mercoledì 19 Gennaio 2022

Paese mio che stai sulla collina (magari un giorno ti ritrovi in pianura)

Paese mio che stai sulla collina (magari un giorno ti ritrovi in pianura)

E’ passata una settimana dalla bomba d’acqua che ha travolto Montescaglioso e la Lucania provocando disastri e rendendo  praticamente impraticabile la viabilità della collina materana; una settimana nella quale se ne sono dette e sentite di ogni colore. Come se stessimo assistendo al campionato mondiale di calcio, dove tutti si auto eleggono allenatori, nel nostro caso un po’ tutti ci siamo cimentati nel riscoprirci geologi, ingegneri, architetti e chi più ne ha più ne metta. Non mi è parso però di leggere nulla sulle scelte politiche fatte nei decenni passati e che hanno rischiato di far trasformare un evento che si potrebbe definire naturale per quella zona in un disastro che poteva avere e che può ancora causare, se non si corre ai ripari, conseguenze ancora più drammatiche.

Catastrofista? No, semplicemente mi ritornano ricordi di anni in cui si è discusso tanto e che hanno segnato il destino della nostra comunità.

Per carità, con il senno di poi possiamo tutti puntare il dito, ma rievocare episodi realmente accaduti e sui quali si è discusso molto non mi sembra voglia dire puntare il dito verso qualcuno che in tutta onestà non mi sento di colpevolizzare neanche oggi a disastro compiuto.  Fatto sta che nel 75 alle elezioni amministrative, la maggioranza di sinistra guidata da Liborio DiDio, fu letteralmente mandata a casa a calci nel sedere, rea di non aver svincolato e reso edificabili i suoli a valle di via Bernalda e delle cinque bocche, suoli che furono oggetto di lottizzazioni immediatamente negli anni successivi ad opera della maggioranza assoluta democristiana, di cui l’attuale sindaco fu protagonista e sui quali gli stessi geologi davano pareri negativi.

Certo, molti montesi erano tornati dall’estero e con enormi sacrifici avevano comprato un pezzo di terra dove costruirsi la casa, ma poteva bastare questo per giustificare l’utilizzo urbanistico di un territorio da sempre risaputo soggetto a movimenti franosi? Evidentemente l’amministrazione PCI-PSI che guidò il paese dal ’70 al ’75 non lo ritenne sufficiente, a differenza di quanto avvenne negli anni immediatamente successivi.

Onestamente sono stato molto combattuto se scrivere o meno questo post, poi però per dovere di informazione nei confronti delle nuove generazioni ho deciso che fosse necessario anche per evitare che in futuro si facciano errori come quelli che abbiamo fatto noi, e con il noi intendo sinistra compresa, che possano portare a conseguenze ancora più dannose.

Tonino Ditaranto


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