Un piccolo contributo

Un piccolo contributo

Fino a ieri pensavo di vivere in Basilicata, terra di boschi e di luce, di mare e di monti, di campagne verdi con pecore al pascolo, di buona cucina, di pesce fresco, di latticini, di frutta fra le migliori produzioni del nostro Paese.

Una terra tranquilla, se si esclude qualche episodio violento, una terra libera, senza imposizioni e costrizioni, una terra che ha visto intere popolazioni muoversi e combattere per affermare i propri diritti, una terra di uguali con pari diritti e pari doveri, una terra di rispetto reciproco, una terra che i turisti inesperti chiamano la “Svizzera d’Italia” (ironicamente e provocatoriamente Rocco Papaleo, nel suo film Basilicata coast to coast, invoca il suo pezzo di mafia).

Invece, improvvisamente mi sono accorto di vivere in Calabria dove, come recentemente hanno scritto  i giornali, la delinquenza imperversa e si vieta alla gente, minacciandola, di parlare.

Episodi sconcertanti soprattutto quando i divieti ad esprimere le proprie opinioni vengono fatti passare, furbescamente, come consigli amichevoli, con la pacca sulla spalla, “mandati a dire”, secondo una vetero consuetudine politica.

Io che sono sempre stato convintamente di sinistra ho sempre deprecato questo modo di fare e ho sperato che quei metodi fossero ormai scomparsi. Ma da quando son additato davanti all’opinione pubblica come un rompiscatole, come uno che non si fa i fatti suoi, non capendo, questi, o fingendo di non capire che, invece, sono uno che pretende che le cose funzionino al meglio, cercando di collaborare e di consigliare, allora sono io che francamente non capisco (Rhett Butler lo direbbe in modo diverso, ma tant’è!)

“Parla d’altro!”, mi è stato intimato. “La smettesse”, sempre con fare amichevole, mi è stato riferito.

Sia chiaro per tutti: io che da sempre sono uno spirito libero non la smetterò e che parlerò e scriverò tutte le volte che lo riterrò opportuno e non certamente per fare l’eroe o il superuomo (queste stronzate le lascio tranquillamente a chi ancora ci crede) ma perché ritengo che solo in questo modo, confrontandosi e con un piccolo contributo, si possa partecipare a risolvere i tanti problemi che affliggono la nostra comunità.  


Commenti da Facebook

11 Commenti

  1. pierod.58

    Credo che quanto denunciato da Franco in questo articolo sia di una gravità estrema e non deve passare inosservato come sembra che stia accadendo. Solo che, caro Franco, nessuno può prendere una posizione senza conoscere realmente quanto da te denunciato. Potresti essere un pochino più esaustivo? Le minacce che ti sono state rivolte a cosa si riferiscono? E, soprattutto, da chi sono arrivate? La mia non è curiosità ma preoccupazione, la preoccupazione di cadere nuovamente in un periodo di piombo che nessuno dei montesi vorrebbe rivivere e, comunque, spero che anche da altri montenettiani e cittadini giunga la solidarietà che ti è dovuta.

    1. ZODD

      Caro Franco , quanto tu dici non mi meraviglia . Sai quante volte sono stato fermato ? indovina perchè ?

      solo per essere il piu attivo disponibile in tutto  , la gente pensa che sia io a scrivere tutto cio che sta sul sito e quindi ricevo ogni sorta di consiglio , avviso o minaccia , come l ultima qualche mese fa ero con le stampelle al comune,  un tizio a voce possente dinanzi a testimoni fa dovevano spezzartele tutte e due  le gambe , visto che scrivete certe cose sul sito .e vedi di togliere quegli articoli  .

      Ma alle volte la gente è strana. Senti a me caro Franco “perdona il tuo nemico x la sua ignoranza , ma non dimenticare mai il suo nome “

  2. drago88

    Carissimo Franco,

    non solo va a te il ringraziamento per il bel lavoro che puntualmente e quotidianamente ci “regali” ma tutta la mia solidarietá. 

    Ti dico altro: la cosa non é nuova. 

    Io stesso sono stato più volte insultato, minacciato, offeso per dei LIBERI commenti che avevo espresso. Più volte caro Franco.

     

    L’ultima ad inizio agosto; una telefonata “fai altri commenti del genere e ti spacco la faccia…sei un pezzo di ****…ti devi solo sputare in faccia…ecc”

    Devo dire, ad onor del vero, che ho informato il Sindaco della vicenda. Si é mostrato disponibile e gentilmemte mi ha rassicurato che avrebbe parlato con il “minacciatore” e, da primo cittadino, egli stesso mi ha chiesto scusa per l’accaduto.

     

    Spero che tutto questo, caro Franco, ci sproni a continuare sempre la nostra battaglia per la libertá e che convinca tutti ad uscire da quella letargia che oramai ha assuefatto il popolo montese.

     

    Daniele Dragonetti

    1. Franco Mazzoccoli

      Caro Piero,

      capisco la tua meraviglia e condivido il tuo stato d’animo. Preferirei che si utilizzasse il nostro tempo per suggerire e consigliare, sempre che ci sia dall’altra parte la volontà di ascoltare, soluzioni che concorrano al bene comune e che non sprechino inutilmente quei pochi soldi che sono ancora rimasti a tutti.

      Poiché la situazione è molto delicata aspetto ancora un po’ per capire perché il problema è proprio questo: CAPIRE!

      Ringrazio te, Felice, Daniele e Michele, rendendomi disponibile, in qualsiasi momento, per raccontarvi, di persona,  meravigliandovi sempre che ve ne sia ancora bisogno, quello che è accaduto.

       

      Un abbraccio.

  3. Francesco Lomonaco FL

    A Franco Mazzoccoli.

    Il giorno che ho letto il tuo primo intervento sui “social” mi sono detto:

    – “Questo modo di “contribuire” mi renderà più ricco”.

    Continua a contribuire… ne abbiamo bisogno TUTTI.

    A volte riescono a toglierti tutto… ma è proprio il momento in cui ti tolgono tutto… che finalmente puoi dire Pane al Pane…

    Perchè non hai più nulla da perdere.

    Vai avanti, (tutti, anche chi non parla, sta andando avanti insieme a te)

  4. drago

    Solidarietà a franco mazzoccoli, appoggio per lui e disprezzo per chi vuole limitare  il diritto di parola. La basilicata non è una zona franca dal punto di vista delle mafie. non bisogna sottovalutare questi aspetti

    @MarioDimichino

  5. vince_ditaranto

    Voglio esprimere tutta la mia solidarietà a Franco. Chi esprime le proprie opinioni, giuste o sbagliate che siano, va sempre appoggiato e sostenuto. Solo così si difende la libertà di espressione di tutti. 

    Montenet è un faro di libertà in un paese di sonnambuli, cerchiamo di difenderlo e di creare sempre più spazi di libera espressione.

    Sul clima “particolare” che Franco denuncia non c’è da stupirsi. Il piccolo centro ha implicitamente questo “difetto”, ci sono regole interne che non vanno discusse anche se spesso sono la negazione della democrazia o della legalità. E’ proprio per scardinare questi meccanismi che esiste Montenet e la sua comunità.

    Inoltre, caro Franco, devi considerare che molti che magari ti dicono di “farti i fatti tuoi” o di “lasciar perdere” spesso non lo fanno per intimidirti ma perchè sono intimemanete convinti che modificare degli atavici comportamenti o consuetudini è visto come deleterio per tutti. Bisogna sempre capire il punto di vista di chi è assorbito dal “sistema Monte” e non ha altre vedute.

    Mi unisco a Felice nel dire a Franco di continuare.  

     

    @vince_ditaranto

    #laMontechevorrei

  6. Lucrezia Didio

    Caro Franco, ti esprimo anche io la mia solidarietà per quello che denunci. Da quello che scrivi non è difficile intuire la provenienza dei “consigli fraterni” che ti sono stati rivolti. Pertanto, data la magnanimità di spirito di sì cortesi signori, credo che codesti non te ne vorranno a male se vorrai deliziarci con ulteriori informazioni in merito!!! Sarebbe importante per tutti, per capire da chi siamo circondati e chi abbiamo come interlocutori, ma capisco benissimo la difficoltà a sbilanciarsi pubblicamente. 

    A differenza tua non credo di vivere in un paradiso diverso da Calabria, Puglia o Campania. Per quello che vedo anche noi Lucani abbiamo la nostra buona dose di marcio, più o meno equamente distribuito in ogni livello e settore della vita associata. 

    Onestamente tutto ciò che accade in questo paese non mi meraviglia più ormai…quello che denunci non è nuovo…fa parte di una prassi consolidata, in cui in un tacito gioco delle parti, ognuno è chiamato a stare al proprio posto. Quando qualcuno dimentica le regole viene prontamente ripreso, e il gioco continua. 

    La vera rivoluzione è il gesto stesso di denunciare, di parlare, di scrivere…solo così si possono smascherare i ruoli, ridefinire nuove regole della convivenza civile, iniziare a pensare ad un modo nuovo di fare politica. Credo che questo gesto coraggioso sia perfettamente in linea con il senso della cittadinanza attiva, un concetto oggigiorno ampiamente sdoganato e abusato, soprattutto dai politicanti di turno, ma nel quale io personamente credo molto.

    Gesti come questi invitano all’autocritica, ci spingono a ripensare la collettività in cui viviamo, a crescere e migliorare.

    Pertanto grazie. Sono convinta che moltissime persone, pur tacitamente, supportano la tua istanza, quindi continua così Franco. La libertà di informazione, anche se deleteria per alcuni, è un bene collettivo al quale nessun “consiglio amichevole” deve poter tarpare le ali!!!

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