TRASPORTO BESTIAME(cronaca di un viaggio di andata e ritorno)


Un sabato pomeriggio afoso in pianura padana, e tu che devi partire, destinazione una città abbastanza vicina, meno male, almeno il viaggio non è lungo, si può sopportare.
Decido di prendere un intercity, anche se il costo è leggermente superiore, almeno fa meno fermate e arriva prima.
Il mio biglietto recita vagone n. 4, posto 83, entro nel vagone alla ricerca del posto, e già mi sento mancare, c’è un’aria irrespirabile, e comincio a grondare sudore, del mio posto neanche a parlarne, il corridoio strazeppo, eppure per gli intercity c’è la prenotazione obbligatoria, ma non il posto assicurato.
Alcune donne inviperite gridano come delle forsennate, un’altra distesa in uno scompartimento, ha avuto un mancamento, si cerca di rianimarla con dell’acqua, naturalmente calda e con un ventaglio, l’aria condizionata non ha mai funzionato per tutta la durata del viaggio, e il capotreno allertato, pare avrebbe risposto che lui era responsabile fino a due vagoni prima di quello da noi occupato.
Il viaggio prosegue in una calura disumana, in meno di mezz’ora ho esaurito la mia scorta di fazzolettini per asciugarmi, e i minuti che passano sembrano interminabili ore.
Il treno si ferma in una stazione, volo giù dal treno per prendere aria, un omino con un carretto della protezione civile pieno di cassette di acqua minerale, mi offre una bottiglietta, la prendo e ringrazio, poi chiedo se quelle cassette fossero destinate ai passeggeri dentro ai vagoni, e l’omino mi risponde che hanno disposizioni di dare le bottigliette solo a coloro che scendono o che salgono, e non ai passeggeri che già si trovano nel treno.
Esito un attimo, e mi chiedo come mai l’acqua venga distribuita a coloro che scendono, e non a coloro che devono proseguire un viaggio in quelle condizioni disastrose, un attimo dopo sono preso dalla rabbia, penso ai miei compagni di viaggio, e d’istinto comincio ad afferrare cassette d’acqua e a scaraventarle all’interno del vagone, tra le imprecazioni dell’omino, al quale gli grido di prendermi il numero di targa, o di chiamare la polizia ferroviaria.
Il treno riparte, e aiutato da due altri ragazzi cominciamo a distribuire bottigliette a persone che accettano con molta gratitudine.
Finalmente a destinazione, scendo in una stazione arroventata dal sole cocente, ma mi senbra comunque la fine di un incubo.
Viaggio di ritorno, decido di prendere un regionale, meno gente, si prevede un viaggio più comodo e confortevole.
Infatti appena entrato ho la sensazione che l’aria condizionata questa volta funzioni.
Mi addormento, ma mi risveglio subito dopo sorpreso da una forte ventata di calura, e una improvvisa puzza di bruciato.
Il treno si ferma in una stazioncina, e dal pavimento del vagone si sprigiona un nuvolone di fumo acre nero, corriamo tutti fuori, sotto ad un sole che farebbe scappare persino le lucertole, per quaranta minuti, ad attendere che si riesca a far ripartire quel treno che per trenta chilometri ha viaggiato con i freni attaccati.
Finalmente a casa, fine di un confortevolissimo viaggio


Commenti da Facebook

3 Commenti

  1. RAVILO

    Altrettanto si potrebbe dire per i confortevoli viaggi con i treni della fal , che collegano matera bari , treni che lascino a desiderare e che se non sei fortunato a trovare il posto devi sorbirti un’ora e mezza di inferno in una gabbia di sardine , di treni fatti da pochi vagoni e da tante e tante persone che salgono sul percorso e noi umili lavoratori della vigna del signore dobbiamo stare li’ ingabbiati come sardine pagando un biglietto di 4 EURO , QUESTA E’ LA BASILICATA , DOVE NEL 2010 LA FERROVIA DELLO STATO E’ ANCORA UN MIRAGGIO….GRAZIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE

    1. tina64

      NON SONO LE LE FERROVIE DEL SUD MA ANCHE QUELLE DEL NORD. RIMINI SI E’ RIVELATA UNA GRANDE DELUSIONE. FILE INTERMINABILI ALLE BIGLIETTERIE. LE MACCHINE AUTOMATICHE DEL BIGLIETTO VELOCE SEMPRE ROTTE E NEL MOMENTO IN CUI NON RIESCI A FARE IL BIGLIETTO, RACCONTANDO L’ACCADUTO ALL’ADDETTO DEI BIGLIETTI, TI DICE CHE SENZA BIGLIETTO TI FA’ UN MULTA DI €50. MA DOVE SIAMO. FERROVIE DELLO STATO SIETE SOLO CAPACI DI AUMENTARE IL COSTO DEI BIGLIETTI MA I DISSERVIZI CONTINUANO E AUMENTANO. VERGOGNA

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