Elezioni, gli afflitti e gli esultanti

Nel pomeriggio-sera di ieri si è consumato fra incredulità e sgomento l’ultimo psicodramma italiano.

Un terzo della popolazione avrà sofferto per la mancata, annunciata – troppo annunciata – vittoria che, pure sul fil di lana e poco spendibile, alla fine c’è stata. Una vittoria che sa di beffa.

Un altro terzo avrà gioito per la mancata sconfitta – in un certo senso la quasi vittoria – dell’uomo di Arcore, l’inaffondabile, il redivivo, colui del quale non si può mai dire nulla senza essere smentiti dai fatti. Entrato nel salotto dei feroci Santoro e Travaglio, li ha stesi con un colpo di teatro di sicuro effetto su chi giudica il valore di un individuo dalla sua capacità di offendere: la “purificazione” della poltrona su cui era in precedenza seduto Travaglio. Una mossa da guappo napoletano da commedia, una roba da primo Novecento; ma quando una cosa funziona è inutile star lì a sfrucugliare. Naturalmente non è stato solo quello a favorire la rimonta, c’è stata la promessa di condono tombale, quella di restituzione dell’imu prima con i soldi recuperati dalla Svizzera poi attingendo al patrimonio personale. Azz…

La parte restante degli elettori in festa sarà stata quella dei sostenitori di Grillo. Credo che una parte di questi, oggi che i mercati hanno cominciato a presentarci il conto, sia meno contenta di ieri, ma quello che è stato è stato. Pensavano di dare uno scappellotto alla vecchia repubblica e l’hanno tramortita, un abuso di mezzi correttivo, ma ormai la frittata è stata fatta.

Ci sarà tempo per le analisi e le controanalisi che spiegheranno per filo e per segno il come e il perché ciò sia potuto accadere, nessuno è più bravo di noi a spiegare i guai fino a renderli prevedibili dopo che si sono verificati, al momento una condivisibile istantanea di quanto è successo ieri mi pare sia contenuta in questo articolo de “La Stampa” sotto allegato.

 

BUONGIORNO

26/02/2013 – L’IDENTIKIT DI UN MOVIMENTO CHE SPIAZZA L’ITALIA

Pancia e sentimento, la rivolta contro le élite di una nuova comunità

 

Così un comico diventato leader ha riunito malesseri, speranze, solitudini

MASSIMO GRAMELLINI

Di sicuro, in queste elezioni, c’è solo che Grillo ha vinto. E dire vinto è poco. Le urne hanno ospitato una sollevazione di massa contro le élite. Almeno un elettore su quattro ha votato per la lista del Gabibbo Barbuto, spesso senza nemmeno avere la cortesia di anticiparlo ai sondaggisti, considerati elite anche loro. E non si può ridurre sempre tutto alla pancia, per quanto la pancia brontoli, se è vuota anche di più. Qui c’è del sentimento, non soltanto del risentimento. C’è la disperata speranza che i parlamentari a Cinque stelle siano diversi, che non rubino, ma soprattutto che ascoltino: gli altri non lo facevano più. 

 

E’ come se da mille stanze si fosse levato l’urlo di mille solitudini connesse fra loro attraverso i cavi dei computer. Un’emozione virtuale che nel tempo si è fatta piazza. Radunando individui che si ritengono incompresi e sovrastati dall’ombra sorda di troppe congreghe: la Casta dei politici, dei giornalisti, dei banchieri, dei raccomandati. Ogni membro della comunità ha una storia e una sconfitta diverse: chi ha perso o mai trovato il lavoro, chi la fiducia nel domani, nello Stato e nei corpi intermedi come partiti e sindacati. Non odiano la politica, ma chi la fa di mestiere da troppo tempo, senza averne né la competenza né l’autorità morale. Intorno a queste desolate solitudini esisteva un vuoto di attenzione e Grillo lo ha riempito. Dapprima con un vaffa, poi con una serie di proposte concrete e una buona dose di utopia. Ha disegnato panorami che ciascuno ha poi colorato come voleva. Dal punto di vista della composizione sociale il suo movimento è un franchising: a Torino ci trovi (anche) i centri sociali che vogliono abbattere il capitalismo, a Bergamo i padroncini in lotta con Equitalia, a Palermo i disperati e gli allergici a qualsiasi forma di oppressione pubblica e privata. Ovunque c’era un malessere, Grillo gli ha messo a disposizione un format e una faccia, la sua.  

 

I politici professionisti non hanno saputo o forse potuto offrire un’alternativa. Sarebbe bastata un’autoriforma dignitosa, qualche taglio nei costi e nel numero dei parlamentari, una campagna elettorale che parlasse non solo di cifre ma di ambiente, di vita, di futuro. Invece hanno snocciolato cifre fredde, discusso della Merkel e borbottato metafore inconsistenti, persi nel loro altrove. A combattere qui sulla Terra sono rimasti un vecchio impresario con le tasche piene di biglietti omaggio per il paese dei balocchi e un guitto che ha talmente studiato il meccanismo seduttivo di Berlusconi da essere riuscito a sublimarlo. Grillo ha scelto il linguaggio dello spettacolo, l’unico che gli italiani mostrino di comprendere dopo un ventennio di vuoto, ma ha deciso di usarlo per dire cose serie. Lo hanno aiutato la sua popolarità, la sua energia e persino i suoi difetti. Anche la selezione di candidati sconosciuti e scarsamente rappresentativi si è rivelata un punto di forza. Se fra le tante nuove offerte politiche l’unica ad avere sfondato è la sua, è anche perché – a differenza di Monti e Ingroia – non l’aveva infarcita di pseudo vip, algidi tecnocrati e notabili polverosi.  

 

Fra i suoi seguaci storici si può trovare di tutto: il sognatore pragmatico come il vittimista cronico. Ma fra i tanti elettori dell’ultima ora prevale, credo, la fusione di due umori in apparenza contrapposti. Da un lato il desiderio passionale di collassare il sistema, nella speranza che dalle macerie delle varie Caste possa sorgere una classe dirigente nuova. Dall’altro il calcolo razionale di mandare in Parlamento un manipolo di alieni dalla vista acutissima che illumineranno i maneggi del potere. Un amico che ha scelto i Cinque Stelle dopo avere invano votato Renzi alle primarie del Pd mi ha detto: «Non so se metterei mai un grillino ad amministrare il mio condominio, ma se si tratta di fare le pulci all’amministratore, nessuno è più affidabile».  

 

E adesso? Il movimento degli spulciatori affidabili è talmente nuovo da restare misterioso persino a molti di coloro che lo hanno votato. Grillo è il padre-padrone della squadra o è solo l’arbitro che vigila sul rispetto delle regole e fischia le espulsioni? I parlamentari riceveranno ordini da lui o, come assicurano in coro, solo dal popolo della Rete a cui sottoporranno ogni proposta, da quella di un improbabile accordo di governo al nome del prossimo Capo dello Stato? L’unica domanda che è davvero sciocco porsi è se i Cinque Stelle siano di destra o di sinistra. Grillo non ha tolto voti agli altri partiti. Si è limitato a raccogliere quelli che hanno lasciato cadere. E la prossima volta potrebbero essere ancora di più. 


Commenti da Facebook

14 Commenti

  1. Il Profeta

    Ma dai, siamo tanto convinti che Bersani è l’ uomo che veramente avrebbe cambiato l’ immagine della politica italiana, che l’ avrebbe rinnovata  e che soprattutto avrebbe portato l’ Italia fuori da tutti problemi che ormai tutti sappiamo?????

    Già con la campagna elettorale abbiamo avuto un’ idea del nostro caro Bersani, cosa HA PROPOSTO agli italiani???? NULLA

    Dobbiamo parlare di Beppe Grillo?? Il voto di protesta?? E’ giusto, ma fino ad un certo punto, bisogna combattere i privilegi della casta, ma la politica è proporre non gridare e criticare…

    Mario Monti??? Ha governato per un anno, ma i risultati sono : aumento del malcontento sociale, economia e aziende italiane sempre piu’ in crisi e benefici solo per le Banche ( vedi MPS e il ricavato dell’IMU)

    A voi i commenti

    1. Conte di Montecristo

      Gridare? Criticare? eppure a quanto pare adesso i primi punti sui quali discuteranno in Parlamento sono proprio quelli del programma del MoVimento 5 Stelle, non lo potevano fare prima determinati interventi ? Dalla loro stessa bocca sono uscite queste parole: ” non avevamo capito a fondo il malcontento della gente….” una casta è casta sia di destra che di sinistra!

    2. vince_ditaranto

      Bravo Profeta, hai fatto bene a votare di nuovo quel cialtrone di Silvio. Fico

      Bella mossa, i tuoi figli te ne saranno grati.

       

      Nota culturale: il linguista De Mauro espone uno studio dal quale emerge che il 70% circa dei cittadini italiani non è in grado di comprendere ed elaborare un testo scritto.  

      1. Il Profeta

        puoi dirlo ad alta voce che votare Berlusconi o comunque, il centro destra sarebbe stata la strategia migliore, per risollevare l’ economia dobbiare dare impulso alle imprese ed abbassare la pressione fiscale, proposte che sono state portate avanti dal centrodestra o che comunque incarnano gli ideali di centrodestra…io per sommi capi ho esposto il problema della crisi economica, ho pensato a un modo per superarla, legittimando allo stesso tempo quelle che sono le ragioni, per cui sono favorevole alla politica del centro-destro. A questo punto attendo un ragionamento simile fatto da te, Corvo, sottolineando soprattutto quelli che secondo te sono i mezzi piu appropriati per far ripartire l ‘economia italiana. Vorrei inoltre sapere l’attinenza degli ultimi due righi del tuo post

      1. Il Profeta

        non mi vergogno affatto, piuttosto ponetevi in maniera razionale, di fronte alla situazione reale del paese( dall’ Italia, fino alla nostra realtà locale). Piuttosto mi vergognerei di dover dare un voto a Bersani, Monti o Grillo, e riferendomi soprattutto al centro-sinistra, riterrei opportuno che i suoi elettori o comunque i ferventi sostenitori si facciano un’ esame di coscienza e valutino quello che è stato l’ operato del centro-sinistra a partire dalla regione Basilicata

  2. liberamente

    Ho letto l’articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi, in cui il Senatore Filippo Bubbico fa un’autocritica circa la sconfitta del centrosinistra in Basilicata e a livello nazionale. Ho apprezzato l’ammissione delle mancanze del centrosinistra, imputate nell’articolo al contrasto interno al PD. Finalmente una presa di responsabilità; che i vari esponenti del PD negli ultimi anni abbiano impiegato il loro tempo a contendersi il potere tra di loro e non ad utilizzarlo per i cittadini ce ne eravamo accorti già tutti. Devo però far rilevare al senatore che non è sufficiente questa sola interpretazione. Tutti i cittadini sono stanchi della vecchia politica, interessata a mantenere le poltrone, a dare un posto fisso di lavoro agli amici e ai parenti e non invece a creare delle opportunità per tutta la comunità; opportunità da cogliere in base ai meriti ed al curriculum e non in base alla tessera di partito posseduta o ancora alla corrente di appartenenza. Per anni il senatore e gli altri del PD sono stati distanti dalle nostre comunità. Si sono garantiti il voto di tutti coloro che sono stati in qualche modo accontentati tralasciando quelli che erano gli interessi di tutti i cittadini. Lo stesso è avvenuto a livello regionale e a livello nazionale. Il risultato è stato il trionfo del Movimento 5 Stelle. E credo che se si continuerà a non voler vedere, Il Movimento otterrà anche maggiori riscontri. Nel centrodestra le cose non sono diverse. Quello che chiedono tutti è un cambio di rotta radicale. Una piccola grande rivoluzione c’è stata finalmente.

    Adesso, chi detterà i temi di discussione su cui la politica dovrà decidere è il Movimento 5 Stelle.

    Speriamo che finalmente i cittadini abbiano più voce e che la protesta non la si chiami più “populismo”.

     

  3. Cristoforo Magistro

    Le cose sono andate come sono andate e l’Italia ha perduto la poca credibilità che con i sacrifici di tutti, soprattutto di chi ha meno, aveva riguadagnato ultimamente.

    Questo rischia di essere vanificato e la situazione potrebbe ancora peggiorare se il nostro paese non si darà in tempi brevi un governo che attui le necessarie riforme. A partire da quella della legge elettorale.

    Se non daremo prova di saperci rialzare e camminare da soli i mercati ci massacreranno. Per mercati non bisogna intendere solamente l’andamento dei titoli di borsa, ma l’insieme delle relazioni economiche del nostro paese.

    Non è vero che l’andamento dello spread non conta nulla, un suo innalzamento oltre un cero livello può significare che nessuno (privati, banche, organismi internazionali) presta più soldi al nostro stato oppure che lo fa solo a rendimenti altissimi. Questo significherebbe, per semplificare, non poter più pagare stipendi e pensioni.

    Davvero vogliamo arrivare a questo?

    Se condividete queste banalissime considerazioni, vi invito a sottoscrivere l’appello a Grillo riportato sotto affinchè si arrivi a una qualche forma di sostegno del Movimento 5 Stelle a un governo Bersani.

    Lasciamo perdere le dirigenze, sono sicuro che fra l’elettorato del PD e quello 5S non vi sia altra differenza che nel grado di scazzatura – che non è poco, ma non è neanche tutto- verso la solita politica.

    https://www.change.org/it/petizioni/caro-beppe-grillo-dai-la-fiducia-al-governo-per-cambiare-l-italia-grillodammifiducia#share

    Caro Beppe, scrivo a te e intendo parlare a tutti i nuovi parlamentari del Movimento 5 Stelle. Mi chiamo Viola, ho 24 anni. Ho votato e l’ho fatto con molta speranza e ho scelto il M5S. Sono tra quei milioni di giovani che credono in una rivoluzione gentile: in un Paese solidale, più pulito e giusto, capace di tutelare i cittadini, il loro lavoro, l’ambiente in cui vivono. Io vorrei un’Italia in cui le persone tornino a essere cittadini e smettano di essere sudditi, un’Italia che rispetti i nostri sogni e li sostenga. Vi ho votati con queste speranze nel cuore. Il M5S ha ottenuto una vittoria alla quale in pochi credevano. Ma un sistema elettorale malato ha prodotto un risultato che non garantisce governabilità. Il mandato del Presidente della Repubblica Napolitano è in scadenza, le Camere non possono essere sciolte, non da lui: non si può tornare subito alle urne. Questo Parlamento avrà forse vita breve, ma non brevissima. Ti scrivo, e spero saranno in tanti a sottoscrivere questo mio appello, perché gli eletti del M5S hanno un’occasione storica. Da ciò che decideranno dipenderà un pezzetto di storia della Repubblica che può aprirci al futuro o consegnarci per sempre al passato. Dobbiamoscongiurare qualsiasi ipotesi di alleanza PD-PdL, e non permettere alla minoranza di Monti di condizionare gli equilibri parlamentari. Possiamo respingere il ritorno di Berlusconi ecostringere Bersani ad accettare le sfide che i suoi stessi elettori vorrebbero raccogliesse. Si possono fare poche cose, prima di tornare alle urne, in poco tempo: 1. Una nuova legge elettorale; 2. Una legge contro la precarietà e l’istituzione del reddito di cittadinanza; 3. La riforma del Parlamento, l’eliminazione dei loro privilegi, l’ineleggibilità dei condannati; 4. La cancellazione dei rimborsi elettorali; 5. L’abolizione della legge Gasparri e una norma sul conflitto d’interessi; 6. Una legge anticorruzione che colpisca anche il voto di scambio; e l’istituzione di uno strumento di controllo sulla ricchezza dei rappresentanti del popolo (il “politometro”); 7. Il ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola; 8. L’istituzione del referendum propositivo senza quorum; 9. L’accesso gratuito alla Rete; 10. La non pignorabilità della prima casa. Lo so, non sono tutte le cose che il M5S vorrebbe realizzare. Sono alcune, quelle che mi sembrano più urgenti e realizzabili in tempi brevi. Trasformatele in realtà e tra pochi mesi l’Italia sarà già un Paese pronto per ripartire. Sono impegni, caro Beppe, che possono raccogliere il consenso di molte persone che come me hanno a cuore il futuro, i più deboli, il Paese. E non tutte hanno votato M5S. Al PD sarà quasi certamente dato mandato di provare a formare un nuovo Governo. Non ci sono molte possibilità: se i senatori del M5S si astengono o votano contro, sarà paralisi, o peggio, vedremo un qualche Monti bis. I senatori del Movimento potrebbero anche uscire dall’aula, al momento delle votazioni, e così consentire forse la nascita di un Governo di minoranza: ma questa sarebbe vecchia politica, un patto di governo silenzioso che non renderebbe giustizia alla trasparenza che vogliamo portare nelle Istituzioni. Allora poniamo noi le giuste condizioni al partito di Bersani: in cambio dovranno presentare in Parlamento quelle riforme che ci stanno a cuore e che possono far diventare l’Italia migliore. Queste elezioni sono costate quasi 400 milioni di euro. Non è difficile capire ciò che gli elettori chiedono.A voi, che siete i nostri dipendenti, è stato dato un mandato. Raccogliete questa sfida e cominciamo subito a cambiare l’Italia, per il bene di tutti. Caro Beppe, non sprecare il mio voto. L’ho dato con la testa e con il cuore. Ti saluto con amicizia, Viola

    1. vince_ditaranto

      Sono davvero commosso da questo accorato appello, mi ha fatto venire i brividi. Sorpreso

      Certo, la signorina in questione è sicuramente mossa da un disinteressato moto verso la governabilità del paese. Che brava!! Che responsabili gli uomini del PD a prendersi in carico il governo del Paese…!! Davvero encomiabili.

      Cristoforo, finiamola con questa pagliacciata delle alleanze post voto in stile prima/secodna repubblica. Chi ha votato M5S vuole un cambio di rotta secca e decisa, la signorina Viola avrebbe fatto meglio a votare Bersani se chiede al MoVimento di appoggiare un governo Bersani.

      Sono d’accordissimo con Raf, è il PD che deve avere il senso di responsabilità di fare la cosa giusta e di interpretare il senso politico delle elezioni. Se continuano ad arroccarsi saranno spazzati via. Devono “abbassarsi le brache” a M5S se davvero sono responsabili, altrimenti le brache ce le abbasseremo noi ai soliti che aspettano nell’ombra (Silvio e D’alemuccio). Se il PD seguirà ancora le vecchie logiche perderà ancora consenso e ancora e ancora. Ma quando impareranno?

      Cristoforo, chiama la signorina Viola e insieme scrivete un secondo appello, ma a Bersani e a tutta la dirigenza CONSERVATRICE del PD. Loro hanno bisogno di un richiamo alla vera responsabilità. 

      E lo dico veramente con il cuore……ma non imparate mai?? Quante sberle elettorali dovete ancora prendere? 

  4. Raf

    Cristoforo, credo che la tua riflessione, come sempre di un notevole spessore, sia condizionata troppo dalla delusione di chi credeva di aver già vinto. L’amarezza non deve far perdere di vista il fatto che il parlamento, se pur così balcanizzato, è pur sempre espressione di un voto democratico e va rispettato.

    Credo piuttosto che a questo punto la riflessione debba essere fatta all’interno del PD, che si trova paradossalmente di fronte a una grossa opportunità.

    Se saprà coglierla si garantirà un ritorno di conseso della base.

    Il PD ha due alternative (ammesso che le condizioni al contorso siano favorevoli):

    – Cercare con tutte le forze un governo (credo di transizione) che si impegni su riforme cruciali come riduzione dei costi della politica (compresa la cancellazione del rimborso elettorale), leggi anti-corruzione, legge sul conflitto di interessi, legge elettorale …

    In tal caso potrebbe convincere M5S ad appoggiarlo (e credo che ci siano delle reali possibilià). Quindi un governo, anche di durata limitata, ma con punti precisi, che garantirebbe al PD stesso il riacquisto della credibilità e della fiducia dei suoi elettori, soprattutto a sinistra.

    – La seconda alternativa è quella di cercare un governissimo più “istituzionale” di emergenza o di larghe intese verso centro e, per forza di numeri, verso destra.

    Ma se fa così, facendo prevalere la corrente più “tradizionalista” di alcuni suoi dirigenti, darebbe ancora l’impressione di non essere una vera forza riformista, ma attaccata allo status quo. Sarebbe una scelta che, sebbene apprezzata dai cosiddetti mercati, non pagherebbe sul lungo periodo.

    Sta all’intelligenza dei suoi dirigenti capire qual’è la strada migliore.

  5. Montescaglioso

    LE ULTIME PAROLE FAMOSE “Bersani? O si allea con Grillo, o con un comico.” L’editoriale di Marco Travaglio di ieri sera in diretta da Genova dove si trovava per il suo spettacolo “E’ Stato la Mafia”.

     

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  6. Cristoforo Magistro

    La stampa ha messo in evidenza il carattere giovanile del M5S parlando ampiamente dell’età dei suoi eletti, un plotone di ragazzi e ragazze che ha drasticamente abbassato l’età media del nuovo parlamento. Meno spazio è stato dato invece al fatto che il suo elettorato sia costituito soprattutto dai giovani che, tenuti lontani dal mondo del lavoro e da ogni ruolo di responsabilità, hanno voluto così cominciare a riprendersi lo spazio fino ad ora loro negato.

    A mio avviso è nella generazione perduta dei venti-quarantenni, nella loro emarginazione, che va cercata la motivazione primaria – la massa d’urto- e profonda del successo del movimento grillino. Non voglio dire con questo che l’abbiano votato tutti quelli di questa età, né che l’abbiano fatto soltanto loro. Credo anzi   che ci sia stato anche un buon supporto da parte dei genitori di quei giovani: un fenomeno speculare a quello degli anni sessanta-settanta quando le nuove generazioni militavano a sinistra per “vendicare” i torti e le ingiustizie subite dai padri. Magari da padri con ben altro orientamento.

    Se questo fosse vero, credo che il rivolgimento prodotto dal movimento grillino negli equilibri politici continuerà a produrre effetti. E che siano loro oggi a poter cantare “La storia siamo noi”. Con – s’intende – varie e sostanziose modifiche al testo originale; a cominciare da “nessuno si senta offeso”.

    Credo anche che il movimento, una volta che la massa torrenziale si sarà decantata e i suoi rappresentanti saranno messi alla prova, riserverà varie sorprese. Quali rapporti si stabiliranno fra i suoi profeti e i parlamentari? Di loro non sappiamo finora quasi niente. Quali personalità emergeranno, quanti si mostreranno effettivamente capaci di svolgere il ruolo conquistato? Non mi auguro passaggi di schieramento in stile Scilipoti e compari, ma assunzioni di responsabilità. A partire dall’attuazione delle riforme indicate nel proprio programma.

     

    Al simpatico Vincenzo mi viene da dire che purtroppo non so suonare nessuno strumento. Scemenza per scemenza – ma fermiamoci qui per favore – posso aggiungere che, potendo scegliere, preferirei effettivamente ascoltare la viola piuttosto che le zampogne alle quali potremmo tornare se il nostro paese non saprà riprendersi. 

  7. gianni

    Il danno della nostra situazione politica è una sinistra debole, piena di utopie e quasi completamente distaccata dalla realtà. Al solito la sinistra in Italia è impegnata a divulgare sempre la stessa ricetta fatta di belle parole, di riferimenti storici ai partigiani, di riferimenti alla loro “presunta” legalità senza vedere ed affrontare in modo preciso e concreto i veri problemi degli italiani. Continuano a creare una sorta di classe sociale facendo credere e illudendo i loro simpatizzanti e fedelissimi di appartenere ad una specie di èlite di persone culturalmente avanzata mentre chi magari vota un Berlusconi diventa un pecorone. Tanto è vero che chi vota Berlusconi si vergogna pure a dirlo per non essere classificato fuori dalla loro èlite. Il danno di questa nostra sinistra è la loro incredibile distanza dalla realtà tanto da rendere più credibile la presa per il culo dell’IMU di Berlusconi….alla gente comune (pecoroni per la sinistra) interessa più sentir parlare della restituzione dell’IMU (cosa che cmq non sarebbe successa) che di Vendola che si vuole “spstsasare”.

    La nostra cara sinistra è così impegnata a lamentarsi di una legge elettorale porcata però non ha mai fatto nulla per cambiarla ed anzi se adesso hanno 200 parlamentri in più è proprio grazie a questa legge che loro tanto criticano (o meglio fanno finta di criticarla!!!). I professorini della sinistra ci dicevano che non era democratico per la gente non poter scegliere i loro rappresentanti in Parlamento, quindi si sono inventati le Primarie per far scegliere i candidati ai cittadini. A quel punto i componenti dell’èlite (di cui sopra!!) sono andati a spendere 2 euro  per una causa giusta e per scegliere i loro rappresentanti in Parlamento. Certo tutto bello, tutto democratico (così democratico e legale che a Craco sono andati a votare anche i morti!!!) se non fosse che ai rispettivi numero uno della Camera e Senato vengono inseriti da Roma, il sign Roberto Speranza e Emma Fattorini….2 nomi che non hanno assolutamente partecipato alle Primarie…..ecco ci hanno detto che le Primarie sono state un utile strumento per la scelta dei candidati ma alla fine hanno scelto comunque loro prendendo in giro quell’èlite che tanto se la crede e si vanta di non esser berlusconiana o grillina. Beh a quel punto, signori miei, diventa più credibile una lettera di Berlusconi o un vaffanculo di Grillo.

    Signor Magistro ma lei crede veramente che Grillo adesso ha quasi il dovere di fare un governo con Bersani altrimenti diventa un irresponsabile? Ma dove si è mai visto un futuro Presidente del Consiglio che vuole allearsi con uno che lo definisce  “morto che cammina”; un futuro alleato che manco ti riconosce e che vuole cacciarti via. Se Grillo ha preso un sacco di voti ed è diventato il primo partito è un segnale che proprio la vecchia politica compresa quella del PD è ormai profondamente ferita ed è destinata a morire. Grazie al vostro finto antiberlusconismo avete sempre perso anche quando avete vinto, sempre a sottolineare le stesse cose da venti anni, sempre a rimarcare la vostra presunta legalità in confronto allo psiconano (per poi dimostrare esattamente il contrario vedi caso Telecom e MPS), sempre a far credere che chi vota Berlusconi è una capra mentre basta votare PD per essere considerati culturalmente avanzati. Adesso basta, pensate a parlare di cose concrete e importanti, bisogna avere il coraggio di stabilire delle priorità che ne so  magari pensiamo più alle migliaia di giovani che non si possono sposare perchè non hanno i soldi e non facciamoci anche il problema di un singolo presidente di Regione che guadagna 30.000 euro al mese e che non può “spostsarsi” con il suo compagno. Certo per carità è giusto lottare per questo diritto ma i problemi adesso son ben altri, la mancanza di lavoro e la crisi economica sono problemi seri e drammatici e coinvolgono la maggior parte dei cittadini rispetto ad un diritto che con tutto rispetto della categoria è nei confronti di poche persone. Sicuramente non sarò considerato appartenente a quella èlite di cui parlavo sopra e sarò considerato anche di basso livello filosofico ma penso e credo che bisogna pensare prima a riempire le pance dei cittadini per aiutare loro a ragionare meglio!!

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