Memoria di Brigantaggio. Un questionario per riscoprire il passato della nostra Regione

Un amico francese, Pierre-Yves Manchon, ci ha chiesto aiuto per diffodere attraverso il sito un questionario riguardante il brigantaggio. La speranza è che qualcuno dei nostri lettori si renda utile compilando il questionario e fornendo notizie utili al recupero di documenti sconosciuti ai più. In allegato a questo post trovate 2 versioni del questionario, la prima è da stampare e far compilare a penna da amici, parenti, nonni, zii…..ecc. La seconda, più snella, si può compilare direttamente su computer e rispedire via e-mail. Rendiamoci utili!

 

Memoria del Brigantaggio.

Un questionario per riscoprire un passato comune.

 

Sul “brigantaggio” della fine dell’Ottocento, si scrive ancora molto, si dibatte, non sempre in un modo del tutto sereno. In Basilicata, spettacoli, gruppi di musica e anche nomi di ristoranti ricordano i “briganti”, dando l’impressione di una memoria rimasta paradossalmente viva dopo quasi 150 anni. Per qualcuno venuto dall’estero come me, dove il “Brigantaggio” è quasi sconosciuto, è un fenomeno molto interessante e che mi ha spinto a fare delle ricerche più approfondite.

 

Da due anni, studio la repressione del “brigantaggio” in Basilicata nell’ambito di una tesi di dottorato (Università di Parigi – La Sorbonne ; Università di Napoli Federico II). Però lo studio del brigantaggio presenta un gran problema di fonti. Da una parte, una sovrabbondante documentazione lasciata dalle autorità politiche e militari, e su questi documenti è stata finora scritta la storia del brigantaggio. Dall’altra parte, niente o quasi niente: i briganti, il più spesso analfabeti, hanno lasciato pochissime tracce.

Però mi è sembrato impossibile scrivere la storia di questo conflitto sull’unica base dei documenti lasciati dalle forze della repressione; e se i briganti non “parlano”, bisognerebbe dunque studiare i documenti lasciati dai testimoni: sentire la maggioranza dei civili, spettatori più o meno passivi del conflitto. La ricerca di “altre voci” costituisce quindi un punto importantissimo del mio lavoro. Molti documenti di questi tristi anni di guerra intestina sono probabilmente stati conservati nelle: lettere, diari, fotografie, ecc. ecc. Purtroppo, sebbene conservati dalle famiglie, sono documenti praticamente persi per la Storia, visto che la loro esistenza non è conosciuta dagli storici. Ma non voglio rassegnarmi e vorrei cercare un modo di scoprire e fare riemergere “queste voci del silenzio”.

 

Quindi, ho immaginato un questionario, ed ho pensato di potervi chiedere la vostra preziosa collaborazione. Essendo francese, conoscendo ancora male la Basilicata, ho voluto sentire il parere dei Lucani d’oggi sui “briganti” di ieri. Attraverso poche domande, il questionario vorrebbe tentare, da una parte, uno studio della memoria del brigantaggio in Basilicata e, dall’altra parte, attirare l’attenzione dei discendenti dei briganti, delle loro vittime e dei loro nemici, sulla necessità di riscoprire queste “voci del silenzio” per conoscere meglio il passato comune.

 

Vi invito dunque a scaricare e compilare il questionario. Non esitare soprattutto a parlarne intorno a voi, a fare compilare il questionario dai vostri parenti, nonni e bis-nonni, amici e vicini, dai più giovani (anche i bambini) fino ai più anziani. Più numerose e diverse sarano le risposte e più precisi e preziosi sarano i risultati. Alcune copie del questionario sono anche disponibili nei caffè di Montescaglioso e dai parrucchieri.

Spero di non avervi annoiato e che la pessima qualità del mio italiano non sia stato un problema. Spero soprattutto di leggere fra poco le vostre risposte. Vi informerò sul sito dei risultati di questa ricerca per la quale la collaborazione di tutti sarà inestimabile, per potere scrivere una storia della guerra meridionale più bilanciata, più onesta e più sincera.

Pierre-Yves Manchon

 


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