venerdì 27 Novembre 2020

La fascinosa via micaelica collega la Murgia all’anima

«Una via micaelica della Murgia. Una strada che colleghi i santuari rupestri dedicati a San Michele Arcangelo costituirebbe una nuova proposta culturale e religiosa intrigante». È la proposta lanciata dall’associazione di promozione culturale AlGraMà.

L’itinerario storico e sacro si è arricchito di recente ad Altamura con il restauro del sito rupestre di San Michele arcangelo in via Madonna della croce e acquisirà un ulteriore tassello con il recupero del complesso di Fornello, in via Santeramo.

Una via del santo è l’idea di Gianni Moramarco, basata sul concetto molto semplice – eppure spesso ostacolato nel farsi largo – che solo unire il territorio può dare opportunità a tutti. Altrimenti, se prevalgono le rivalità di campanile, tutto si disperde.

Sarebbe un itinerario appulo-lucano che partirebbe da Montescaglioso, dove sorge la superba abbazia benedettina di San Michele, e proseguirebbe a Matera, dove si contano numerose chiese rupestri databili ai secoli IX e X. Sul versante murgiano barese a Santeramo c’è la grotta di Sant’Angelo. Nel centro urbano di Altamura, in via Madonna della Croce, ecco la chiesetta di San Michele Arcangelo, ricavata nella roccia e frequentata sin dal X secolo. Un restauro recente dell’Abmc (ente proprietario) e gli interventi del Comune consentono di salvaguardare gli affreschi minacciati dalle infiltrazioni di acqua e di pensare ad una fruizione in un futuro prossimo. Nella proposta di itinerario non può mancare Gravina con il sito di San Michele delle Grotte, la cattedrale scavata nella roccia, dalla ricca storia. Solo per restare nell’ambito altamurano, inoltrandosi nel vasto territorio, a titolo esemplificativo si possono citare pure la cripta dell’Angelo di Masseria Jesce o il complesso rupestre di Sant’Angelo, a Fornello, sulla via per Santeramo (km 6). In quest’ultimo urgono interventi di messa in sicurezza e protezione e di restauro conservativo. Il bene è di proprietà privata e riveste importanza per i cicli pittorici bizantini del XII, XIII e XIV presenti nella cripta della chiesa, a rischio di scomparsa. La buona notizia per il sito di Fornello è l’assegnazione di un finanziamento di 50.000 euro dalla Regione , nell’ambito dell’avviso pubblico per il recupero o il restauro in urgenza di beni del patrimonio culturale di enti pubblici e privati. A comunicarlo è stato il consigliere regionale uscente Enzo Colonna. Con questa misura sono stati già finanziati tre interventi: uno di questi è proprio il recupero del sito ipogeo in via Madonna della Croce (Abmc); gli altri, della diocesi, sono la sistemazione della cappella in via Madonna della Croce e la manutenzione della chiesa della Madonna del Buoncammino attualmente in corso.

A Fornello le opere previste «sono la realizzazione di rampa di accesso con passerella antiscivolo, la realizzazione di misure di protezione all’ingresso della chiesa/grotta, la realizzazione della copertura del dromos di accesso alla grotta, l’impermeabilizzazione del banco tufaceo costituente il soffitto della porzione est del complesso ipogeo (maggiormente esposta alle infiltrazione di acqua piovana), la realizzazione di pavimento grigliato e di soppalchi all’interno della grotta per agevolare la visita e gli interventi di studio e ricerca e di conservazione e restauro».

 
 
 

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