domenica 08 20 Dicembre19

Provincia di…?

Il 31 ottobre scorso, il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Legge sul riordino delle Province, nell’ottica della spending review. Con tale decreto, le Province delle Regioni a statuto ordinario si riducono da 86 a 51, comprese le città metropolitane. Tra quelle che scompariranno, figura anche la Provincia di Matera, accorpata alla Provincia di Potenza, in vista della creazione dell’unica Provincia di Lucania che avrà sede a Potenza a partire dal 1 gennaio 2013.

Tralasciando la polemica sulla debolezza del Consiglio Regionale, che ha demandato ai Consigli Comunali di Potenza e di Matera l’onere di trovare una soluzione a tale questione, il vero nodo del problema non sembra essere tanto l’accorpamento delle due province, per molti versi auspicato da tempo su più fronti, quanto l’occasione persa che la sede della cosiddetta Provincia di Lucania potesse essere Matera e non Potenza, visto che a Potenza vi è già la sede della Regione. L’equilibrio tra i due poli della Basilicata risulta essere, così, ulteriormente spezzato a favore del territorio potentino, il che lascia presagire che la zona di Matera e territori limitrofi possa essere in futuro abbandonata a se stessa, non salvaguardata.

Parallelamente a questo processo in corso, corre il progetto materano di “Matera si muove”, comitato che in questi giorni sta promuovendo una raccolta firme per indire un referendum finalizzato ad annettere Matera alla Puglia, in particolare all’area metropolitana di Bari. Finora sono state già raccolte 5000 firme e il sit-in continuerà ancora per alcune settimane.

Di recente, i promotori del referendum hanno lanciato l’appello referendario anche ai comuni della (ex) provincia materana, affinché possano organizzarsi con raccolte firme parallele nei vari paesi di riferimento, per tentare di passare tutti in blocco alla Puglia.

E Montescaglioso? Cosa pensa di questa eventualità? Varrebbe la pena tentare di passare alla Puglia o forse sarebbe meglio restare in Basilicata, con i suoi pregi e i suoi difetti? E’ il caso di pensare a una raccolta firme referendaria oppure è meglio stare fermi e lasciarsi trascinare dagli eventi?

Credo sia opportuno iniziare a parlare seriamente di questo problema, ora che i tempi sono maturi per farlo.


Commenti da Facebook

8 Commenti

  1. ant

    L’ennesima pessima riforma del governo Monti che nell’arco del suo mandato, tranne i politici ovviamente, ha scontentato davvero tutti: Disabili, Lavoratori, Pensionati, Famiglie, Imprese, Comuni. Giustamente Ape Maya ricordava che l’abolizione delle Province rientra in un provvedimento di legge che aveva come obiettivo la riduzione della spesa pubblica “improduttiva”. C’è da chiedersi dunque se la funzione cui assolve l’ente sia necessaria alla collettività oppure rappresenta uno spreco pubblico. A mio avviso se si mettono in discussione le “competenze” non ci possono essere discriminazioni di sorta. E’ assurdo pensare, ad esempio, che la Provincia di Potenza svolga una funzione pubblica necessaria e la Provincia di Matera “no” solo a causa di una piccola differenza derivante dall’estensione territoriale e dalla densità demografica.L’aspetto che più mi preoccupa, comunque, è l’abolizione conseguente di tutti gli organi periferici dello Stato collegati alla presenza territoriale della Provincia stessa; penso alla prefettura, alla questura e tanti altri ancora.  Il mio personale giudizio è che gli unici ad essere penalizzati da questa pseudo-riforma saranno i cittadini della Provincia di Matera che avranno molti meno servizi e molti più costi. Non sono le Prefetture, le Questure e le Direzioni Provinciali di Uffici Pubblici strategici la vergogna di questo Paese ma bisognava avere il coraggio di intervenire su tanti altri enti e sub enti pubblici (sconosciuti ai più) che assorbono forse molte più risorse rispetto a quelle derivanti dalla c.d. spending review.

  2. gianni

    Non credo proprio che l’abolizione della Provincia di Matera possa essere un problema per i cittadini materani. L’unico difetto di questa riforma è quella che nel caso della Basilicata il medesimo territorio è governato da un’unica Regione e Provincia e sinceramente penso che sarebbe stato meglio eliminare del tutto l’ente Provincia. Non capisco sinceramente come in Italia ci si debba lamentare per una decisione del genere e contemporaneamente lamentarsi dei costi eccessivi della politica. In Germania, che è uno Stato il cui potere politico è fortemente decentralizzato, ci sono i Lander che sono l’equivalente delle nostre Regioni ed i Comuni e niente più; in Francia ci sono Dipartimenti ed i Comuni e niente più, in Gran Bretagna ci sono le Contee che hanno solo responsabilità tecniche amministrative e non politico cioè in sostanza non ci sono elezioni inutili. In Italia oltre allo Stato come potere centrale ci sono le Regioni, le Province, i Comuni, le Circoscrizioni i comitati di quartiere, le comunità montane, i macrocomuni, il Capoclasse e ancora tanto altro e tutto per la Democrazia ed i Servizi. Secondo voi i cittadini degli Stati di cui sopra si lamentano per caso della mancanza di servizi??? Non credo proprio caro ant. Noi però invece di essere soddisfatti di questa riforma perchè è un taglio vero e proprio dei costi della politica dobbiamo scendere in piazza per difendere la nostra sacra entità territoriale. Non sarà forse che questi nostri politici locali ci dicono di scendere in piazza per difendere le loro poltrone??? Ho fatto l’esempio di come le cose funzionano in altri paesi civili e democratici e già questo può bastare per riflettere sulla nostra situazione e sul fatto che i servizi e i benefici verso i cittadini non dipendono certamente dalla presenza di un ente politico ma dipende da una buona organizzazione e da poltici locali capaci…..forse di questo ci dovremmo lamentare ed è forse questo il nostro vero problema e non Monti.

    Ape giustamente pone un interrogativo sul fatto se sia giusto o meno chiedere di far parte della Puglia….facciamo due conti; la Puglia è una Regione di circa 4.000.000 di abitanti mentre la provincia di Matera ne fa circa 200.000 (Andria e Barletta messi insieme), se rapportiamo le due cifre in percentuale si ha: 200.000 / 4.000.000 = 5 %…questo è il peso della Provincia di Matera nell’ipotesi di una annessione alla Puglia….forse forse mi sa che non ci conviene, basti pensare che in passato i comuni di Ginosa e di Gravina volevano loro far parte della Basilicata. Mi viene purtroppo da pensare che questa raccolta di firme sia una sorta di battaglia di orgoglio contro Potenza e niente più.

    Battaglie di orgoglio che purtroppo si stanno manifestando in molte ex-province italiane: tra Livorno e Pisa; tra Avellino e Benevento; tra Chieti e Pescara…tutte situazioni mosse da politici locali terrorizzati dalla perdita delle loro poltrone e che continuano a trattare i cittadini come dei bambini alimentando in loro stupidi provincialismi. Se non sbaglio il 13 a Matera ci sarà una manifestazione con i nostri politici locali in testa. Già immagino i manifestanti fare i complimenti ai nostri esponenti per la loro battaglia e già immagino gente pronta a saltellare urlando…”chi non salta potentino è”. Ecco appunto siamo trattati come bambini e non da adulti ma dobbiamo essere noi a maturare e a saper distinguere i nostri veri problemi e a rimanere estranei a questo provincialismo da quattro soldi per proteggere i privilegi di pochi

    1. Ape Maya

      Condivido in pieno l’analisi esposta da Ant e sono contenta delle precisazioni da lui fatte, sia sul problema delle discriminazioni di competenze, sia in merito a tutti gli altri enti, ben più importanti, che verrebbero meno con l’abolizione della provincia di Matera: é proprio in riferimento a questo che nasce il timore che il nostro territorio possa essere poco salvaguardato in futuro.

      Sono dubbiosa invece sugli altri interventi. Il paragone fatto da Gianni tra i vari Paesi europei mi lascia a dir poco perplessa, proprio perché, come da lui insinuato, la nostra classe politica non è capace, come altrove, di mettere in efficienza i servizi e di amministrare correttamente la cosa pubblica, quindi solo per questo sarebbe imparagonabile ad altri Stati più efficienti: a problemi diversi devono necessariamente seguire soluzioni diverse. Inoltre, forse gli è sfuggito, nel rivolgersi al post di Ant, che si stava parlando della Provincia non tanto dal punto di vista politico, quanto dal punto di vista amministrativo, facendo riferimento a servizi che verrebbero meno con l’abolizione di Prefettura, Questura, etc., servizi di cui è difficile fare a meno e che gli enti territoriali di altri Stati europei (da lui citati) credo che abbiano l’obbligo di garantire, per lo meno sulla base di quanto affermato da Gianni stesso (mi riferisco alle “responsabilità teoriche amministrative” di cui parla nel suo post). Quindi non si tratterebbe solo di un taglio ai costi della politica, tanto auspicato, bensì di un pericolosissimo taglio alla spesa pubblica in generale, a scapito dei cittadini, più che dei politici.

      Circa la questione “dietrologica” dei politici che manovrerebbero la “battaglia d’orgoglio” materana, potrei sfatare il dubbio dicendo semplicemente che l’inizio della raccolta firme è stato pubblicizzato dalle tv locali prima dell’inizio della discussione sull’IPOTESI di annullamento della provincia di Matera, quindi al massimo sono stati i politici ad unirsi alla battaglia dei cittadini, non il contrario. L’idea della raccolta firme sembra essere partita comunque dal basso, sulla scorta del malessere diffuso tra i materani circa la mancata attenzione delle autorità regionali sulla promozione del territorio materano. Ad occhio e croce, per quello che ho capito, credo sia opportuno il riferimento alla questione dei progetti finanziabili con i fondi Cipe, da cui mi pare sia partito tale malessere. Rimando quindi al post qui presente su Monte.net: https://www.montescaglioso.net/node/11841

      Da qui i miei interrogativi circa l’opportunità di questa raccolta firme: rispondo qui a TM, che ha aperto un altro post sull’argomento disperdendo un pò la discussione. Nonostante la sua visione “romantica” delle cose possa risultare affascinante, tuttavia non credo di poter trovare tanto raccapricciante l’ipotesi di un’annessione alla Puglia. Non mi sembra di vedere poi tante differenze tra montesi/materani e pugliesi, che anzi trovo molto più affini a noi rispetto ai tranquilli abitanti dell’aspro territorio montuoso potentino, vuoi perché siamo più vicini e molto meglio collegati con la Puglia, vuoi perché forse siamo più suggestionati dall’apertura mentale pugliese che dalla chiusura tradizionalista dei lucani, su tante cose. A livello di mentalità, Montescaglioso negli ultimi tempi si è evoluta moltissimo, mentre altri paesi dell’entroterra lucano sono rimasti indietro, più arroccati sul modo di fare passato. Molti montesi vanno a lavorare in Puglia ogni giorno, molti altri studiano e viaggiano continuamente ai confini, altri ancora frequentano sempre più locali pugliesi la sera: l’omologazione culturale col modo di fare pugliese mi sembra a portata di mano. Inviterei quindi TM a frequentare di più il territorio montese di OGGI, prima di avanzare ipotesi legate forse a tempi passati.

      Invito inoltre TM a considerare la paura dei cittadini materani: se già con la presenza della provincia di Matera il territorio potentino è stato favorito all’interno del contesto regionale, con l’annullamento della provincia cosa potrà mai accadere? Sicuramente cose peggiori!

      Non so se passare alla provincia di Bari possa essere la panacea di tutti i mali, anche perché, come dice Gianni, è da vedere quanto peso possa mai avere il territorio materano nelle contrattazioni con la Puglia. Però, dopo le vicende controverse con Potenza, coltivare questa opzione sembra possa dare più speranza ai materani sullo sviluppo futuro del territorio. Per completezza, tra l’altro, dovrei riportare un’ulteriore ipotesi affermata dal gruppo referendario nei giorni scorsi, ipotesi che vedrebbe i materani proporre alla Puglia, in caso di annessione, la costituzione addirittura della provincia di Matera a salvaguardia di tutto il territorio della Murgia, vedendo soddisfatte quindi le richieste anche di Ginosa e Gravina a cui faceva riferimento Gianni. Il tutto sotto la legislazione regionale pugliese, di certo molto più all’avanguardia di quella lucana su molte cose (TM dovrebbe essere a conoscenza di questo, vista la sua “simpatia” per Nichi Vendola!).

      In conclusione, pur con mille “se” e mille “ma”, sarebbe il caso di riflettere accuratamente su queste questioni, per evitare di pentirci in seguito di non aver fatto nulla per cambiare le cose. E di cambiamenti, nel nostro paese, ce ne vorrebbero davvero tanti.

      1. gianni

        La storia dei servizi penso sia solo una scusa per chiedere il mantenimento di quello che ancora chiamo potere politico locale. Si possono erogare gli stessi servizi a costi ridotti se si ha la volontà di farlo. Si può mandare in prepensionamento qualche dipendente pubblico della vecchia “DC” e “PCI”, diminuire il personale e stare un pò al passo con la tecnologia anche a basso costo (ad esempio con programmi Open Source) in piccoli ed efficienti uffici. Il vero dramma è quello di dover arrendersi a credere che l’Italia non può essere paragonata ad un paese civile e che quasi quasi siamo costretti ad accettare le spese inutili e gli sprechi per servizi di scarsa qualità. Questa storia delle Province ha messo a nudo le caratteristiche dei nostri rappresentati locali ancora resistenti a difendere quel modo di fare tipicamente anni ’80.

        Mi riaggancio al ragionamento di Corvo sul ruolo tecnico-amministrativo (insignificante!!) delle province con dei dati reali proprio sull’efficienza di quella di Matera. Gli interventi per l’edilizia scolastica nella nostra Provincia si aggira intorno al 90° posto mentre per le stesse strade gestite dall’ente siamo al penultimo posto. Beh mi sembra che i tempi sono maturi per capire l’inutilità dell’ente.

        Scusami Ape devo fare una precisazione sulla questione dei comuni di Ginosa e Gravina. Questi comuni volevano far parte della Basilicata perchè in una Regione piccola sapevano di contare di più rispetto alla Puglia e non credo che per loro cambierebbe in meglio far parte di una nuova Provincia di Matera in versione pugliese. Comunque a proposito del sentirsi più pugliesi che lucani ho postato un video molto divertente (tu vuoi fare il pugliese!!) anche se purtroppo, per certi aspetti, reale.

  3. Ape Maya

    E a proposito di cambiamenti…

    A distanza di una settimana dalla pubblicazione di questo argomento, ho notato l’assoluta indifferenza di una comunità di utenti sempre pronti ad additare quell’assessore o quell’avversario politico, a litigare sulle questioni politiche più disparate, ad intervenire per fare il tifo per Tizio, Caio e Sempronio e poi dileguarsi davanti a temi semplici e diretti che dovrebbero interessare ogni utente, ogni CITTADINO, a prescindere dal partito politico che si sostiene. Questo soprattutto dopo un periodo di estenuante dibattito su qualsiasi cosa, fino alla nausea, pur di difendere il sindaco in carica o quello uscente. E ora? Cos’è successo? Se i vostri beniamini politici non esprimono un’opinione o non agiscono in riferimento a questi temi, non avete motivo di intervenire? Avete per forza bisogno che un politico dia il “la” per iniziare a discutere? Mi chiedo quando cominceremo davvero a cambiare questo modo di fare e a parlare di IDEE, invece che di PERSONE. Capisco l’esigenza di denunciare ciò che non va, ma fossilizzarsi su Tizio e Caio alla lunga è deleterio. Il confronto non si arricchisce mai.

    Iniziamo a discutere su come cambiare il nostro paese. Iniziamo a elaborare opinioni PERSONALI, invece di sostenere solo opinioni ALTRUI (del politico di riferimento, nello specifico). Cerchiamo di riflettere su ciò che non va e di trovare soluzioni, oltre che di accusare l’avversario. Cominciamo a pensare con la nostra testa: sono i politici che devono seguire i cittadini, non il contrario!

    1. vince_ditaranto

      Cara Ape, personalmente non ho ancora detto la mia perchè l’argomento in questione semplicemente non dovrebbe rappresentare una discussione. Le province sono enti inutili. E’ un dato di fatto, incontrovertibile. 

      Non voglio fare il superficiale e parlare con la pancia (tutte le pance tranne quelle dei politici e di chi lavora in provincia ha la stessa mia impressione), voglio rispondere a Ape e ad Ant con alcuni passi del libro inchiesta di Rizzo e Stella “La Casta”. Ovviamente la professionalità e l’autorevolezza dei giornalisti sopra citati credo sia sufficiente a far capire che, quello che la maggior parte degli italiani pensano sulle province, in effetti è proprio vero. 

      Analizziamo il primo aspetto: i costi delle cariche politiche. Credo che su questo punto siamo tutti d’accordo ma è meglio rinfrescare la memoria e dare dei dati certi.

      Riporto di seguito un passo di del libro di Rizzo e Stella (di seguito RS): “Il punto è che le province sono un formidabile serbatoio di poltrone da distribuire: 104 presidenti più 104 vicepresidenti più 894 assessori più 104 presidenti delle assemblee consiliari più 3000 consiglieri per un totale di 4206 persone. Un esercito. Che guadagnano da un minimo di 36 euro a gettone di presenza per i consiglieri delle province più piccole ai 3705 euro per gli assessori delle reltà medie fino ai quasi 7000 euro delle entità più grandi. Il totale è difficile da fare perchè oltre a Trento e Bolzano (calcolate a parte) anche la Sicilia si regola per suo conto. Ma le stime parlano di stipendi complessivi per oltre 61 milioni di euro.” 

      Inoltre le province costano perchè si devono “piazzare” parenti e amici e si possono fare vere e proprie spese folli (ovviamente ogni cosa viene sempre commissionata a ditte amiche, manco a dirlo). Sempre RS nel loro libro: “Intanto, quelle che ci sono cercano di dare un senso alla loro vita col metodo di certe casalinghe ricche e infelici: spendendo. Spesso moltissimo. Come la provincia di Milano che ha un bilancio annuale di 1 miliardo e 165 milioni di euro e alla fine del 2004, anno gestito per metà dall’azzurra Ombretta Colli e per metà dal diessino Filippo Penati, aveva la bellezza di 2583 dipendenti e tirava fuori quasi mezzo milione per l’ufficio stampa e la <<promozione della comunicazione istituzionale>> e altri 273.000 euro per <<spese diverse e funzionali per gli uffici della direzione centrale presidenza, ufficio del segretario e ufficio stampa>> e un altro milione e mezzo per i <<dirigenti esterni>>….Per non parlare dei 238 milioni di euro investiti per conquistare la maggioranza della Milano-Serravalle e dati in cambio delle azioni a Marcellino Gavio, fornendo all’imprenditore le munizioni per dare un aiutino all’Unipol nella scalata alla BNL.” 

      E ancora: “Dal 200 al 2004, secondo i dati dell’Upi, unione province italiane, rielaborati da <<Il Sole 24 Ore>> <<le uscite hanno subito un balzo del 66,1% . In particolare la spesa per il personal è lievitata del 33,8%, a fronte di un aumento delle unità in organico del 20,9%. Fino ad un totale di 57000 dipendenti.”  Vi risparmio pagine e pagine di racconti di spese pazze, dalle sovvenzioni a gratis alle squadre di calcio alle mostre inutili alle sagre di formaggi in zone dove non c’è l’ombra di ua mucca. 

      Questo è l’unico motivo, come dice anche Gianni, per il quale tutti i politici si oppongono. Ci sono stati vari tentativi di abolirle nel corso degli anni ma le reazioni sono sempre state rabbiose, come quelle di un cane quando cerchi di strappargli l’osso. Gianni Onorato, un imprenditore cagliaritano cercò di interrompere nel 2003 questa follia delle province con un referendum ma solo un consigliere provinciale votò a favore. Perchè? Perchè fanno comodo ai partiti e come dice Onorato <<…le province sono un’operazione per recuperare alla vita i trombati della politica: un giochetto che costa alle tasche dei sardi più di 100 milioni di euro>> . Inoltre Cesare Salvi e Massimo Villone in “Il costo della democrazia” scrivono <<gli addetti ai lavori sanno benissimo che la Provincia è l’anello debole del sistema di governo locale>>.

      Analizziamo il secondo punto: le benedette competenze amministrative e i servizi ai cittadini. Anche su questo punto credo che ci sia poco da discutere. Mi dispiace per Ant e Ape (per i quali nutro simpatia e stima Risatona) ma i servizi per il cittadino offerti dalle province sono pressochè nulli o “facilmente” trasferibili a comuni e regioni. C’è davvero poco di “strategico” caro Ant, sono sicuro che ci sono altri enti spreconi ma da qualche parte si deve pur cominciare e credo che cominciare dalle province, matera o potenza che sia, è un buon inizio.

      Ovviamente non dovete credere a me, leggete cosa scrivono RS: <<Ma quali sono, esattamente, le competenze di queste nostre province? Tutte cose che “potrebbero essere assegnate tranquillamente ai Comuni” dice Ferrante. “Vivono spesso di deleghe delle Regioni e rappresentano un ulteriore ostacolo per una maggiore fluidità nelle decisioni”. “Qulle che contano sono un paio” spiega Barbera. “Edilizia scolastica per le scuole superiori (le elementari e le medi toccano ai comuni) e quel pezzo di viabilità che l’ANAS reputa meno importante. Il resto, dallo smaltimento rifiuti allo sviluppo economico, teoricamente basato sui distretti industriali, sono castelli in aria”.>>  Qualcuno parlava di questure e prefetture e archivi di Stato, ma sono effettivamente servizi per il cittadino? Non sono un esperto di procedure istituzionali ma ad occhio e croce la quasi totalità dei cittadini si serve di queste strutture in maniera diretta (ovvero l’unico utilizzo che ne giustificherebbe la capillarità) davvero pochissime volte. Da quanto tempo ognuno di noi manca da una questura? E da una prefettura? Si tratta di presidi sul territorio praticamente di facciata, che potrebbero essere sostituiti con lo snellimento delle procedure e un briciolo di informatizzazione in più. Inoltre costano un occhio della testa. RS scrivono a proposito <<secondo il “Sole 24 Ore”, il solo atto di nascita di una nuova provincia (con la parallela creazione di prefettura, questura e archivio di Stato) costa 50 milioni di euro. Secondo il sindaco di Melfi, Alfonso Navazio, una delle cittadine che aspirano allo stats di capoluogo, meno di 13 e mezzo. Fatto sta che, mentre un sacco di gente di varia estrazione sostiene la totale inutilità di un ente che potrebbe benissimo chiudere con il trasferimento di un po di competenze a Comune e Regioni, nella pratica le Province son salita da 92 del 1960 a 110 nel 2005. Quando in Parlamento si erano già accumulate 74 proposte per altre 34 new entry.>> 

      Potrei continuare ma non voglio annoiare.

      A mio avviso le province devono sparire. Mi dispiace per i politici e per i dipendenti della provincia di Matera che dopo aver lavorato una vita caldi e comodi sotto casa dovranno prendere una macchina o un treno e spostarsi per andare a lavorare come tutti i comuni mortali.  

  4. Cervo Cacciatore

    Troppo tardi diversi anni fa chiusero la banca d’Italia a Matera e subito dopo si inizio a parlare della chiusura della provincia, io che lavoro in un ufficio statale della provincie di Matera iniziai a dire ad un collega consigliere provinciale a Matera e consigliere comunale a Matera di preoccuparsi perchè una volta tolto i soldi si toglie tutto. In Italia a me risulta che non ci sono province senza banca d’Italia i nostri amministratori se ne sono disinteressati la colpa è di tutti gli amministratori locali a livello comunale, provinciale e regionale (voglio parlare di amministratori e non politici per mettere in risaldo l’istituzione rappresentata da questi signori) in particolare la responsabilità è degli amministratori locali, provinciali e regionali non facciamoci lavare la testa che è colpa del Governo, (ricordiamoci le scorie a Scanzano J. chi ha detto NO è sono stati gli amministratori che hanno sensibilizzato la popolazione). Il potere in Basilicata è in maggior parte gestita dai potentini i quali se ne sono infischiati, vi sempra logico che in basilicata ci sono 131 comuni 31 in provincia di Matera che non arriva a 200.000 abitanti e a 350 Kmq. e tutto il resto ha Potenza con oltre 450.000 abitanti la prima considerazione, dissi al collega consigliere che bisognava fare il modo che tutti quelle persone che lavorano a Matera negli Uffici pubblica e non dovrebbero risiedere in provincia di Matera, toccava ai nostri amministratori provinciali contattare i comuni di Ginosa, Gravina, Laterza, Altamura, Rocca Imperiale e tutti i paesi dell’alto cosentino che avevano espresso il desiderio di venire in provincia di Matera, allora superiamo i 200.000 abitanti e i 350 Kmq.?

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