mercoledì 21 Ottobre 2020

Libero e con LIBERA

Negli ultimi giorni in Basilicata è partita l’ennesima indagine sui presunti abusi/favoritismi/clientelismi della nostra classe politica regionale con particolare riferimento alla sanità. Ho registrato che ormai la cosa non fa più scalpore. Siamo assuefatti da mesi di parole su toghe di lucane e simili. Molti scrivono e affermano che è tutta una bufala perché i reati non sussistono. Rimane un’unica certezza: anche solo per assicurarsi un trattamento adeguato negli ospedali lucani devi conoscere il mammasantissima di turno.

Evitando di riscrivere cose già dette vorrei soffermarmi su altre cose che ho potuto leggere ultimamente sui giornali lucani e che rappresentano, secondo me, una delle mille sfaccettature di questa complessa vicenda. Molti importanti personaggi legati alle istituzioni non hanno esitato a sparare a zero su don Marcello Cozzi, responsabile regionale di LIBERA, che noi montesi.net conosciamo bene per averlo avuto come ospite di un incontro questa estate. Don Cozzi sarebbe uno che fantastica, che esagera su numeri e cifre e che inventa pur di fornire un’immagine disastrata della Basilicata senza riuscire a indicare colpevoli. Un giornalista stipendiato dal S.Carlo di PZ (ultimamente crocevia di numerose indagini) addirittura tira in ballo don Cozzi per l’affare Contrada (si chiede la grazia per un servitore dello stato condannato per mafia) facendolo apparire un giustizialista forcaiolo privo di quell’ atteggiamento umanitario che si dovrebbe avere per una persona anziana in carcere.

Insomma mi sembra si faccia di tutto per screditare una persona che ama la Basilicata e si adopera quotidianamente per noi lucani delegittimando la sua figura usando argomenti che non stanno né in cielo né in terra.

Con tutti voi vorrei condividere alcune mie riflessioni:

che alcune vicende lucane siano nel buio assoluto dopo decenni è un fatto

è compito di magistratura e polizia trovare e indicare colpevoli, non certo di un prete (anche se impegnato nella lotta alla mafia e all’usura)

don Cozzi è stato ritenuto da un’importante giuria meritevole del premio nazionale Borsellino per la legalità

mai sentito o letto nessuna dichiarazione di don Cozzi su Contrada e l’inopportunità di concedergli una grazia (e secondo me sarebbe sacrosanto negare la grazia a un mafioso in un paese come l’Italia che non sa cosa sia la certezza della pena). E comunque se don Cozzi è forcaiolo giustizialista allora cos’è Rita Borsellino?
Forse ci sono secondi fini per i quali tirare in mezzo don Cozzi per parlarne male è più utile del tirare in mezzo la Borsellino?

Difendere medici e politici quando sono solo sotto indagine e non è stato provato nulla è sacrosanto e giustissimo. Mi chiedo però… tutti questi difensori d’ufficio dov’erano qualche mese fa quando il rispettabilissimo dottore Carlo Gaudiano (autore del libro Consulenze d’Italia) è stato licenziato dall’ASL di Matera senza nessuna giusta causa?
Una delle poche voci a intervenire fu la dott.Viola, presidente dell’associazione donatori midollo osseo.
Senza mai essere stato condannato per nulla il dott. Gaudiano è stato licenziato solo perché autore di libri che denunciano lo stato della sanità lucana. Per inciso il suo ultimo libro (il primario portaborse) parla appunto di quelle vicende (scambi di favori, primari politicizzati, concorsi aumm aumm) che ritroviamo pari pari nelle intercettazioni di questi ultimi giorni. Mi sembra almeno strano mostrare atteggiamenti umanitari per Contrada e non spendere neanche una parola per Gaudiano. Forse a pensar male si indovina sempre?


Commenti da Facebook

12 Commenti

  1. patty

    Guarda Ciffo, provo solo indignazione,angoscia, e frustrazione nel leggere questo post.. .. Mi sento che le cose non hanno via d’uscita.. questo tunnel non troverà mai luce… continueranno sempre ad esserci i furbi ( chiamiamoli così) di turno, coloro che tutto possono e tutto fanno… e tutto nascondono… a loro comodo e piacere.Le cose difficilmente cambieranno se continuiamo su questa strada… Forse sono esagerata, ma sono convinta che solo con una presa di posizione, solo con una rivolta ( pacifica) si possa sperare di ottenere un qualche risultato… altrimenti convinciamoci e mettiamoci l’anima in pace che qua si marcia così.. ( vedi caso De Magistris..) chi è De Magistris? voi ne sentite ancora parlare? tutto quel polverone…. svanito nell’aria… e così sarà per ogni cosa.. cadrà inesorabilmente nel domenticatoio… ( ovviamente perchè si vuol farla cadere a tutti i costi nel dimenticatoio!!!! ) Una cosa assurda ho sentito lunedì sera… niente meno che il Sign. sindaco di Matera, ha denunciato Gian Loreto Carbone,( giornalista di chi l’ha visto?)che ha svolto le indagini a proposito del caso dei ” fidanzatini di policoro” …allora … che potrei aggiungere… nulla! i fatti si commentano da soli… ( a questo credo che faceva riferimento Wiseman nò? )

    Saluti

    Patrizia

    1. vince_ditaranto

      Ciao cara Patty,

      condivido la tua frustrazione, e a volte anch’io penso non ci siano soluzioni.

      Il cosiddetto “sistema” è così incancrenito che ogni reazione sembra vana.

      Certo ad oggi possiamo solo “denunciare” il più possibile, ma guardando al nostro futuro, se ci pensi un attimo, la soluzione c’è ed è abbastanza semplice.

      E’ semplice se tutti seguissimo un semplice decalogo con poche regole.

      1- Non rivolgersi mai a nessuno, soprattutto se è un politico, per un lavoro.

      2- Dire sempre quello che pensi, e denunciare l’illegalità in tutte le sue forme.

      3- Alle elezioni se non c’è nessuno che ti rappresenta, condizione condivisa dal 99% della popolazione, non andare a votare.

      Cara Patty, non so quanti anni hai e cosa fai nella vita, ma se seguirai e farai seguire ad amici, parenti e soprattutto ai tuoi figli, queste semplici regole il cancro sarà finalmente debellato. Se tutti iniziassimo a fare così ogni giorno della nostra vita allora la nostra terra non avrà più bisogno di eroi.

      Io sono ottimista.

       

      1. patty

        Io pure sono un’ inguaribile ottimista ,ti dò pienamente ragione ma il bello è che ogni cosa più sembra facile, e banale, tanto più è difficile(impossibile…)

        … questo è il nostro sistema. Forse ,come dici tu,dovremmo solo iniziare a dire ciò che pensiamo senza paura, a comportarci noi per primi come vorremmo si comportassero gli altri.. e il nostro comportamento varrebbe più di mille parole..chissà..

        Pat’

         

         

  2. drago

    Vorrei esprimere solidarietà a Don Cozzi.

    Non ho visto “Chi l’ha visto?” lunedì. Che hanno detto?

    Per quanto riguarda De magistris ho  letto  che la discussione  circa l’eventuale trasferimento  è slittata all’ undici gennaio. Per la Forleo non so quando si deciderà. 

     A proposito della ribellione  di cui parlava Patty, vorrei segnalarvi un articolo scritto da una ragazza del movimento ” Ammazzateci tutti” sulle trappole morali in cui si può cadere. Questa povera ragazza è morta nel dicembre scorso. Si chiamava Valentina Barranca

     

    La percezione di una smagliatura della terra in cui viviamo, di una falla piccola o grossa, di un “vizio di forma” che vanifica uno od un altro aspetto della nostra civiltà o del nostro universo morale mi ha portato a scappare dalla mia “trappola interiore” e a capire che non si poteva più stare immobili davanti al processo di degrado nella quale la Calabria ne sta diventando protagonista.
    E’ facile comprendere che il degrado al quale faccio riferimento è la criminalità organizzata che sega, rompe il paradiso di ricchezze che la nostra terra possiede.

    Ed allora ecco che ho deciso di combattere in due modi: il primo unendomi alle idee di Aldo Pecora, di Rosanna Scopelliti, di Mario Congiusta e di tutti gli amici che non ho ancora avuto la fortuna di conoscere; il secondo è stato quello di avvicinarmi formalmente alla politica perché anche io nel mio piccolo devo cercare di cambiare certe mentalità.

    Sono cresciuta con il mito di una donna, una condottiera di pensiero: Anna Kuliscioff, la dottora dei poveri, una donna eccezionale che riunì in sé l’impegno politico e scientifico con una grande capacità d’amore e con l’obiettivo di creare una società giusta. 
    Anna tuttora illumina la mia vita come un faro di luce spirituale, come una fonte inesauribile di energia e di coraggio morale, come l’esempio stesso della dignità che non transige, della coscienza che non abdica. 
    Ed ecco che anch’io voglio lottare proprio perché la mafia non è più una sofferenza emarginata alle singole famiglie straziate dal dolore, ma è una comunità semmai emarginata, perseguitata e terribilmente offesa.Il primo risultato a mio avviso lo abbiamo ottenuto, ovvero, quello che dalla cronaca siamo riusciti a passare alla storia, perché ci siamo uniti, perché il dolore individuale è diventato quello collettivo e la  rabbia di una singola persona è diventata la rabbia di tutti.
     
    Continueremo insieme a dar senso al presente investendolo con la luce  che proviene dallo scandaglio del passato, passato colto nella sua lacerazione e nel suo doloroso trapasso; luce sinonimo di onestà che  continuerà ad illuminare il nostro futuro
    E’ stata proprio la realtà che ci ha conservato il passato, il penetrare nei suoi risvolti, nelle sue perplessità, nelle sue ambigue contraddizioni che ci hanno dato la forza per ribellarci per non arrenderci di fronte a quell’affermazione e apatia che la ‘ndrangheta sembrava ineluttabilmente aver  prodotto.

    La nostra è una ribellione, una guerra contro la mafia e se lottiamo, come Levi ci suggerisce, non vuol dire che siamo disperati,ma lottiamo perchè abbiamo una metà da raggiungere, perché la Calabria non si deve più proporre come una realtà a parte, corpo isolato nei suoi mali.

    Basta porgere il collo delicato alla corda dello strangolatore: basta!

    Basta limitarci a sopravvivere, continuiamo ad unire le nostre idee e le nostre forze, lavoriamo insieme perché “insieme si può smontare un muro che non ci fà vedere il mare”, insieme si può costruire mattone dopo mattone una calabria per sognare.
    Mi rivolgo alle autorità, ai politici, alla giustizia: Non lasciateci soli, aiutateci in questa lotta, dedicateci del tempo realizzate le nostre idee nuove, fresche…
    debelliamo ogni forma di criminalità organizzata, tagliamo le gambe a chi pensa di aver in mano il futuro della Calabria, non è così! Il futuro come lo è già il presente è nelle nostre mani e noi lo difenderemo  a tutti i costi.
    Esaltiamo le qualità della nostra terra di Calabria non pensate che è anche questo un modo per debellare la ‘ndrangheta? E se ancora qualcuno della nostra classe dirigente è assente o paradossalmente lontano dai nostri obiettivi, sarà questo un motivo per non chiamarle? Non risvegliarle? Non sarà giunto il momento?

    Vorrei con questo mio articolo far capire che nessuno di noi giovani è spinto da una motivazione diversa da quella idealistica, le nostre idee non sono strumentalizzate da alcun tipo di ente o istituzione, ma sono fondamento di libertà e indipendenza che ci viene negata  o ci viene meno dalla crescita della criminalità organizzata, siamo ragazzi in pieno fermento, animi “infiammabili” personalità “rivoluzionarie”, desiderose di cambiamento, che tentano di dare una chiarificazione teorica al proprio dissenso e alla lotta per le libertà.
    Le nostre idee sono concrete come concreto è il rapporto di comunicazione diretta che vorremmo stabilire con la giustizia, con lo Stato, portando alta la bandiera di chi sta soffrendo per la mafia; è stato proprio questo dolore che ci ha unito ed è dal popolo,dal basso che le nostre forze iniziano a raccogliere i propri frutti, ad udire il proprio eco!

    Quello che vogliamo è libertà, giustizia ed onestà. Affinché mai più nessuno debba versare lacrime amare.

     

    Valentina Barranca
    pubblicato su “Nuova Calabria” del 3 dicembre 2006

    ci sono degli spunti interessantissimi sulla voglia di cambiare cose che ci sembrano più grandi di noi.

    mario

     

  3. lazarum

    la relatà è sotto gli occhi di tutti, i raccomandati avanzano a testa alta nel paese acquistano abiti e macchine nuove, si sposano e si riproducono, per quello che costa avere un figlio “loro” sono quelli che potendo averne 4/5 decidono di averne 1 per non rovinarsi la vita…ed igravidano le compagne stese in letti con lenzuola di versace al caldo delle loro belle case,”loro” possono accedere alla biodiversificazione del genere umano sempre più omologo, figli di figli di put.a.a di gente che senza scrupoli si mangia tutto e per gli “altri” non lascia nemmeno le briciole. La legalità è un sogno viviamo in un paese stracarico di ragazzi di talento che per sopravvivere devono fuggire come profughi o chinare il capo ai voleri del signorotto politico di turno, che promette e si ingrassa, ragazzi con idee e volontà di fare che devono ripiegare con dignità su quello che capita. La verità è questa senza RACCOMANDAZIONI da noi non si va da nessuna parte. Una bella schifezza, la spazzatura che in Campania è per le strade qui è nell’animo di certa gente, azzardatevi a fare nomi e cognomi e vi troverete fuori da ogni possibilità lavorativa, altro che bulgaria…ti schedano, e meno male che gli spioni non mancano ascoltano e riferiscono di questo o di quello…signorine sciacquette, inoriddisco davanti a tanta stupidità, amo il mio paese, amo la mia regione. Combatto la mia piccola battaglia della legalità, lavorerò onestamente guadagnando pochi soldi, ma senza togliermi il cappello e facendo riverenze da lecc.cul. amo la mia regione terra di briganti torneremo a combattere? Poco ci credo, facile demagogia e niente più che pallidi ricordi delle lotte operaie le stesse persone che combattevano oggi sono dirigenti che rubano…Sdegno e raccapriccio.

    ciffo condordo in pieno.

  4. ciffo

    Oggi il giornalista di cui parlo nel post (Ugo Maria Tassinari, Responsabile Ufficio Stampa dell’Ospedale S.Carlo di Potenza) è uscito con un altro articolo in cui scrive:
    […]Il giorno in cui Michele Cannizzaro, di cui mi onoro di essere stato collaboratore, mi ha chiamato all’ufficio stampa dell’ospedale mi sono immediatamente dimesso dal giornale che nei tre anni successivi ha avuto una sola inserzione dal S.Carlo.[…]
    […]Io e molti altri quadri e dipendenti del S.Carlo siamo addolorati per aver perso un capo di grande spessore, carisma, dedizione e spirito di missione ma sono convinto che è l’intero sistema sanitario regionale e la gente che ne usufruisce ad aver subito una perdita secca[….]

     
    magari abbiamo tutti qualche dubbio in meno? giudicate voi!

  5. gianni

    Il clientelismo, il parentelismo e l’assistenzialismo sono situazioni tipiche della nostra cultura. Sicuramente non ha origine nella nostra classe politica ma, sono convinto, che la politica sfrutta questa nostra caratteristica per acquisire consensi. Purtroppo siamo abituati ad apprezzare il politico più per quello che fa nei nostri confronti è non per quello che fa nei confronti della nostra comunità.

    Non credo sia neanche una prerogativa di destra o di sinistra. In questo sono terribilmente uguali. Qui tutto parte da noi, dal nostro modo di pensare. Quello che fa più incavolare è che gli stessi politici si sforzano affinchè questa nostra cultura si radichi profondamente in noi. Si perchè loro devono sempre e comunque inseguire quel consenso quindi cercano di raccomandarti anche per farti fare un semplice operaio.

    Concordo pienamente quanto detto da Corvo. Se tutti seguissimo quei tre punti allora veramente la nostra condizione avrebbe un punto di svolta. Allora si che forse potremmo anche pensare a questo benedetto sviluppo economico. Invece siamo parte integrante di un sistema che penalizza i meritevoli e che valorizza i parenti e amici di … meritevoli e non. Caro Corvo quei tre punti, a mio avviso, sono le uniche condizioni per pensare ad uno sviluppo della nostra terra ma, credo, sia pura utopia. Almeno a mio avviso non siamo ancora maturi per questo, non credo che tutti siano disposti a seguire quei tre punti.

    Comunque nella vita bisogna essere sempre ottimisti, bisogna sforzarsi di cambiare le nostre brutte abitudini. Cerchiamo di iniziare a seguire i tre punti di Corvo. Chissà forse è la volta buona.   

  6. drago

    Ancora una volta si registra un’inaccetabile rassegnazione. Ancora una volta si registra un atteggiamento di timidezza. Ancora una volta si cade nella trappola per cui ognuno si autoassolve, magari impegnandosi nel piccolo, ma dichiarandosi inerme nella dimensione colletiva. Sembriamo degli anziani, che con nostalgia vedono ciò che è stato fatto in passato senza possibilità di impegnarci nel presente. Corvo sei troppo generico quando dici denunciare l’illegalità.io sarei più chiaro, è necessario scendere in piazza quando si organizzano degli eventi per la legalità. Ci sono varie associazioni che sono impegnate in questi mesi in questa direzione. Perchè non seguire queste iniziative e protestare? Penso ad esempio a Beppe Grillo o a Libera. Perchè non dire alle nostre istituzioni, alle associazioni locali che vogliamo dei momenti per discutere di questi problemi. possiamo chiedere ad esempio ai nostri parroci di fare un accordo di impegno per educare alla legalità in cui ognuno dà un piccolo contributo. Potenza l’ha fatto. E’ difficile tutto questo?

    Proporrei di seguire le parole di Valentina Barranca della lettera sopra riportata: 

     “Vorrei con questo mio articolo far capire che nessuno di noi giovani è spinto da una motivazione diversa da quella idealistica, le nostre idee non sono strumentalizzate da alcun tipo di ente o istituzione, ma sono fondamento di libertà e indipendenza che ci viene negata , siamo ragazzi in pieno fermento, animi “infiammabili” personalità “rivoluzionarie”, desiderose di cambiamento, che tentano di dare una chiarificazione teorica al proprio dissenso e alla lotta per le libertà”
     Mario

  7. ciffo

    Mentre il CSM sta decidendo se punire/trasferire De Magistris, la procura di Salerno ha iscritto nel registro degli indagati i principali accusatori di De Magistris ipotizzando parecchi importanti reati tutti commessi al fine di delegittimare l’operato del PM di Catanzaro.
    Tra gli indagati anche quel Chiaravallotti che in una telefonata diceva queste “belle” cose su De Magistris e che, nonostante tanta mafiosità, opera ancora tranquillo e strapagato al suo posto di vice-presidente dell’Authority per la privacy:

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    Un articolo sull’argomento:
    Tutti i nemici di De Magistris

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