L’ENNESIMA PRESA PER I “FONDELLI”

Bentrovati amici Montenettiani, è un bel po che non bazzicavo da queste parti, un po perchè preso da impegni di lavoro, un po perchè ci sono periodi che vanno cosi, allora si perde la buona abitudine di mantenersi in contatto sia pure in modo virtuale con la piacevolissima compagnia di voi tutti che seguite Montescaglioso.net:

Colgo l’occasione per ripresentarmi a discutere con voi (in particolare mi aspetto di già la puntuale polemica di Gianni) su un argomento che da due giorni alimenta la scena politica italiana e cioè la dichiarazione del Ministro Tremonti circa il fatto che il posto fisso sarebbe un valore per gli italiani e le famiglie, dichiarazione subitamente contraddetta dalla Presidente della Confindustria Marcegaglia ma puntualmente ripresa e sostenuta dal Presidente del Consiglio Berlusconi.

Non so a voi, ma a me questa uscita del ministro Tremonti suona come una presa per i fondelli.

Non sono stati forse i governi degli ultimi vent’anni nessuno escluso a sostenere il contrario? non c’erano forse anche Tremonti e Berlusconi insieme a D’Alema, Fassino, Veltroni e chi più ne ha più ne metta tra i fautori delle nuove politiche sull’occupazione che hanno prodotto milioni di precari grazie alle loro leggi su co co co, co co pro, biagi e via dicendo?

Ora che il danno e insieme al danno anche una delle peggiori crisi economiche si sono consumati si cerca di confondere le idee della gente con meschine dichiarazioni da paladini del posto fisso che non stanno ne in cielo ne in terra.

Carissimi Tremonti e Berlusconi prima di dare arie alle vostre bocche e vomitare le tante scemenze che solitamente escono dalle vostre bocche cercate di correre ai ripari abrogando tutte quelle normative che grazie al vostro operato costringono migliaia di giovani ad affidarsi a innumerevoli agenzie interinali che propongono contratti bimestrali a vita sottoponendo i lavoratori ai continui ricatti dei datori di lavoro e quel che è peggio anche di pseudo cooperative che grazie alle vostre norme e leggi si arricchiscono alle spalle di giovani impotenti e indifesi.

Le crisi economiche si affrontano facendo circolare il denaro, ma si da il caso che da quando il posto fisso è stato messo in discussione anche l’erogazione dei mutui è notevolmente calato con effetti disastrosi sulla economia italiana, e questo Tremonti dovrebbe saperlo molto bene visto che si vanta di essere uno dei più grandi economisti italiani, peccato solo che la sua grande visione dell’economia nel suo ministero precedente sia riuscito solo a produrre centinaia di capannoni rimasti sfitti o invenduti e un danno all’erario italiano di centinaia di miliardi di euro visto che quei capannoni sono stati costruiti con i soldi delle tasse che le imprese non hanno versato allo stato.

un saluto a tutti tonino


Commenti da Facebook

4 Commenti

  1. gianni

    Ciao Tonino, bentornatoLaughing

    Anch’io mi sono meravigliato di questa uscita, ti confesso che non me la sarei mai aspettato una uscita del genere da parte di Berlusconi. Attenzione però, dietro questa affermazione in raltà io ci vedo qualcosa di grosso, ci vedo in realtà la presa di coscienza che il modello della globalizzazione è forse fallito. 

    Quello che però che mi incuriosisce sono le polemiche. Dico io, finalmente si parla di problemi concreti e di cose reali e l’opposizione invece di discutere seriamente della questione ridicolizza le parole rifiutandosi di analizzare la questione. Sembra più importante indossare i calzini turchesi che discutere di posti di lavoro….a questo punto se consideri una presa in giro parlare di posti fissi quella di Franceschini come la consideri????

    Caro tm, ti consiglio di leggerti "La paura e la speranza" (stampato nel  marzo del 2008) proprio di Tremonti….ti assicuro che per un comunista come te la lettura sarà veramente molto gradita….anzi te lo presto se vuoi. Capirai benissimo che Tremonti non ha una idea poi tanto lontana dalle tue di idee in quanto a sviluppo economico, per me quelle cose che adesso dice Tremonti non sono affatto una novità, le ha sempre dette così come ha da sempre criticato la globalizzazione selvaggia.

    Si perchè è stata proprio la globalizzazione (voluta da destra e specialmente da sinistra) a chiudere inevitabilmente le porte al concetto di posto fisso….globalizzazione significa mobilità, significa mutamenti veloci che alla fine sono diventati così veloci da non essere sopportati dagli uomini. Tutto questo ci ha portati alla crisi attuale (e non una semplice guerra in Iraq!!!) e adesso a farne le spese sono i consumi che son sempre più bassi. Consumi bassi dovuti alla paura del futuro, alla paura di non avere più quella fonte di reddito che ti permette di fare passi avanti come la creazione di una famiglia o l’acquisto di una casa.In conclusione io che non ho posto fisso non posso permettermi di fare grandi passi, quindi non compro, non rischio, non mi sposo e me ne sto a casa buono buono….ciò significa la stagnazione dell’economia.

    Parlare di posto fisso sarà anche una presa per il culo ma, per quanto mi riguarda, sono problemi che interessano di più della solidarietà ad uno che "calza turchese"….tu che dici?????    

  2. Raf

    In effetti l’affermazione di Tremonti sembra contraddittoria con la politica del lavoro portata avanti fin ora. Ma mi fido del puntuale gianni. Probabilmente la visione di Tremonti si discosta un po’ dalla linea guida della politica del suo governo…
    Per me, coerenza o presi per i fondelli a parte, il problema non è tanto la precarietà del lavoro ma il rapporto tra instabilità e prezzo dello stesso lavoro.

    Il lavoro flessibile non è un male di per sé, ma deve essere associato a un prezzo più alto, cioè a stipendi più alti.
    Il lavoro a termine deve essere pagato di più, non di meno. E mi pare che già in altri paesi è così.
    In altre parole bisogna pagare il rischio di non avere certezza per il futuro.
    Visto in questi termini, il lavoro a termine può essere anche un’opportunità. Soprattutto nel breve periodo. Soprattutto in periodi di recessione, quando occorre rapidamente incrementare il potere d’acquisto, e quindi la domanda.

    Ma proprio su recessione e lavoro: probabilmente il governo sta facendo quello che può nell’applicazione delle misure di contenimento. Ma siamo appunto in fase di contenimento. Non so quali siano le misure correttive definitive e quanto queste saranno efficaci.

    Sentiamo spesso la frase “quando finirà la crisi”… come se si trattasse di un temporale che prima o poi finisce. Il problema è che bisogna fare qualcosa perché finisca.
    Come ci insegnano i libri di economia, in momenti di recessione, l’intervento che lo stato deve fare è sollecitare la domanda. E farlo nel breve periodo.
    Come? Aumentando il potere d’acquisto dei consumatori nel breve periodo negli spazi di manovra in cui lo stato stesso può intervenire. Per esempio abbassando le tasse sul lavoro dipendente. Con aumento del debito pubblico (peccato che siamo già a limite nel rapporto deficit/PIL !).
    Aumentando il potere d’acquisto sarà la domanda stessa poi, da sola, che si dirigerà verso le imprese più virtuose

    Non so se il Governo sta facendo questo. La stessa misura di contenimento degli ammortizzatori sociali (vedi cassa integrazione), pure utile in fase di contenimento, non deve essere l’unica: è una soluzione discrezionale non valida per tutte la aziende.
    D’altro canto gli incentivi per alcuni settori (per esempio le auto) sono una spinta ai consumi ma più dal lato dell’offerta che dal lato della domanda…

  3. Jacobsen

    Caro Gianni,

    ti volevo dire che non affatto d’accordo con te.

    Quella del posto fisso è davvero una trovata fuori luogo e demagogica in un momento di crisi e licenziamenti.

    Trovare qualcuno che al contrario di Tremonti preferisce ad un posto fisso un contratto rinnovato ogni mese mi sembra difficile (bisognerebbe chiedere a Mastella come si fa ad avere il posto fisso…ma questa è un’altra storia).

    Soprattutto volevo discutere con te delle "calze turchese". Dici che sei stufo che ci si occupi della solidarietà a quelli che indossano le calze turchese e che ci sono argomenti di discussione molto più seri.

    Mi sembra invece che la vicenda di Mesiano sia molto importante e che non si possa pensare che tutto ciò sia normale.

    Perché secondo te è stata espressa solidarietà al giudice Mesiano? Per qualche complotto inventato dalla sinistra? O da Repubblica? O dai giornali internazionali che vogliono il male di Silvio?

    E’ stato forse perché un giornalista voglioso di fare carriera (di sua spontanea volontà o su commissione), nonchè dipendente di Berlusconi ad aver fatto pedinare per giorni un giudice?  Questo giudice era “colpevole”di aver quantificato in 750 milioni di euro il danno subito dalla Cir di Carlo De Benedetti in seguito alla corruzione, da parte degli avvocati Fininvest, del giudice di Roma, Vittorio Metta, uno dei tre magistrati che, nel 1991, con una loro sentenza regalarono la Mondadori a Silvio Berlusconi.

    Dopo il pedinamento e dopo aver ripreso il magistrato con una telecamera nascosta il servizio è stato poi mandato in onda, e la cosa più “strana” che è stata trovata sono stati i calzini turchese e molte sigarette fumate. Evidentemente, su questo magistrato non vi era molto da raccontare.

    Mi spieghi il significato di un servizio del genere su un personaggio sconosciuto al grande pubblico? Sarà stato un modo per intimorirlo e per dimostrare a tutti cosa può succedere a chi si mette contro il cammino di Silvio? Può essere stato colpito Mesiano per educarne altri cento?

     

    Penso (forse in questo sarai d’accordo con me) che tutto ciò sia ben più grave e degno di nota delle discussioni fatte per capire se Berlusconi durante l’incontro a Palazzo Grazioli sapesse che la D’Addario fosse una escort o se invece credesse che fosse un angioletto caduto accidentalmente nel lettone dell’amico Putin.

     

    Ti saluto con stima

     

    1. ant

      Sicuramente Ape Maya non sarà molto contenta di questo post anche se sarebbe interessante leggere un suo prezioso commento. A mio avviso parlare di politica significa parlare di cosa la politica fa, dovrebbe fare o ha fatto male e siccome la politica prende delle decisioni che direttamente o trasversalmente interessano tutti noi, in fondo significa parlare dei nostri problemi. Ovviamente con la massima educazione e nel rispetto dell’altrui pensiero, su questo Ape Maya ha pienamente ragione. In merito all’argomento "lanciato" da Tm credo che il titolo sintetizzi tutto: L’ennesima presa per i fondelli. Questo governo ci ha abituato alla politica degli annunci ma i fatti, ahimè, vanno in una direzione opposta. Si era detto che il Sud sarebbe stato al centro delle attenzioni del governo e puntualmente il fondo destinato alle regioni del Sud (FAS) è stato letteralmente saccheggiato in favore di interventi che con il sud c’entrano poco. Si era parlato di lotta senza quartiere agli evasori e puntualmente è stato approvato lo scudo fiscale. Di esempi ce ne sarebbero ancora tanti ma ritornando alla questione del posto fisso Tremonti è un esponente del governo di primissimo ordine e per di più con lui è d’accordo anche Berlusconi. Non ci resta che aspettare una legge. Purtroppo dubito che ci sarà. Si criticava l’opposizione che non è collaborativa. Voglio ricordare che quando al governo c’era Prodi, uno tra i pochissimi che apprezzo e stimo veramente tanto, fu approvata una legge che è già in vigore sulla stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione. Grazie a questa legge anche al nostro Comune molti precari, LSU o con contratto a tempo determinato, sono stati stabilizzati con contratto a tempo indeterminato. Sono fatti non parole. Sui calzini turchese condivido integralmente l’intervento di Jacobsen.

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