La grande noia

Mi aspettavo di più da Michele Placido… soprattutto avendo in mente “Romanzo criminale”.
Dopo aver visto “Il grande sogno” mi sono chiesto come potesse essere candidato alla Mostra del cinema di Venezia.

Il tema è interessante: gli intrighi sentimentali dei tre protagonisti intrecciati alle vicende della lotta studentesca del ’68.

Sul ’68 non aggiunge niente a quanto già visto e rivisto in altri film. Anzi, al massimo toglie. Toglie enfasi e intrigo narrattivo.
La sensazione (mia opinione personale) è quella di vedere un film già visto, per altro noioso.
Se poi valutiamo il realismo delle vicende, a tratti mi è sembrato forzato e con qualche incoerenza.

Anche sulle vicende sentimentali dei tre non mi ha tenuto incollato allo schermo. Anche quì, a mio avviso, abbastanza scontato e scarso di enfasi, per quanto il menage a tre offrisse buoni spunti.
Per certi aspetti mi sembrava quasi una fiction qualsiasi di Canale 5.

Se non fosse per i riferimenti autobiografici del regista, che danno quel pizzico di interesse al tutto, reputerei il film abbastanza mediocre (almeno per quello che si preannunciava).


Commenti da Facebook

1 Commmento

  1. nemesi

    non sono d’accordo!

    non credo sia un capolavoro ma non lo reputerei neppure mediocre; credo che sia un lavoro abbastanza discreto!

    Certo, il film non si sforza di darci nulla di nuovo sulla questione, accenna e non approfondisce quasi per niente i drammi delle lotte contadine, l’attentato di Nixon, la morte di Che Guevara ma proprio perchè la storia è sempre la stessa e resta molto superficiale l’influenza che abbia sui protagonisti, emergono fortemente le note autobiografiche del regista che, a mio avviso, fanno la differenza dal solito film su 68′.

    In più la fotografia è ben curata, gli attori interpretano degnamente i propri ruoli, la protagonista Jasmine Trinca è degna del premio Marcello Mastroianni che le è stato assegnato e … per noi fanciulle è un’estasi continua Wink

    Del resto, il titolo la dice lunga: il grande sogno; e spesso i sogni hanno i contorni sfuocati, tanti temi, tanti personaggi, un pò di anacronismo ecc… ma ci colpiscoo sempre in modo particolare, semplicemente perchè ci appartengono!

    Credo che questo, senza troppe pretese, sia il messaggio del regista! 

     

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