domenica 26 Settembre 2021

FALCE E CARRELLO……LA DEMOCRAZIA IN ITALIANAAAA

Sembra Strano ritornare a Scrivere….. Non vi Preokkupate sono solo ricaduto in una tentazione… Forse me ne pentirò ma…. Proviamo….
Durante la mia Vacanza Perenne( qualcuno potrebbe dire e chi se ne frega….) mi sono imbattuto Grazie ad un Mio Carissimo AMICO… In un libro che sta diventando un caso “letterario”… sempre se la censura non farà il Suo DOVERE….
Qualche tempo fa il Dott. Bernardo Caprotti, Presidente e socio fondatore della prima catena di supermercati del Paese, ESSELUNGA…ha scritto un libro Falce e Carrello dove ripercorre 50 anni sulla GDO Grande Distribuzione In Italia….letto così Non vi dice Niente….
Ma Mr ESSELUNGA nel suo Libro denuncia, mette alla luce sopprusi, angherie è vessazioni avute da IperCOOP… tutto ciò che il Dott. Caprotti afferma è circostanziata e documentata con copie dei documenti origili….
Sapete Chi Gestisce la LegaCOOP…. Uhhhhhhhhhhh…..che brutta parola che ho detto, Ho Nominato gli Intoccabili….. Come si fanno I rezzi dei Prodotti AGROALIMENTARI…..
Perchè in alcunee aree Regioni o provincie e comuni viene vietata l’apertura di punti vendita di catene di distribuzione che non fanno parte della COOP Sei Tu…..
E quando si aprono punti vendita intervengono Forze oscure che…revocano concessioni fanno aumentare in prezzo di vendita di suoli….
E per finire….Guarda caso Si organizzano Scioperi dei dipendenti a comando….
PER IL POPOLO LIBERO….DATEVI UNA LETTURA….
non do altri spunti ciao ben pensanti Ricordati al COOP Sei tu…. Fatti la tessera e diventa socio anche tu…………

Allegati (1)


Commenti da Facebook

6 Commenti

  1. tm

     

    caro titus, sono un socio coop, e prima di qualunque giudizio affrettato sulle cose riportate dal dr Caprotti, direttore delle esse lunghe ne suo libro falce e carrello, vorrei ricordare a te ma anche a me che il tutto è oggetto di una indagine sia giudiziaria sia dell’autority per la libera concorrenza.

    premesso questo voglio dire che nonostante sia socio coop, sono anni che non riesco più a fare spesa nei suoi supermercati, come in altri compreso esselunga, e tutti gli altri che non siano dei discount, perchè se ci entri ne vieni fuori con il carrello vuoto e il portafogli ancora più vuoto. I prezzi negli ultimi anni hanno avuto una impennata da capogiro, e il tutto mi fa pensare veramente ad un pacchetto trà le varie catene di distribuzione alla faccia della libera concorrenza, a solo discapito di noi consumatori, e se la coop non ne è esente, lo stesso si può dire per l’esse lunga, con la differenza che quantomeno una parte degli introiti della coop finiscono nella realizzazione di scuole, ospedali e aiuti umanitari nel terzo mondo, fatto questo che ne tu, ne tantomeno il dr Caprotti potrete mai dimostrare il contrario.

    Comunque il tutto non giustifica gli aumenti incondizionati che anche la coop ha fatto negli ultimi anni, e che hanno portato me e tanti altri soci coop a disertare il supermercato.

    ciao tm

    1. titus

      Ho tccato I Falsi Profeti vestiti da Comunisti ma CAPITALISTI del comunismo perfetto…
      sarrebbe molto lungo spiegare, ma ci proverò un po alla volta……
      Certo costruiscono le scuole, anche i Parchi Giochi Gestiscono Finanziarie Monte dei Paschi di Siena, Auto Parchi, Lidi, SpiaggeAgenzie Di turismo et cetera.
      Ti do un piccolo consiglio….Non difendere per Partito Preso…ti consiglio se ci riesci ha leggere il libro… è poi ne parliamo… Ci sono atti e dati ufficiali….
      Ed ora no c’è trippa per gatti….
      Poi la Magistratura Farà il suo Corso… Vedi UNIPOL….
      Partitura gia ascoltata…sbobba gia ingurgitata.
      Vorrei fare una domanda è giusto che questi debba avere delle agevolazioni Fiscali Pagano in Toto Solo il 17% di tasse Contro il 43-47% per chi fa la stessa attività…. etcc…
      Qualcuno Ha visto REPORT ieri Sera…..Coop e contratti atipici …

      1) La ESSSELUNGA in Materia Di GDO la la Migliore performanse in termini di Qualità prezzo….
      Sevai ha vedere i tabulati, Ha i prezzi + Bassi a Metro Quadrato…
      2) E’ stata la prima società in Italia A Portare il Modello Del Grande satana Scusasseme Stati Uniti D’america….sulla distribuzione dell’agro alimentare;
      Mentre si discuteva dei Savoiardi e della Targa Qualcuno Aveva dato un piccolo Monito Sui prezzi dei prodotti di prima Necessità…Perchè non interessi qualce senatore ministro, etc… per far abbassare i prezzi… per solidarietà sociale… s’intende…
      Tanto La coop sei tu….
      Sveglia Popolo Libero… Ritornate a Ragionare con le vostre teste….scrollativi di dosso il torpore dell’assistenzialismo… Azionate i vostri neuroni.

      1. tm

         

        caro titus, si vede che mi conosci poco, io ho smeso di prendere le difese d’ufficio per partito preso dal giorno che sono andato via da monte.

        personalmente credo che l’aumento incondizionato dei prezzi al consumo sia effetto del cartello messo su da tutte le più grandi catene di distribuzioni alimentari, coop e esselunga incluse, e personalmente la mia battaglia quotidiana la conduco comunque attuando una specie di boicottaggio nei loro confronti visto che è ormai da anni che evito di fare la spesa nei loro punti vendita, ciò non significa che delle differenze sostanziali non restano trà sistema cooperativo e sistema privato sia sulla qualità che sui prezzi, non chè sul trattamento dei lavoratori, e ti invito a svolgere una indagine in tal senso. intanto guardati questa indagine.

        INCHIESTE
         

        Dove la spesa costa meno
        Le indagini sui prezzi di Altroconsumo e Mark Up. La Coop leader di convenienza. Fra un super e l’altro anche 800 euro di risparmio l’anno

        Foto M. Berlincioni

        L’iper di Lastra a Signa è al primo posto per convenienza in Toscana, e al secondo posto in Italia, appena un punto dopo l’Ipercoop di Bari; mentre fra i supermercati italiani i meno cari sono proprio quelli di Unicoop Firenze.
        I riconoscimenti arrivano dalla rivista Mark Up (rivista specializzata della distribuzione), che sentenzia dieci anni di leadership dei prezzi di Unicoop Firenze sulla piazza del capoluogo toscano.
        Ad un esito analogo giunge il mensile Altroconsumo, che ha condotto un’inchiesta-guida alla spesa più conveniente in oltre 500 tra supermercati, ipermercati e hard discount di 40 capoluoghi d’Italia.
        Risultato: se una famiglia individua il punto vendita meno caro, risparmiare facendo la spesa è possibile.

        A Firenze, in un anno, ci si può ritrovare addirittura con circa 900 euro in più nel portafogli.
        Considerazioni simili valgono per le altre città toscane nel mirino dell’inchiesta di Altr oconsumo.
        Anche a Pisa la leadership della convenienza sui prezzi, comunque vada, spetta all’insegna Ipercoop, mentre i supermercati Coop occupano sempre il podio della classifica nella loro tipologia.

        Tra i 40 capoluoghi italiani coinvolti nell’inchiesta Firenze svetta come la città dove è possibile fare la spesa più conveniente subito dopo Bari.
        Nel capoluogo toscano con 4.806 euro una famiglia può acquistare generi alimentari per tutto l’anno, con un risparmio del 19% rispetto al punto vendita più caro. Subito dopo Bologna, Bari e Pesaro, Firenze è quello in cui la forbice di prezzo fra il punto vendita più caro e quello meno caro è più ampia.
        Tanto per fare un esempio, fra le grandi città italiane come Torino, Roma e Napoli il differenziale oscilla fra i 500 e i 700 euro l’anno. Mentre Milano, dove il livello dei prezzi è molto omologato, la cifra si attesta sui 500 euro. Insomma, la convenienza possibile varia da città a città, a seconda del grado di concorrenza tra insegne. Ma deve trattarsi di concorrenza vera, aggiunge l’indagine.

        Concorrenza vera
        Spesso il mercato delle grandi città italiane si vivacizza quando si assiste all’entrata in scena di una nuova insegna particolarmente competitiva, ma non sempre è così. In alcune città nemmeno la comparsa di un nuovo punto vendita riesce a smuovere il livello stagnante dei prezzi.
        A Firenze è diverso. La guerra dei prezzi è più vivace ed efficace rispetto ad altre città italiane. Un esempio lampante è rappresentato dai posizionamenti di prezzo delle altre insegne.
        Nel mese di settembre, secondo la rilevazione periodica effettuata da Panel International (una società che rileva i prezzi direttamente al punto vendita, per conto di molte catene della moderna distribuzione), il livello medio dei prezzi dei supermercati Coop è risultato inferiore del 4,8% rispetto al più

        Foto M. Berlincioni

        grosso supermercato concorrente di Firenze e del 4,1% di quello più conveniente a Prato.
        Questi confronti vengono effettuati dalla società di rilevazione su tutti i prodotti industriali presenti in assortimento, dai generi vari ai salumi e latticini ai surgelati. Quindi una rilevazione su prodotti uguali, per marca e confezione, che non rappresenta per intero la politica di vendita di un supermercato, fatta anche dei prezzi dei prodotti freschi, di quelli a marchio proprio e delle marche sconosciute.
        Ed è proprio su queste ultime (i cosiddetti “primi prezzi”, ovvero i prodotti più economici) che oggi si sta concentrando l’attenzione dei media e delle famiglie italiane che privilegiano il risparmio.
        Non a caso Altroconsumo, che conta su un’esperienza di confronti più che decennale, divide la propria rilevazione su due modi di fare la spesa: il carrello 1, composto da prodotti di marca, e il carrello 2, con i prodotti che costano meno in ciascun punto vendita. A sua volta il carrello 1 dà due risultati nei confronti: solo sui prodotti confezionati e l’altro sulla spesa completa, compresi i prodotti freschi. I confronti che abbiamo citato all’inizio dell’articolo si riferiscono alla spesa completa.

        Primi prezzi e discount
        «Per risparmiare vado al discount», questa è la voce che si sente più spesso e alla quale è stata data molta enfasi sui giornali di ottobre. I progenitori degli attuali discount si chiamavano hard (duri) ed erano improntati alla massima semplicità: pochissimi prodotti, esposti su scaffali in ferro, direttamente con gli imballaggi originali, senza banchi refrigerati. Tutto per risparmiare sui costi di gestione, sul personale e sulla filiera di distribuzione. Somigliavano insomma agli spacci aziendali degli anni ’70 e come tipologia di vendita hanno avuto un certo successo, particolarmente in Germania.
        Oggi i discount sono diversi: offrono una gamma più varia di generi, hanno attrezzature più complesse, si buttano sulle offerte speciali e fanno pubblicità anche alla televisione. Sono piccoli supermercati, ma solo con quei prodotti che in un grande supermercato si chiamano primi prezzi.
        A giugno e a settembre sono state effettuate due indagini consecutive condotte da GI-PA per conto di Unicoop Firenze, per mettere in raffronto i prodotti di primo prezzo dei supermercati Coop con quelli equivalenti delle due catene discount più importanti in Toscana.
        L’indagine di GI-PA ha preso in esame tutti i prodotti di primo prezzo di Unicoop, oltre 200. Poi si è proceduto alla ricerca sul campo. In sostanza sono stati analizzati e confrontati i prezzi relativi dei principali prodotti di più largo consumo: dal vino rosso alla pasta, dallo yogurt ai tortellini, dall’acqua alla ricotta. Il risultato è che il paniere del concorrente più diffuso è più caro del 3,2% rispetto a quello di primo prezzo dei supermercati Coop; e anche il concorrente più conveniente ha i prezzi più alti di Coop dell’1%. Naturalmente i discount hanno molti più prodotti che i 200 più significativi che sono stati analizzati.
        Secondo noi non su tutte le tipologie di prodotto si può rincorrere il prezzo più basso: c’è anche una qualità minima da garantire, un’origine del prodotto da verificare, un rapporto di fiducia con il fornitore da stabilire. Insomma la Coop punta soprattutto sul rapporto qualità-prezzo, con la linea in proprio marchio, e oltre al prezzo più basso vuole garantire il consumatore su quello che vende.

        1. titus

          Bellissimo il copia e incolla…..di riviste…..
          Ma il Punto o il nocciolo della questione è un’altro….
          1)Siamo in un “Libero mercato”…. Si o No….
          Tutti gli attori del Mercato ovvero Domanda e Offerta….devono avere le stesse possibilità per poter agire in questo Luogo ovvero “Mercato”…..
          2)Prendiamo i Dati di Coop Liguria… I prezzi dei alcuni Prodotti Sono Maggiori Dal 8-19%….
          Io Ho parlato di performance a metro Quadrato… Che poi ci siano realtà in Cui c’è una forte Concorrenza…”leggee Fondamentale del Mercato…per far equilibrare il Prezzo…lo stesso prodotto ad es. la Pasta… rispetto ad un’altro esercizio commerciale la troviamo es. al 2% in Meno…però un barattolo di salsa Lo troviamo al 3% in Più….
          Però sui Punti essenziali del discorso….non hai dato risposte……..
          Ora di chi è colpa degli esercenti, dei distributori…. No dei produttori allorigine….
          Per risfrescare la Memoria……
          Fine Giugno inizi Luglio il Prezzo alla Vendita del Grano si aggirava Dai € 18-25 q.le…. settembre novembre € 45-50 q.le…
          Oggi il Grano da seme Costa € 65-75 q.le……
          il Pane Stà A € 2,00 Ao sono quasi £ 4.000, i Prezzi delle Materie Prime per la produzione sono alle stelle….
          Le dichiarazioni del ministro De Castro di Controllo dove sono Finite…
          Le azioni di monitoraggio sulla filiera dove sono Finite…
          Le grandi agenzie di controllo che okkupano centinai di persone sul territorio nazionale dove sono finete???? Cosa Fanno?????
          Fare i copia incolla di articoli Non serve a niente…
          Vivere ogni giorno in una realtà in cui per sopravvivere bisogna lottare è un’altra cosa…
          in particolar modo con essere a contatto con persone anzi con UOMINI e GIOVANI che continuano ad investire pere sopravvivere….
          Altro spunto…le Arance sono ancora invendute nella Gran Parte del Metapontino è si parla di un prezzo di € 0,07-0,12 al Kg dimmi quanto costano sul Banco vendita ????
          Questa è la realtà non sono le chiacchiere di riviste….
          o I dati Ismea sul Borsino dei prezzi fatti a ferrara Milano, Bologna, Torino, Roma….etc…
          Buona Giornata

          1. tm

            non so dove vivi tu caro titus, se stai a monte, o in qualche altra parte d’italia, io sicuramente vivo in un posto dove i conti con gli aumenti li devi fare tutti i giorni, e su tutti i prodotti. per fare un esempio da noi devi comprare dal pane alle verdure e qualunque altro genere di prodotto, con prezzi che neanche immagini. per farti un esempio, se il pane a monte costa 2 euro e personalmente ritengo sia una rapina, da noi costa mediamente dai 4 ai 6 euro al kg. Ho ripetuto nei due post precedenti che personalmente ritengo che sia colpa di una politica fatta negli ultimi dieci anni ed in particolare dall’entrata in vigore dell’euro che ha inteso favorire la grande distribuzione alimentare a discapito dei consumatori. Parliamo la stessa lingua però non ci capiamo. Il problema non sta nel fatto che le coop siano o meno favorite rispetto ai privati, ma nel fatto che sia nelle coop sia nelle catene private, ogni giorno i consumatori vengono letteralmente rapinati, e questo indipendentemente dal fatto che coop e privati abbiano un trattamento diverso da parte dello stato (d’altronte il sistema cooperativo con incentivi statali è nato proprio per contrastare le speculazioni delle grandi multinazionali). Se l’uva viene acquistata nel metapontino a 20 centesimi e rivenduta nei supermercati tedeschi ad 1,50 mentre in italia la trovi a 2,50 vuol dire che c’è un problema di fondo che non può essere addebitato ne ai trasporti visto che l’italia sta qui e la germania è più lontana, ne al costo del lavoro dal momento che i salari italiani sono più bassi rispetto a quelli tedeschi. In sostanza sono daccordo con te quando dai addosso alle coop, perchè le ritengo complici di questo andazzo, ma dobbiamo stare anche attenti alle lacrime di coccodrillo di esselunga, perchè il loro problema non è dato dal fatto che non possono campare, ma dall’invidia, in quanto i loro già cospiqui introiti non gli bastano e vorrebbero guadagnare sempre di più continuando a spremere noi consumatori. La differenza trà sistema cooperativo, e ti ripeto che questo non giustifica il loro comportamento, stà nel fatto che quantomeno nei punti vendita coop o conad, o crai i diritti dei lavoratori sono quotidianamente garantiti a differenza di altri gruppi di distribuzione dove i lavoratori sono sottoposti a turnazioni da terzo mondo con ricarichi di lavoro in rapporto alle vendite del 40 per cento in più e straordinari spesso non retribuiti, e comunque i guadagni delle coop finiscono (perlomeno dovrebbe essere cosi) inaiuti umanitari, a differenza di quelli di esselunga che giustamente finiscono nei portafogli di privati:

            spero che il mio non copia incolla ti abbia soddisfatto

            tm

          2. titus

            Premetto che io vivo nella Papuasia Del Nord………….. per meglio dire nel paese dei Balocchi………………..
            Vivo in Un Mondo Dove il Lupo va ha Braccetto con L’agnello… dove scorrono fiumi di Latte e Miele….
            Vivo nella Nuova Gerusalemme con Il Prete Giovanni…..
            Poi ci sono i piccoli Puffi… e Biancaneve con i sette Nani ( che ora stanno in sciopero), per chiedere un aumento di salario alla strega cattiva…. e per avere un riconoscimento per quanto riguarda i loro lavoro usurante in miniera…non lo dire a nessuno…”… invece di avere gli elmetti portano ancora quei strani cappelli”…ma con il sindacato stanno cercando d’inventare un elmetto a forma di cappello da nano, per ridurre l’impatto ambientale e visivo nella miniera….
            Vatti a vedere i contratti dei lavoratori delle coop….se non sbaglio loro risultano soci… delle coop………….
            Non credo che si parli la stessa lingua….La GDO è sempre esistita….
            Trascrivo letteralmente….
            ….”Il problema non sta nel fatto che le coop siano o meno favorite rispetto ai privati, ma nel fatto che sia nelle coop sia nelle catene private, ogni giorno i consumatori vengono letteralmente rapinati, e questo indipendentemente dal fatto che coop e privati abbiano un trattamento diverso da parte dello stato (d’altronte il sistema cooperativo con incentivi statali è nato proprio per contrastare le speculazioni delle grandi multinazionali)……
            1) Come il problema non stà in questo è un’aspetto… le coop pagano il 17% di tasse, i carognosi privati il 43-47% di tasse……diciamolo in € per ogni 100,00 , 17,00 sono di tasse 83,00 vanno in gestione… privato per ogni € 100,00, 43,00…47,00 tasse € 53,00-57,00 gestione….
            Non é un sistema anomalo… Non c’è una MARGINALITA’ superiore nelle coop….
            Ma credi che Portiamo ancora la sveglia al collo e biciamo zdsi Padrone… come Mami in via col vento…..
            1) le coop sono nate come società di mutuo soccorso per gli operai….Vedi in inghilterra correva l’anno 1760…
            il mutuo soccorso, poi sono diventate catene di assistenza alimentare etc… be queste cose di sinistra non te le devo dire io…
            Che ci azzeccano le Multi NAzionali ma vedi il grande satana dappertutto…
            Non sono lacrime di coccodrillo di esselunga ma anche del gruppo spar etc…… ma l’anomalia del mercato in cui c’è una posizione dominante “legalizzata” e l’anti trast che fa…..

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