Basilicata coast to coast

Il film, per dichiarazione dello stesso Papaleo che lo dirige, è un atto d’amore verso la propria terra d’origine: inizia con un mappamondo in cui provocatoriamente manca la Basilicata – un po’ come nelle previsioni del tempo, quando sole e pioggia imperversano sempre nei cieli di Puglia, Campania e Calabria e tutti a chiederci: “E la Basilicata?”. “La Basilicata è come Dio. Ci credi o non ci credi”, risponde Papaleo. C’è ma non si vede.

Al di là del provocatorio omaggio e dei tanti spunti di attualità regionale che il film offre in maniera sempre brillante (l’energia alternativa, la questione meridionale, l’emigrazione, etc.) questo non è un film sulla Basilicata, non è una cartolina che presentando le infinite bellezze della regione, ne promuove l’immagine per convincere un turista ancora incerto sulla meta da seguire. Perciò, affidare le sorti del risollevamento turistico ed economico della nostra regione a questo film è troppo ambizioso, oltre che fuorviante.

Certo, il paesaggio brullo dei calanchi, i viottoli sterrati che si inerpicano su colline senza tempo, i ciottoli delle stradine di paese sono fotografie di un mondo lontano dai circuiti battuti dal turismo di massa e potrebbero suscitare la sana curiosità di chi è alla ricerca di luoghi alternativi, ma il senso del film non è questo, anche se noi lucani, che nello scorso weekend abbiamo preso d’assalto le sale cinematografiche dei nostri paesi, un po’ lo abbiamo sperato.

I quattro protagonisti della pellicola, Nicola (Papaleo), insegnante insoddisfatto di matematica, oltre che musicista dall’anima sognatrice, Salvatore (Briguglia), giovane candido e dal cuore infranto per una delusione amorosa, Franco (Gazzè) estroso artigiano e musicista letteralmente ammutolito dal dolore per la morte della donna amata, e Rocco (Gassmann), aspirante star locale, tamarro al punto giusto da ricordare i tronisti della De Filippi, intraprendono un viaggio a piedi su strade alternative attraverso la Lucania, da Maratea a Scanzano Jonico, per partecipare con la propria band, dall’improbabile nome di Le Pale Eoliche, al festival del teatro-canzone. A loro si unisce Tropea (Giovanna Mezzogiorno), giornalista sempre insoddisfatta e chiusa nel suo silenzio, che realizza un reportage per un giornalino locale sull’impresa dei quattro.

Il tema centrale, dunque, è il viaggio che non tradisce la metafora ad esso da sempre associata: crescita, cambiamento, trasformazione. Infatti, tutti i protagonisti, inclusa l’imbronciata Tropea, durante il percorso riprendono il contatto con se stessi, superando le piccole barriere del proprio io e realizzando un piccolo grande obiettivo, che è la presa di coscienza di sè. Un viaggio “terapeutico” narrato con ironia e leggerezza, tra gag comiche e più amari momenti di riflessione.

Altro elemento che fa da padrone nella pellicola è la musica, strumento di comunicazione e momento di aggregazione, naturale ed inseparabile compagna di viaggio.

Il “coast to coast” del titolo rimanda al sogno americano anni Settanta, un po’ Easy Riders, dell’attraversamento degli States da una costa all’altra, questo però è un sogno lucano ed invece degli Steppenwolf e Jimi Hendrix, la colonna sonora è affidata a brani composti dallo stesso Papaleo ed alle raffinate note di Max Gazzè che incorniciano l’epilogo inaspettato di un film malinconicamente leggero.

Film da vedere non solo per campanilismo.


Commenti da Facebook

12 Commenti

      1. Vincenza Abbatiello

        Con la tua descrizione, Cinzia, hai espresso ciò che avrei voluto dire. Non sarei stata così brava. Diciamo pure, non ne sarei stata capace.

        Certo viaggiare non solo nel senso spazio-temporale del termine, ma un viaggiare nella sua accezione metaforica, come ricerca interiore, come abbandono a se stessi.

        A me il film è piaciuto tantissimo ed i piccoli accenni alle tradizioni locali, ai paesaggi preservati e non "inquinati" dal turismo di massa, mi hanno riempito il cuore di orgoglio per questa terra. Certo il film non pretendeva e non voleva essere un documentario sulla basilicata, ma credo che una certa curiosità l’ha suscitata in chi l’ha visto. Almeno in chi ha un animo sensibile verso determinate cose piuttosto che altre.

        Grazie ancora Cinzia per aver saputo così bene esprimere i miei pensieri pur non conoscendoli…Laughing 

  1. Consulta - Montes

    Mi piacerebbe una legge che istituisse il Viaggio "obbligatorio" come una volta lo era il  servizio militare. 

    Il viaggio "individuale" è uno strumento meraviglioso per  mettersi in gioco, relazionarsi agli altri, ai luoghi… un modo per comprendere il vero valore delle cose.

    Un carcere minorile del nord europa sta sperimentando il "viaggio" per dare la possibilità ai giovani carcerati di "riscattare" la "libertà". un viaggio "laico" sulla via dei pellegrini verso Santiago De Compostela… migliaia di kilometri a piedi verso la libertà….

    Grazie Cinzia mi hai regalato momenti di gioia….

     Colgo l’occasione per Linkare un Video della Combriccola "Papaleo and Company"

     

  2. Il Riluttante ineluttabile

    Che sia un atto di amore nei confronti della amata terra non c’è dubbio.Papaleo si comporta come un miope innamorato. Il film è fiacco, la Mezzogiorno stenta a decollare, i ritmi blandi. La meta è il viaggio certo, trasformazione, cambiamento ecc ecc.. tutti temi arcitrattati da quando i fratelli Lumiere decisero di proeittare fotografie in rapida successione. Potrei citardi migliai di FILM che parlano di alcuni protagonisti che intraprendono un viaggio, IL VIAGGIO, che gli cambierà, dove si trasformeranno, dove capiranno delle cose.. ecc ecc.SAI QUANTI VIAGGI TERAPEUTICI SONO STATI EFFETTUATI NEL CORSO DELGI ANNI??  BANALE E RIRIRIRIRIRIVISTO. che poi tu sia lucana ed abbia simpatia per il tutto è piu che giusto.. ma almeno ammetilo prima. DA APPREZZARE LA COLONNA SONORA, blues armonico by papaleo.

    Film da vedere  solo per campanilismo.

    1. Cinzia

      Sarà, ma io il film non l’ho trovato ripetitivo…
      Poi spiegami: devo ammettere che sono lucana o solo che ho simpatia per la location del film?
      Nel pieno rispetto del tuo parere sul film, ma a proposito di cose viste e riviste, sai quanti ne abbiamo visti anche noi qui su monte.net di anonimi castigatori mascherati?

    2. cico

      Ma che ti aspettavi ? e normale che se vai a vedere un film di guerra vedrai soldati che si sparano a dosso ,se ne vedi uno di fantascenza vedrai dei marziani,in un film con questo titolo cosa ti aspettavi oltre ai bellissimi paesaggi e alle storie dei personaggi ?? mahhh.   Comunque se propio il film non ti e piaciuto puoi sempre pertecipere al concorso per vincere un soggiorno di una settimana nei sassi di matera .vai sul sito          http://www.basilicatacoasttocoast.it    sempre se rispondi esattamente alle 3 domande.      PS. forse e il tuo logo che non ti fà apprezzare le cose belle della vita vedi di cambiarlo .

  3. Raf

    Concordo con te Cinzia.
    Hai colto a pieno il senso del film. Molti sono rimasti delusi ma perchè cercavano erroneamente un film che esaltasse la Basilicata e la promuovesse. Non era questo l’intento del regista.
    In più il tema del viaggio potrebbe essere anche non originale, ma, associato alla riscoperta dell’autenticità della Basilicata, assume certamente un sapore particolare.

  4. Franco Caputo
    Ieri sera nella trasmissione di Fazio (RAI 3), intervista al Max non più muto e piccola presentazione del film di Papaleo con una simpatica premessa e sfottò: nei cinema di Potenza, Matera e Montescaglioso gli incassi di Bctc superano quelli di Avatar. 

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