Storie perdute

Nel novembre del 1926 Sergio De Pilato, un profondo conoscitore di cose lucane, dedicava una pagina della rubrica di cui era redattore per il Giornale di Basilicata al sacerdote Michele Nobile di Montescaglioso che aveva scritto una storia del paese meritevole, a suo avviso, di pubblicazione.

Alle spese di stampa, scriveva De Pilato,  avrebbe potuto provvedere il Comune; magari aprendo una sottoscrizione fra i cittadini più facoltosi e rivolgendosi anche agli emigrati; magari chiedendo alla Provincia di contribuire. E ciò per evitare il rischio che l’opera andasse perduta. Cosa che sarebbe stato un peccato e un danno poichè, sempre a suo parere, le spese per opere di cultura non erano da considerarsi meno benefiche di quelle per un ponte o per una strada.

E per essere più convincente aggiungeva: “Se qualcuno in ogni paese tentasse di scrivere una piccola storia della sua terra si farebbe facilmente e completamente la storia della regione ancora di là da venire e di cui non vi è quasi parola nelle storie generali…”.

Che io sappia non se ne fece niente e il lavoro del povero Don Michele andò perduto.

Succedeva e succede poichè ai ricercatori fuori dal giro delle università e simili non rimane che stendere la mano – il più delle volte inutilmente – per poter pubblicare. D’altra parte: chi se non gli istituti preposti può valutare cosa è meritevole e cosa non lo è?

L’articolo di De Pilato che aggiungo in allegato mi sembra estremamente attuale e va letto con attenzione.

Spero, lo spero vivamente, che le cose possano cambiare nei prossimi anni.


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