Comunicato Città di Montescaglioso: QUESTI SONO I FATTI

Comunicato Citta’ di Montescaglioso

 

QUESTI SONO I FATTI

 

 Il gruppo consigliare di minoranza azzardando ANALISI DI BILANCIO FANTASIONE si arrampica sugli specchi per nascondere le proprie responsabilità sul disastro finanziario lasciato in eredità al popolo di Montescaglioso.

Leggete l’allegato.

 

 


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9 Commenti

  1. tm

    Da una Amministrazione che ha vinto le elezioni amministrative sulla base di una proposta di ricerca di cambiamento e di rilancio della nostra piccola comunità in tutta franchezza mi aspettavo qualcosa di più in risposta all’attacco della minoranza che una semplice enunciazione di numeri per dimostrare che quelli di prima hanno scialacquato e gli attuali cercano di risanare. I tentativi di rifarsi una verginità da parte dei vecchi amministratori mi sembrano legittimi, salvo poi riuscire a convincere i cittadini della loro bontà, dal momento che il disastro è sotto gli occhi di tutti; da una amministrazione che si definisce di centro sinistra, io personalmente mi sarei aspettato delle risposte di indirizzo politico che invece a due anni dall’insediamento di questa giunta non sono ancora arrivate. Se si deve amministrare solo per mettere a posto dei conti, tanto valeva lasciarlo fare ad un Commissario Prefettizio che in quanto a tagli e risanamento sarebbe stato senza dubbio più efficente di una qualsiasi amministrazione, quello che invece i cittadini si aspettano da una amministrazione comunale è che ci siano proposte e programmi di sviluppo che facciano uscire dalla paralisi e rilancino lo sviluppo della cittadina attraverso una serie di indicazioni e anche provvedimenti che mettano in condizione gli operatori economici di guardare con speranza ad un eventuale futuro. Certo la crisi che attraversa l’Italia non risparmia nessuno, proprio per questo ritengo che in questa fase proprio dai comuni possa venire quell’aiuto che stenta a venire dallo stato. Amministrare un comune non è sufficente far quadrare i conti, per quello bastano i ragionieri, occorre calarsi nei bisogni dei cittadini, da quelli primari come il lavoro, l’assistenza sanitaria e sociale, la scuola, senza dimenticare anche tutti quei bisogni che possono sembrare meno importanti ma che di fatti danno l’idea di una comunità avanzata o in abbandono. Cari amministratori, fatevi un giro nelle periferie e rendetevi conto dello stato di degrado in cui versa il paese. Più volte abbiamo lamentato i disservizi e i problemi che crea la ditta appaltatrice della raccolta differenziata; il comune si sta dissanguando per mantenere l’impegno preso anche nei confronti dei dipendenti della stessa ditta, continuamente maltrattati e usati sovente come arma di ricatto; Ma chi diavolo si aspetta a rescindere il contratto e trovare soluzioni alternative? La differenziata che in tutti i posti d’Italia porta notevoli vantaggi di carattere economico anche per le famiglie, con riduzioni sostanziali delle tariffe, a Montescaglioso caso strano ha prodotto il raddoppio delle stesse e nel caso degli operatori commerciali addirittura si sono triplicate con il risultato di aver ulteriormente aggravato la già precaria situazione in cui versano i commercianti montesi. Amministrare vuole dire proprio questo: avere la capacità di venire incontro agli operatori che fanno economia nel nostro paese con la riduzione delle tasse, non con un aumento indiscriminato e ingiustificato. Se proprio si deve fare cassa e tagliare, guardatevi intorno e troverete decine di mezzi dove intervenire sugli sprechi, ma per carità non accanitevi su coloro che già soffrono e non sanno più come sbarcare il lunario. Avete trovato una soluzione per recuperare soldi dalla ditta che gestisce il gas città? Avete chiesto ai vari operatori del settore le tariffe più vantaggiose per telefono e energia elettrica? Avete solamente ipotizzato delle misure di egevolazione per imprenditori che potrebbero prendere in considerazione eventuali investimenti nella nostra zona industriale lasciata completamente in abbandono? Quando parlo di progettualità parlo soprattutto di questo, avere cioè la capacità di inventarsi delle idee che se pur incredibili alla fine possono rivelarsi essenziali.  A qualcuno avevo anche proposto di verificare la possibilità dello sfruttamento delle acque sulfuree del “Cozzo del Presepe” ai fini termali vista anche la vicinanza con le spiaggie del mar Ionio; proposta pazzoide? può darsi, ma alla fine che cosa vi costa? se le acque dovessero risultare adeguate e i finanziamenti previsti per queste strutture sono della Comunità Europea, il non provarci non sarebbe uno scartare apriori una allettante possibilità?

    Ho letto in un altro post il resocondo dell’incontro tenutosi nella sezione del PD con il neo Vice Ministro Filippo Bubbico all’indomani della sua nomina; ho avuto modo di congratularmi con lui personalmente e anche pubblicamente, ma non posso non rilevare che l’impressione che ho avuto dal resoconto dell’incontro fatto da Michele Marchitelli è stata quella di rivedere uno dei tanti incontri che si facevano nella vecchia Democrazia Cristiana quando venivano in visita i Tantalo, I Colombo, i Viti e via dicendo; tanta gente in pompa magna venuti apposta per riverire e magari sperare di stringere la mano,( a Colombo la si baciava). Ma la vogliamo finire con le reverenzialità e con le mielose ipocrisie insite da tempo nel dna dei montesi? se proprio dobbiamo incontrare il Vice Ministro, facciamolo per ricordargli che è un eletto dal popolo e che ha il dovere di operare per l’interesse del popolo e per i diritti di ogni cittadino di questa nostra Repubblica e quindi anche della nostra piccola comunità.

  2. Francesco Lomonaco FL

    Lavoriamo per una lista civica al di là dei Feudatari di destra e di sinistra. Amministriamo il territorio per quello che il territorio può offrire. Le risorse ci sono: umane, naturalistiche, ambientali, architetoniche, storiche… le buone idee potranno commutarle in reddito e sviluppo sostenibile… ma le buone idee vengono solo da un gruppo di cittadini che lavora per I CITTADINI, (direbbe Grillo: TUTTI A CASA!)

    1. eltao

      Il suono stà cambiando e  la terra deve cambiare.

      Vi è stato finora chiesto di vivere in un mondo di paura , controllo, pregiudizi, e vi viene ora chiesto di invertire il vostro punto di vista , mentre state ancora vivendo in questo mondo .

      Vi viene chiesto di imparare a non aver paura, di imparare a non odiare.

      Se poche persone possono iniziare a pensare diversamente , tutto l’insieme ne sarà influenzato e tutto l’insieme si muoverà verso il cambiamento , ed è per questo che la nostra vita ora è così importante.

      Tutto quello che si deve fare è sintonizzarsi .

      Ci vediamo tutti a Miglionico il 02 /Giugno/2013

  3. giovanna81

    Caro “tm” non devi prendertela con i sudditi che, in quanto tali, hanno l’obbligo di riverire il loro re; ma con quest’ultimo,ilquale ha ridotto la sua corte un manipolo di ipocriti lecchini,non degni neanche di essere accostati ad un gregge di pecorelle.Loro almeno possono belare liberamente.Altro che fucina di idee,c’e` piu` cultura in una stalla che nel circolo montese.Secondo me tu sei nostalgico dei tempi in cui anche tu frequentavi la corte e aspettavi l’arrivo del re.Sei percaso invidioso dei nuovi cortigiani che hanno preso il tuo posto e forse sono entrati nelle simpatie del re piu` di quanto riuscisti tu ai tuoi tempi?Purtroppo l’invidia e` una brutta bestia,pero` fidati,ho letto qualche tuo commento e sei veramente bravo a criticare l’operato dei neo-cortigiani che stanno distruggendo la citta`.

    1. tm

      Cara Giovanna 81, posso solo risponderti con questa mia poesia:

      Non sarò mai,

      servo, cameriere di partito.

      portaborse, inutile facchino

      di mestieranti di politica,

      di mediocre ipocrisia e facile

      guadagno.

       

      Ne mai il capo mio chino

      a riverire capi senza lode

      strisciare sulle scarpe

      che calpestano altri simili

      ne dei, ne profeti di sogni

      che non siano i sogni miei.

       

      Crescerò patendo fame,

      vivrò soffrendo sete.

      ne per fame, ne per sete

      prenderete

      ne mai ascolterete il mio gemere

      inchinarsi al vostro volere.

       

      Non piegherò la schiena

      alle piaghe delle vostre sferzate,

      ne al sangue che sgorgherà da esse,

      riderò del vostro disprezzo

      piangerò la vostra povertà

      e io sarò più ricco

      perché voi non avrete

      la mia libertà.

  4. Cristoforo Magistro

    Fra le cose che si potrebbero rimproverare a Tonino non c’è sicuramente la cortigianeria, né l’aver tratto vantaggi dalla politica. Oltretutto, sta in quel di Parma…

    Ma non è di Tonino che m’interessa parlare, ma dell’acredine “a prescindere” e dei sospetti generalizzati che si riservano a chi fa militanza politica.

    Certo i partiti non stanno vivendo momenti particolarmente gloriosi; anzi se non si riformano rischiano di sparire, ma dei partiti c’è bisogno e di chi ai partiti dia attività, idee e passioni, cioè militanza. Certo la militanza può essere fatta in tanti modi, ma farla coincidere con la cortigianeria, l’interesse personale, il carrierismo e simili è una pericolosa e asfissiante stupidaggine. Anche perché, soprattutto in piccoli ambienti, a sua volta genera anche fra chi milita in un partito per ragioni ideali chiusure, sospetti, malmostosità.

    Una sgradevole spirale che non fa bene a nessuno.

    1. tm

      Ciao Cristoforo, sono d’accordo in parte con te, di fatti io stesso ho sempre cercato di mettere in guardia dalle generalizzazioni o meglio dai luoghi comuni che spesso girano intorno o si fanno sulle militanze politiche; resta però un fatto che non possiamo in alcun modo far finta che non esista e che è il costume ormai diffuso di persone che si avvicinano alla politica solo per entrare nelle grazie del dirigente di turno. Se una volta era normale che ciò avvenisse intorno agli uomini della Democrazia Cristiana, non è normale per me e anche per te credo, vedere intorno agli uomini di sinistra una schiera di persone riverenti, per non dire altro, che in maniera anche morbosa si avvicinano per non si sa neanche quali generi di favori potersi aspettare in un futuro. La morbosità intorno a Filippo Bubbico non è una cosa di oggi, ricordo molto bene le code che si accalcavano sotto casa sua al mattino presto quando faceva il Presidente della Giunta Regionale, o i “codazzi” che lo seguivano quando malauguratamente decideva di fare una passeggiata con la famiglia per il Corso. Ma qualcuno si è chiesto come mai difficilmente lo si vede in giro a passeggio come una qualunque persona normale? Ecco, questa è una cosa che personalmente gli ho sempre contestato, cioè aver fatto in modo che la sua vita privata alla fine diventasse un tutt’uno con quella politica al punto da soffocare anche quei pochi momenti da dedicare agli affetti familiari. A chi attribbuire la colpa di questo stato di cose? A Bubbico? ai cittadini che hanno visto la possibilità di aggraziarsi le sue simpatie? agli attuali dirigenti del PD? No Cristoforo, le colpe più grosse sono le mie, le tue, e di tutti quei compagni come te e me che negli anni ottanta abbiamo preferito mollare e ritirarci a vita privata piuttosto che rimanere dentro a contrastare questi fenomeni che già a quei tempi cominciavano a manifestarsi. Abbiamo preferito fare i liberi pensatori, salla personalizzazione della politica anche nel PCI abbiamo contrapposto la nostra inerzia, magari qualche risatina quando apparivano i primi manifesti o i santini con i volti dei candidati e ci siamo limitati a sterili critiche senza far valere invece il nostro peso e la nostra forza che all’epoca non era cosa da nulla. Oggi Cristoforo credo che il mea culpa dovremmo farla un po tutti e se ci rimane un po di amore per gli ideali in cui abbiamo creduto tornare ad occupare i nostri posti all’interno dei partiti anche a costo di sacrifici personali come facevamo una volta.

      Un caro saluto Tonino 

      1. Cristoforo Magistro

        Non mi piace personalizzare gli interventi su questo blog, ma non vorrei essere scortese con Tonino e quindi gli rispondo pur sapendo che troverà insoddisfacente ciò che dico.

        Tonino nota da parte di molti un atteggiamento da procaccianti verso il senatore Bubbico (codazzi, morbosità) e, trovando la cosa riprovevole, si chiede a chi addebitarla.

        Non ho personalmente idea dell’entità del fenomeno, so che in qualche misura è fisiologico: avere buoni rapporti con chi conta dà punti, soddisfa vanità, è un paracadute, una forma d’assicurazione che – si spera – potrebbe tornare utile  in caso di bisogno.

        Secondo gli studiosi dell’Italia nell’Otto-Novecento la vera povertà consisteva nel non essere cliente di nessun notabile, ecc. Sto parlando del clientelismo onesto, di quello che affidava alla tutela del potente di turno anche interessi legittimi che la scarsa articolazione dello Stato ignorava.

        Nel caso in questione, non saprei dire, ripeto, se e quanto si vada oltre la naturale tendenza a correre in soccorso dei vincitori e a star loro vicino per brillare di luce riflessa.

        Sicuramente ciò che succede attorno a Bubbico, a Montescaglioso e non solo, ha ormai un interesse che va oltre la curiosità e il pettegolezzo visto che stiamo parlando di un personaggio da tempo alla ribalta e che, per le cariche rivestite, si collocherebbe ai primi posti in un’ideale classifica dei politici lucani che più hanno influito sulla nostra storia unitaria.

        Mi sembra però anche di ricordare che l’adesione dei montesi nei suoi confronti non sia stata poi sempre così scontata e costante. Lo testimoniano le due amministrazioni precedenti quella in carica; due amministrazioni, per altro mediocri, certamente non elette per fargli piacere.

         

        Tonino dice che è anche colpa del distacco dal partito di quelli come lui e me se si è creato il clima che denuncia.

        Questo mi sembra francamente esagerato. Dai, non facciamo del reducismo e, soprattutto, non sopravvalutiamoci, sarebbe – lo è già il fatto di accennarvi – patetico. Non credo proprio che chi frequenta adesso la sezione PD senta la mancanza di nessuno.

        Il fatto è, più banalmente, che le motivazioni e lo spirito con cui si milita in un partito di opposizione sono diversi da quelli che ispirano chi segue un partito di governo.

        Anche a me piace più la militanza del primo tipo, ma eviterei di attribuire alla seconda solo cattive intenzioni.  

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