CREMATORIO A MONTESCAGLIOSO: I FUORVIANTI ARGOMENTI DELLA CALDAIA CONDOMINIALE E DEL PUBBLICO SERVIZIO

 
   


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CREMATORIO A MONTESCAGLIOSO:

I FUORVIANTI ARGOMENTI DELLA CALDAIA CONDOMINIALE E DEL PUBBLICO SERVIZIO

 

L’attuale Amministrazione (vedi intervista TG3) continua a tentare di rassicurare la comunità affermando che gli agenti nocivi provenienti dall’impianto di cremazione siano per “similitudine” equiparabili alle emissioni di una caldaia condominiale.

Su tale specifico aspetto si è tuttavia perentoriamente pronunciata la Lega Italiana Lotta Tumori (LILT) che, chiamata in causa su un identico progetto – poi sventato – nel Comune di Botrugno (Le), ha invece inequivocamente affermato (pag. 2 dell’allegato) come

assolutamente fuorviante ci appare l’affermazione evidenziata in grassetto “le tecnologie adottate permettono di dichiarare che l’impianto produce delle emissioni in atmosfera paragonabili ad una caldaia al servizio di un edificio di circa venti unità abitative, con assenza di emissioni o esalazioni percettibili”. E’ un esempio del tutto fuori luogo, considerato il fatto che le caldaie bruciano combustibile fossile (con emissioni di un certo tipo, pur pericolose) mentre il forno crematorio brucia materia organica, con emissioni di ben altra portata (diossine, metalli pesanti, ecc.). Né può tranquillizzare l’affermazione che le emissioni di gas di combustione saranno in conformità ai limiti di legge, tenuto conto delle più recenti acquisizioni scientifiche in materia ambientale, per cui è universalmente riconosciuto che il danno biologico si cumula nel tempo e pertanto non conosce soglie di sicurezza. … La salute e la qualità della vita delle persone e del territorio sono valori fuori mercato, incommensurabili. A malattie sopraggiunte e a inquinamenti diffusi e persistenti, qualsiasi azione è fuori tempo. Piuttosto che interventi a posteriori di abbattimento e di bonifica delle conseguenze (i luoghi contaminati), di cura e di assistenza (le persone che si ammalano), conta ispirarsi ai principi di prevenzione e di precauzione, anche perché la scienza ha ormai indiscutibilmente dimostrato che non esiste un livello-soglia “sicuro”, al di sotto del quale non sono evidenziabili effetti dell’inquinamento sulla salute” (consulta documento su https://it-it.facebook.com/ComitatoNoFornoCrematorioBotrugno).

Le superiori considerazioni valgono tanto più per Montescaglioso la cui collocazione geografica la rende già crocevia di miasmi ed emissioni provenienti dalla cementeria di Matera e dall’ex Ilva di Taranto.

In un’analisi costi-benefici che sempre deve accompagnare qualsiasi scelta anche di una pubblica amministrazione, le osservazioni lucidamente esposte nel documento della LILT (in uno con gli ulteriori report ed indagini già indicati nel precedente comunicato) dovrebbero rappresentare la leva dei costi (sociali) a fronte invece di un beneficio che si sostanzia nell’introito per la casse comunali di circa € 50.000 per anno.

Anche l’argomento del servizio pubblico appare infatti assolutamente evanescente.

Qual è la necessità di importare 700 salme da tutta la Basilicata e regioni limitrofe laddove la domanda proveniente da Montescaglioso non dovrebbe superare le 10 richieste per anno?

In sostanza l’attuale Amministrazione decide deliberatamente ed in sordina di esporre i cittadini montesi all’azione di pericolosi agenti patogeni per rendere tuttavia un servizio pubblico alle comunità limitrofe che peraltro hanno rifiutato l’impianto nel loro territorio!

E’ ovvio pertanto che si tratta di un macroscopico business attorno al quale ruotano enormi interessi.

Così come accaduto per il Comune di Botrugno, (https://it-it.facebook.com/ComitatoNoFornoCrematorioBotrugno) ove l’Amministrazione, incalzata da un comitato cittadino, si è resa conto dell’enorme scompenso tra costi e benefici ed ha poi ragionevolmente deciso di desistere dal progetto, invitiamo i consiglieri comunali ed i cittadini di Montescaglioso, quali unici depositari del mandato elettorale, a richiedere la indizione di una consultazione (art. 49 Statuto) o di un referendum consultivo (art. 51 Statuto)  in modo tale che una scelta così importante – stranamente non preannunciata ed enfatizzata neppure sui social (art. 12 Statuto) – possa essere frutto di attenta ponderazione, discussione e pacato confronto.

il Coordinamento

Avv. Rocco Ditaranto, Prof.ssa Margherita Lopergolo, Rag. Nicola Sulla, Dr. Cosimo Nobile, Dr. Vincenzo Miraglia, Rag. Vincenzo Ditaranto

 

AREA MODERATA (https://www.facebook.com/Area-Moderata-Montescaglioso-1663680350592918/)

 

Statuto Comune di Montescaglioso (http://www.comune.montescaglioso.mt.it/attachments/article/8/statuto.pdf)

 

 


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