La porta proibita, Tiziano Terzani

Terzani, La porta proibitaTerzani

Poiché non ci è dato di capire il presente senza conoscere il passato, un libro sulla Cina come si presentava 20 anni fa, quando era ancora un paese chiuso, un’economia chiusa, con qualche minuscolo germe di apertura all’ Occidente.

Cos’è la Cina oggi si può capirlo solo attraverso le fasi storiche che ha attraversato: un popolo di storia millenaria, dalle mille leggende e tradizioni, ricchissimo di cultura a cui negli anni ’50, seguendo l’utopia di un socialismo foriero di benessere per tutti, è stata estirpata la memoria storica, dove in maniera lieve, dove in maniera violenta, in nome di un progresso e di una modernità che taccia il passato, la storia, le tradizioni come retaggio di un passato feudale che va dimenticato.

Un’ indicibile piattezza cala su di un popolo variegato: nessuna religione se non l’idea di un salvifico socialismo, vestiti tutti uguali, nessuna proprietà privata, mancanza di libertà di pensiero e quasi anche di azione, mancanza di informazione, se l’unica a cui puoi attingere è quella del Partito.

Il sogno di Mao altro non è stato che un regime totalitario camuffato.

E nella furia dell’affermarsi della “Rivoluzione Culturale” uno dei prezzi più alti è stato pagato da ciò che in maniera tangibile riportava al passato millenario della Cina: le dimore imperiali, meravigliosi templi e tutto l’artigianato famoso in tutto il mondo. La stessa Pechino è stata mutilata nella sua anima: la distruzione delle sue mura e quanto di bellissimo custodiva in sé.

Un paese in cui ai suoi abitanti è impedito avere contatto con lo straniero (a cui faticosamente è stato concesso il visto), a cui viene inculcato sin da bambino la bontà del sogno socialista, senza la possibilità di poter avere un termine di paragone, né all’interno del proprio passato, né nel confronto di quanto c’è all’esterno dei propri confini. Basti pensare che dalla “Rivoluzione Culturale” in poi nella scuola cinese non è previsto l’insegnamento della materia “storia”. Di tutti i vantaggi che comporta, ma che a se stesso non rimane che constatare l’immobilità in cui si trova, l’infelicità di una condizione che non si può migliorare.

Cosa accade se viene aperto uno spiraglio verso l’esterno? Come un enorme pentolone che prima sviluppa dei bollori sotterranei, poi esplode e fa saltare via il coperchio. Ed ecco la Cina che si affaccia al nuovo millennio: una popolazione di un miliardo e 300 milioni di abitanti, non massa indifferenziata, non “popolo”, nell’affannosa ricerca di un arricchimento privato, nella condizione ora possibile di profitto personale.

Noi, dall’ Occidente, abbiamo pensato alla Cina come ad un paese di formichine, gente che lavora anche 18 ore al giorno instancabilmente e senza anima. Ma come capire tutto ciò se non conosciamo come ha vissuto per 40 anni? Ad un’ideologia imposta come benefica si oppone l’anelito dell’affermazione personale. La Cina è esplosa. E i germi di quest’ esplosione sono stati alimentati, sono covati, infine schizzati fuori, fuori anche dai suoi stessi immensi confini. Un popolo affamato che ora si pone come terza potenza economica mondiale.

Questo libro, scritto dal giornalista, scrittore, viaggiatore Tiziano Terzani, non parla della Cina di oggi ma della Cina degli anni ’80, dove è vissuto per 4 anni, prima di essere espulso come “persona non gradita”. E il paese l’ha conosciuto dall’interno, imparandone la lingua, assumendo un nome cinese, viaggiando per il suo sconfinato territorio, nelle sue province più lontane, lontane dai circuiti ufficiali impacchettati per lo straniero, mandando i suoi 2 figli alla scuola cinese.

In uno stile pulito, semplice, senza fronzoli ma diretto riusciamo noi, a migliaia di chilometri di distanza, capire cos’era la Cina di allora, sentirne i profumi di strada, girarci intorno e immaginare un pesante grigiore e rimpiangere, pur non avendoli mai visti, i fasti di un paese antico, nei suoi accessi colori.

Questo libro è un viaggio in Cina, senza biglietto.


Commenti da Facebook

9 Commenti

  1. michela

    Benna ciao, mi sono appena collegata e ho visto la tua recensione di Terzani…sul mio comodino è aperto da qualche giorno “Un altro giro di giostra” sempre suo!
    Concordo con lo stile semplice e pulito( perciò piacevolissimo, soprattutto alle tre di notte!!).Appena finisco il mattoncino comprerò volentieri “La porta proibita”.
    grazie per il suggerimento.
    buon ritorno alla vita fiorentina lontana dal paesello!
    topobiche_81

    1. LomFra

      splendide lettrici, non conosco terzani ma avete suscitato in me quella curiosità che mi porterà a leggere almeno uno dei suoi scritti. in questi giorni mi hanno parlato di un fantastico autore del primo novecento, mi riferisco a Curzio Malaparte, qualcuno mi sà dire qualkosa di più su di lui, e se ne vale la pena di leggerlo?! grazie ciao

      1. michela

        Ciao LomFra,
        come ti ho detto stasera, testimone Padre Pio, ti presto volentieri “La Pelle” di Malaparte, spero di ritrovarlo tra i pacchi del trasloco, tra la miriade di cose accumulate in 5 anni di università…:-(
        Se ne vale la pena?
        questo è un giudizio personale, sta a te deciderlo dopo averlo letto.
        attraversando alcune strade di napoli, descritte nel libro, e soprattutto alcune situazioni che si creavano tra quei vicoli ,dietro la mia ex casa,
        avvertivo come reali e ancora presenti certe immagini da lui raccontate.
        Questo libro mi venne consigliato dal prof.Campailla, di Letteratura italiana, uno dei miei primi esami, uomo che ho stimato e adorato e che volentieri rincontrerei.
        Ti consiglio la lettura di alcuni suoi romanzi e soprattutto di alcuni suoi testi di critica letteraria…ma cosa stai studiando che non me lo ricordo?
        Cmq, ritornando al libro “La Pelle”, se non erro, ci dovrebbe essere anche il film, ma non ti assicuro, controllerò!

        topobiche_81

        1. LomFra

          grazie “mille e una notte”, credo che dovrai tenermelo da parte per un pò, dato che come ti dicevo sto studiando economia aziendale al mattino, statistica il pomeriggio e mi concedo qualche capitolo de ‘il ritratto di dorian gray’ la notte x la n-sima volta, adoro quell’ambientazione fine ottocento e la vita dei dandy inglesi splendidamente descritte da Wilde, e la frase “Curare l’anima con i sensi e i sensi con l’anima”

    2. benna

      Ciao michela!
      Beh, quel libro è nella mia lista d’attesa, attendo un tuo responso quando lo finisci!
      Non so se sei tornata alla tua base operativa, in ogni caso spero tu possa passar bene gli ultimi brandelli d’estate, ormai dovremo attendere un altro anno per le salubri passeggiate marine!

  2. marTINA

    Sempre di terzani io vi consiglio anche “Un indovino mi disse”.
    é una bellissima descrizione di Terzani dell’india e della cina. Sembra di viaggiare con lui e di vedere con i suoi occhi…Io appena posso vado in india e faccio tutto il tragitto che ha fatto lui nello stesso modo, cioè senza prendere neanche un aereo…il perchè lo capirete solo leggendo!!!

  3. michela

    Cara marTina
    quando parti fammelo sapere, mi accoderei volentieri!!:-)
    Benna, ci vieni anche tu? così, magari, le nostre passeggiate salutari le andiamo a fare in India!
    per ora dovrò accontentarmi di leggerlo sulla carta questo viaggio e fantasticare un pò.
    dopo “la porta proibita” sentirò cosa disse l’indovino a Terzani… magari aiuta anche me!!
    Buona lettura a tutte!!!
    topobiche_81

  4. anycamy

    benna! che tipo!
    non riferito a te, chiaramente, ma a terzani. Alle volte lo trovo profondamente contraddittorio tra il suo agire e il suo pensare, spesso penso che sia stato un gran furbetto!
    Il libro che tu suggerisci mi ha fatto compagnia questa estate e mi fa molto piacere scoprire sul mio sito preferito che qualcuno lo abbia suggerito.
    Devo dire che il libro è molto interessante soprattutto per la cronaca intensa e suggestiva di una cina sconosciuta a molti e devo dire terzani riesce a trascrivere con un forte spirito critico.
    Devo altresì avvisare che spesso risulta ripetitivo nei contenuti quasi a riempire pagine vuote, comunque tutto sommato il testo e gradevole e la realtà descritta e sconvolgente, devo dire che mi ha portato a riflettere molto e soprattutto ad osservare il fenomeno cina sotto un altro punto di vista.
    Ho trovato molto interessante i capitoli sulle regioni al confine fra la cina e la russia. Popoli senza una identità se non quella della propia tribù nelle tribù.
    Un Pacianca di culture che non credevo potessero coesistere.
    La cronaca sul Tibet è sopprendente, spero che in molti colgano il tuo suggerimento anche per poter approfondire un argomento di così grande attualità

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