martedì 22 Settembre 2020

NUOVI AIUTI ALLE AREE SVANTAGGIATE: CON LA FINANZIARIA 2007 ARRIVANO LE ZONE FRANCHE URBANE

Le Zone Franche Urbane (ZFU) sono aree infra-comunali di dimensione minima prestabilita dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per la creazione di piccole e micro imprese. Obiettivo prioritario delle ZFU è favorire lo sviluppo economico e sociale di quartieri ed aree urbane caratterizzate da disagio sociale, economico e occupazionale, e con potenzialità di sviluppo inespresse.
L’iniziativa nasce dall’esperienza francese delle Zones Frances Urbaines
, lanciata nel 1996 e oggi attiva in più di 100 quartieri.

In questa prima fase pilota, l’istituzione di un numero limitato ZFU nelle città italiane prevede agevolazioni fiscali e previdenziali per rafforzare la crescita imprenditoriale e occupazionale nelle piccole imprese di nuova costituzione ivi localizzate. Tali agevolazioni consistono in:

  • esenzione dalle imposte sui redditi per 5 anni
  • esenzione dall’IRAP
  • esenzione dall’ICI
  • esonero dal versamento dei contributi previdenziali

 

In misura minore e circoscritta, è previsto anche il sostegno ad imprese già operanti nelle medesime aree.

Nel suo disegno definitivo, il dispositivo approvato estende l’ammissibilità ai benefici ad aree urbane, caratterizzate da significativi fenomeni di disagio sociale, localizzate in città sull’intero territorio nazionale.

La decisione del Governo di inserire Matera nell’elenco delle città che beneficeranno della istituzione della Zona Franca urbana rappresenta una buona notizia per il rilancio dell’economia della Città ed un concreto aiuto per la nascita di nuove imprese che potranno beneficiare di esenzioni dei carichi fiscali e contributivi, affrontando le sfide dei mercati con maggiore competitività.

“La scelta di istituire a Matera una zona franca urbana può certamente contribuire al rilancio dell’economia locale e va quindi salutata positivamente”. E’ quanto sostiene l’assessore alle Attività produttive della Regione Basilicata, Vincenzo Folino, che esprime “soddisfazione per una decisione che il Consiglio regionale aveva sostenuto con un ordine del giorno votato all’unanimità il 31 luglio scorso, e che mi auguro possa aiutare in particolare la riconversione delle aziende in crisi del settore del mobile imbottito”. “E’ del tutto evidente – continua l’assessore – che proprio in un settore così provato dalla congiuntura sfavorevole di questi mesi, i vantaggi della zona franca urbana potrebbero contribuire a contenere gli effetti di una crisi che si presenta in maniera sempre più grave e contraddittoria.

I commenti, però, non sono tutti positivi. “La scelta di Matera per l’unica Zona Franca urbana destinata alla Basilicata rappresenta una pesante discriminazione nei confronti delle comunità della Val d’Agri-Sauro e soprattutto non tiene in nessuna considerazione le oltre 30 mila firme di cittadini a sostegno di una petizione popolare promossa dal Csail nel 2005 per l’istituzione di una Zfu in Val d’Agri”. E’ quanto afferma in una nota per la stampa il presidente del Csail, Filippo Massaro, precisando che “non si vuole alimentare una battaglia di campanile o di contrapposizione tra Potenza e Matera e le rispettive Province, di cui non c’è alcun bisogno. Si intende piuttosto sostenere le legittime aspettative del “popolo del petrolio” ancora in attesa di sviluppo e lavoro. Si è persa – aggiunge Massaro – una grande occasione per contribuire al superamento della situazione di squilibrio socio-economico che si registra nella nostra regione con aree sempre più ricche e aree sempre più povere, nonostante macrofornitrici di petrolio ed acqua. Sin dal primo momento abbiamo sottolineato che per i problemi della città di Matera, in particolare quelli relativi alla crisi dell’industria del salotto, ci sono stati altri canali da perseguire attingendo ai fondi dell’Accordo di Programma sul Polo del salotto e a nuovi strumenti per favorire la reindustrializzazione. La Zfu – continua – nel comprensorio del petrolio avrebbe consentito la maggiore competitività del territorio grazie alla riduzione del carico fiscale, attraendo nuovi investimenti industriali, e avrebbe finalmente garantito ai residenti il costo più basso dei carburanti alle stazioni di servizio. Dall’altra parte – conclude Massaro – né la Giunta regionale né i Comuni interessati hanno mosso un dito per evitare lo “scippo” a Val d’Agri-Sauro. Specie i sindaci, sottovalutando la portata della Zfu, hanno dimostrato di preferire la spesa delle royalties per qualche lampione in più in paese o qualche marciapiede”.

Tutto questo però rimmarrà campato in aria se la Commissione europea sulla Concorrenza sleale non consente l’effettiva entata in vigore dei benefici previsti.


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