Partenze da fermo. Incontro con gli autori

Montescaglioso – Parrocchia Santa Lucia

La Futura Compagnia SenzArte è lieta di invitare tutta la community di

Montescaglioso.net alla presentazione del libro

Partenze da fermo. Racconti

alle ore 19.30, domenica 13 gennaio, nei locali della Parrocchia di Santa Lucia.

 Nel corso della serata interverranno alcuni autori dei racconti pubblicati.

Vi aspettiamo numerosi!

 


Commenti da Facebook

1 Commmento

  1. michela

    Prima di tutto vorrei fare i complimenti ai ragazzi della Futura Compagnia per l’organizzazione della serata… bravi! complimenti davvero! ieri si è parlato del viaggio, dell’emigrazione dei pensieri, sia quando questi seguono uno spostamento fisico sia quando rimangono fermi nella testa ma vagano similmente ad un viaggio reale… e si è parlato degli spostamenti concreti per lavoro o per sola e necessaria sete di conoscenza, direi quasi dovere di conoscenza d’altro… si è discusso delle radici, dell’affezione alla propria terra come espressione di valenza poetica o come necessità di fermarsi in un posto noto, caro, dove l’essere stanziali non è solo un pit stop, ma una decisione presa con coscenza, liberamente, quando questo, ovviamente, ci consente di poter vivere, di avere un lavoro, di poter costruire un futuro… come sottolineava Peppe Lomonaco, uno degli autori. Tempo fa mi è arrivata la mail di un amico californiano, uno stralcio del suo diario di viaggio, un percorso che per lui dura ormai da 7 anni, 7 anni di zaino in spalla e solo gli occhi e i pensieri a fargli compagnia… qualcuno degli utenti e qualche montese se lo ricorderanno, John Kosakowsky, Amne20, te lo ricordi? Bè, lui diceva che fino a qualche tempo fa “the place where the largest portion of my heart lives, where the most pieces of my heart rest peacefully. That is still the foothills of Northern California. But there must be more to it. I have to be careful, because I live in a fairy tale. I drift from one fantastic place to another: the Egyptian pyramids; rainforests; the Grand Canyon . I must retain some anchor, for fear of floating away. I envision insanity as a state of uncontrolled drift, as a vagabond child’s balloon, floating homeless and unassociated at the will of the fickle wind. I use my heart as an anchor. It attaches me to the real world of society and love and humanity …  So I feel good to return to gravity, where I am something outside of my imagination. I am home. And life is an orchard. No matter how far I wander, there will always be a bed and food.

    tornare a casa è come un’ancora, un posto dove ci sarà sempre cibo ed un letto disponibile, un posto dove ritornare alla gravità, fuori dalla mia immaginazione…

    ma tempo dopo scriveva che non riusciva più a considerare neanche la California, casa sua, come “il ritorno a casa” e che gli sembrava che le uniche cose concrete che rimanessero fossero la ricerca di una chiave di una stanza, un materasso dove dormire  e la sua immaginazione…

    dopo ieri sera mi sono chiesta se più che la nostalgia a tenerci legati alla nostra terra non sia la paura di volare via come un vagabond Child’ s ballon in a state of uncontrolled drift… che non sia solo la necessità di ancorarsi a qualcosa che abbia la parvenza della concretezza?

    voi che dite?

    pensieri vaganti…

    ps: leggerò presto il libro nella speranza di trovare risposte.

    topobiche_81

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