martedì 17 Settembre 2019

Depuratori, in Basilicata 16 sono fuorilegge

Sono 16 gli agglomerati urbani, all’interno dei quali insistono uno o più depuratori cittadini, ancora in infrazione comunitaria. Per i quali, cioè, l’Ue ha ravvisato irregolarità o non conformità alle norme comunitarie. Il recente caso del malfunzionamento del depuratore di località Ogliastro, a Maratea, con annesso doppio divieto di balneazione poi revocato, non ha fatto altro, dunque, che riproporre in tutta la sua attualità il problema relativo alla depurazione in Basilicata. L’infrazione comunitaria di cui si parla è la 2014-2059 che ha imputato alla Basilicata 40 agglomerati come non conformi alla Direttiva 91-271 Cee. Di questi, allo stato attuale, 24 risultano conformi ai valori limite imposti dal decreto legislativo 152-06, mentre 16 non lo sono ancora. Non si parla di depuratori, ma, appunto, di agglomerati urbani.

 

Per intenderci, è di scuola il caso di Matera, dove è in infrazione l’agglomerato che contiene ben 5 depuratori. Di recente ci sono state alcune novità legislative in merito, con l’approvazione dell’articolo 4-septiese della legge 55-19, che ha convertito in legge il decreto 32-19 sul rilancio del settore dei contratti pubblici per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, che ha esteso l’operato del commissario straordinario unico anche alle altre due procedure d’infrazione in materie di acque reflue urbane, tra le quali, appunto, anche la 2014-20159. Al di là del dettato normativo, che, pure è importante, ma ovviamente riguarda gli addetti ai lavori, quali sono gli agglomerati lucani ancora in infrazione? Si tratta di Acerenza, Atella, Barile, Bella, Chiaromonte, Genzano di Lucania, Grassano, Irsina, Matera, Pescopagano, Pietragalla, Pisticci, Pomarico, Rionero in Vulture, Salandra e Tricarico, mentre per altri 24 si è raggiunta la conformità.

In quest’ultimo casa si tratta degli agglomerati di Baragiano, Bernalda, Ferrandina, Francavilla sul Sinni, Latronico, Lauria, Moliterno, Policoro, Rivello, Ruoti, Sant’Arcangelo, Forenza, Maratea, Marsicovetere, Miglionico, Montescaglioso, Muro Lucano, Oppido Lucano, Potenza, San Fele, Stigliano, Tursi, Vaglio di Basilicata e Vietri di Potenza. Per i 16 agglomerati non conformi si prevede che Grassano lo diventi entro il 2019, Pescopagano entro il 2021, 6 entro il 2022 (Acerenza, Genzano di Lucania, Irsina, Matera, Pietragalla e Tricarico) e 8 entro il 2023 (Atella, Barile, Bella, Chiaromonte, Pisticci, Pomarico, Rionero in Vulture, Salandra). Il caso più emblematico è quello della città dei Sassi, dove l’agglomerato è non conforme all’articolo 4 della direttiva 91/271 Cee. Il 93 per cento del carico collettato confluisce agli impianti di trattamento e il 7 è raccolto e trattato con trattamento primario.

Per siffatto agglomerato sono stati proposti interventi, risolutivi della procedura, per l’adeguamento degli impianti di Borgo Venusio e La Martella, con un costo di investimento di 1 milione di euro, finanziato a valere sul Po-Fesr Basilicata 2014-20; il potenziamento dei depuratori a servizio dell’abitato di Matera, in località Sarra, per un costo di investimento di 4 milioni e 490mila euro; il potenziamento dei depuratori a servizio dell’abitato di Matera, in località Pantano, per un costo di investimento di poco meno di 5 milioni e il potenziamento dei depuratori di località Lamione, per un investimento di 1 milione e 813mila euro. L’inizio dei lavori è previsto per il mese di giugno 2020 con ultimazione e la raggiunta conformità dell’agglomerato per dicembre 2022.

In provincia di Potenza, invece, spicca il caso di Rionero in Vulture, dove, come a Matera, l’agglomerato è non conforme all’articolo 4 della direttiva 91/271 Cee, mentre è conforme all’articolo 3, poiché il 100 per cento del carico collettato confluisce agli impianti di trattamento. È prevista la realizzazione di un impianto consortile a servizio dell’abitato di Rionero in Vulture e di Atella e la realizzazione dei relativi collettori fognari afferenti per ridurre i costi gestionali e migliorare l’efficienza depurativa. Il costo di investimento è di 4,5 milioni di euro a valere sul Po-Fesr 2014-20. L’inizio dei lavori è previsto per ottobre 2020 e l’ultimazione degli stessi, con la raggiunta conformità dell’agglomerato, per aprile 2023.


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