Premio Letterario Nazionale “Nicola Zingarelli” V Edizione

Premio Letterario Nazionale “Nicola Zingarelli” V edizione

 Narrativa edita

1 – Peppe Lomonaco di Montescaglioso (Matera) con “E’ stata una lunga giornata” edizioni L’urlo del sole

2 – Irma Mecca di Foggia con “Sogno di volare” Edizioni del Rosone Foggia

3 – Giovanna Grignaffini di Bologna con “Però un paese ci vuole” La Lepre Edizioni di Roma

  

Motivazione per  “E’ stata una lunga giornata”: Ben articolata l’intermittenza tra passato e presente. Avvincente. Da consegnare alle future generazioni per il suo contenuto.

 

Cerignola, 27 aprile 2013


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  1. ADMIN

    A  Peppe Lomonaco il primo premio del concorso letterario nazionale “Nicola ZINGARELLI”

    Sabato, 27 aprile, si è svolta la cerimonia per la consegna dei premi del concorso letterario nazionale “Nicola Zingarelli”. Intitolato al grande filologo e curatore del dizionario della lingua italiana, il premio viene attribuito ad opere che si distinguano per la purezza del linguaggio e dello stile letterario. Giunto alla V edizione e fregiandosi dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, è stato in passato attribuito, tra gli altri, ad Andrea Camilleri, Giordano Bruno Guerri e Gianluigi Beccaria. La cerimonia si è tenuta nel prestigioso teatro neoclassico “Mercadante” di Cerignola, paese natio di Nicola Zingarelli.

    Il primo premio è stato assegnato all’opera letteraria di Peppe Lomonaco “E’ STATA UNA LUNGA GIORNATA” con la seguente motivazione:

      Ben articolata l’intermittenza tra passato e presente. Avvincente. Da consegnare alle future generazioni per il suo contenuto”.

    Il romanzo di Lomonaco racconta gli ultimi anni del 1960 attraverso la storia di due ragazzi meridionali catapultati a Milano dal poderoso movimento migratorio del primo decennio della seconda metà del novecento. Nel contesto di quelli che furono gli anni cruciali della contestazione, di grandi fermenti politici e sociali, si articola una struggente storia d’amore che vede al centro della narrazione due ragazzi che devono fare i conti con la cruda e drammatica realtà quotidiana di quegli anni in cui chi abbandonava le proprie radici si trovava all’improvviso a doversi confrontare con situazioni colme di stenti e sacrifici quasi inumani e del tutto estranee alla propria cultura.  

       Peppe Lomonaco narra nel  suo romanzo una “storia d’amore e di fabbrica nell’autunno caldo del 1969” cogliendo in modo intuitivo e poetico “l’eroismo della realtà” che vede “l’amore vero” fra due giovani ragazzi che sfidano il mondo per vivere insieme e per costruirsi il proprio futuro. Senza inganni inutili e stucchevoli sentimentalismi e scevra da intenti consolatori la storia raccontata  da  Peppe Lomonaco scorre nitida e fluida come fotogrammi di un film ambientato nella Milano di oggi. E’ un romanzo più che mai attuale “Da consegnare alle future generazioni per il suo contenuto”.

    Prof. Filippo Bubbico

     

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