiva percezione che abbiamo di noi stessi.
    In questo vortice di congiuntivi e condizionali, sono arrivata alla conclusione – come qualcuno ha già detto prima di me – che resistendo al fuoco ed alla morte, essendo indistruttibile sede dell’energia vitale, il luz è il ricordo, la memoria che resterà di noi nel tempo.
    Sottintende la volontà tutta umana di sconfiggere la morte, quindi il desiderio di immortalità che si perpetra nella memoria e nell’essere parte dell’armonia cosmica.
    Ma io mi sento ancora troppo un granello di sabbia per decifrare il mistero ed avere il mio ruolo nell’armonia cosmica. Quindi aspetterò che sia il mio luz a trovare me. Sperando che la mia attesa non sia vana.

    1. LomFra

      Lo so che alla lunga la cosa puà risultare troppo filosofica, ma in effetti lo è! Credo che la domanda non sia tanto CERCARE il proprio Luz, ma piuttosto RICONGIUNGERSI ad esso (nel significato più metafisico del termine), ci sono momenti nella nostra vita in cui percepiamo questa armonia universale ma non sappiamo spiegarcela, sono attimi, alcuni hanno l’ardire di identificare questa armonia con l’orgamso, quel momento in cui la nostra mente è libera da ogni pensiero, che sarebbe anche la sensazione che precede la nascita (e forse che segue la morte?!) che coincide quindi nella sensazione in cui si annulla lo stato di coscenza che ti permette di affermare io esisto o il mondo esiste, si fà semplicemente parte di esso e basta (ci sono addirittura dei cosmologi – filosofi che sostengono che l’uomo sia lo strumento dell’universo per conoscere se stesso…) nel buddismo questo stato si chiama nirvana (una vera e propria estasi senza ne spazio ne tempo) per noi cristiani l’estasi divina (vedi l’estasi di Santa Teresa) e via dicendo… PFUI! GARCON, un altra birra grazie!

      1. Ape Maya

        Ciao LomFra.
        Permettimi una domanda.
        Alla luce di quello che hai scritto, diresti che “percepire” si identifichi con “mancanza di consapevolezza”? secondo me sfiora la contraddizione..
        Un conto è non essere in grado di spiegare una cosa, un altro conto è il non essere consapevoli della data cosa.

        1. LomFra

          ape hai impollinato il fiore giusto, in effetti può trarre in inganno, ma a detta di chi prova lo stato nirvanico la consapevolezza di aver provato quello stato subentra solo quando ritorna coscente, per questo può affermare di aver percepito, sn momenti diversi, infatti durante quello stato è assente ogni forma di consapevolezza… 6 d’acccordo?

          1. Ape Maya

            LomFra,
            non so se essere d’accordo riguardo ciò che si prova durante lo stato nirvanico, perchè non ne sono a conoscenza.
            Però per lo meno sono soddisfatta della risposta che hai dato alla mia domanda. Nell’intervento precedente avevi fatto un discorso generale un pò confuso nella terminologia.:)

  7. titus

    Complimenti con domande filosofiche non filo molto????
    Credo che il Luz o la nostra ultima parte(Fisica o Spirituale)……quindi osseina carbonati etc. o il ricordo, il segno che noi lasciamo nella nostra esistenza,
    E’ racchiusa nel nostro essere…
    Mi spiego meglio a farcelo riconoscere possono essere le condizioni o l’esperienze che noi viviamo quotidianamente…
    o che abbiamo vissuto.
    come ho letto in un paio di post. lo si puo trovare negli altri… quindi può essere una condizione che lo fa emergere.
    Come una persona lo puo ritrovare tre glia amici o conoscenti attribuiscono ad una persona delle qualità o delle virtù…
    se si riesce a rispondere a questa domanda con senso compiuto abbiamo risolto buona parte delle domade di filosofia…
    il mio Luz ora Potrebbe essere Tito Livio Andronico….
    Come Amleto nel suo delidio di lucida “Follia” essere o non essere….

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