Caso Claps, svolta nelle indagini.

E’ di oggi la notizia che potrebbe dare una svolta alle indagini sulla scomparsa a Potenza di Elisa Claps, quasi 17 anni fa.

Pare che siano stati ritrovati dei resti del corpo di Elisa e alcuni effetti personali. Il tutto è stato rinvenuto nella chiesa della Trinità e se si confermasse che si tratta proprio di Elisa ci sarebbe finalmente la possibilità di sapere la verità. Se si ritrova il corpo, o un suo brandello, la polizia scientifica può più o meno facilmente risalire a tutta la storia. Si potrebbe capire non solo CHI l’ha rapita e ammazzata ma anche CHI  e PERCHE’ ha coperto il tutto. Perchè è impossibile che una persona sparisca come è successo ad Elisa.

Da sempre su Monte.net si è parlato si questo e degli altri casi irrisoliti di Basilicata, grazie soprattutto all’amico Drago che ci ha spesso informato tenendo accesi i riflettori. Fare luce su questi avvenimenti significherebbe molto per il popolo lucano, significherebbe far sciogliere quel senso si impotenza che attanaglia la gente comune davanti alle sopraffazioni di chi ha potere.

Sarebbe interessante conoscere l’opinione a riguardo dei candidati alla regione, di Monte e non solo.   


Commenti da Facebook

16 Commenti

    1. Wiseman

      Potenza: resti di Elisa Claps trovati da operai

      17 Marzo 2010 19:32 CRONACHE

      ROMA – Sarebbero stati alcuni operai che stavano lavorando nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinita’ a Potenza a scoprire i resti di Elisa Claps. Il corpo si trovava in un angolo in fondo al sottotetto, addossato ad un muro. Si tratta di un ampio locale in cui e’ molto difficile accedere: per raggiungerlo infatti bisogna prima salire sul terrazzo della chiesa, passando dalla sacrestia, e successivamente infilarsi in una sorta di cunicolo che porta al sottotetto. Vicino ai resti del corpo sono stati anche trovati un orologio, degli occhiali, una catenina e pezzi di indumenti. (RCD)

  1. drago

    dalla gazzetta del mezzogiorno: 

    ORE 10.25 – LIBERA BASILICATA: LA STORIA NON E’ FINITA
    ”Non possiamo fermarci al ritrovamento del corpo perchè abbiamo paura che la logica del rinvenimento dei resti per alcuni possa significare ‘finitela con questa storia’. Noi non facciamo silenzio. Anzi le nostre domande si moltiplicano”: lo ha detto, in una dichiarazione, il sacerdote don Marcello Cozzi, coordinatore di Libera Basilicata, riferendosi alla vicenda del ritrovamento di resti che apparterrebbero al cadavere di Elisa Claps. 

    Cozzi ha espresso fiducia nel lavoro degli investigatori attualmente all’opera: “Quelli di 17 anni fa ci lasciano molti dubbi e molte perplessità su come hanno svolto il loro lavoro. Chi è stato? Chi lo ha coperto? Chi lo ha aiutato a trasportare il corpo? E nel caso in cui l’omicidio fosse stato consumato direttamente lì sopra, chi ha aiutato l’assassino a coprire l’omicidio? E’ impensabile che in 17 anni nessuno abbia messo piede in quella stanza. Sono tante le domande che vorremmo fare ma lasciamo il compito agli inquirenti. Se il cadavere da un lato ci permette di dire che Elisa riposa in pace, dall’altro agita i nostri animi affinchè la magistratura faccia finalmente luce e giustizia. Da ieri i responsabili non sono più in pace e non dormono più sonni tranquilli. Questo voler continuare a tenere i riflettori accesi è perchè non vogliamo che accada quello che è successo allora quando dopo la scomparsa tutti ne parlarono e poi i riflettori si spensero avvolgendo nel buio Elisa e la sua verità. Questo nostro parlare – ha concluso don Cozzi – è il fiore che adagiamo sulla tomba di Elisa”.

    ciao. mario

    1. giusy

      Io non riesco davvero a capacitarmi di tutta questa triste,tristissima storia.Come è possibile che il corpo della povera Elisa sia sempre stato all’interno di una chiesa, di quella chiesa, davvero è assurdo.Chissà quante volte la mamma di Elisa sarà andata li’ a pregare.E’ davvero difficile credere che nessuno sapeva niente…chissa’ se ci sarà mai risposta alle tante,troppe domende che ci sono a riguardo.Domani ci dovrebbe essere una manifestazione organizzata a Potenza.Mario, sai qualcosa?

  2. Jacobsen

    E’ stato ritrovato un bigliettino anonimo nel sottotetto dove è stato rinvenuto il corpo di Elisa che diceva:

     -GIUSTIZIA PER CHI HA UCCISO;

    – GIUSTIZIA PER CHI HA TACIUTO;

    – GIUSTIZIA PER CHI HA DEPISTATO.

    1. Ombra

      Nel leggere quelle righe, il mio solo commento può essere: …brutti bastardi pezzi di merda spero che possiate pagare per quello che avete fatto a prescindere dallla vostra importanza e influenza, che siate PRETI, MAGISTRATI, UOMINI IN VISTA, meritate di patire la stesse pene che ha patito Elisa e la sua famiglia. Basta con l’omertà chi sa parli e faccia in modo che chi ha commesso questo crimine e chi ha nascosto e depistato la verità sia punito!

  3. vince_ditaranto

    Pare sia stato ascoltato a Roma, dalla squadra mobile di Potenza, Mons. Ennio Appignanesi, che era vescovo di Potenza ai tempi dell’accaduto.

    Pare che abbia interessanti rivelazioni sulle confidenze che Don Mimì gli fece a riguardo della scomparsa di Elisa. Sicuramente molti ricorderanno il Monsignore in quanto è stato vescovo anche nella arcidiocesi di Matera-Irsina. 

    Anche se in ritardo, è di rilievo il fatto che alcuni rappresentanti della Chiesa collaborino. Non è scontato, purtroppo. 

    Aspettiamo evoluzioni. 

    1. Wiseman

      E’ un articolo apparso ieri sul quotidiano, su un servizio di Chi l’ha visto, condividi?

      Il fascismo televisivo
      di "Chi l’ha visto?"

      04/05/2010 A Potenza la profezia di Orwell è realtà. Guai a chi non si omologa al clichè della città omertosa. O entri nel coro dell’inquisizione oppure il racconto televisivo della signora Sciarelli è pronto a sbatterti in diretta televisiva davanti all’Italia intera come appartenente al mondo dei mostri. Ieri sera il copione a favore dell’audience che imbonisce lo spettatore si è rifatto vivo con tutta la sua violenza.
      Il nostro editorialista Andrea Di Consoli ripreso di nascosto dalle telecamere mentre passeggiava per via Pretoria con Michele Cannizzaro è stato utilizzato con tecnica goebbelsiana da “Chi l’ha visto” riscrivendo la realtà a proprio uso e consumo.
      La solita. Il servizio pubblico è stato adoperato come una clava quasi che Di Consoli si accompagnasse a Bernardo Provenzano e non ad una persona non solo incensurata ma anche frequentata da un gran numero di persone di tutta la Basilicata.
      Questo è fascismo televisivo. E’ stato negato a Di Consoli anche il diritto di replica. Non ci meraviglia. La regista dello spettacolo è la stessa che ha messo alla sbarra l’innocente papà di Ciccio e Tore morti per una disgrazia.
      Non ci faremo intimidire dal mostro televisivo. Il Quotidiano della Basilicata è fiero di avere tra i suoi giornalisti Andrea Di Consoli. Intellettuale libero e non omologato.
      Meditino i potentini onesti che nel corso del tempo hanno verificato tutte le storture di un racconto a senso unico.

       

  4. vince_ditaranto

    Alla manifestazione per i 17 anni dalla scomparsa di Elisa Claps Don Marcello Cozzi, che ormai tutti conosciamo bene per il suo straordinario impegno con Libera in Basilicata, decide ancora una volta di attaccare con forza le persone che hanno permesso (almeno) che si verificassero una serie infinita di abusi sui cittadini. Per tutta risposta Cannizzaro, marito della Genovese che condusse le indagini sulla scomparsa di Elisa, ha querelato Don Cozzi per aver ricordato certe "strane vicende", per lo meno sospette, legate alla sua attività.

    Sulla questione il Quotidiano di Basilicata ha tirato fuori un articolo che di fatto sembra minimizzare la posizione di Canizzaro, anche se leggendo bene l’articolo si evince che le accuse di Don Cozzi non sono proprio campate in aria, anche se sembra che non ci siano sufficienti prove per ritenere penalmente rilevanti i contatti "sospetti" avuti dal Cannizzaro. 

    Chissà cosa verrà ancora fuori su queste torbide vicende della nostra terra, chissà se davvero dovremo rimpiangere il fatto che è stato impedito a De Magistris di continuare ad indagare sulla "gelatinosa" borghesia lucana.

     

  5. drago

    vincenzo naturalmente siamo con don cozzi. Trovo assolutamente spiacevole la querela, sopratutto nella ricorrenza della scomparsa di elisa. Incredibile come si possa accusare chi ha il coraggio di parlare.. speriamo che venga ritirata.

    mario dimich

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