Nuovo Regolamento Urbanistico

Per chi è interessato a conoscere l’ ” Atto di indirizzo N.R.U. (Nuovo Regolamento Urbaistico )”, invio il documento di cui si discute a Monte in questi giorni. Franco C.

Assessorato ai Lavori pubblici e all’urbanistica
Montescaglioso 20.07.06
A tutti i consiglieri comunali
Ai partiti politici
Ai sindacati
Alle associazioni di categoria
Loro sedi
Stimatissimi,
Invio in allegato la copia dell’atto di indirizzo che ho proposto di adottare alla Giunta comunale per l’impostazione definitiva del R.N.U.
Ritengo che il vostro contributo costruttivo possa migliorare la bozza ed è per questo che vi invito a comunicarmi, entro e non oltre la prima decade del mese di agosto 2006, le vostre considerazioni, i vostri suggerimenti e problemi dei cittadini dei quali siete a conoscenza e per i quali è possibile prevedere una revisione all’interno del nuovo strumento che si andrà ad approvare tra breve.
L’Atto di indirizzo è una base di discussione che deve veder coinvolti tutti rappresentanti dei cittadini, perché lo strumento N.R.U. è di tutti i cittadini ed è giusto che ognuno possa intervenire in merito con suggerimenti migliorativi.
ATTO D’INDIRIZZO N.R.U. (Nuovo regolamento urbanistico)
Predisporre un atto così importante comporta per la P.A. assumere una grande responsabilità politica e possedere una larga visione delle problematiche economiche e sociali per offrire alla comunità opportunità di sviluppo.
Alla luce di queste brevi considerazioni l’A.C. e l’assessorato ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica, nella fattispecie, ritengo di coinvolgere nella predisposizione del piano normativo del N.R.U. tutte le forze politiche, sociali, sindacali, culturali e di categoria per acquisire quei suggerimenti migliorativi che possano dare forza alla bozzapresentata dai tecnici redattori e quella completezza utile a tutti i cittadini, al di là e al di sopra della propria appartenenza politica.
L’assessorato, alla luce delle determinazioni assunte dall’autorità di bacino in merito alle zone di lottizzazione ricadenti nelle direttrici a sx di viale A. De Gasperi e nella zona di “5 Bocche”, ha avviato una serie di incontri con i tecnici progettisti delle varie lottizzazioni interessate al fine di acquisire i pareri geologici per le zone R2 e una serie di incontri per la individuazione delle zone di sviluppo commerciale di media grandezza.
Dalle considerazioni politiche di sviluppo del territorio e alla luce dei suggerimenti pervenuti, l’A.C, ritiene di dettare il seguente atto d’indirizzo politico per l’adozione del N.R.U. che tenga conto di:
– Individuare n° 4 comparti commerciali di media grandezza nelle 4 direttrici stradali di accesso alla città e precisamente:­
· Su via la Carrera;
· Su Via De Gasperi;
· Su Via Vinosa;
· Sulla direttrice della Scorrimento veloce “Piani Bradano”.
· – Riqualificare la zona La Carrera – Mulinello, interessata da interventi di costruzioni rura­­­­­li ma di fatto inserti nel contesto urbano, con un piano particolareggiato di riqualificazione urbanistica che preveda indici volumetrici medio-bassi e lo sviluppo di una direttrice a scorrimento veloce verso la zona Giannina oltre all’allargamento dell’attuale strada La Carrera, con creazione di svincoli adeguati.
– Rivisitare nell’intero centro abitato tutte le zone in base alle richieste dei cittadini, compatibili con le previsioni urbanistiche, per creare aree a verde attrezzato e/o di interesse comune, adottando anche il sistema della compensazione per quanto riguarda i volumi e/o i lotti assegnati o da assegnare.
– Riqualificare il centro storico con interventi pubblici e provati al fine di creare mini appartamenti vivibili (vedi contratto di quartiere ) e determinare un ritorno dei cittadini al riutilizzo di questo bene comune, ricco di cultura e di storia.
– Creare un percorso turistico di interesse storico-artistico che includa il nostro complesso abbaziale, tutte le chiese dell’abitato e il “ percorso delle cantine “ in una mappa che includa la città di Matera, le chiese rupestri e il Parco della Murgia Materana, per candidare la nostra città a patrimonio dell’UNESCO, insieme ai Sassi di Matera.
– Valorizzare le zone adiacenti l’Abbazia San Michele Arcangelo con un progetto studio in collaborazione con l’Università di Basilicata e la Soprintendenza Archeologica per:
a) riportare alla luce i reperti archeologici sia all’interno dell’abbazia che nella zona antistante il Loggione.
b) per ricercare attraverso gli scavi dei semi e/o il polline di antiche essenze di vigne e oliveti gestiti dai padri benedettini.
c) per coinvolgere con successivo intervento il mondo agricolo nella valorizzazione delle antiche sementi.
d) per richiedere il marchio DOC per il “ vino e l’olio dell’abate “.
– Proporre alla Provincia di ridisegnare il nuovo tracciato stradale Montescaglioso / Matera che prevede un accorciamento del percorso non dalla zona “ Pianelle “ ma dalla zona “ La Dogana “.
Questa nuova direttrice consentirebbe alla città di Matera di snellire il traffico automobilistico sulla ex 380 ed ex 175 e valorizzerebbe quei terreni della Dogana che si prestano meglio ad un’agricoltura di tipo intensiva. La presenza delle direttrice scorrimento veloce “ Piani Bradano “ darebbe impulso reale al tracciato turistico Matera / Metapotno e rivaloorizzerebbe tutte quelle attività commerciali e industriali ubicate nella zona Capoiazzo.
– Valorizzare il tracciato “ La Carrera “ per il collegamento alla ex 106 Taranto / Poliporo / Nova Siri, prevedendo di concerto con la Regione Puglia, la Provincia di Taranto e il Comune di Ginosa l’allargamento del ponte sul fiume Bradano che collega la zona Fiumicello alla ex 175 e l’allargamento e la rivisitazione dell’attuale tracciato stradale La Carrera.
– Individuare una zona di insediamento turistico sulla direttrice La Carrera per la usufruizione del turismo agricolo e del turismo balneare di Metaponto / Castellaneta Marina / Ginosa Marina / Marconia Scanzano ecc.
– Creare ampie zone di parcheggi
A) nella zona il “ Vallone “ per consentire la pedonalizzazione delle piazze del centro storico
B) nella zona Sant’Antonio / via Jonio per snellire i traffico sulle direttrici principali, anche con finanziamenti provati
– Creare svincoli nella zona Belvedere, via Ginosa e zona Vallone Monte Vetere.
– Rimboschire le zone Salnitro / Severiana e fontana di Garza / via Ginosa.
– Creare percorsi verdi all’interno delle pinete “ Ledda “, Montevetere / via Matera e “ Difesa San Biagio “ con coinvolgimento di finanziamenti privati.
– Creare uno svincolo Piazza Roma / Porta Schiamone.
– Rivisitare il tracciato stradale per la città di Vinosa per rivalorizzare il commercio e l’agricoltura in vista del marchio DOC del vino e l’olio dell’Abate.
– Conservare ed applicare tutte le norme tecniche precedentemente deliberate ed adottate per le diverse zone dell’abitato e del suo territorio.
L’Assessore ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica
Dr. Nunzio Nicola Pietromatera


Commenti da Facebook

10 Commenti

  1. michela

    felix, aspettavi un resoconto per ieri sera.
    eccomi, ma ti preannuncio che l’incontro aveva un taglio estremamente tecnico di conseguenza sarò molto sommaria in attesa dell’incontro che, ho saputo proprio ieri sera, si terrà SABATO PROSSIMO SEMPRE NELLA SALA CONSILIARE ALLE 18:30 (mi sembra richiesto dall’AGM) per avere un confronto più diretto con i cittadini che non “parlano” con tavole e piani urbanistici alle mani, limite che è stato anche il mio ieri sera!
    L’incontro era diretto agli addetti ai lavori, erano presenti molti ingegneri geometri architetti montesi, nonchè i Verdi, Agm, delegazione el CEA, Azione Diretta nelle vesti dei suoi addetti ai lavori, proprio perchè il taglio dell’incontro è stato molto democratico e, ripeto, tecnico e non politico, ma pochissimi cittadini.
    L’assessore ai lavori pubblici, Nicola Pietromatera, ha voluto tale incontro per discutere del nuovo R.U.( Regolamento Urbanistico) per suggerimenti e confronti migliorativi sui punti espressi sopra nella lettera di comunicazione inserita da Franco.
    Dall’assessorato, nella persona dell’ing. Franco Martinelli, è stata presentata velocemente la parte sull’assetto territoriale extra-urbano. perdonatemi l’inadeguatezza dei termini e la sommarietà.
    In seguito, con carta delle criticità alla mano( cioè una tavola in cui vengono individuati i punti mancanti, secondo gli standard previsti, di determinate strutture o servizi o verde o chi per loro)si è proceduto alla presentazione delle proposte migliorative per riempire queste mancanze e degli obiettivi del nuovo R.U.
    Quindi tutti i primi punti presenti nella lettera, sono stati ribaditi :
    Individuare n° 4 comparti commerciali di media grandezza nelle 4 direttrici stradali di accesso alla città e precisamente:­
    · Su via la Carrera;
    · Su Via De Gasperi;
    · Su Via Ginosa;
    · Sulla direttrice della Scorrimento veloce “Piani Bradano”.
    · – Riqualificare la zona La Carrera – Mulinello,”5 Bocche”, “zona artigianale” con completamento lotti e mantenimento di quelli già esistenti con uso abitativo per i piani superiori ed uso artigianale per quelli inferiori.

    Destinazione area libera in via Ginosa (non ho ben capito se la stessa ora utilizzata o una più a sud)per Circo, Giostre e probabile mercato quindicinale.

    Ampliamento area sportiva del campetto “5 bocche” sempre per fini sportivi.

    Destinazione a carattere verde sportivo per la zona del Campo Sporivo.

    Una strada di collegamento tra viale Europa e Belvedere(sinceramente non ho ben capito, chiedo aiuto ai tecnici in rete!!)

    Creare ampie zone di parcheggi
    A) nella zona il “ Vallone “ per consentire la pedonalizzazione delle piazze del centro storico.
    Questa proposta, eventualmente venisse attuata, risolverebbe tutti i problemi oggetto delle nostre discussioni.
    Nonchè, sempre in questa zona, realizzare un’ area per mercato della frutta.
    B)nella zona via de Gasperi (non mi è completamente chiaro, ma credo zona sottostante monte Vetere).
    C)credo anche zona viale Kennedy

    Per quanto riguarda il centro storico, una idea interessante è quella della rivalutazione della zona delle Cantine al fine di realizzare un Parco Delle Cantine con riqualificazione delle stesse, ovviamente attraverso l’azione dei privati, riqualificazione dei viottoli fino a scendere su via Matera. Ciò consoliderebbe le pendici a nord e creerebbe un tracciato, un percorso pedonale dal parcheggio sotto monte vetere direttamente a salire verso le cantine e porta s.angelo. sappiamo bene quanto potenziale “turistico- culturale” quella zona possiede vedi manifestazione “In vino veritas” organizzata dal Parco e dal CEA di Montescaglioso.e da quella se ne potrebbero fare molte altre.

    Altra cosa che ci riguarda: Riqualificazione P.zza Roma già in corso d’appalto.

    Poi, per quanto riguarda il nodo cruciale cioè aree intorno all’abbazia non si è praticamente discusso, ora però devo dire che io dopo tre ore son dovuta andare via, molto probabilmente il dibattito è continuato, quindi, mi piacerebbe che chi è rimasto arricchisse il mio intervento, chiedo esplicitamente il soccorso di Gianni Raddi!!!!:-):-)
    Si è parlato in generale di riqualificazione delle aree intorno all’abbazia, ma niente in concreto.
    Durante la discussione I Verdi hanno sottolineato che l’attuale criticità in particolare causata da un deficit nella presenza di verde sarebbe stata risolta avendo scelto un luogo più idoneo per il Palazzetto che era destinato a zona verde, appunto, ma la polemica è finita lì proprio perchè i toni sono stati molto democratici e costruttivi.
    Inoltre, sempre su richiesta dei Verdi, si è accennato alla difesa, ma la zona non rientra nel R.U., ma in quello territoriale….bacchettatemi per gli “ORRORI” che sto scrivendo.quindi problema difesa non affrontato.
    Mentre risposta positiva è venuta dalla richiesta, sempre dei Verdi, di bonificare la fogna sotto porta s. angelo, bonifica che è già stata pianificata e in corso d’opera.

    L’ing.Menzella ha proposto di rivalutare il centro storico come zona commerciale piuttosto che le direttrici esterne del paese, osservazione che ha trovato tutti d’accordo.
    ulteriori interventi, se ci sono stati, purtoppo no li ho sentiti, quindi chiedo ancora l’ausilio correttivo e integrativo di chi era lì ieri sera!!
    Ricordo l’incontro, spero più “terra terra”:-):-);-), di SABATO 14 OTTOBRE ORE 18.30 SALA CONSILIARE.

    topobiche_81

    1. admin

      Non sei stata per niente sommaria… davvero un sacco di carne al fuoco! Grazie per il resoconto…. vedo di preparare qualcosa che differenzi le aree di intervento e ci permetta di discutere su tematiche più ristrette e precise anche qui sul sito.

      1. michela

        sì, TANTA CARNE AL FUOCO, MA SINCERAMENTE DI REALMENTE CONCRETO SI è DETTO POCO.
        LA STESSA PAROLA RIQUALIFICAZIONE COSA INTENDE?
        SONO USCITA DAL COMUNE CON MOLTI DUBBI, DOVUTI CERTO ALLA MIA INESPERIENZA, MA ANCHE AD UNA COMUNICAZIONE PIUTTOSTO SOMMARIA.
        SICURAMENTE NON ERA LA SEDE PER DISCUTERE DI SINGOLI PROGETTI PER LE SINGOLE AREE, MA AVREI VOLUTO SENTIRE QUESTO. SPERO CHE GLI “ADDETTI AI LAVORI” FACCIANO GLI ADDETTI AI LAVORI E CHE COMUNICHINO A NOI “NON ADDETTI” QUALCOSA DI REALE, ATTUABILE E CONDIVISIBILE.
        VEDIAMO SABATO CHE SI DICE.
        NON è PER FARE POLEMICA, è SOLO CHE CI VORREI CAPIRE QUALCOSA DI PIù, NEL MIO PICCOLO.
        topobiche_81

  2. CEA

    Pubblichiamo il documento di osservazioni e proposte sul N.R.U presentato dal CEA al Comune di Montescaglioso in occasione dell’assemblea dell’11.10.2006. Franco C.

    Premessa.
    La fase di concertazione e confronto avviata dal Comune sul N.R.U. è uno strumento di notevole significato nel quadro di azioni finalizzate a costruire uno strumento urbanistico condiviso tra tutti i soggetti interessati e la comunità locale. Il CEA esprime l’auspicio che il metodo sia applicato ad altri ambiti e possa diventare una prassi consueta. Le proposte e le osservazioni presentate nel documento hanno la finalità di contribuire a costruire un modello di gestione urbanistica ispirati ai principi della sostenibilità ambientale.

    Comparti commerciali.
    Il documento non chiarisce la natura e la tipologia delle strutture proposte e risulta pertanto problematico valutare l’impatto delle medesime. Sarebbe utile avere disponibile una proposta più dettagliata ed operativa sulla quale esprimere una valutazione. In via di principio si ritiene che anche lo stesso comparto “ centro storico “, possa essere attrezzato e gestito come un comparto commerciale. Corso Repubblica e P. Roma, già possono essere considerate tali. Andrebbero valutate azioni finalizzate a costruire una gestione unitaria del distretto commerciale “ centro storico” soprattutto in rapporto alla qualità, all’impatto ed alla compatibilità degli insediamenti ed alla incentivazione dell’accessibilità pedonale quale strumento di innalzamento della qualità complessiva dell’area.

    Riqualificazione zona La Carrera – Molinello.
    La situazione odierna vede un insediamento urbano poco ordinato e sicuro negli accessi e già molto intenso. La proposta del Comune è molto generica salvo nella indicazione pienamente condivisibile dell’allargamento della strada “ Molinello “ e dell’innesto della stessa sulla Carrera. L’indicazione di un piano particolareggiato può essere condivisibile se è lo strumento per una nuova definizione dell’assetto del quartiere in rapporto al verde ed alle infrastrutture. Se invece è lo strumento per un ulteriore aumento di volumetria il nuovo strumento urbanistico, dovrebbe trovare una verifica puntuale nei parametri tra popolazione insediata e edificazione in un ambito esteso a tutto il centro abitato e non al solo insediamento della Carrera. L’aumento nella zona degli indici volumetrici, appare non accettabile in rapporto alla qualità dell’area ed alla attuale tipologia insediativa a bassa intensità e con significativa presenza di verde privato.

    Collegamento veloce Carrera – Giannina.
    La strada proposta ci appare del tutto inutile. Non risolve alcun problema reale. Il collegamento con la Giannina è sufficientemente garantito dalla scorrimento veloce già esistente e il ridurre di pochi minuti il percorso non può giustificare un impiego rilevante di risorse pubbliche. L’apertura di una nuova strada in tale area invece, può creare nuove ed inaccettabili aspettative circa l’avvio di processi di edificazione in nuove zone a ridosso dell’arteria. L’area presenta una forte valenza ambientale e paesaggistica e la nuova strada impatterebbe pesantemente su una zona il cui assetto risulta fondamentale per il decollo di una offerta turistica di Montescaglioso incentrata sulla qualità del territorio.


    Volumetrie edificabili e centro abitato.
    Le indicazioni contenute nella proposta risultano poco definite. La individuazione delle aree verdi anche attrezzate è già contenuta negli strumenti urbanistici vigenti. La loro realizzazione è però stata puntualmente disattesa da tutte le Amministrazioni succedutesi negli ultimi decenni salvo la realizzazione della villa del Belvedere e di via Novello. Il verde previsto nei quartieri non esiste. Appare evidente l’esistenza nel paese di una criticità inerente la realizzazione del verde piuttosto che la individuazione di nuove aree che, se esistono, ben vengano. In tale contesto appare fondamentale confermare la destinazione a verde di alcune aree quali: la zona a valle di Viale Giovanni XXII e l’intero sistema dei pendii a valle del centro storico. In tal senso il documento pur enunciando dei principi pienamente accettabili, non evidenzia alcuna scelta concreta e quindi verificabile sul terreno.
    Il riferimento alle “ richieste dei cittadini compatibili con le previsioni urbanistiche”, è molto generico. Appare come una sorta di verifica degli “ interessi dei singoli “, operazione peraltro legittima, nel quadro di una compatibilità con le “ previsioni urbanistiche “. Sembra di capire che in sostanza si tratti della concessione di nuove volumetrie o destinazioni d’uso, da realizzare nel quadro dello strumento urbanistico esistente viziato in origine da una previsione dell’aumento della popolazione nell’ordine di circa 15.000 abitanti, che ovviamente non si è mai avverata. Una valutazione delle proposte del Comune sul tema è ovviamente possibile solo con la indicazioni di scelte concrete sul terreno che esulano dalle finalità del documento.

    Il CEA, coglie l’occasione per segnalare ed indicare alcune problematiche inerenti il tema.
    In particolare si ritiene utile, applicando proprio il principio della compensazione per risarcire i proprietari, invocato dal documento, modificare le zonizzazioni a valle ed a monte di via Matera dichiarando la totale inedificabilità del versante a valle del centro storico compreso l’area della “Madonna della Nova”. La qualità ambientale, storica e paesaggistica dell’area è notevolissima e propone un ingresso al paese da Matera e dal Parco della Murgia, di estrema suggestione. In Basilicata sono ormai pochissimi i paesi che hanno conservato il fronte dell’affaccio centro storico libero da edificazioni moderne e Montescaglioso è tra questi. La realizzazione di edifici a valle ed a monte della strada per Matera, determinerebbe un effetto corridoio chiudendo gli affacci verso la valle del Bradano ed impedendo la vista del versante occidentale del centro storico. L’impatto sulla qualità dell’offerta turistica determinata dalla valenza del territorio risulterebbe fortemente penalizzata.
    Il CEA propone, oltre alla dichiarazione della inedificabilità della zona, la realizzazione di un percorso attrezzato sulla sinistra della strada con affaccio sulla valle e il rispetto delle previsioni del Piano di Recupero del centro storico relative ai pendii a valle dell’abitato antico con la realizzazione di un parco tematico ed il recupero della sentieristica e degli insediamenti in grotta.

    Riqualificazione del centro storico.
    L’indicazione del documento, pienamente condivisibile, va qualificata con idee concrete. Nella parte antica sono in atto anche numerosi interventi di privati mentre il mercato immobiliare inerente il patrimonio edilizio storico è sempre più vivace. L’intervento privato, risulta quindi già pienamente in atto e sostenuto da una consapevolezza sempre maggiore del valore del centro storico, risultato determinato dalle iniziative di promozione attuate in questi anni e da una riappropriazione di identità.
    Il nodo problematico è invece costituito proprio dall’intervento pubblico che non appare sempre adeguato a quanto ritenuto necessario soprattutto in ordine ai seguenti problemi:
    Attuazione dei regolamenti del piano di recupero del centro storico. Ci si chiede se il piano esista o meno. L’impressione è di insufficiente azione nella tutela e nella applicazione di quanto previsto dal piano. Il Piano a tanti anni dalla sua approvazione appare ormai superato nella concezione e nelle azioni indicate. Si ritiene utile programmare l’aggiornamento dello strumento vigente o la redazione di uno strumento sostitutivo. Tra le criticità più significative si segnalano le “ architetture del gas “ derivanti dall’insensato intervento attuato dal progetto di metanizzazione dell’Italgas in spregio a tutte le norme del “ Piano “; l’assenza dei controlli sulla tipologia ed i materiali degli infissi; lo sviluppo del micro abusivismo determinato dalla necessità di risolvere problemi concreti di agibilità nelle abitazioni che pure potrebbero essere risolti fornendo adeguata consulenza ai cittadini senza penalizzare le giuste esigenze prodotte dal ritorno alla residenza nel centro storico; il sistematico smantellamento delle coperture in coppi e la realizzazione di terrazzi piani o coperti da mattoni o guaina bituminosa a vista; la modifica di facciate e l’assenza di un indirizzo sull’uso dei colori; l’assenza di controlli nelle ristrutturazioni dell’imponente patrimonio di cantine – grotte.
    Traffico ed accessibilità. Negli ultimi anni si è assistito ad un incremento sempre maggiore dell’ingresso di auto nel centro storico con una valenza della vivibilità sempre più bassa. Non sono in discussione gli interventi del comune circa la pedonalizzazione delle aree che indubbiamente ci sono stati, quanto il comportamento dei cittadini e la capacità del Comune di far rispettare le regole adottate. Il CEA ritiene indispensabile l’attuazione di una “ tolleranza zero “ sul sistematico non rispetto dei divieti nonché una verifica puntuale delle misure adottate con la finalità di giungere ad una limitazione maggiore dell’accessibilità indiscriminata nel centro storico.
    Intervento di riqualificazione di Piazza del Popolo. Il progetto realizzato conferisce alla più antica piazza di Montescaglioso una veste del tutto nuova e più adeguata al contesto storico e quindi pienamente condivisibile nelle finalità generali. La rimozione dell’asfalto ha proposto una migliore vivibilità dell’ambiente,in parte compromessa dalla riduzione delle superfici a verde. L’intervento sulla piazza apre una problematica più ampia inerente il “ sistema “ degli spazi circostanti l’abbazia in rapporto alla gestione del traffico, dei parcheggi, la presenza delle aree verdi e la gestione turistica dell’area. In particolare il CEA ritiene improponibile l’utilizzo del Piazzale del Loggione quale parcheggio del quartiere circostante l’abbazia. In tale ipotetico contesto, non è condivisibile l’eventuale apertura di un accesso carrabile verso Piazza Cavalieri di V. Veneto ottenuto con la realizzazione di una strada che modifichi l’attuale assetto di Piazza Ricamato. Si ritiene condivisibile salvo verifiche sulla funzionalità, la soluzione adottata per l’inversione di marcia verso C. Repubblica, con un senso rotatorio intorno alla prima palma di P. del Popolo. Si propone di istituire un senso unico su via Balconi Soprani a partire da Torre Vetere limitando l’accesso e l’uscita a senso unico da Piazza del Popolo, ai soli residenti nel quartiere Torre.
    Contratto di quartiere. E’ l’intervento con il quale il Comune può indirizzare le sorti dell’intero centro storico. E’ da segnalare la completa mancanza di informazioni sul contenuto del progetto. Il CEA ritiene che il Comune dovrebbe recuperare al più presto un processo di condivisione e concertazione che peraltro appartiene istituzionalmente alla tipologia dell’ intervento programmato. Infatti se il “ Contratto “ non è attuato nella cornice di una simile strategia, ovvero condivisione con i residenti, gli operatori turistici e culturali, le imprese, l’intervento non è più il “ Contratto “ così come previsto dalle normative, ma semplicemente la sommatoria di una sequenza di lavori pubblici. In tale contesto diventa essenziale il complesso delle misure immateriali da attuare come accompagnamento e promozione del progetto sulle quali mancano ancora una volta le informazioni inerenti i contenuti, le modalità di attuazione, i soggetti chiamati a partecipare ed a programmare nonché le modalità e le procedure di “ chiamata “ alla gestione. Il CEA ritiene di dover segnalare la necessità di alcuni interventi che però potrebbero già essere previsti nel progetto ( ancora una volta assenza di informazioni ): A) Condotta fognaria e acqua potabile, pavimentazione, sistemazione verde e illuminazione, nell’area delle cantine di Porta S. Angelo (cantina del Marchese); B) Acquisizione dai privati delle chiese di S. Simeone (attualmente cantina)e S. Andrea (attualmente abitazione) e successivo intervento di restauro e musealizzazione. Dal momento che l’intervento previsto sulla chiesa del Crocifisso è già stato realizzato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio della Basilicata, le risorse allocate sulla chiesa possono essere destinate al recupero delle altre cappelle del centro storico.

    Percorso turistico.
    Le indicazioni del documento di programmazione sono pienamente condivisibili, ma da collegare a contenuti operativi in particolare nel rapporto con le risorse finanziarie già disponibili (interventi abbazia, convento benedettine e contratto di quartiere) che sarebbero più che sufficienti a determinare una svolta nella promozione del patrimonio monumentale locale. Il CEA, così come ribadito nella precedente nota consegnata al Comune, ritiene che l’offerta turistica e culturale nel centro storico vada ulteriormente arricchita con il recupero delle chiese minori:
    S. Stefano (lavori in completamento da parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio della Basilicata );
    S. Maria in Platea (lavori esterni realizzati dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio della Basilicata e recupero affreschi ed interno programmati dalla Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici della Basilicata);
    S. Andrea: proposta di acquisto e recupero con il Contratto di Quartiere;
    S. Simeone: proposta di acquisto e recupero con il Contratto di Quartiere;
    Crocifisso: (lavori in completamento da parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio della Basilicata );
    S. Croce ( deposito Carro di S. Rocco ): proposta di acquisto delle parti in mano ai privati, restauro e piccolo museo dedicato al Carro di S. Rocco;
    Chiesa di S. Lucia (S. Maria dell’Abbondanza): (sistemazione esterna già completata), restauro interno e musealizzazione;
    Il restauro dei monumenti, però, non risolve il problema impellente della disponibilità degli stessi per la fruizione turistica. Il CEA ritiene indispensabile aprire un confronto e una concertazione relativamente ai temi della gestione del sistema abbazia e centro storico, capace di coinvolgere il Comune, gli operatori turistici specializzati e i soggetti ecclesiastici. Particolarmente urgente appare il nodo gestione dell’abbazia. In merito il CEA ritiene che dopo il completamento dei lavori di restauro sia improponibile il ritorno allo status precedente la cantierizzazione. L’accesso di soggetti portatori d’interesse dovrebbe avvenire sulla base di un progetto di gestione che coinvolga pubblico e privato e della trasparenza delle procedure di affidamento.
    Sull’enorme patrimonio rupestre urbano la priorità indicata al Comune è inerente l’attuazione di politiche di tutela e valorizzazione nell’ambito circuiti turistici e culturali capaci di relazionare Montescaglioso a Matera e al Parco della Murgia. Il successo della manifestazione “ In Vino veritas “ evidenzia il potenziale turistico del patrimonio e quindi anche la necessità di interventi strutturali pubblici ( Contratto di Quartiere ) nonché di programmi di promozione e di politiche di gestione aventi carattere d’impresa.

    Su Montescaglioso, Patrimonio UNESCO, è da ricordare come tale definizione riguardi non solo i Sassi ma l’intero territorio del Parco Murgia Materana. Quindi, Montescaglioso, con la parte del proprio territorio inclusa nel perimetro del Parco, è già patrimonio UNESCO. Il CEA ritiene una estensione di tale ambito di definizione anche al centro storico, inattuabile a causa dell’indirizzo dell’UNESCO circa la riduzione della concessione del riconoscimento in ambito europeo e del riequilibrio del sistema verso i paesi del terzo mondo. Se pur tale ipotesi fosse possibile, le condizioni di conservazione del centro storico sono così problematiche e compromesse da rischiare una immediata bocciatura.

    Valorizzazione delle zone adiacenti l’abbazia.
    Si prende atto che i rapporti intercorsi tra il CEA ed il Comune sulle problematiche del patrimonio archeologico dell’abbazia e della sistemazione delle aree esterne, hanno prodotto, nell’ambito di un confronto costruttivo e senza preclusione alcuna, risultati ritenuti importanti quali:
    L’indicazione per la conservazione del portale medievale nel chiostro occidentale e quindi la modifica del progetto Rocchi che in quell’ambiente prevedeva la realizzazione dei servizi igienici;
    La verifica della possibilità di mantenere a vista gli scavi realizzati nel braccio settentrionale con la realizzazione negli ambienti di un allestimento archeologico a basso costo che presenti la storia di Montescaglioso e recuperi la fruibilità del mosaico romano, delle vasche per frantoio di Difesa S. Biagio e di altri reperti di notevole importanza storica attualmente nei depositi del Museo di Matera;
    Il confronto sulle modalità di sistemazione del piazzale del loggione con il coinvolgimento della Scuola di Archeologia dell’Università di Basilicata. Negli incontri già tenuti la possibilità di realizzare ricerche innovative con ricadute immediate sulla tipicità delle produzioni agricole, si è rivelata concreta specie se l’Ente Locale riuscisse a dotarsi di risorse finanziarie provenienti da programmi comunitari ( LEDEAR +, PIT etc).
    Il completamento degli scavi in Piazza del Popolo, Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto e chiostro occidentale dell’abbazia, ha fornito nuovi ed eccezionali elementi di studio e ricerche che confermano ancora una volta l’importanza dell’insediamento e le potenzialità turistiche della fruibilità di un percorso archeologico nel cuore del centro storico. L’eccezionalità dei risultati è tale da indurre il CEA a due riflessioni:
    I progetti di sistemazione delle aree esterne, per quanto abbiano prodotto un risultato apprezzabile nella sistemazione di Piazza del Popolo, confermano l’esistenza di un forte limite dell’intervento determinato dall’assenza di un’adeguata valutazione delle preesistenze archeologiche e della conseguente realizzazione di opere incapaci di convivere con una fruibilità delle stratificazioni archeologiche.
    L’importanza degli ultimi ritrovamenti su Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto e le conoscenze già esistenti sulle preesistenze del piazzale del loggione, suggeriscono di realizzare interventi non definitivi ed atti a garantire la realizzazione di nuove ricerche negli anni prossimi finalizzati alla creazione di un parco archeologico urbano. In questa fase il CEA ritiene di invocare un principio precauzionale nella tutela piuttosto che rischiare di distruggere uno dei complessi archeologici più importanti della Basilicata e rendere impossibile la fruizione del bene.

    Le valutazioni che il CEA indica alla riflessione di tutti, amministratori, opposizione, associazioni, imprese, Soprintendenze, in merito alla sistemazione delle aree esterne sono le seguenti:
    Estensione delle ricerche archeologiche nel piazzale del loggione in un’area la più ampia possibile;
    Rimozione di tutti i depositi recenti di macerie nel piazzale del loggione con il ripristino delle quote di secolo XVI nell’area antistante lo stemma benedettino.
    Conseguente abbassamento della quota di calpestio.
    Recupero e ripristino della gradinata di collegamento esistente ma attualmente occultata dalle macerie, tra Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto e l’area del loggione.
    Recupero delle tre gallerie e degli antichi ingressi al livello seminterrato da utilizzare per la fruizione degli scavi archeologici e necropoli aristocratica nel piano interrato dell’abbazia.
    Sistemazione a verde del livello di calpestio risultante dalla rimozione delle macerie.
    Ricerche paleobotaniche nell’aree degli antichi orti e giardini per il recupero del genotipo delle varietà botaniche ed agricole possibilmente da utilizzare per la creazione di prodotti fortemente tipicizzati dalla storia del territorio e dal rapporto con l’abbazia.
    In tal senso il CEA condivide pienamente gli obiettivi proposti dal NRU e auspica un immediato passaggio ad una fase già operativa.

    Collegamento veloce per Matera.
    L’indicazione di una più attenta verifica del percorso proposto dalla Provincia è pienamente condivisa dal CEA.
    La strada proposta, come nel caso della strada Carrera – Giannina, riduce di poco i tempi di percorrenza e pertanto non è giustificabile a fronte di un impatto ambientale di notevole rilevanza. Il nuovo progetto dovrebbe salvaguardare e tutelare i seguenti elementi:
    Il tracciato del Regio Tratturo dalla ex stazione di Montescaglioso al Matera. L’eventuale sovrapposizione della nuova strada all’antico percorso non è accettabile nel quadro di una politica di tutela del territorio e nell’ambito dello sviluppo di una offerta turistica che può contare sulla valorizzazione della rete escursionistica presente nel Parco della Murgia Materana e nelle aree immediatamente adiacenti.
    Con le medesime considerazioni non è minimamente accettabile che un eventuale successivo sviluppo del tracciato, a fronte della strozzatura determinata, dall’attuale collegamento tra centro abitato ed ex stazione, possa indurre alla realizzazione di un altro segmento della strada impostata sul tratturo Festola –Stazione, avente una eccezionale valenza paesaggistica ed ambientale così come dimostrato dai programmi trekking proposti dal Parco Murgia Materana.
    Secondo il CEA la riduzione dell’impatto derivante dalla realizzazione di nuove strade, pur necessarie, può essere ottenuta direzionando verso la scorrimento veloce già esistente i vettori verso Matera e Metaponto e collegando così le aree produttive della val Bradano a quelle di Matera PAIP e all’ultimo tratto della Bradanica.

    Valorizzazione del tracciato “ La Carrera “.
    La modernizzazione del tracciato della ex 175 nel tratto Montescaglioso – Metaponto, rende superfluo un intervento di sostanziale modifica del tracciato della Carrera. E’invece urgente la messa in sicurezza della strada, ma senza stravolgimenti che possano impattare sul territorio. Se la proposta del Comune si sviluppa in tale ambito, il CEA la ritiene condivisibile. La strada, una delle più belle panoramiche della Provincia, attraversa una delle aree rurali più preziose di Montescaglioso. Una zona ove i monaci per secoli hanno selezionato vite ed ulivo creando le premesse per ottenere oggi le DOP e le DOC sui nostri prodotti. Gli oliveti della zona sono ultracentenari. Il paesaggio dell’area non ha nulla da invidiare alla campagna toscana, anzi è meglio conservato. L’offerta turistica non si gioca sulla velocità della viabilità locale ma sulla integrità del territorio. Il viaggiare lenti, oltre che sicurezza, aggiunge, oggi, anche valore economico al territorio.

    Insediamento turistico sulla Carrera.
    Nel documento mancano indicazioni sulla tipologia e natura degli insediamenti turistici proposti. Il CEA, sulla base di quanto precedentemente scritto circa “ Il collegamento veloce La Carrera “, ritiene non condivisibile la realizzazione di insediamenti turistici nella zona se realizzate con nuove strutture, l’allocazione di nuove volumetrie e quindi una colata di cemento su una campagna particolarmente preziosa. La preoccupazione è per l’avvio di un processo di costruzione di seconde e terze case che nelle regioni limitrofe ha già compromesso il territorio senza portare specifici benefici in termini di sviluppo. Il CEA ritiene condivisibile l’idea se questa invece è riferita al recupero del patrimonio antico e moderno già esistente nell’area. La performance attuata da alcune aziende agrituristiche di Montescaglioso, indica che il recupero produce sviluppo.
    L’idea del CEA sulla proposta di strutture turistiche lungo la “ Carrera “ fa riferimento alla realizzazione di strutture residenziali diffuse nelle masserie e nei casili esistenti che sono numerosi e presenti ovunque, da collegare con una efficiente viabilità locale a basso impatto e con il recupero della rete dei sentieri.
    Inoltre la qualità del centro storico di Montescaglioso segnala la possibilità che residenze turistiche possano essere realizzate con strutture diffuse ed in rete localizzate nell’abitato antico. Il processo, ad opera di privati, è già in atto ma ancora debole e privo di elementi di qualità che invece andrebbero sostenuti ed incentivati. L’offerta residenziale turistica del paese può essere caratterizzata significativamente da strutture collocate nella città vecchia, compreso l’abbazia, piuttosto che da nuove edificazioni che inevitabilmente deturperebbero il territorio.

    Viabilità locale e parcheggi.
    Si ritiene condivisibili le indicazione per un miglioramento della circolazione e del sistema dei parcheggi con le proposta del Comune relative a Belvedere, v. Ginosa, Vallone e Monte Vetere, P. Roma e Porta Schiavone e con il miglioramento del collegamento con Ginosa. Andrebbero valutate con attenzione gli impatti determinate da soluzioni operative che però finora mancano.

    Percorsi verdi.
    La proposta di percorsi verdi all’interno delle aree di rimboschimento e della Difesa S. Biagio è condivisibile nel quadro di una verifica precisa degli impatti specie in rapporto al coinvolgimento di privati il cui intervento sicuramente avrebbe necessità di un ritorno d’utile che le cui forme e modalità andrebbero valutate.

    Il CEA coglie l’occasione offerta dal confronto sul documento NRU per una riflessione sulle seguenti problematiche.

    Palauditorium.
    La costruzione del Palazzetto dello sport, attesa da anni, è un’ evento di vasta portata per la nostra città. L’attuale amministrazione, completando l’iter avviato dalla precedente gestione ha perseguito e centrato un obiettivo significativo. Si ritiene, però, che la struttura sia stata realizzata recependo e non risolvendo gli elementi deficitari presenti nel progetto iniziale inviduabili in due elementi: la localizzazione ed i consumi energetici.

    A)In un’assemblea pubblica convocata dall’ex assessore A. Garbellano, verso la fine del mandato della precedente amministrazione, con la quale si presentava il progetto, il CEA di Montescaglioso manifestò pubblicamente la propria contrarietà alla collocazione prevista della struttura proponendo in alternativa un’area compresa tra Difesa S. Biagio e la lottizzazione di via La Carrera, ove sarebbe stato possibile gestire al meglio l’accessibilità e soprattutto programmare l’ampliamento con strutture per l’atletica all’aperto. L’invito restò inascoltato ed il progetto è stato attuato impedendo già da ora il potenziamento dell’impianto ed obbligando alla realizzazione di strutture per l’atletica in un altro luogo con il conseguente raddoppio dei costi di gestione. La collocazione del palazzetto in un’area residenziale e fortemente satura, oltre ad impedire la realizzazione di un grande polmone verde nel quartiere, creerà problemi di accessibilità, ( si pensi ai bus per manifestazioni a carattere regionale) e di convivenza con la popolazione insediata. Confermando tutte le riserve sulla localizzazione dell’impianto, si ritiene che a fronte delle problematiche paventate, il Comune debba e possa mettere in atto misure e provvedimenti strutturali atti a ridurre gli impatti negativi.
    B)Non si conoscono i dettagli tecnici della rete impiantistica della struttura e ci si augura che siano stati previsti e posti in opera gli accorgimenti necessari per la riduzione dei consumi idrici ed energetici che ovviamente saranno notevoli. In particolare si ritiene necessario la realizzazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica nel quadro del progetto “ Conto Energia “ dell’ENEL e dell’impianto solare per la produzione di acqua calda. I due interventi possono ridurre sensibilmente i costi di gestione e l’impianto fotovoltaico, nel quadro di un protocollo d’intesa con l’ENEL, potrebbe essere anche utilizzato per ridurre i costi energetici di altri edifici pubblici. Contestualmente un impianto ispirato ai principi della sostenibilità può costituire per cittadini uno strumento divulgativo e di incentivazione allo sviluppo del solare.

    Scuola media.
    Il CEA ritiene condivisibile la scelta di realizzare un nuovo complesso in sostituzione dell’attuale. Un ovvio principio precauzionale induce a ritenere inutile un intervento di recupero della vecchia scuola. Questa, peraltro, presenta un notevole rigidità planimetrica che la rende inadatta a soddisfare nuove esigenze collegate agli elementi di innovazione che la scuola ha sviluppato nel corso degli anni. Il problema della conservazione della memoria locale connessa all’imponente edificio eretto negli anni ’50 e rappresentativa delle opere dell’architetto Masciandaro, uno dei più importanti tecnici ad aver operato i provincia e dello scultore Amerigo Tot, può essere risolto con un’adeguata documentazione dell’esistente, il mantenimento del suggestivo basamento in c.a della scuola (opera del Tot), il recupero e riutilizzo delle decorazioni in cotto ed in ceramica presenti sulle facciate.
    Il vero nodo del problema è riempire di contenuti innovativi il nuovo progetto. Il CEA ritiene che la costruzione del nuovo complesso debba valutare le seguenti considerazioni:
    Cogliere l’occasione per ridisegnare un nuovo assetto di un’area importante per la città realizzando l’innesto di architetture di qualità, moderne e fortemente innovative.
    Ispirare la costruzione e un nuovo assetto dell’area ai principi della sostenibilità da applicare nella concezione degli spazi, nel rapporto costruito / verde, l’uso dei materiali ecocompatibili, reti tecnologiche finalizzate al risparmio energetico (uso di fonti rinnovabili ed al risparmio idrico.

    Ampliamento del perimetro del Parco della Murgia.
    Il ruolo assunto dal Parco della Murgia nella tutela e nella promozione del territorio ed i valori stessi del territorio di Montescaglioso caratterizzato dalla presenza di ambiti naturalistici e testimonianze storico – archeologico, inducono a valutare come fattibile ed utile l’ampliamento del perimetro del Parco della Murgia verso Montescaglioso. Le ricadute, oltre alla tutela ed alla promozione, si individuano nella promozione del marketing turistico del paese legato alla presenza di un’area protetta, al sostegno delle imprese ricadenti nell’area del Parco rinveniente dai programmi comunitari e regionali (aumento delle percentuali di finanziamento). La proposta del CEA è che la programmazione urbanistica del Comune indichi esplicitamente tale obiettivo da sintetizzare nella inclusione nel Parco delle seguenti aree:
    Difesa S. Biagio da suddividere nelle tre aree di tutela prevista dalle normative del Parco di cui una a tutela integrale ed una da attrezzare per servizi sulla zona di ingresso;
    Aree agricole comprese tra l’attuale limite del Parco e Difesa S. Biagio e centro storico di Montescaglioso;
    Asta fluviale e golenale del Bradano quale corridoio per l’avifauna tra aree umide della costa jonica e oasi di S. Giuliano da tutelare con zonizzazione A e B;
    Aste torrentizie caratterizzate dalla presenza di fitti boschi di querce che da Campagnolo e S. Vito scendono al Bradano da tutelare con zonizzazione A e B;

    Rete della sentieristica del Parco.
    Alla proposta di ampliamento del perimetro del Parco è strettamente connessa la proposta di tutelare e valorizzare la rete dei sentieri e dei tratturi che circonda Montescaglioso. Queste antiche testimonianze della presenza umana sono ormai indispensabili per la promozione di una offerta turistica sull’escursionismo ed il trekking per la quale Montescaglioso offre notevoli potenzialità. Il CEA propone di avviare azioni di tutela sulla rete di collegamento con Matera e la Murgia, Pomarico, oasi di S. Giuliano, costa e Ginosa, e progetti di segnaletica e rilevamento dei tracciati.

    Montescaglioso 9.10.2006
    CEA Montescaglioso

  3. franco noia

    Inserisco la mia nota inviata all’assessore dott. Nicola Pietromatera in merito al Nuovo Regolamento Urbanistico, quale contributo per una discussione finalizzata alla individuazione delle soluzioni dei nodi critici che interessano il nostro comune.

    Montescaglioso 04.08.2006
    Arch. Francesco Noia
    Via San Rocco n° 1
    75024 Montescaglioso (MT)

    Stimat.mo Assessore ai Lavori Pubblici
    ed all’Urbanistica del Comune di
    Montescaglioso – P.le A. Moro
    Dr. Nunzio Nicola Pietromatera

    Faccio seguito al suo invito ad offrire un contributo per la redazione del Regolamento Urbanistico Comunale, inviandole alcune mie riflessioni sul tema.
    Pur apprezzando la sua sensibilità, devo tuttavia eccepire un problema di metodo. Lei sollecita una discussione per “migliorare la bozza di R.U.”, comunicando con ciò due cose: che esiste una bozza e che questa debba essere migliorata. Pur non disponendo della conoscenza di tale bozza, ed avvalendomi unicamente delle mie conoscenze maturate nell’ambito dello svolgimento della mia attività professionale, intendo in ogni caso offrire il mio contributo, per quanto questo possa essere utile, alla discussione odierna.

    Per entrare nel merito, ritengo che la natura del Regolamento Urbanistico sia quella di costituire un riferimento per la programmazione comunale, coerentemente con una formulazione chiara circa le ipotesi di sviluppo futuro del territorio e la definizione dei relativi obiettivi e riferimenti programmatici. Come tutti i progetti, una simile formulazione dovrebbe partire da un’analisi dello stato di fatto che evidenzi in maniera critica i caratteri del territorio, della sua popolazione, della sua economia, delle relazioni con i territori circostanti, delle relazioni all’interno dell’abitato tra le diverse zone, delle trasformazioni che sono intervenute negli anni, etc., che ne individui le vocazioni e coerentemente con le scelte politiche, ne indichi un’ipotesi di sviluppo. Non avendo a disposizione questi dati (che immagino già disponibili nella citata bozza), mi limito a comunicarle le mie impressioni sui nodi da affrontare.

    Il nostro comune è stato interessato, a partire dal primo Programma di Fabbricazione, da una crescita notevole nel numero di unità edilizie e dalla conseguente dilatazione dei confini dell’abitato con consumo considerevole di territorio e di risorse economiche. Tale crescita tuttavia non ha conseguito, a mio modesto parere, né un miglioramento della qualità ambientale né un miglioramento della qualità edilizia, né tanto meno della qualità urbana, tanto che ancora oggi l’unico “centro” riconoscibile come tale, è il Centro Storico. Il resto è una periferia degradata, priva di servizi e con aree “pubbliche” assolutamente marginali. In certi casi, i recenti interventi pubblici hanno addirittura peggiorato le cose, aumentando il carico urbanistico in zone già densamente costruite, senza peraltro offrire un miglioramento relativamente all’accessibilità, al verde, ai parcheggi ed ai servizi in genere. Un primo impegnativo ed ambizioso obiettivo del Regolamento dovrebbe dunque essere quello di risanare e riqualificare più che il Centro Storico, le zone di nuova o recente edificazione.
    Esistono altresì questioni annose cui in qualche maniera occorre dare una definizione. Mi riferisco in particolare alla Zona D1, ma le stesse considerazioni valgono anche per altre parti del territorio comunale. Questa zona, nata per ospitare attività di tipo artigianale, ha assunto negli anni una caratteristica “ibrida” , essendo di fatto densamente abitata e non avendo né i servizi propri di una zona residenziale, né quelli di una zona artigianale, con tutto ciò che ne consegue sia in termini di disagio sociale che di degrado urbano.
    Anche le zone di “167” non hanno avuto migliore fortuna delle precedenti. Direi in generale che tutte queste parti di città siano oggi contraddistinte da condizioni diffuse di marginalità e di degrado.

    Una situazione che negli anni è divenuta paradossale è quella del periurbano. Qui infatti si riconoscono tipologie edilizie tipicamente urbane, sottratte però alla regolamentazione che interessa il centro abitato, sicché è facile distinguere ad esempio, situazioni in cui le edificazioni nelle zone “C”, coerentemente con i parametri urbanistici di Piano, rispettano le debite distanze dalla strada pubblica, contrariamente a quanto succede sull’altro lato della strada, in zone classificate “E” (Zona agricola)dal P.d.F., dove le stesse distanze dal nastro stradale risultano dimezzate. Ho citato uno dei tanti casi che si evidenziano in questi ultimi tempi ma ne esistono di altri anche più emblematici nei quali ad esempio, l’edificazione viene negata entro il perimetro urbano per ragioni di instabilità di natura idrogeologica e concessa invece a margine di tali zone, in aree classificate “E” dal P.d.F. come se non sussistessero per queste ultime, le stesse ragioni di tutela della pubblica incolumità che sussistono invece per le precedenti!

    Vi sono poi le zone “produttive” anche queste lasciate nell’indeterminatezza o nella migliore delle ipotesi, all’iniziativa privata. In particolare mi riferisco alla zona PIP di Capo Iazzo ed alla ipotesi di realizzazione di una zona industriale lungo la SS. 380. Avendo seguito, nella mia qualità di progettista, le fasi di avvio dell’iniziativa promossa dal Consorzio “Sviluppo 2000”, ho avuto modo di avere contatti con le Amministrazioni di Pomarico e Miglionico, arrivando in sede di conferenza di servizi alla stipula di un’intesa con le suddette A.C. di definizione di un’area consortile della quale l’iniziativa promossa dal citato Consorzio costituisse il primo nucleo. Il sito individuato, è quanto mai idoneo ad una simile destinazione, essendo situato su una delle direttrici più importanti che interessano il nostro territorio, in grado quindi sia di essere funzionale allo sviluppo produttivo dell’area che di intercettare i flussi turistici e commerciali che attraversano la Regione secondo la direttrice NORD-SUD. In questa maniera anche la zona PIP Capo Jazzo, interessata dai prossimi lavori di ampliamento della bretella di comunicazione con la SS. 380-175 (svincolo di località “Gallo”), potrebbe fruire di un rilancio significativo ed importante delle attività di commercio e di servizio, previste dal Piano PIP.

    Più complessa appare l’analisi che riguarda il recupero e riqualificazione del Centro Storico. Rilevo infatti che l’assenza di una proposta seria e credibile di riuso e rilancio della zona, con la definizione delle destinazioni d’uso delle emergenze monumentali presenti, viene colmata con interventi posticci, approssimati ed improbabili, che evidenziano un approccio più simile alla logica di realizzazione di un parco di divertimenti in stile “Disneyland”, che una filosofia di recupero e valorizzazione del patrimonio storico ed architettonico. E’ il caso ad esempio di Piazza Mianulli dove la collocazione di una improbabile fontana e di una rampa di accesso per disabili ha di fatto deturpato uno degli angoli più suggestivi del nostro Centro Storico. Stesso destino sembra riservato a Piazza del Popolo dove l’originaria gradinata di accesso al paese da Porta S. Angelo è stata sostituita da un’altra in stile “Wanda Osiris” e dove viene prevista la collocazione di un’altra altrettanto improbabile fontana. Non è di poco conto farle osservare che l’originaria gradinata di accesso, così scomoda per i pedoni perché avente pedate troppo larghe, era stata pensata e realizzata nei secoli passati in quel modo, per consentire e rendere agevole il transito delle bestie. Sostituire quindi una siffatta scalinata con una “moderna” significa cancellare una testimonianza del passato. Evito di esprimermi sulla scelta della “forma” ma mi limito a farle osservare che il restauro e la conservazione hanno ben poco a che spartire con l’idea che ciascuno di noi ha del “bello”: se così non fosse, non mi meraviglierebbe affatto se a qualcuno venisse in mente di dipingere di nero il proprio edificio, magari ornandolo con merlature, grifoni, aquile, leoni, catene ed ogni altra amenità simile, perché lo troverei coerente con la filosofia di approccio al tema del recupero che le stavo sottolineando. Anche la pavimentazione della Piazza con il basolato e l’eliminazione del verde, mi pare consegua un impatto cromatico molto violento rispetto alle facciate degli edifici che vi prospettano. A me ricorda molto Giorgio De Chirico e le sue Piazze metafisiche, ma temo che non sia questa la suggestione che ha ispirato il progetto. Quanto innanzi espresso stride in maniera violenta con l’idea apprezzabile da lei manifestata di recuperare non solo gli antichi terrazzamenti dell’orto dei monaci (loggione dell’abate) ma anche le originarie colture (colgo con soddisfazione il fatto che l’A.C. abbia rinunciato a quella ipotesi di pavimentazione integrale dell’area, pur originariamente prospettata con l’approvazione del progetto di riqualificazione delle aree esterne all’Abbazia). Qual è infatti la relazione esistente tra quanto da lei manifestato e quanto invece viene realizzato? E quale relazione c’è tra quanto da lei prospettato e la destinazione d’uso dell’Abbazia?

    Anche la sua idea di “riqualificazione” mi pare molto approssimata e priva di contenuti laddove dice di voler “Riqualificare il centro storico con interventi pubblici e privati al fine di creare mini appartamenti vivibili (vedi contratto di quartiere) e determinare un ritorno dei cittadini al riutilizzo di questo bene comune, ricco di cultura e storia.” Non conoscendo i contenuti del contratto di quartiere da lei citato, mi limito ad osservare che dal mio punto di vista, l’obiettivo della “riqualificazione” è molto più ampio e denso di significati rispetto a quello da lei espresso.
    Recuperare dei mini alloggi vivibili (ma perché poi “mini”?) non sottrae dal degrado il Centro Storico, ed una simile situazione ci esporrebbe al rischio di vedere perpetrata nel breve periodo la stessa condizione di marginalità in cui oggi versa, vanificando così le risorse investite. Riqualificare il centro storico significa attribuire, secondo il mio modesto parere, una nuova qualifica a questa parte di città. Tale nuova qualifica dovrebbe perseguire l’obiettivo di riconnettere questa zona al resto del territorio, attribuendole valenze diverse e caricandola di nuove funzioni, che pur nel rispetto delle tipologie e della storia, possa consentirle di essere riacquisita alla città, sottraendola alle attuali condizioni di marginalità e degrado. E’ di tutta evidenza che un simile obiettivo non può essere conseguito se non considerando il Centro Storico come una parte non marginale del contesto urbano, indissolubilmente legato all’Abbazia ed alle altre emergenze monumentali ed alla storia del territorio nel suo complesso. Il concetto di riqualificazione cioè non è tanto legato ad un fatto di “normativa” o di “tecnologia” ma all’idea che si ha dello sviluppo futuro della città e del suo territorio. Come del resto lei giustamente afferma, questo “bene comune” così ricco di storia e cultura, costituisce una risorsa importante per la collettività e come tale, va rispettato, recuperato e preservato per le future generazioni. Con questo non credo di aver detto nulla di nuovo rispetto alle analisi ed agli studi realizzati in anni passati ma spero tuttavia di aver quantomeno suscitato dei dubbi, sollevato delle questioni, stimolato delle riflessioni.

    Vorrei infine cogliere questa occasione per fare un appello a lei, non tanto nella sua qualità di assessore di questo comune, quanto nella sua veste di dirigente scolastico della locale scuola media, perché a Montescaglioso venga risparmiata la demolizione dell’edificio scolastico esistente. Se è vero che obiettivo della scuola è quello di formare i cittadini, è anche vero che questi si formano stimolando e formando il loro senso di appartenenza a questa comunità. Questo significa renderli consapevoli della propria comune storia e tradizione. Demolire l’edificio per sostituirlo con uno più “bello” e funzionale significa sottrarre alla comunità ed ai futuri cittadini di questa comunità un riferimento che non è solo la testimonianza di un periodo storico ed artistico, ma un edificio che ha rappresentato la Scuola ed una opportunità di istruzione e talvolta di riscatto per migliaia di cittadini di questo comune. Ancora oggi quando si parla della scuola media, ci si riferisce a “quella scuola, a quell’edificio”.
    Confidando pertanto nella sua sensibilità, mi auguro che spenda il suo impegno civile e politico per salvare quest’opera dalla distruzione. Se riuscirà in questo intento, avrà fatto bene il suo lavoro di assessore ma avrà realizzato ancora meglio la sua funzione di dirigente scolastico.

    Confermandole la mia disponibilità ad offrire il mio modesto contributo al dibattito da lei incoraggiato, le invio i miei migliori saluti ed auguri di buon lavoro.
    Arch. Francesco Noia

  4. chanti

    ciao a tutti,
    la riunione organizzata dall’AGM per discutere del regolamento urbanistico, prevista per sabato 14/10/06 è confermata? perchè non pubblicate sul sito orario e luogo dell’incontro?
    grazie! questo è tutto per stasera.

    1. LomFra

      mi scuso a nome dell’AGM, di cui faccio parte. Cmq la riunione è confermata per le 18.30, preparate le domande saremo felici di dar spazio a tutti. non pubblikiamo notizie perkè il nostro redattore Mike72 ha deciso di uscire dal sito in seguito ad alcune calunnie a lui rivolte da parte di “ignoti”

      1. ZODD

        so che il post che sto x stendere nn è nel luogo giusto ma vista l’ora nn mi ingozza di fare uno nuovo, cmq sia rivolgendomi a lomfra su quanto dice di mike72 , è vero quanto dici?
        xke se cosi fosse sarei un po deluso , che il buon mike fa il gioko dei calugnatori. hanno ottenuto cio che volevano nel fare cosi.
        ma io dico da ke è mondo è mondo bisogna star a sentire gente che nn ha spina dorsale? ma lasciali perdere che dikano cio che vogliono. e sai xke caro mike72? 1 prima o poi si sapra chi sn .2 si stancheranno 3 noi che ci stamo a fa?
        quindi caro Mike72 invece di farti i portavoce di cose tue , che potevi benissimo fare da te scrivendoci qualkosa in merito, riprendi la penna e tienici informati di tutto, il tuo operato ci è utile , xke x quanto possa essere virtuale questa comunità , è anche vero che è reale xke siamo Montesi .
        mhe jam bel ja ritorna tra noi .
        ZODD

        ps
        e fal mo prim d mo, ambress

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