giovedì 03 Dicembre 2020

FORZA OBAMA

Sono passati quasi quattro anni. Ricordo l’amarezza di quella notte che a sorpresa riconsegnò la Casa Bianca a George Bush junior, il peggior presidente degli Stati Uniti degli ultimi cinquant’anni, se non di più.
L’influenza di Bush ha cambiato il mondo. Quest’uomo ci lascia con tre guerre – quella in Iraq, quella in Afghanistan e la guerra del terrore – più l’eredità dell’attacco preventivo”.
Dopo otto anni di dominio repubblicano, ora la speranza in un cambiamento (la quota di cambiamento consentita dalle strette maglie del Sistema Americano) ha il nome di Barak Obama, che ha concrete possibilità di diventare il primo presidente degli Stati Uniti dalla pelle scura. Auguriamoci che vinca, che non lo uccidano, che si riveli all’altezza delle aspettative anche se, nonostante i buoni propositi parliamoci chiaro, è innegabile che il loro essere “frontman”di un gruppo di corporation che di fatto li sostengono e che lottano perchè prendano il potere in modo da poterne beneficiare non potrà cambiare di molto la situazione, si cambia nella forma ma non nella sostanza.

Comunque scommetto su di lui……..voi che ne pensate?

Obama potrà cambiare il mondo? SI O NO? Aspetto i vostri commenti.


Commenti da Facebook

25 Commenti

  1. lomfra

    ..concordo con te che Bush junior non è stato affatto un buon presidente, ma penso che non sia stato neanche il peggiore, non dimentichiamo Nixon di cui questo governo ha fatto una campagna di riabilitazione e che ha sprofondato il mondo nei tassi di cambio variabile, causa che fece subire un enooorme incremento del debito pubblico degli Usa.

    Bush junior ha fatto peggio di Bush Senior, ma le colpe sono senzaltro da ripartire equamente in tre perchè non possiamo dimenticare Donald Rumsfeld (segretario alla difesa) e Richard Cheney (vice presidente) uomini imposti al governo Bush secondo logiche di partito (o di lobbies) e che a loro volta hanno imposto e “consigliato” l’attuale presidente americano.

    Cero Obama non può distaccarsi dagli interessi di chi lo sostiene, ma può cmq fare la differenza, innanzitutto cominciando a dare un immagine migliore al mondo, di un paese che elegge un presidente nero e che guarda al futuro per cambiarlo…

  2. ciffo

    Non è detto che si cambi solo nella forma…. Obama probabilmente vincerà in quanto agli occhi degli elettori è portatore di cambiamento… forse non lo è sul serio…. come McCain sarà rappresentante di lobbies, raggiunto il potere aspirerà a conservarlo a tutti i costi… a differenza di McCain però per farlo dovrà soddisfare chi lo ha votato oltre alle lobbies…. un pò come in Italia cdx e csx… secondo me sono stessa roba… ma mentre cdx se vince nn deve preoccuparsi di sistemare la legalità, di preoccuparsi dei ceti bassi, etc. perché nessuno se lo aspetta… il csx questo non può permetterselo, pena la sfiducia del suo elettorato…. anche se poi porcate come l’indulto le fa il csx e non il cdx.

  3. Cinzia

    Mancano poche ore alla fine dell’estenuante duello politico-mediatico dell’anno. Tra poco sapremo chi la spunterà tra l’uomo del cambiamento, Barack Obama e l’eroe nazionale con sangue a stelle e strisce, John McCain.
    Inutile dirlo, io sono a favore di Obama. Ho votato per lui, perchè eleggendo Obama, l’America rivelerebbe il suo volto vero, il frutto della Dichiarazione di Indipendenza del 1776, il senso di un 4 luglio ancora oggi solennemente celebrato.
    Obama, se sarà eletto, sarà l’uomo del cambiamento, segnerà una svolta nella storia, non solo perchè giovane, innovativo, comunicativo.
    Per la prima volta, l’America avrà un presidente nero. La storia che si riconcilia con se stessa, dopo secoli di usurpazioni, di sfruttamento, di razzismo manifesto e latente.
    “Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca delle Felicità; che allo scopo di garantire questi diritti, sono creati fra gli uomini i Governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qual volta una qualsiasi forma di Governo, tende a negare tali fini, è Diritto del Popolo modificarlo o distruggerlo, e creare un nuovo governo, che ponga le sue fondamenta su tali principi e organizzi i suoi poteri nella forma che al popolo sembri più probabile possa apportare Sicurezza e Felicità. La Prudenza, anzi, imporrà che i Governi fondati da lungo tempo non andrebbero cambiati per motivi futili e transitori; e di conseguenza ogni esperienza ha dimostrato che l’umanità è più disposta a soffrire, finché i mali sono sopportabili, che a cercare giustizia abolendo le forme alle quali sono abituati. Ma quando una lunga serie di abusi e di usurpazioni, che perseguono invariabilmente lo stesso obiettivo, evince il disegno di ridurre il popolo a sottomettersi a un dispotismo assoluto, è il loro diritto, è il loro dovere, rovesciare tale governo e affidare la loro sicurezza futura a dei nuovi Guardiani.”
    Queste parole, vecchie di due secoli, credo che con Obama tornerebbero ad avere un significato ed un’applicazione ancora più attuale.
    Ma non è una questione esclusivamente di colore della pelle.
    Perchè McCain non dovrebbe garantire la sicurezza futura degli Americani?
    Perchè è vecchio. Non anagraficamente, ma nelle idee, nell’immagine da veterano del Vietnam che – cinematograficamente parlando – rimanda ad un’America da “Il cacciatore”, un’America che piange i suoi figli immolatisi per la bandiera, rimanendo isolata nel proprio orgoglio nazionalistico che segna sempre una distanza tra loro e “gli altri”.
    Questo è esattamente ciò di cui l’America non ha bisogno, il mondo non ha bisogno, dopo l’era catastrofica di Bush.
    Eppure, fino a stasera quando il verdetto sarà pronunciato, faccio mio un dubbio espresso da Enrico Mentana in un articolo di qualche tempo fa su Vanity Fair: noi europei ed italiani siamo veramente pronti per Obama?
    Mentana risponde così: “Il fatto è che gli editorialisti e i tifosi europei e soprattutto italiani sognano invariabilmente un capo della Casa Bianca fatto a nostro gusto, o per meglio dire tale da impersonare i connotati del modello statunitense che piace a noi, per valori, stili di vita e adesione all’American Dream.
    Sta succedendo la stessa cosa con Obama, giovane aitante e nero, kennediano e outsider. Così per noi in America dovrebbe stravincere lui, mentre per noi stessi, chissà perché, abbiamo scelto Berlusconi e prima Prodi, né l’uno né l’altro minimamente accostabili al candidato democratico. Sogniamo per loro il cambiamento che non vogliamo, o non siamo in grado di fare noi. È quella che potremmo definire la «sindrome Woody Allen »: adoriamo i suoi film molto più del pubblico americano, e ci chiediamo come mai invece negli Usa sia molto meno considerato; poi però anche noi preferiamo i cinepanettoni”.
    Tra qualche ora, per restare nel magico mondo della celluloide, sapremo a chi toccherà la statuetta.

    1. gianni

      Non capisco…. qualcosa  mi risulta incomprensibile…..tutti, ma proprio tutti, sembrano tifare obama, sembra che quest’uomo cambierà il mondo. Cinzia dice che finalmente, con l’elezione di quello che sarà il primo Presidente di colore,  la Dichiarazione di Indipendenza sarebbe veramente rispettata. Io dico che avere un presidente nero non implica affatto la fine di un razzismo manifesto e latente. Anzi penso che questo modo di fare alla fine rappresenta soltanto una “faccia” diversa del razzismo. In pratica non si fa altro che continuare a giudicare una persona in base al colore della pelle. Se dobbiamo tifare Obama allora bisogna farlo solo, magari, dopo aver letto il suo programma senza farci prendere dalle sole impressioni visive. Sinceramente non credo che con l’elezione di Obama negli Stati Uniti ci possa essere un cambiamento radicale rispetto al presidente uscente. Basti pensare che negli ultimi giorni Obama ha praticamente preso la stessa posizione di Bush in merito alla recente crisi finanziaria. Barack è giovane, nero e affascinante ed inoltre è un maestro della comunicazione ma questo non può far pensare che con lui gli Stati Uniti avranno una svolta.Qualcuno dice che con Obama gli Stati Uniti saranno più aperti al mondo non considerando però che lo stesso candidato democratico ha detto di voler proteggere l’economia americana introducendo nuovi dazi doganali.

      Per quanto mi riguarda avere un presidente nero o donna non credo possa essere considerato una svolta epocale e rivoluzionaria (lo è solo di facciata!!!), quello che conta è la sostanza ed il coraggio di assumersi delle responsabilità. Tutto ciò però lo si giudica solo alla fine del mandato….

      Auguri Obama, auguri McCain

       

       

      1. Cinzia

        Perchè Obama? La risposta, Gianni, te la danno i milioni di Americani che lo hanno votato, che hanno avuto il coraggio di rischiare e mettere le proprie sorti in mano a lui.
        Se io mi sono fatta abbindolare dal colore della pelle, qualcuno – tra i cosiddetti indecisi – il programma di Obama lo avrà letto… o no?
        Comunque, concedimi il beneficio del dubbio e prova a pensare che potrei averlo letto anch’io, prima di pronunciarmi a suo favore…
        Ho specificato che non è solo una questione di pelle, ma quest’aspetto non è neanche da sottovalutare: l’America, che si è sempre eretta a paladina e garante dell’uguaglianza, ha sempre riservato il secondo posto per le cosiddette “minoranze”: neri, latini, asiatici.
        Avere un Presidente nero è sicuramente una svolta, forse ritardataria, nella storia della più grande democrazia del mondo.
        E’ chiaro che l’operato di un presidente lo si giudica solo a fine mandato, così come è chiaro che Obama – per chi la pensa come te – paga il prezzo della propria “inesperienza” politica ed anagrafica… Ma non stiamo sempre a lamentarci dei vecchi politici tromboni attaccati alla poltrona che non lasciano spazio ai giovani?
        Io tra un ultrasettantenne, veterano del Vietnam, che prende le distanze da Bush, ma poi sostiene di voler tenere le truppe in Iraq e fare altre trivellazioni petrolifere, ed un giovane ed inesperto quarantasettenne, che parla di mettere fine alla tragedia infinita dell’Iraq, che vuole rivedere il sistema sanitario americano e che ha ancora il sogno e la speranza di consegnare un mondo diverso alle sue figlie, scelgo il secondo.
        E pare che gran parte degli Americani la pensino come me.

      2. lomfra

        Obama perchè ha detto di lottare contro la straricchezza delle Multinazionali

        Obama perchè vuole redistribuire il reddito tra gli americani

        Obama perchè vuole cambiare la sanità e l’ istruzione pubblica

        Obama perchè è giovane

        Obama perchè è cambiamento

        Obama perchè promuoverà il dialogo in politica estera

        Obama perchè il mondo sta attraversando una grave crisi economica

        Obama perchè è di colore 

        Obama  perchè l’occidente deve più di un presidente nero all’ Africa

         

         

        Obama perchè dovrà essere d’ esempio soprattutto a noi italiani… 

         

         

        1. Wiseman

           quando fu assassinato Martin L. King, qualcuno profetizzò che l’America avrebbe raggiunto il top della Democrazia,nel senso più compiuto, solo con l’elezione di un Presidente non bianco. Oggi quella profezia si è avverata, anche a sentire i discorsi di McCain e dello stesso Bush. A me, quello che piace sottolineare, è lo spirito, la compattezza e il coraggio degli Americani, a leggere l’enorme divario di voti tra i candidati. Sono convinto che non hanno scelto Obama per il colore della sua pelle, ma soprattutto perchè è giovane, ha fatto discorsi seri alla gente, vuole rompere l’egemonia di Wall St., all’invasione preferisce il dialogo con gli altri popoli, e scusate se è poco….dicevamo del coraggio degli Americani: chissà se si possa importarne un pò? la immaginate da noi qualcosa di simile? giammai, è improponibile, da noi comandano le segreterie dei partiti e ad ogni elezione,basta solo cambiare un simbolo, migrare da un partito all’altro e il gioco è fatto! senza parlare poi delle varie comparizie da rispettare….ah l’America!

          BEST WHISHES TO OBAMA, GOD BLESS HIM!

  4. falco

    Non ci dovevano essere dubbi, bisognava no vincere ma stravincere perché il cambiamento potesse essere possibile.

    Non bisognava lasciare nessuna ombra di dubbio il popolo americano ha dimostrato che cambiare si può eleggendo a stragrande maggioranza il Senatore Barak Obama.

    Qualcuno ha parlato di lezione di democrazia, io oserei lezione di civiltà, accantonamento e superamento di vecchi dogmi, voluto dal popolo americano.

     Dogmi voluti e mantenuti dai poteri forti alloggiati nella destra del mondo. Mantenuto dal  mondo della conservazione che speriamo non disilluda questo sogno divenuto realtà.

    L’uomo della speranza  e del cambiamento per il mondo intero, che ha concluso, con la sua elezione, una marcia durata trentacinque anni, iniziata da Martin Luther King.

    Per fare questo, bisognava trovarsi in momenti difficili, i momenti citati dallo stesso neo presidente:

    – due guerre;

    – un pianeta in pericolo;

    – la peggiore crisi finanziaria in un secolo.

    Problemi che riguarda tutto il pianeta. Il mio sogno ed auspicio è che questo sia l’inizio di una nuova fase per il mondo intero,  essendo gli USA nazione trainante. Ripongo in lui grande fiducia essendo uomo venuto dal nulla,  che conosce i problemi della gente povera e semplice e, soprattutto uomo progressista del labor, insomma  un “democratico”.

    D’altro canto io ho ancora un sogno, il mio I HAVE A DREAM è che si scavalchi, finalmente, una barriera per gli USA insormontabile, ossia l’abolizione della pena di morte. L’unico grande neo di questa incredibile nazione.

  5. gianni

    Ciffo, io no ho detto che McCain sia migliore di Obama, ho solo detto che purtroppo l’opinione pubblica (specialmente noi europei) siamo stati influenzati dal colore della pelle di Obama. Diciamo la verità ieri è stata considerata una giornata storica a causa dell’elezione del primo presidente nero. Se fosse stato bianco non credo che avrebbe avuto la stessa risonanza. Per come la vedo io questo è un fatto negativo perchè, pur non volendo,si continua a fare una discriminazione razziale (intesa come giudizio che si basa sulla razza). Anche tu LomFra, mi dici che uno dei motivi (che io considero superficiale e razziale) per votare Obama è il fatto che sia nero.

    Cinzia, è vero che Obama ha intenzione di ritirare le truppe dall’ Iraq ma è anche vero che ha intenzione di rafforzare le truppe in Afghanistan e molto probabilmente chiederà aiuto anche all’Italia (chissà cosa penserebbero a quel punto i ben pensanti/pacifisti che oggi si schierano con Obama!!!). Qualcuno dice che McCain rappresenta quella parte dell’America che insegue la guerra…vi ricordo soltanto che è stato tra i pochi republicani a non voler l’intervento in Iraq. Poi sinceramente non riesco a vedere l’importanza di ritirare le truppe dall’Iraq (decisione che tra l’altro è stata già fatta da Bush), il grave errore è stato andare a far la guerra. Secondo voi cosa avrebbe fatto Obama all’indomani dell’11 settembre? (vi ricordo solo che l’intero congresso votò a favore dell’intervento in Afghanistan).

    Qualcuno pensa che questa sia stata una vittoria della democrazia e che dall’America bisogna prendere esempio (chissà cosa pensa tm!!!), io dico che non è la prima volta che l’America ci dimostra praticamente il concetto di democrazia. Lo ha sempre fatto. Da sempre lo sconfitto in America telefona il vincitore per fargli gli auguri, da sempre il presidente è sentito come il presidente di tutti.

    Vorrei che Obama entrasse nella storia per quello che riuscirà a fare  e non, banalmente, per il colore della sua pelle. Vorrei che questo presidente fosse uno coraggioso, pronto a prendersi tutte le responsabilità di ogni sua decisione anche a costo di perdere consensi e di avere la stampa contro. Questo per me deve essere un presidente degli Stati Uniti.

    Comunque tanti auguri Obama

      1. Wiseman

        sicuramente la sua battuta di gusto molto dubbio, non fa onore ai milioni di nostri connazionali emigrati in USA, i quali di questi tempi non hanno molti motivi di orgoglio per l’Italia, per cui La prego si risparmi certi apprezzamenti, anche se sicuramente è stato frainteso, però, il danno c’è:

        http://www.iht.com/articles/reuters/2008/11/06/europe/OUKWD-UK-USA-ELECTION-BERLUSCONI.php

        in Italia, siamo abituati alle smentite del giorno dopo, oltreoceano, purtroppo per  Lei……..

        1. ciffo

          Non siamo fortunati come gli americani. Abbiamo un presidente del consiglio brutto vecchio e pallido…. anche calvo, nano e un po’ tonto… ma non vorrei esagerare con le carinerie. Ha detto che aiuterà Obama con la sua esperienza e buoni consigli… auguriamoci di no… se davvero Obama dovesse ascoltare i consigli del nostro P(2)residente… il mondo e noi tutti siamo spacciati.

          1. tm

            non si possono commentare battute di cattivo gusto come quelle del nostro presidente, possiamo solo ognuno di noi in tutta coscienza sperare che il mondo non guardi all’Italia con disprezzo solo perchè ci ritroviamo con un presidente cafone e irrispettoso.

            Ieri il neo eletto presidente degli Stati Uniti ha telefonato a tutti i Presidenti del consiglio degli stati membri del G7 per ringraziarli delle loro congratulazioni, forse oggi chiamerà anche il Presidente del Consiglio italiano ma una cosa è certa che l’unico a non essere stato oggetto delle attenzioni di Obama nella giornata di ieri è stato Silvio Berlusconi e questa la dice lunga sulla considerazione di cui gode l’Italia.

          2. gianni

            Quindi Obama secondo te non aveva telefonato a Berlusconi perchè magari si è sentito offeso da quella battuta? Io in questa vicenda ci vedo tre cose: una battuta stupida, poco rispettosa e super cafona (perchè riferito all’aspetto razziale) del nostro premier (che è servita come un termometro per quantificare l’imbecillità “dell’opposizione senza argomenti”), un insieme di idioti e di imbecilli che polemizzano per così poco e per lungo tempo ed  infine un presidente degli Stati Uniti (e non perchè si chiama Obama ma perchè presidente della nazione più democratica di questo mondo) che non ha dato assolutamente peso alla questione. Bene io penso e son convinto che Berlusconi uscirà di scena nel momento in cui non commenteremo più le sue “carinerie” e le sue battute di basso livello. Poi non capisco una cosa, perchè dare dell’abbronzato è un’offesa mentre dare del nano non lo è? Ho la strana sensazione che l’offesa è commisurata in base al soggetto che la dice e che la riceve.

             Carissimo tm, ti ricordo soltanto che Silvio Berlusconi sarà cafone e irrispettoso ma è stato anche tra i pochi presidenti italiani (in quanto presidente della nostra nazione) a ricevere applausi unanimi nel parlamento americano…..Pensa che è stato anche applaudito dallo stesso Obama. Quello che invece a me sorprende è la considerazione che tu hai degli Stati Uniti, prima stato cattivo basato su schifosi ideali liberistici e adesso stato da cui prendere esempio perchè rappresenta un possibile cambiamento (cambiamento di cosa, io non l’ho ancora capito). Paradossalmente sei dispiaciuto del fatto che gli  americani amanti solo del dio denaro hanno una bassa stima dell’Italia (ammettendo per assurdo che fosse così), in realtà dovresti solo essere felice visto che la tua considerazione nei loro confronti non è proprio buona.

          3. RoKKo77

            SIETE PEGGIO DEI BAMBINI! CHIUNQUE SI APPELLA A STE CRETINATE è UN BAMBINO PER NON DIRE ALTRO. RICORDO ANCHE AGLI ETERNI COMUNISTI DI QUESTA COMUNITà CHE GLI AMERICANI SONO ANTICOMUNISTI CHE SIANO REPUBBLICANI O DEMOCRATICI PERCIò COMUNQUE SIANO ANDATE LE ELEZIONI è UN BENE!

          4. ciffo

            Eh si…. ho “sfottuto” il nostro esimio presidente un po’ alla maniera dei bambini, per una volta ho voluto provare l’ebrezza di dire cose spiacevoli… se lo fa il presidente del consiglio!!!! 😉
            Cmq caro rokko hai ragione davvero.
            Non è per queste insulse cadute di stile di Mr.B. che dovremmo scandalizzarci. Chi conosce la storia di Berlusconi sa che ci sono molti altri motivi ben più importanti…. i processi che evita con leggi ad personam, la “mignottocrazia” (definizione di un suo senatore), gli enormi conflitti di interessi in quasi ogni campo, i regali agli amichetti, la P2, gli editti bulgari, le contiguità con la mafia, l’aver imposto all’Italia un modo di essere e di fare che tutti individuiamo col nome berlusconismo… :sick:
            … e forse la cosa più grave…
            cercare in ogni occasione di dividere il mondo tra buoni e cattivi, tra comunisti e anticomunisti, tra co…oni e furbi… e gli italiani (che personalmente ormai considero un popolo di idioti) non cercano altro! Cosa vuoi di più di inutili schermaglie l’uno contro l’altro mentre chi di dovere si fa i fatti propri?

          5. gianni

            Ah finalmente hai capito qual’è la vera arma di Berlusconi….hai capito che è bravo a dividere il mondo tra buoni e cattivi, hai capito che quando parla lo fa per creare appositamente la polemica. La vera forza di Berlusconi è che si parli di lui (bene o male non importa). Anche per me la battuta nei confronti di Obama è stata di cattivo gusto, sinceramente poteva evitare di dire quella cosa. Però, caro ciffo, continuare a fare questa polemica di poco conto (stile “Anno Zero”) è veramente stupido. Il Silvio, sapendo le reazioni che ci sarebbero state, ha creato le polemica, l’altro , il Walter e company, sono nuovamente caduti nella solita trappola.

            Purtroppo noto che Berlusconi non è l’unico a dividere il mondo. Ieri ad Anno Zero hanno fatto vedere un servizio dagli Stati Uniti dove gli intervistati  che hanno votato Obama sembravano tutti giovani, poveri e onesti mentre chi ha votato McCain sembrava razzista ricco e amante della guerra…. mah

          6. ciffo

            Gianni penso che io e te non riusciremo mai a trovare una posizione comune a riguardo…. a te sembra che il problema è in chi si lamenta…. per me il problema è nell’origine dei lamenti…. giusto o sbagliate che siano le cose che dice e fa il nostro presidente del consiglio c’è un elemento di fondo che non va trascurato.
            Gli infiniti interessi suoi e della sua famiglia, gli amici molto loschi che lo circondano, la sua visione del mondo…. sono tutte cose che lo rendono inadatto a governare A PRIORI.
            Se anche lui facesse una legge per le banche giustissima ci sarebbero comunque polemiche (giustissime) perché lui stesso possiede una grossa banca (tra l’altro una delle più esposte nella recente crisi), sua figlia è nel consiglio di amministrazione della banca più potente d’Italia, uno dei suoi amici che coinvolge nelle riunioni di crisi è il pluri-indagato Geronzi, re indiscusso e super-chiachhierato del mondo delle banche italiane, ecc.. ecc….
            Se fossimo un paese non di idioti saremmo già passati avanti… ma siamo un paese di idioti e preferiamo tifare pensando che il problema è dei tanti che si lamentano e che, nella tua visione – secondo me assurda – del mondo, dovrebbero invece rimanere in silenzio per non fare il gioco del manovratore.
             
            Su Obama ti consiglio di leggere e rileggere l’ottimo post di Cristoforo 😉

          7. gianni

            Credo che il post di Cristoforo sia veramente molto interessante. Finalmente si parla di Obama nel concreto senza eccessivi moralismi che rischiano di trasformarsi in fasle attese e, successivamente, in cocenti delusioni.

            Se io ho un’idea diversa (che può essere pure sbagliata!!) dalla tua questo non significa che vedo il mondo alla rovescia mentre tu vedi tutto dritto. Mi rendo conto di essere in una posizione minoritaria ma questo non significa per forza avere delle idee sbagliate e, stai sicuro, non lo faccio per spirito di contraddizione. Quello che io temo sono le opinioni standard o peggio quella che io definisco la “monoopinione”, sembra che tutti dobbiamo aderire ad un “unico pensiero” verso una sorta di comunismo delle idee. La cosa più brutta (non mi riferisco a te) è modellare la nostra opinione o pensiero in base a quello che pensano gli altri. Spesso capita di pensarla in modo diverso dalla massa (giusto o sbagliato che sia) ma abbiamo paura di esprimerci e alla fine diciamo la stessa cosa che dicono gli altri, solo per non fare brutte figure. 

            Lo stesso Obama è molto bravo a fare discorsi,è affascinante non solo per il suo aspetto fisico ma anche per le cose che dice. Se devo premiarlo lo farei per il suo modo di comunicare, i suoi comizi sembrano quasi delle messe cantate. Credo che Obama ha il grande vantaggio di essere un grande comunicatore, anzi forse attualmente è il migliore. Quello che a me fa riflettere e che attorno al suo personaggio si è creato una sorta di prodotto morale, un mito che tutti adorano e che tutti devono onorare. La sua immagine è talmente forte che o sei di Obama (quindi vedi il mondo “alla dritta”) o altrimenti sei quasi considerato un cattivo, fuori dal mondo, fuori da quella logica perversa del monopensiero (ecco ciffo cosa io intendo nel dividere il mondo in buoni e cattivi). La sua immagine è così forte che i giornali parlano di tutto quello che lo circonda. L’altra sera in treno sentivo il commento di un viaggiatore mentre leggeva il suo giornale (che ti assicuro antiberlusconiano all’ennesima potenza):”…le scarpe di Obama, il cagnolino di Obama…le mutande di Obama e bastaaa!!!!” . Anche questo, purtroppo, è un esempio del “pensiero unico” e di quanto siamo condizionati dall’immagine, è un esempio di come spesso abbiamo bisogno di crearci dei miti, di come i mass media sono in grado di creare in noi il bisogno di prodotti morali.

            Tu poi fai riferimento al conflitto di interessi del nostro premier. Stai tranquillo anche in America esiste la stessa cosa, stai tranquillo anche Barack  ha le sue multinazionali da proteggere così come McCain, così come Bush. Le multinazionali decidono il bello e il cattivo tempo nell’economia, non si può ed inpensabile essere da loro indipendenti. Questo succede sia in Italia sia in America sia in qualsiasi altro paese occidentale. Questo non significa che bisogna rassegnarsi e che non bisogna lamentarsi ma lo si deve fare per le cose concrete, per le cose in cui vale la pena protestare…non per le stupide battutine che anzi, come tu stesso hai detto, distolgono l’opinione pubblica dai veri problemi.

          8. RoKKo77

            Preferisco gente che sorride ai musoni!se non riesci a capire che cosa vuol dire guardati cosa il servizio dove parla berlusconi e guarda invece come rispondono i gufi di sinistra e mi saprai dire!tanto nuoce a quelli come te che vanno dietro alla grammatica e non a chi magari forse va dietro a qualcosa di piu concreto.io non vado dietro alle battute che per te sono cadute di stile per me fanno sorridere e campare di piu!

          9. piovasco

            Non voglio uscire fuori tema ma mi sono un pò scocciato nel dover ascoltare tutti i mezzi di comunicazione discutere sull’ultima di Berlusconi.

            La cosa grave di questa nazione, è che produca presidenti del consiglio del livello dei nostri, e parlo di tutti. Il nostro sistema istituzionale fa schifo. E’ bloccato, non permette agli anticorpi di svilupparsi perchè è vaccinato tramite l’attuale sistema politico. Negli USA l’elezione di Obama è la dimostrazione di un sistema vivo, a prescindere dalla sua effettiva efficacia. Quella sarà da verificarsi tra quattro anni. State certi però che se l’esito dovesse essere negativo Obama sparirà per sempre dalla circolazione e non ci sarà il rischio di ritrovarselo tra otto anni.

            A noi non resta che la scelta tra Berlusconi, Veltroni e la cosa ancora peggiore, il loro contorno, che depressione!

          10. RoKKo77

            In italia tolto qualcuno in 99 per cento ci campa dalla politica!hai notato le bandiere che sventolavano per acclamare obama?BANDIERE DEGLI STATI UNITI!in italia O BANDIERE ROSSE O BANDIERE AZZURRE perchè se metti il tricolore ti danno pure addosso con le critiche!ecco la nostra politica di m…. dove ogni cosa che fai o sei fascista o sei antifascista o sei comunista o sei anticomunista e sta diventando un po scocciante la cosa!

  6. Cristoforo Magistro

    Penso che vada ribadito che Barak Obama è stato eletto presidente degli Usa non perché sia nero, ma nonostante questo.
    Per un paese che ancora oggi classifica i propri cittadini secondo parametri che a noi europei sembrano francamente razzisti, è un fatto del tutto nuovo. E’ stato tuttavia sottolineato, quasi a ribadire la persistenza di pregiudizi sui neri di casa, che Obama non è discendente di schiavi.
    La sua vittoria non è quindi frutto di un’improvvisa conversione ad utopie di fratellanza e uguaglianza, quanto piuttosto il primo segnale del tramonto dell’egemonia dei bianchi d’origine anglosassone e di religione protestante (Wasp) nel paese dalla bandiera a stelle e strisce. Un’egemonia che si basava sul piano culturale sul binomio Bibbia-Wall Street Journal e su quello materiale nell’alleanza –per quanto innaturale- fra produttori di cereali e gnomi della finanza creativa. Il prezzo all’ingrosso dei cereali ha registrato negli ultimi mesi sbalzi paurosi e paurosamente immotivati poiché non sono stati fattori materiali -come l’andamento climatico o quello della domanda- a determinarlo ma sempre più le scommesse borsistiche (futures) su quale sarebbe stato entro un certo termine e i titoli azionari del pianeta sono sull’otto volante a smaltire la droga di proiezioni di crescita basate su algoritmi che tenevano conto di tutto tranne che dell’economia reale. Quelli delle aziende sane e quelli delle malate; e provocando effetti domino sulle borse di paesi formica come la Cina quanto di paesi cicala come, primo fra tutti, gli Stati Uniti.
    Con, per sovrappiù, la beffa che chi ha subito meno danni dalla tempesta finanziaria sono, finora, proprio gli Stati Uniti che l’hanno provocata.
    La vittoria di Obama è quindi prima di tutto figlia degli eccessi del libero mercato, del laissez faire spinto al parossismo, dello stato leggero fino alla complicità con chi ha truccato gli stessi meccanismi fondamentali del mercato.
    Sono stati i prestiti offerti a chiunque e i subprimes – le salsicce e i salsicciotti di titoli fallimentari mescolati a quelli buoni- messi in circolazione dalle stesse banche erogatrici di prestiti di dubbia esigibilità per scaricare il rischio su altri soggetti, a creare la crisi che ha indotto la maggioranza degli americani a un passo così avanzato. Ed è stata la guerra ingiusta e pretestuosa all’Iraq costata finora circa tremila miliardi di dollari a rendere ancora più fragile il suo sistema economico.
    Oggi gli Usa cercano di spalmare i loro guai sul sistema mondiale rivalutando il dollaro sulle principali monete, ma l’epoca in cui decidevano da soli a chi fare guerra e quale politica monetaria praticare lasciando ai cosiddetti alleati solo la possibilità di dire sissignore, sembra finita.
    Il francese Sarkosy a capo di una coalizione di centro-destra ha più volte invitato gli americani ad assumersi le responsabilità della crisi economica in corso. A suo tempo un altro leader francese aveva avuto il coraggio di dire no agli Usa che cercavano alleati-fantocci nella guerra all’Iraq.
    Obama non potrà fare miracoli, tanto meno in una situazione di crisi dello strapotere basato sul posso comando e voglio praticato per troppo tempo dal suo paese, ma potrà declinare in modo nuovo e più giusto il concetto americano di libertà. Un concetto che nel corso del tempo ha subito incredibili interpretazioni: da quella dei signori del cotone degli stati del sud che ritenevano componente essenziale della propria libertà possedere schiavi, a quella -inaugurata con Reagan e fiorita in tutto il suo splendore con Bush- che ha consentito ai finanzieri di Wall Street e dintorni lo spaccio su scala planetaria di prodotti finanziari tossici.
    Obama, si diceva, non potrà fare miracoli di immediata, materiale evidenza poiché nessuno è in grado di dire tuttora neanche quali sono e a quanto ammontano i danni da riparare sul piano economico. E fare leggi che ne impediscano di nuovi non sarà possibile finchè non sarà chiaro che proibire e cosa incentivare. Ammesso che le lobbie’s non siano assalite dalla nostalgia delle antiche libertà.
    Potrà però restituire più libertà, in senso europeo, a tutti gli americani e favorire il processo che renda più eguali, e quindi più liberi, tutti i paesi e i popoli del mondo.
    Non è poco e non sarà facile.
    Male che vada, potrà evitare che il suo paese ne danneggi altri nella sua caduta attrezzandosi a diventare il Gorbaciov degli Stati Uniti.
    Gli economisti sostengono che nell’arco di venti-trent’anni sarà la Cina a decidere il tempo che farà. Ma gli economisti, si sa, sono bravi più che altro a prevedere le crisi passate.

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