DICO, NON DICO? Le unioni di fatto in Italia


Il Consiglio dei Ministri ha approvato in questi giorni il ddl sui “Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi”. (Testo del DDL: http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=56235&idCat=40)
Favorevoli o meno, si tratta indubbiamente di un passo verso un cambiamento radicale della società italiana. Parlare di unioni di fatto fino a qualche tempo fa era assolutamente tabù, per quanto persino la cattolicissima Spagna ci aveva preceduto in tal senso.
Personalmente, essendo favorevole al riconoscimento delle coppie di fatto, penso che si potesse fare un pochino di più, che c’è sempre un margine di “inibizione” anche in questo “rivoluzionario” disegno di legge; però riconosco che, nonostante le pirandelliane clausole (vedi la raccomandata AR per comunicare al partner di essere suo convivente) questo risultato è di per sè incoraggiante.
Voi montesi.net cosa ne pensate? Favorevoli, contrari o assolutamente indifferenti? Come vedete l’ancora fondamentale ruolo della Chiesa in questioni di diritto che dovrebbero in realtà riguardare uno Stato laico?


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6 Commenti

  1. ciffo

    Non so se i DICO saranno un passo verso un cambiamento radicale della società italiana come affermi tu Cinzia. Cambierà poi realmente qualcosa in seguito a questa legge a livello di dinamiche della società?
    Non so.. non so rispondere. E confesso di aver dato uno sguardo veloce al testo del decreto.
    Sono comunque sicuro che il provvedimento è positivo. In che senso? Finalmente un provvedimento di sinistra che era nei programmi del centrosinistra e non in quelli del centrodestra. Non voglio esprimere giudizi sulla bontà del provvedimento ma trovo molto buono che l’alternanza di governi porti anche a provvedimenti diversi con la possibilità per noi cittadini di poter distinguere i due poli. La mia opinione è che attualmente la distinzione è impossibile.
    E il ruolo della chiesa?
    Giusto che Ruini, il papa o l’ultimo prete di campagna critichino questa legge e facciano di tutto per ostacolarla. A sbagliare non è la chiesa che desidera l’affermazione dei propri valori ma la nostra classe politica che dalla chiesa non sa ancora distaccarsi nettamente.

    1. piovasco

      Non credo che i DICO saranno causa del cambiamento della società italiana in quanto essi semplicemente inseguono un cambiamento che già c’è stato, ne prendono semplicemente atto e cercano di normarlo.

      Qualcuno purtroppo per miopia o per interesse non vuol vedere questa realtà che non è ne positiva ne negativa, semplicemente è; piaccia o non piaccia.

      Tra un centinaio di anni magari (Galileo docet) ci arriveranno anche i vescovi, ma non importa. L’importante per ora (a legge approvata) è che magari si potranno alleviare le sofferenze di tante persone che si amano e che non possono vedere garantiti i diritti che sono propri.

      Pace & amore a tutti.

      1. Cinzia

        Ok, Cammellissimo, forse è esagerato parlare di cambiamento radicale della società e condivido la tua precisazione riguardo ad un cambiamento che in realtà c’è già stato. Quello che mi sembra innovativo di questo disegno di legge è il fatto che finalmente si iniziano a riconoscere forme di convivenza che non siano regolate necessariamente dal vincolo del matrimonio. Questo per me è un grande passo avanti, forse fatto in ritardo, ma meglio tardi che mai. O no?

          1. piovasco

            Temo purtroppo che le cose non si mettano benissimo per il disegno di legge.

            Certo, va bene il meglio tardi che mai, purtroppo in questo caso che sarà ancora per l’ennesima volta un mai. La chiesa ancora una volta sembra che stia mostrando tutta la sua cecità e il suo distacco dalla vita reale sigh!!

            Spero ma non ci credo che i parlamentari italiani si mostrino per l’appunto italiani e non per l’ennesima volta come è successo per la legge sulla fecondazione assistita sudditi della Città del Vaticano.

            La legge è forse orrenda ma concordo: meglio di niente, è un segnale

            e meglio tardi che

  2. ciffo

    Mi sono letto il nuovo decreto legge. Volevo farvi notare alcune cose:

    ART 4: Le strutture ospedaliere e di assistenza pubbliche e private disciplinano le modalità di esercizio del diritto di accesso del convivente per fini di visita e di assistenza nel caso di malattia o ricovero dell’altro convivente.

    Discrezionalità degli ospedali????? E se un ospedale cattolico si rifiuta di far entrare un gay?

    ART.10: In sede di riordino della normativa previdenziale e pensionistica, la legge disciplina i trattamenti da attribuire al convivente, stabilendo un requisito di durata minima della convivenza, commisurando le prestazioni alla durata della medesima e tenendo conto delle condizioni economiche e patrimoniali del convivente superstite.

    Quindi la pensione… si pensa alla prossima legge… non cambia nulla!

    ART 11: Trascorsi nove anni dall’inizio della convivenza, il convivente concorre alla successione legittima dell’altro convivente, secondo le disposizioni dei commi 2 e 3.
    9 anni?!?!?!??! Quanti matrimoni durano così tanto?

    A me sembra un provvedimento che nella sostanza non cambia nulla. La solita ipocrisia italiana. Sia a sinistra nel promulgare questo decreto (ed è da vedere se passerà alla camera e al senato) sia a destra con gli esponenti dei maggiori partiti a indignarsi per queste famiglie di serie B…. proprio loro che hanno alle spalle divorzi, figli nati extra-matrimonio e relazioni che vanno avanti grazie a scambi epistolari su Repubblica.

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