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3 Commenti

  1. Cristoforo Magistro

    Ringrazio Piero e Felice per l’interessamento: questo significa che è possibile farsi leggere a gratis!

    Sì, effettivamente la storia di Gildo è stata ricostruita sulla base delle carte di polizia e di quelle prodotte da prefettura e podestà. Per ogni confinato si creava un fascicolo, più o meno ricco, e tutti i fascicoli riportano la stessa tipologia di documentazione. In qualcuno si trovano anche lettere scritte dallo stesso confinato a parenti o autorità.

    La domanda di Felice non è oziosa in quanto porta a interrogarsi sull’attendibilità delle fonti sulla cui base si ricostruiscono le vicende.  Per dirla in termini calcistici: un romanista si fiderebbe del racconto di una partita Roma-Lazio fatta da un laziale?

    Penso di no. Chi ricostruisce fatti storici deve affrontare lo stesso tipo di problemi, l’attendibilità delle informazioni  che lo portano a dire come e perché una certa cosa è successa.  Le fonti sono caratterizzate da un particolare punto di vista; a sua volta chi fa onestamente ricerca  sa di non essere né Giove l’imperturbabile, né Salomone il saggio, ma un tizio che ha adottato un particolare punto di vista sulla base della sua storia personale, dei suoi incontri, delle sue letture, ecc.

    Quello dell’obiettività è una bufala grossolana. A chi fa ricerca si può e si deve chiedere di motivare con ricchezza e confronto critico delle fonti le sue ricostruzioni, non una presunta “verità”. Nella ricerca della verità, o di qualcosa che le somigli, ognuno deve assumersi il rischio di costruirne una propria.   

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