NON HABEMUS PAPA, BENEDETTO SE NE RIMANE IN VATICANO

Papa alla Sapienza: visita annullata
Il Vaticano ha ritenuto opportuno soprassedere

CITTA’ DEL VATICANO, 15 GENN- Il Vaticano ha ‘ritenuto opportuno soprassedere’ alla visita del Papa all’universita’ la Sapienza. Il Pontefice non partecipera’ all’evento previsto giovedi’ 17 e si limitera’ a inviare l’intervento che avrebbe dovuto pronunciare nel piu’ antico ateneo romano. In un comunicato della sala stampa vaticana viene spiegata la decisione ‘a seguito delle ben note vicende di questi giorni”…

io ritengo che la contestazione iniziata dai professori e poi continuata e sostenuta dagli studenti sia più che legittima, si tratta dell’apertura dell’Anno Accademico dell’Università LAICA romana l’intervento di una figura come quella del Papa non è solo da considerarsi l’intervento di un uomo di cultura qualunque… inadeguato e, a mio avviso, un pò inquietante l’invito del rettore della Sapienza fatto al papa… non giustifichiamolo dicendo che si tratta solo dell’invito ad un uomo colto…

Altro discorso sarebbe stato se l’intervento del papa si fosse limitato alla celebrazione della messa o ad una qualsiaisi altra occasione, ma l’apertura dell’Anno accademico mi puzza un pò…

alla messa io posso decidere di andarci o no, così come al convegno o l’incontro x, l’apertura dell’anno Accademico, invece, è di tutti e soprattutto dell’Università Laica, è il suo simbolo.

certo i toni raggiunti dai manifestanti hanno sfiorato l’intolleranza, su questo possiamo essere d’accordo, si poteva forse essere più cauti, per evitare le giustificate accuse di “fascismo rosso”, e non apertura al dialogo… verissimo! fatto sta che l’origine del dissenso a mio avviso è condivisibilissima. forse ci si poteva limitare alle lettere dei prof, senza scatenare la bufera e sfalzare probabilmente il messaggio.

Fatto sta che ora le barricate sono alte e il rischio di confondere le idee con istinti dittatoriali è alto.

DIALOGO, ma NEI POSTI GIUSTI, DIALOGO, RAGAZZI!!!

voi che ne pensate? 


Commenti da Facebook

39 Commenti

  1. SpigaVacand

    Sono Perfettamente daccordo con ogni tua parola, da un lato si è esagerato con i toni, i contestatori dovevano senza dubbio usare modi e toni più tolleranti, dall’altro credo che si faccia un pò troppo vittimismo, il Papa poteva benissimo recarsi all’Università pur correndo il rischio di subire qualche piccola contestazione…d’altronde quando ci si schiera apertamente su molti temi che riguardano la vita pubblica Italiana (ricerca scientifica, legge 194, scuola privata e altro ancora) bisognerebbe mettere in preventivo qualche contestazione legittima.

    Saluti…

  2. Frankcasa

     

    Oh my God!….bhè Michela….. è proprio il caso di dirlo. Benedetto XVI il capo della comunità cristiana CONTESTATO?!?Mmh……

    _Cosa ci si aspettava ke il Papa facesse alla Sapienza?!?…. Proporre una “Santa Alleanza” tra Fede e Illuminismo e finire col perorare una causa politica.

    _Come è stato accolto il suo invito da alcuni docenti e studenti?!?….fuori luogo in riferimento all’apertura dell’Anno Accademico dell’Università laica di Roma. Sarebbe stato infatti come se si tentasse di dare una direttrice da seguire alla ricerca, al lavoro e agli studi universitari già come sappiamo molto mortificati….non va’, non va’…..Manifestazione democratica, i toni raggiunti sn stati un po’ sopra le righe, ma trattasi pur sempre di espressione democratica del proprio pensiero….

    _Come ha reagito l’Istituzione kiesa? La visita viene annullata….x paura di “disordini”…..strano!!! O piuttosto x essere stata contestata!?! Questo è il sentire comune…… La kiesa nella figura del Papa, avrebbe cmq dovuto partecipare. E’ questo ke fa gridare vittoria ai contestatori: il fatto che le istituzioni ecclesiastiche di Benedetto XVI non accettino dissenso, né differenza, né libertà di parola. Magari c’è + intolleranza in ki pretendeva una vetrina perfetta x esporre il proprio pensiero. Pero’….xo’….. nn penso ci sia molto x cui gridare vittoria da parte dei contestatori….la kiesa cattolica ha milioni di fedeli pronti a sostenerla, piuttosto ke pensare alla cosiddetta “intolleranza” da parte della kiesa, si gridera’ al Papa censurato, alla persecuzione anticattolica, Smile dove sappiamo tutti l’enorme peso mediatico ke la Kiesa ha. Il discorso ke Papa Benedetto aveva preparato in questa circostanza , riproposto dal Vaticano, riceverà un’attenzione esponenzialmente maggiore rispetto a quella ke avrebbe avuto in luogo dell’udienza nella Sapienza…. Eh… ad azione corrisponde reazione uguale e contraria!?! Fisica, scienza, postulati?!?…muah.…qlk forse va rivisto!!!

    C’est la vie, cheri.

     

    Ad maiora!

  3. erredi
    Non la penso assolutamente così…bastava solo guardarli in faccia tutti i vari personaggi che si affrettavano a scrivere e disegnare cartelloni…sono sempre i soliti..figli del vecchio ’68. I professori firmatari del dissenso invece sono proprio gli attivisti del ’68 che pululano nelle varie università… e che grazie all’attuale vento politico continuano a dettare legge. Purtroppo in molti evidentemente hanno già dimenticato, che in molte Università italiane non molto tempo fa ha tenuto delle lezioni un noto brigatista…tale Renato Curcio…quindi non un semplice invito…

    Purtroppo le aule magne delle università sono piene dei Curcio, delle Faranda e dei Moretti. Quegli anni e quegli argomenti sono intoccabili, così come le superbe lezioni del pluricondannato ma libero Sofri in televisione su tutti i canali Rai (pagati da noi), da ultimo la serata da quel damerino di Fazio. Così come sicuramente se al posto del Papa fosse stato invitato qualche esponente della comunità islamica piuttosto che il dittatorello sudamericano di turno alla Chavez o alla Castro, nessuno avrebbe posto alcuna obiezione. Ratzinger invece si contesta, e pensare che in America persino Ahmadinejad ha potuto parlare pur in presenza di una legittima ma non isterica contestazione

  4. lazarum

    sarò sintetico
    abbiamo fatto la figuraccia di asini imbecilli ed ignoranti…povera italietta, tutti hanno il diritto di parlare, questa violenza e chiusura culturale a cosa ha portato?…in fondo solo ad un atto di oscurantismo laicista…libero pensiero in un libero mondo…non mi sembra prorpio questo il caso, oggi leggete quello che scrivono tutti i giornali laici e non…oggi esultano solo gli stupidi, questa negazione ad esprimersi è la sconfitta della democrazia…per aspera ad astra

    non si tratta di essere d’accordo o meno, cattolici o meno, credenti o non credenti ,laici o meno, tutti hanno il diritto di esprimere le proprie idee soprattutto se invitati a farlo…bendetto XVI°?

    un papa Hevy Metal!

    io sto dalla parte della libertà!

    laz

  5. LomFrAnz

    Secondo me il papa, le gerarchie cattoliche, e anche i nostri amati politici, hanno benissimo cavalcato la situazione, passando così dalla parte delle vittime! vittimismo che potevano benissimo evitare proprio perchè si trattava di un manipolo di contestatori..

    Nulla da aggiungere sulla laicità dell’università, e l’importanza dell’apertura dell’anno accademico per gli universitari, quindi legittima la contestazione, forse troppo accesi i toni…
     

    bè, d’altronde di che ci si lamenta, ricordiamo che il papa (e con esso servilmente anche Romano Prodi) ha rifiutato di incontrare il Dalai Lama quando alcuni mesi fà è stato in italia, e oggi ci si spaventa e indigna se il tempio della scienza rifiuta di incontrare una persona che vediamo già tutte le domeniche in televisione parlare profeticamente senza che sia data a nessuno la possibilità di controbbattere, per non parlare delle incursioni televisive settimanali…

     

    Ramingo errante

  6. Cinzia

    Michela, mi hai rubato il post 😉 !
    Io la penso così: invitare il Papa all’inaugurazione dell’anno accademico è stato un gesto inopportuno, una gaffe probabilmente imputabile, come dice Ezio Mauro su La Repubblica, più a mania di ostentazione e magnificenza che alla pertinenza di tale presenza in un contesto accademico come quello de La Sapienza.
    Capisco e condivido le ragioni di chi si rifiuta di ascoltare un Papa che a sua volta non sa ascoltare e che – come dice LomFranz – ha la possibilità di parlare e fare proclami senza concedere all’interlocutore la possibilità di controbattere.
    Suppongo che un invito del genere rivolto a quel grande uomo che è stato Woytila, non avrebbe destato tanto scalpore.
    Mi rammarica non poco la chiusura totale e violenta da parte di uomini di scienza e progresso che con il proprio comportamento hanno alimentato quel senso di intolleranza di cui si accusa (con fondate ragioni) la controparte.
    In un’epoca di perbenismo ed ipocrisia, trovo quantomai inadeguati questi atteggiamenti tardo-sessantottini.
    Il Papa, d’altro canto, farebbe bene a chiedersi come mai la sua presenza è tanto sgradita nel mondo della cultura e della scienza.
    Non condivido affatto i metodi, ma spero che il messaggio gli sia giunto forte e chiaro.

    1. vince_ditaranto

      Che bello, sono tornati i vecchi tempi….io che mi azzuffo con Cinzia e Michela, questa occasione non potevo proprio perdermela.

      Parto ricordando che l’attuale leader Iraniano, di cui conosciamo bene le prerogative democratiche e i saldi valori morali, è stato ospite di una università americana…..senza nessun problema. Chi non voleva ascoltarlo non si è recato all’incontro. Tirate voi le conclusioni: l’America nn ha paura di far parlare in patria un suo acerrimo nemico e i nostri “uomini di cultura” hanno paura che parli il Papa……non sò…il tutto mi lascia perplesso.

      Ovviamente sono nettamente in disaccordo con Michela quando dice che  il principio era giusto peccato per la “forma” della contestazione.

      La situazione va vista al contrario……ci sono state delle manifestazione di una intolleranza e di un odio verso la chiesa/Papa inaudite: ed è chiaro che il discorso Scienza e Fede è solo un pretestuccio ridicolo. Ho visto scritte che rivelano un odio profondo, manco fosse il Papa la causa di tutti i problemi.

      E poi, basta co sta storia  “….Woytila si che era un vero Papa…” questo è solo un intollerante ed è anche antipatico. Vorrei ricordare a Cinzia che l’attuale Papa è stato indirettamente scelto dal precedente…..non dimentichiamolo. E non dimentichiamo che bisogna leggere per bene le cose che i due Papi hanno detto e scritto….e vedrete che tanta differenza non c’è…anzi!!!

      Vabbè, purtroppo questo ci è davvero antipatico..nn ci possiamo fare niente.

      Inoltre ricordo a Michela che Papa Benedetto è stato inserito nella classifica mondiale dei 10 uomini + acculturati del pianeta…e non è una opinione del Gazzettino dell’Oratorio. Quinidi nella cultura centra e come…..molto più di tanti altri. Se poi vogliamo chiuderci verso chi la pensa diversamente…vabbè accomodatevi.

      Chiudo dicendo che la cosa che mi fa forse più schifo è l’atteggiamento davvero deprecabile dei nostri uomini di scienza. Ma con che coraggio parlano di morale nella cultura/scienza….proprio loro che sono i baroni incontrastati degli atenei, che fanno il bello e cattivo tempo, che succhiano soldi pubblici con la scusa della ricerca…..un mondo della cultura ormai davvero barzelletta di se stesso, che tace davanti a problemi seri sia morali che scientifici del paese e si scomoda a reclamare l’indipendenza della scienza dalla fede in uno scenario dove tale pericolo è davvero inesistente. Dove erano i presunti scienziati/presunti uomini di cultura quando c’era bisogno di loro, e non mi dilungo nel citarvi gli innumerevoli episodi, quando c’era bisogno che la Cultura dicesse la sua con forza. E chi li ha mai visti o sentiti, chiusi nelle loro torri d’avorio.

      Buona giornata

       

       

      1. michela

        e come sempre devo smentirti dicendoti che siamo più in sintonia di quello che pensi tu, praticamente diciamo le stesse cose mentre tu pensi che ti stai opponendo a me… non cambieremo mai!!! allora, andiamo con ordine: io non avrei invitato neanche Woytila, è il simbolo che è incongruo non la persona/studioso/uomo di cultura il problema. (purtroppo la vicenda è arrivata alla confusione che temevo… e quando cambieremo in Italia?) la contestazione non è verso il Papa che può e deve esprimersi come vuole, la contestazione è verso il rettore che ha fatto un invito inadeguato perchè si trattava dell’ANNO ACCADEMICO, lo ripeto ANNO ACCADEMICO.

        l’attuale leader Iraniano, di cui conosciamo bene le prerogative democratiche e i saldi valori morali(!), è stato ospite”, e sottolineo OSPITE non dell’apertura dell’anno accademico, “di una università americana…..senza nessun problema.” ma sai quanto mi piacerebbe ascoltare pure a me l’uomo di cultura Papa Benedetto che “è stato inserito nella classifica mondiale dei 10 uomini + acculturati del pianeta…(e non è una opinione del Gazzettino dell’Oratorio)e che quinidi nella cultura c’entra e come…..molto più di tanti altri”??? scherzi?io sono anni che mi interrogo sulla religione, proprio da quando mi è venuta meno la fede o quella che pensavo fosse fede. il punto è che la grandezza della religione cattolica risiede nel fatto che:”cristo è un dio minore(per questo grandioso)perchè non è sceso dalla croce per costringere l’umanità ad una fede coatta, ma ha lasciato che ognuno decidesse liberamente di credergli o no”(cito l’ultimo film che ho visto”In memoria di me”) invitare il papa(tutti i papa) all’apertura dell’anno accademico non è come invitarlo a celebrare una messa o chiamarlo come necessario interlocutore alla settimana di “Fede e Cultura”, farlo intervenire all’anno accademico è come far scendere cristo dalla croce, ti ricordi cosa gli chiede il ladrone prima di esalare l’ultimo respiro?perchè non scendi dalla croce e fai vedere a tutti chi sei? l’intervento del papa e non dell’uomo di cultura Benedetto all’anno accademico è di un rischioso impressionante, si capisce questo concetto o no? purtroppo in occasioni simboliche come l’anno accademico bisogna privarsi del validissimo, ne sono certa, apporto di un uomo di cultura come Benedetto, perchè in quel caso non è Benedetto, ma è il papa. tu che sei tanto contrario ai musulmani stai perorando il loro modo di vedere. ricordiamoci che siamo in uno stato laico diviso da quello cattolico che uno sceglie di abbracciare per libera scelta e non perchè ha visto cristo scendere dalla croce, e non in uno teocratico dove le due cose coincidono. sono certa di poter affermare che l’invito del rettore è stato fuori luogo, solo e soltanto per quell’occasione, per altre nessun giudizio contrario. ben venga il dialogo. per questo sono estremamente rammaricata di come la stampa stia diffondendo le notizie e del clima teso che si è creato… questo intendevo per toni un pò più pacati. topobiche_81

      2. Cinzia

        Eh no, caro Corvaccio 😉 , mi dispiace di deluderti, ma non vedo motivi per azzuffarci perchè, ognuno a modo suo, diciamo cose molto simili!
        Cmq sono certa che occasioni di “querrelle” virtuali ce ne saranno … e come!!
        Per ora ti saluto … pacificamente!

        Ciao
        Cinzia

  7. lazarum

    Signor Rettore, apprendo da una nota del primo novembre dell’agenzia di stampa Apcom che recita: «è cambiato il programma dell’inaugurazione del 705esìmo Anno Accademico dell’università di Roma La Sapienza, che in un primo momento prevedeva la presenza del ministro Mussi a ascoltare la Lectio Magistralis di papa Benedetto XVI». Il papa «ci sarà, ma dopo la cerimonia di inaugurazione, e il ministro dell’Università Fabio Mussi invece non ci sarà più».
    Come professore emerito dell’università La Sapienza – ricorrono proprio in questi giorni cinquanta anni dalla mia chiamata a far parte della facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali su proposta dei fisici Edoardo Amaldi, Giorgio Salvini e Enrico Persico – non posso non esprimere pubblicamente la mia indignazione per la Sua proposta, comunicata al Senato accademico il 23 ottobre, goffamente riparata successivamente con una toppa che cerca di nascondere il buco e al tempo stesso ne mantiene sostanzialmente l’obiettivo politico e mediatico.
    Non commento il triste fatto che Lei è stato eletto con il contributo determinante di un elettorato laico. Un cattolico democratico – rappresentato per tutti dall’esempio di Oscar Luigi Scalfaro nel corso del suo settennato di presidenza della Repubblica – non si sarebbe mai sognato di dimenticare che dal 20 settembre del 1870 Roma non è più la capitale dello stato pontificio. Mi soffermo piuttosto sull’incredibile violazione della tradizionale autonomia delle università – da più 705 anni incarnata nel mondo da La Sapienza dalla Sua iniziativa.
    Sul piano formale, prima di tutto. Anche se nei primi secoli dopo la fondazione delle università la teologia è stata insegnata accanto alle discipline umanistiche, filosofiche, matematiche e naturali, non è da ieri che di questa disciplina non c’è più traccia nelle università moderne, per lo meno in quelle pubbliche degli stati non confessionali. Ignoro lo statuto dell’università di Ratisbona dove il professor Ratzinger ha tenuto la nota lectio magistralis sulla quale mi soffermerò più avanti, ma insisto che di regola essa fa parte esclusivamente degli insegnamenti impartiti nelle istituzioni universitarie religiose. I temi che sono stati oggetto degli studi del professor Ratzinger non dovrebbero comunque rientrare nell’ambito degli argomenti di una lezione, e tanto meno di una lectio magistralis tenuta in una università della Repubblica italiana. Soprattutto se si tiene conto che, fin dai tempi di Cartesio, si è addivenuti, per porre fine al conflitto fra conoscenza e fede culminato con la condanna di Galileo da parte del Santo ufficio, a una spartizione di sfere di competenza tra l’Accademia e la Chiesa. La sua clamorosa violazione nel corso dell’inaugurazione dell’anno accademico de La Sapienza sarebbe stata considerata, nel mondo, come un salto indietro nel tempo di trecento anni e più.
    Sul piano sostanziale poi le implicazioni sarebbero state ancor più devastanti. Consideriamole partendo proprio dal testo della lectio magistralis del professor Ratzinger a Ratisbona, dalla quale presumibilmente non si sarebbe molto discostata quella di Roma. In essa viene spiegato chiaramente che la linea politica del papato di Benedetto XVI si fonda sulla tesi che la spartizione delle rispettive sfere di competenza fra fede e conoscenza non vale più: «Nel profondo.., si tratta – cito testualmente – dell’incontro tra fede e ragione, tra autentico illuminismo e religione. Partendo veramente dall’infima natura della fede cristiana e, al contempo, dalla natura del pensiero greco fuso ormai con la fede, Manuele II poteva dire: Non agire “con il logos” è contrario alla natura di Dio».
    Non insisto sulla pericolosità di questo programma dal punto di vista politico e culturale: basta pensare alla reazione sollevata nel mondo islamico dall’accenno alla differenza che ci sarebbe tra il Dio cristiano e Allah – attribuita alla supposta razionalità del primo in confronto all’imprevedibile irrazionalità del secondo – che sarebbe a sua volta all’origine della mitezza dei cristiani e della violenza degli islamici. Ci vuole un bel coraggio sostenere questa tesi e nascondere sotto lo zerbino le Crociate, i pogrom contro gli ebrei, lo sterminio degli indigeni delle Americhe, la tratta degli schiavi, i roghi dell’Inquisizione che i cristiani hanno regalato al mondo. Qui mi interessa, però, il fatto che da questo incontro tra fede e ragione segue una concezione delle scienze come ambiti parziali di una conoscenza razionale più vasta e generale alla quale esse dovrebbero essere subordinate. «La moderna ragione propria delle scienze naturali – conclude infatti il papa – con l’intrinseco suo elemento platonico, porta in sé un interrogativo che la trascende insieme con le sue possibilità metodiche. Essa stessa deve semplicemente accettare la struttura razionale della materia e la corrispondenza tra il nostro spirito e le strutture razionali operanti nella natura come un dato di fatto, sul quale si basa il suo percorso metodico. Ma la domanda {sui perché di questo dato di fatto) esiste e deve essere affidata dalle scienze naturali a altri livelli e modi del pensare – alla filosofia e alla teologia. Per la filosofia e, in modo diverso, per la teologia, l’ascoltare le grandi esperienze e convinzioni delle tradizioni religiose dell’umanità, specialmente quella della fede cristiana, costituisce una fonte di conoscenza; rifiutarsi a essa significherebbe una riduzione inaccetabile del nostro ascoltare e rispondere».
    Al di là di queste circonlocuzioni (i corsivi sono miei) il disegno mostra che nel suo nuovo ruolo l’ex capo del Sant’uffizio non ha dimenticato il compito che tradizionalmente a esso compete. Che è sempre stato e continua a essere l’espropriazione della sfera del sacro immanente nella profondità dei sentimenti e delle emozioni di ogni essere umano da parte di una istituzione che rivendica l’esclusività della mediazione fra l’umano e il divino. Un’appropriazione che ignora e svilisce le innumerevoli differenti forme storiche e geografiche di questa sfera così intima e delicata senza rispetto per la dignità personale e l’integrità morale di ogni individuo.
    Ha tuttavia cambiato strategia. Non potendo più usare roghi e pene corporali ha imparato da Ulisse. Ha utilizzato l’effige della Dea Ragione degli illuministi come cavallo di Troia per entrare nella cittadella della conoscenza scientifica e metterla in riga. Non esagero. Che altro è, tanto per fare un esempio, l’appoggio esplicito del papa dato alla cosiddetta teoria del Disegno Intelligente se non il tentativo – condotto tra l’altro attraverso una maldestra negazione dell’evidenza storica, un volgare stravolgimento dei contenuti delle controversie interne alla comunità degli scienziati e il vecchio artificio della caricatura delle posizioni dell’avversario – di ricondurre la scienza sotto la pseudo-razionalità dei dogmi della religione? E come avrebbero dovuto reagire i colleghi biologi e i loro studenti di fronte a un attacco più o meno indiretto alla teoria danwiniana dell’evoluzione biologica che sta alla base, in tutto il mondo, della moderna biologia evolutiva?
    Non desco a capire, quindi, le motivazioni della Sua proposta tanto improvvida e lesiva dell’immagine de La Sapienza nel mondo. Il risultato della Sua iniziativa, anche nella forma edulcorata della visita del papa (con «un saluto alla comunità universitaria») subito dopo una inaugurazione inevitabilmente clandestina, sarà comunque che i giornali del giorno dopo titoleranno (non si può pretendere che vadano tanto per il sottile): «Il Papa inaugura l’Anno Accademico dell’Università La Sapienza».
    Congratulazioni, signor Rettore. Il Suo ritratto resterà accanto a quelli dei Suoi predecessori come. simbolo dell’autonomia, della cultura e del progresso delle scienze.
    Marcello Cini

    «Magnifico Rettore, con queste poche righe desideriamo portarLa a conoscenza del fatto che condividiamo appieno la lettera di critica che il collega Marcello Cini Le ha indirizzato sulla stampa a proposito della sconcertante iniziativa che prevedeva l’intervento di papa Benedetto XVI all’Inaugurazione dell’Anno Accademico alla Sapienza. Nulla da aggiungere agli argomenti di Cini, salvo un particolare. Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella città di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un’affermazione di Feyerabend: “All’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto”. Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all’avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano. In nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia, auspichiamo che l’incongruo evento possa ancora essere annullato».

    il comitato dei 67

    perchè non aggiungerci anche che la colpa delle variazioni del clima sono del “vaticano”?

    liberopensiero

     

  8. Silvia

    Scusate ma forse è una sensazione che ho avuto solo io ma…credo che il problema non sia il Papa in sè stesso (è un uomo fortemente orientato ai valori cristiani e cattolici e forse leggermente “estremo” nella chiusura verso certi temi e certe categorie umane ma certamente è un uomo di altissima cultura e per ciò solo degno di parlare in luogo di scienza quale un’università) ma il “cattolicismo estremo” (permettetemi il termine) che in questi ultimi tempi manifestano uomini politici e, in genere, uomini che ricoprono cariche di potere…ho la sensazione che la Chiesa, i valori veramente o solo asseritamente cattolici, siano un arma che sempre più spesso viene utilizzata per contestare o per proteggersi dagli “attacchi” laici e che nulla hanno a che vedere con la religione (vedi le dichiarazioni della sig.ra Mastella…) oppure per rafforzare la propria immagine di potere richiamando il consenso dei credenti sui propri ideali e sui propri progetti quasi che un cristiano e cattolico dovesse per forza effettuare certe scelte per continuare ad essere tale…

    Forse più che indignarsi per le contestazioni il Santo Padre dovrebbe porre un limite a tutti coloro che continuano ad usare la Sua figura e soprattutto la religione come uno strumento ad uso e consumo dei propri interessi personali anzichè considerare il credo un fatto di elevazione personalissimo e non manipolabile dall’esterno della coscienza di ciascuno di noi….

    Voi che ne pensate?

  9. Ape Maya

    Se posso esprimere la mia opinione (cosa a quanto pare non molto scontata), direi che le parole chiave di questo discorso siano: IGNORANZA, STRUMENTALIZZAZIONE, PAURA. Cercherò di essere sintetica, anche se di cose da dire ce ne sarebbero moltissime.

    In primo luogo vorrei sfatare questo mito dell’inaugurazione dell’anno accademico come trampolino di lancio per non so cosa. Riprendo la frase di Frankcasa: “fuori luogo in riferimento all’apertura dell’Anno Accademico dell’Università laica di Roma. Sarebbe stato infatti come se si tentasse di dare una direttrice da seguire alla ricerca, al lavoro e agli studi universitari già come sappiamo molto mortificati….”. Ragazzi, ma state scherzando??? Qui IGNORANZA e STRUMENTALIZZAZIONE vanno a braccetto: per cercare motivazioni adeguate si è data tanta importanza a un evento che altrove non conta niente. Se l’inaugurazione dell’anno accademico desse direttrici da seguire, l’Università sarebbe messa proprio male! Vorrei porre alla vostra attenzione la recente inaugurazione dell’anno accademico dell’Università degli studi di Bari nella sede di Taranto. Invitato: Massimo D’Alema, il cui grado accademico massimo è il diploma liceale. Significativo invitare all’inaugurazione dell’Università uno che non sa nemmeno cosa sia l’Università. Scusate, ma avrei preferito 1000 volte di più sentire Ratzinger, uomo di cultura, che non un ignorante. Questo a dimostrare come alla fine non ci siano significati nascosti dietro questo discusso evento dell’inaugurazione. Se poi vogliamo parlare degli ignoranti invitati negli altri giorni a parlare all’università, ne cito uno per tutti: Califano invitato a parlare alla facoltà di Giurisprudenza, Università degli studi di Bari (trovate voi il nesso Califano/Giurisprudenza, perchè credo nessuno tra gli studenti l’abbia ancora capito).

    In secondo luogo, mi sembra veramente da ignoranti impedire a Ratzinger di parlare, con la scusa che parla sempre dappertutto. Scusate, ma il diritto di parola è solo di chi non parla mai? Sono legittimati a parlare solo i dissidenti? Quindi l’Università dovrebbe invitare a parlare solo chi non parla mai o chi non è mai messo in condizioni di poter parlare? Vi ricordo che l’Università nasce nel basso Medioevo come luogo di confronto di idee, luogo di dialogo, da cui la Chiesa non veniva bandita. Invece nel 2008, nell’era della tecnologia e del “presunto” progresso, regrediamo culturalmente, impedendo al Papa di intervenire.. Ma a che serve che firmiamo petizioni per l’informazione libera nel web, se in un’Università viene impedito a qualcuno di parlare???

    Non entriamo poi nel merito della laicità, perché evidentemente da voi viene intesa esclusivamente come antitesi alla Chiesa, quando invece la laicità è libertà di espressione di tutti, e non “di tutti, eccetto la Chiesa”. Laicità è permettere a tutti di parlare, così come permettere a tutti di ascoltare tutti! Perché, vorrei sottolineare che non solo si è tolto al Papa il diritto di parola, ma si è soprattutto tolto agli studenti il diritto di ascoltare qualcosa che la maggior parte voleva ascoltare.

    Una cosa poi che a quanto pare si è mal recepita è il ruolo dei 67 professori…e qui la strumentalizzazione mediatico-politica ha avuto la meglio. Subito a parlare del ’68, legittimando le contestazioni degli studenti e meravigliandosi di quella dei professori. Io invece trovo più legittima quella dei professori, che sanno benissimo qual è il problema, tastano da anni il problema effettivo del limite fede/ragione, mentre gli studenti si limitano solo a studiare e in questo caso sono stati solo veicolo di idee, di cui piena consapevolezza non potevano mai avere, data la giovane età e inesperienza. Pienamente comprensibile, anche se da me non condivisa, la posizione dei fisici/biologi/matematici, perché gli scontri con la Chiesa non si limitano solo a Galilei, sbandierato ai quattro venti sui giornali. C’è il discorso di Copernico, Giordano Bruno, dell’evoluzionismo, della genetica.. continui campi di confronto/scontro con il dogma religioso.

    E poi, piccola nota sulla PAURA che vi prende non appena si parla del Papa: io non parlerei di intolleranza, ma di vera e propria paura. Ma è mai possibile che ogni volta sentiate come una minaccia la presenza del Papa? Ma di cosa avete paura? Vivete e lasciate vivere.. se siete convinti del vostro credo (religioso o non che sia), lasciate da parte questa coda di paglia che vi prende, e apritevi al confronto! Ratzinger secondo me è frutto di fraintendimenti. Antipatia, ma per cosa? è semplice paura secondo me. La sua cultura è così grande da suscitare timore forse? Per me è un uomo da ammirare: sarà perché studio filosofia e lui in questo campo è davvero in gamba, ma per me è un uomo da ammirare.

    Infine, qualche parola sul rifiuto a partecipare da parte del Papa. Si è detto che ha rifiutato perchè non sopporta le contestazioni e vuole l’unanimità dovunque vada. Ma scusate, allora perché è andato in Turchia, nonostante le minacce pubblicamente ricevute??? Non mi risulta per niente ci fosse la folla unanime ad accoglierlo. Per me è stato un rifiuto puramente strategico, da uomo intelligente qual è. Perché ricordiamoci che prima di tutto è un semplice uomo, non un mostro.

    P.S.(x Cinzia): anche Papa Giovanni Paolo II fu invitato a La Sapienza, ci andò e fu contestato.

    1. michela

      condivido ape il tuo discorso soprattutto quando parli di strumentalizzazione dei ragazzi e della manifestazione, del gridare al 68 e quando dici che il rifiuto è stato puramente strategico, così ne parliamo di più, mica so fessi i diplomatici del vaticano!
      e concordo pienamente con te sulla necessità del dialogo e della libertà di parola per tutti, e che mille volte meglio Ratzinger che gli idioti di turno invitati nelle università, per carità!
      ma proprio perchè non è Califano o Vasco rossi, che hanno ben poco peso, le condizioni sono diverse e bisogna stare attenti.
      purtroppo in certe occasioni bisogna privarsi dell’intervento di una figura così “pesante” e rilevante e da un punto di vista culturale/religioso e da un punto di vista mediatico, proprio perchè non tutti hanno la tua capacità di “non avere paura” e di ascoltare con piena autonomia, come anche a me piacerebbe che fosse,e di non interpretare a proprio modo o per i propri interessi la cosa.
      l’anno accademico, anche se come dici tu non ha più un valore di indirizzo, rimane comunque un momento simbolico, e i simboli, purtroppo, mantengono il loro valore per la maggior parte delle persone che non ha la capacità e l’autonomia di vederli solo come “eidos”.
      topobiche_81

      1. falco

        A mio parere con questo attegiamento la chiesa, ancora una volta, ha mostrato tutti i suoi muscoli e la totale ingerenza nella vita politica e sociale del nostro paese. Gesto di inusitata violenza degno di rimembranza dei più splendidi momenti di guerra fredda, quando, le parate militari dell’una e dell’altra parte erano atte ad  ammonire ed avvisare il mondo a  starsene buoni ognuno al proprio posto.

        Allo stesso modo la chiesa, e lo vedremo domenica, a piazza s.pietro, non mancherà di mostrare al mondo tutta la sua potenza con la celebrazione della mega solidarietà al pontefice organizzata dal cardinale Ruini.

        Io così la vedo la questione. A questo punto, secondo me un pastore di anime che non vuole più fare il pastore e che finge di arrendersi ad una civile, timida e composta contestazione da parte di chi non condivide il suo pensiero, badate bene, su alcune sue considerazioni fatte precedentemente.

        Contestazioni ce ne sono state, ci sono e ce ne saranno, almeno finchè saremo in un regime di democrazia.

        Per me diserzione premeditata. Il resto lo ha detto molto bene Michela. Grazie. 

         

         

         

         

    2. Frankcasa

      Cara Ape Maya, ti parla un cattolico….che nn ha “paura” del Papa….ma ke sa fare un distinguo fra tensione verso il trascendente e Vita, atteggiamenti terreni…nn penso ke il Papa sia stato contestato x una connotazione fisiognomica ke lo rende …. poco “mediatico”….x la sua cultura inadeguata (anzi…)….forse x l’istituzione ke rappresenta in un contesto ke x alcune xs era inopportuno.(PUNTO!)..su questo possiamo o non essere daccordo. Ma il punto è secondo me un altro, PERCHE’ DEVI GIUDICARE LE MOTIVAZIONI CHE SPINGONO UN INDIVIDUO A MUOVERE UNA CRITICA? ANKE SE SBAGLIATA…E’ PUR SEMPRE UNA VOCE KE VA ASCOLTATA…è un esercizio di APERTURA mentale, di UMILTA’…..hai il dono di saper discernere il giusto dall’erroneo? x farlo dovresti conoscere a fondo cio’ ke spinge quel manipolo di contestatori a protestare!!! nn credo proprio ke tu abbia tutti i dati x farlo…nel dubbio IO posso solo permettermi di valutare gli EFFETTI nn le Cause, ovvero, erano giusti i modi della protesta!?… e la reazione del Papa!? devo fermarmi qui…Xo’ tu dici…cavolo è il Papa…nn puo’ essere oggetto di critike…bisogna ke parli sempre e cmq…x quello ke incarna x i fedeli…x la sua cultura, xkè invitano Vasco e Califano…. OOEEEE’!!!!!!!…puo’ avere tutti i diritti e i meriti di questo mondo…ma sai ke conquista è la DEMOCRAZIA? sai quante morti ci sn dietro? IO LI RISPETTO…e nulla nemmeno il Papa’ puo’ far cadere in me questo rispetto…le RELIGIONI devono finirla di allontanarsi e salire su piedistalli sempre + alti e dorati…vengano da me , mi diano una lezione, mi umilino,MA SCUSAMI… LA SNOBBERIA E LA SUXIORITA’ NN LA TOLLERO’ IN NESSUN MODO! a maggior ragione se viene “dall’ alto”…PERKE’ MI GIRI LE SPALLE??? DILLO CMQ QUELLO KE DOVEVI DIREEEE!!!C’erano dei fedeli ke aspettavano cmq quel discorso in quel contesto!!! E quando dici riguardo la sua defezione: ” per me è stato un rifiuto puramente strategico da uomo intelligente, qual’è” SECONDO TE DEVE ESISTERE STRATEGIA, CALCOLO IN QUESTE “FACCENDE”!?? IL CUORE, l’ UMILTA’,il XDONO x la nostra misera condizione di essere fallaci?!? Te lo kiedi xkè tanta gente si allontana dalla fede?…xkè si cercano altre strade spirituali?…

       

      Ad maiora!

      1. Ape Maya

        Caro Frankcasa, confesso che il tuo commento mi ha lasciato allibita. Ho dovuto leggere più volte per capirti, sia perché mi hai accusato senza riferimenti a qualche mia frase specifica, oggetto di contestazione, sia perché a un certo punto non capivo se avessi letto bene ciò che ho scritto e compreso il mio pensiero. A scanso di equivoci cercherò di essere precisa nel risponderti, in attesa di ulteriori chiarimenti e sperando di non aver equivocato le tue affermazioni.

        Non ti parlo da cattolica, ti parlo da studentessa di filosofia, che è abituata a distinguere tensione verso il trascendente e vita terrena e che è altrettanto abituata ad ascoltare le opinioni altrui, anche le più distanti, come per definizione un filosofo deve fare. Per cui la frase “PERCHE’ DEVI GIUDICARE LE MOTIVAZIONI CHE SPINGONO UN INDIVIDUO A MUOVERE UNA CRITICA? ANKE SE SBAGLIATA…E’ PUR SEMPRE UNA VOCE KE VA ASCOLTATA..” ti assicuro che nel mio caso è inadeguata. Se la tua critica muove dal mio uso della parola IGNORANZA, vorrei a tal proposito precisare che non è rivolta a te, non si tratta assolutamente di un voler giudicare le motivazioni della tua critica, e mi scuso se la forma scritta abbia dato questa impressione. Ho voluto esclusivamente riportare una frase da te scritta per trarre spunto per le mie riflessioni, tese a dimostrare come l’IGNORANZA sia elemento basilare di una concezione comune che vede nell’inaugurazione dell’anno accademico qualcosa che non c’è in realtà. Non voleva essere un attacco diretto a te, né è da leggere come un insulto, ma è da intendere nel senso più aulico della parola. E poi è una mia semplice opinione (l’ho scritto nel primo rigo del mio precedente commento, non a caso) e come tale va letta, così come io ho letto la tua. Non è un modo per mettere paletti o per etichettare utenti, sia chiaro. Né ho mai detto di possedere il dono dell’onniscienza o di avere il dono della verità assoluta. Né ho mai detto di essere nel giusto. Piuttosto, rigirerei a te la domanda: ma tu hai capito “cio’ ke spinge quel manipolo di contestatori a protestare”? Proprio perché si deve partire dagli effetti, ti inviterei a leggere la lettera di Cini, inserita da Lazarum, nella quale l’inaugurazione dell’anno accademico è solo un pretesto. In realtà si parla di tutt’altro. Cito il passo a mio avviso più significativo: “I temi che sono stati oggetto degli studi del professor Ratzinger non dovrebbero comunque rientrare nell’ambito degli argomenti di una lezione, e tanto meno di una lectio magistralis tenuta in una università della Repubblica italiana. Soprattutto se si tiene conto che, fin dai tempi di Cartesio, si è addivenuti, per porre fine al conflitto fra conoscenza e fede culminato con la condanna di Galileo da parte del Santo ufficio, a una spartizione di sfere di competenza tra l’Accademia e la Chiesa.”. Il riferimento all’anno accademico è solo successivo, di facciata; in realtà, per i contestatori, Ratzinger non deve proprio entrare in Università a parlare!!! Ratzinger parlerebbe di temi che non sono oggetto di una lezione, quando in realtà i temi affrontati da Ratzinger, nel corso di laurea in filosofia, in un’Università laica, sono il pane quotidiano! Non doveva mica parlare della Resurrezione!

        Poi, le motivazioni dell’insofferenza dei 67 professori ho detto che sono comprensibili, e se l’ho detto non è perché non ho i dati per farlo (occhio, che anche tu hai giudicato me in tal caso), ma proprio perché mi sono fatta un’idea del problema, non di certo leggendo il Corriere della Sera o vedendo Porta a Porta. Posso sicuramente non sapere tutto, ma parlo con una certa consapevolezza di cosa si stia parlando. Inoltre, non ho mai detto che il Papa non può essere oggetto di critiche, etc. Ti invito a trovare la frase in cui abbia detto una cosa del genere. Ho detto invece ben altre cose..e comunque so benissimo cosa c’è dietro la democrazia e i valori inalienabili che comporta e che rispetto.

         

        1. Frankcasa

          …..ape…Ape…nn voglio dilungarmi ed entrare in polemica…nn è nel mio stile…voglio solo farti osservare ke piuttosto ke giudicare a monte una questione della quale nn si è addentro….e magari qlk passaggio puo’ sfuggire…esortavo a valutare le conseguenze di una “manifestazione di dissenso democratica”…mi sconcertava il fatto ke tu reputassi “strategica”in senso positivo la ritirata del Papa! Il Papa nn avrebbe dovuto declinare l’invito, a io modesto avviso, avrebbe dovuto accettare le regole e le situazioni tipike di uno Stato laico,libero e democratico ….c’erano dei fedeli fra gli studenti ke lo volevano in quella situazione contingente, volevano ke la sua SUXIORITA’ di pensiero si palesasse, ne sarebbero stati orgogliosi….invece è successo quello ke hai detto tu….la vile “strategia”…la SUXIORITA’ si è palesata nella fuga da quegli esseri inferiori…IL CALCOLO…. LE VEKKIE VOLPI VATICANE hanno reputato fosse MEDIATICAMENTE + proficuo fare la VITTIMA…E ke lo stesso discorso avrebbe avuto in seguito un’importanza 100 volte suxriore….IO PREFERISCO UN PADRE KE MI SKIAFFEGGIA E MI RIPRENDE QUANDO SBAGLIO, PIUTTOSTO KE UN PADRE ASSENTE KE NN SMETTE UN ATTIMO DI OSTENTARE LA SUA SUXIORITA’ E MI LASCIA SOLO NELL’ERRORE E NELL’INDIFFERENZA….o no?

          Ad maiora!

          1. Ape Maya

            Frankcasa, su quest’ultimo punto sono d’accordo con te. Anche secondo me il Papa avrebbe dovuto partecipare lo stesso, ma inviterei a vedere la “strategia” non come una manifestazione di superiorità… secondo me si sta calcando troppo la mano su questo, sbagliando. Saluti.

          2. Frankcasa

            Apetta….nn condivido MA accetto DEMOCRATICAMENTE la tua opinione! Laughing

            Alla prossima!!! mmh…ma le api possono pungere + di una volta?! uashuahsuh Tongue out

            Ad maiora!

  10. Bandera76

    Cara Michele e company che la pensano come te…mi dispiaci e mi meraviglio delle Vostre affermazioni…ma ascoltare non è la fine del mondo!!!!!di certo non avrebbe predicato cose contro chi e qualcuno…il Papa è pur sempre un uomo di grande cultura…

    Forse tu e i tuoi amici volevate invitare Fabrizio Corona e ascoltarlo con tanto entusiasmo????????

    1. Cinzia

      … come si dice a Monte, “jè arruat schk’ppòn’!” (spero di aver trascritto bene, non sono un’esperta!), a sottolineare un intervento infelice ed inopportuno che … come dire … non ci azzecca niente!

  11. nemesi

    l’inserimento di questo post e il numero di commenti in cosi poco tempo sono una chiara dimostrazione del fatto che pensare, parlare e ascoltare ( in questo caso leggere) non sono per nulla la fine del mondo cara Bandera76!!! forse l’inizio per noi poveri illusi…

    credo che nessuno di loro, tantomeno io, avrebbe preferito che l’invito fosse stato mandato a Corona piuttosto che al Papa; se la Sapienza avesse invitato Carona, consapevoli dell’unanime disaccordo, nn ne avremmo neppure parlato!!!

    Riguardo all’accaduto brevemente credo anch’io che l’origine del dissenso sia condivisibile, che sicuramente i toni potevano essere più cauti per evitare falsi fraintendimenti, che l’invito in quell’occasione era fuori luogo. Ma credo anche che accettare l’invito avrebbe giustificato la sua presenza in quanto uomo di cultura e invece….il suo rifiuto è la dimostrazione di quanto siano fondate le proteste….altro che strategia!!!

    Per usare davvero poche parole…l’avremmo voluto ascoltare e ascoltato …se solo avesse parlato di cultura!!!

    _nemesi_

  12. gianni

    Cara Michela, scusami se cerco di rendere questa discussione di basso livello (terra-terra) ma, quello che non capisco, è questa sorta di anticattolicesimo. Cosa significa inadeguato l’invito al papa? Una persona che rappresenta la religione cattolica non ha diritto di parola in un contesto libero come dovrebbe essere qualsiasi ambiente laico? Poi, cara Michela, se un semplice studenticchio da quattro soldi si disgusta a sentire un uomo di elevata cultura come Ratzinger, credo che farebbe bene a cercarsi un lavoro e a ritirarsi dall’università. Università è luogo di scambi di idee e se uno si rifiuta di ascoltare opinioni diverse dalle sue allora per me è un ignorante. Meglio non parlare di quei professorini sinistrosi che non hanno perso occasione per fare il loro solito spettacolino moralista. Spettacolino accompagnato da personalità politiche come Pannella che si lamenta come un bambino perchè il papa ha una maggiore visibilita in tv, mentre lui deve fare i digiuni (ed ingrassa!!!) per farsi vedere. Questi studenticchi sono più attirati da Pannella che regala canne in piazza che non dai discorsi filosofici di un uomo di culto come Ratzingher. Bravi ragazzi

    Se giudichiamo inopportuna la presenza del papa allora dobbiamo contestare la presenza di D’Alema a Taranto visto che non ha neanche una Laurea. Come possiamo dire che ci troviamo in un ambiente libero se giudichiamo inopportune a priori le idee delle persone? Di cosa abbiamo paura che il papa riesca a convincere qualcuno a convertirsi al cattolicesimo? Di cosa hanno paura quei professori di perdere il loro potere formativo anticattolico e comunista ?

    Cara Michela i “fascisti rossi” non sono gli studenti contestatori (al massimo li reputo dei fascisti ignoranti), sono proprio quei professorini di sinistra (non tutti per fortuna) che son così bravi da ritenersi padroni di idee. Per loro la chiesa ha prodotto solo danni;  per loro gli americani sono i parenti del diavolo; per loro la matematica si è sviluppata grazie ai musulmani; per loro l’Italia è stata liberata principalmente dai partigiani dimenticandosi degli americani. Quello che dicono deve essere preso come verità assoluta e incontestabile, guai ad esprimere opinioni diverse. Se sei con me sei bravo altrimenti non hai neanche il diritto di parlare. Quello che è successo alla Sapienza è in pratica l’ennesima prova di accomunanza tra comunismo e fascismo.   

  13. Frankcasa

    “eh…sim arruat mbond!” ….” siamo arrivati al capolinea” Laughing

    Radio Maria sui professori della Sapienza date un’ okkiata:

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    ….la protesta:

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    …tg2 attacca i profs:

     

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    ….tesi contrapposte su ballaro’:

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    dovere di cronaca… Laughing

     

    Ad maiora!

  14. michela

    Fermo!fermo, gianni!che gran confusione che fai!ti prego!fermati.rileggi e analizza le frasi e i pensieri scritti!non fare un gran calderone, altrimenti non riusciamo a comunicare. cmq, ti sei già risposto da solo: ti cito:”Una persona che rappresenta la religione cattolica non ha diritto di parola in un contesto libero come dovrebbe essere qualsiasi ambiente laico?

    qui non abbiamo ben chiaro cosa voglia dire religioso-laico-libero.

    scusa, non è un attacco personale, ma la questione è di ben altro livello.

    attenzione ai calderoni e alle generalizzazioni.

     

    topobiche_81

    1. falco

      Cerca di riflettere bene e, come dice “sporco comunista” non vedere sempre falce e martello dappertutto per favore.

      Se non sbaglio tutti quanti quelli che tu reputi fascisti rossi hanno condannato pubblicamente la critica dei professori “dissidenti” e le successive azioni degli studenti.

      Ultima la condanna del ministro MUSSI notoriamente collocato a sinistra delle componenti governative.

      Pertanto cerca di fare la tua analisi pacatamente e con obbiettività attenendoti  scrupolosamente al tema. Non riprendere  la questione dall’ottobre del 1917 per piacere o dalla breccia di Porta Pia.

      Con affetto, Ciao

       

      1. gianni

        Chiaramente non volevo affatto generalizzare. La mia accusa è rivolta soltanto ad una piccola parte di quei professori (compresi quei 67) che sono offuscati dalla voglia di essere necessariamente anticattolici. Apprezzo l’intervento di Mussi che da non cattolico ha dichiarato di vergognarsi di questa situazione. Ripeto ancora una piccola parte che, come al solito in Italia, è stata in grado di dettar legge. In Italia da un pò di tempo sono sempre le minoranze a decidere.

        Cara Michela, forse è vero ho un pò fatto un calderone ma ti assicuro che quello che è successo alla Sapienza sia la lettera dei professori, sia  la contestazione degli studenti francamente è vergognoso perchè in entrambi i casi non si esprime una contestazione ad un discorso ma una richiesta di tenere la bocca chiusa. Non ha senso per una democrazia.

        Vorrei soltanto dirvi che l’Università Pontifica dell’Ecuador ha premiato il leader di rifondazione comunista Fausto Berinotti con una laurea honoris causa. Attenzione questa è una università cattolica non una vecchia sezione di nostalgici del PCI. In questa università ci sono professori cattolici che hanno accolto  senza nessuna protesta fasulla un comunista. A questo punto vi chiedo per un attimo di far finta di essere cattolici, considerate la laurea a Fausto Bertinotti inopportuna e inadeguata perchè consegnata da una università cattolica?

        Io credo che data l’ennesima figura fatta a livello internazionale siam caduti così in basso da poter prendere lezioni di civiltà e di democrazia anche da un piccolo stato come l’Ecuador. Spero di non aver fatto confusione e di essere stato chiaro.

  15. mario

    L’università, culla del sapere. Luogo di scienza e di pensiero, intelletto.

    Proprio pochi giorni addietro, chiacchieravo con un docente (anche bravo) della facoltà di architettura reggina (il Papa, non era fra i nostri discorsi) e mi ha colpito una sua affermazione proprio al riguardo dell’ambito universitario. Mi dice: “sai, oggi, purtroppo, l’Università è più tattica che didattica”. Mi viene da riflettere….. anche se poi, credo: non lasciare parlare una persona, chiunque essa sia è una sconfitta in partenza (ma questo è solo un mio pensiero)

  16. Mr. Ice

    Democrazia minima

    di Ilvo Diamanti
    Si odono ancora, distintamente, gli echi delle polemiche sollevate dalla rinuncia di Papa Benedetto XVI a proporre la sua lezione magistrale all’Università “la Sapienza” di Roma. Preoccupato dalla lettera dei 67 professori che avevano espresso il loro dissenso verso la sua visita. E dalle manifestazioni annunciate da alcuni circoli di studenti, anch’essi apertamente contrari all’arrivo del Papa. Anche se, probabilmente, oltre alla preoccupazione è subentrata l’irritazione per il mancato senso di ospitalità (non si invita qualcuno a casa propria per poi comunicargli che i figli lo accoglieranno, all’ingresso, per fischiarlo). Senza trascurare la volontà del Vaticano di far passare la religione civile che coltiva la centralità della “ragione” dalla parte del “torto”. Rovesciando sui “militanti laici” la critica di intolleranza che, da qualche tempo, accompagna il rinnovato protagonismo della Chiesa sulla scena pubblica.

    Le polemiche dei giorni seguenti (che proseguono ancora) si sono concentrate, soprattutto, sul concetto di laicità, di libertà, pluralismo. In particolare, è stata criticata – giustamente, a nostro avviso – l’azione volta a impedire la lezione di Joseph Ratzinger. Pontefice, ma anche eminente filosofo e teologo: sarebbe stato di casa all’Università. Per contro, altre voci, più circoscritte, hanno insistito sull’inopportunità che l’autorità più rappresentativa della Chiesa aprisse le lezioni di un centro di cultura pubblica e “laica”, qual è la più grande università italiana.

    Noi, tuttavia, vorremmo spostare l’attenzione dalla luna al dito che la indica. In altri termini, intendiamo soffermarci su un aspetto laterale, rispetto a questa discussione. E, tuttavia, sintomatico del male che affligge il nostro (povero) Paese; e indebolisce la nostra democrazia. Ci riferiamo alla sproporzione delle forze in campo.

    Sessantassette professori esprimono il loro dissenso verso una iniziativa dell’Università in cui insegnano. Insieme ad altri 2000 docenti. Affiancati da circa 300 studenti, che manifestano la loro protesta. E la rilanciano giovedì scorso, quando avviene l’inaugurazione. Senza il Papa, ma di fronte al sindaco Veltroni e al ministro Mussi. Studenti molto diversi da quelli del mitico ’68. Definiti e auto-definiti “autonomi”, non perché si ispirino ai collettivi e ai movimenti “rivoluzionari” degli anni Settanta, ma perché dichiaratamente estranei e antagonisti rispetto ai soggetti politici attuali. “Antipolitici”, per usare le categorie del nostro tempo. Ripetiamo un’altra volta: 300 studenti. Trecento: in una Università dove gli iscritti sono circa 140 mila.

    Il nostro appunto (e disappunto) è riassunto da questi numeri. Una iniziativa di grande rilievo pubblico e di grande importanza simbolica si è, infatti, incagliata sul dissenso espresso dal 2,8% dei professori e dallo 0,2% degli studenti. Tanta sproporzione suggerisce una considerazione inquietante. La nostra democrazia non è più in grado di sopportare neppure una frazione di conflitto e di opposizione così ridotta. L’opposizione di alcuni professori di Università. Ambiente dove è, quantomeno, normale che vengano espresse distinzioni, differenze; talora “eresie” culturali. La sfida irrequieta e “maleducata” di un drappello di giovani studenti. Ai quali, per età e condizione, va concessa la possibilità anche di sbagliare in proprio. Hanno di fronte una vita per sbagliare con la testa degli altri.

    Una democrazia incapace di “tollerare” un dissenso così minuscolo – anche se esprime posizioni “poco tolleranti” – è seriamente malata. Tanto più se, poi, cede. Non è in grado, comunque, di garantire il rispetto delle scelte assunte dagli organi di governo legittimi; condivise dalla stragrande maggioranza della società.

    La colpa non è del 2% degli intellettuali che si oppone, né dello 0,2% della popolazione che manifesta. E’ delle istituzioni, delle autorità che si arrendono loro.
    democrazia che, come in troppe, altre, precedenti occasioni, si piega di fronte a pressioni minime. E non sopporta il minimo dissenso. E’ una democrazia minima.

    repubblica.it 
    Esprime perfettamente il mio pensiero sulla vicenda.
  17. Aurora

    è una questione a dir poco complicata. da un lato c’è chi dice che il Papa fosse stato chiamato in qualità di filosofo, perchè non dimentichiamoci che E’ ANCHE UN FILOSOFO. d’altra parte: chi è che guardando quell’uomo avrebbe visto il filosofo e non il papa? purtroppo, ci sono ruoli capaci di nascondere l’uomo che li interpreta. non è stato corretto chiamare il pontefice (tra l’altro tutt’altro che tollerante, un pontefice che non voleva ricevere il dalai lama) all’apertura dell’anno accademico, ma i ragazzi non si sono mostrati aperti al dialogo e i professori hanno strumentalizzato l’evento. alla fine il discorso si è letto comunque, ma nessuno ha potuto obbiettare, dal momento che benedetto XVI non era presente…

    quindi, cosa abbiamo ottenuto???

    1. Frankcasa

      Forse chi ha manifestato sapeva già in partenza che sarebbe stata una sconfitta mediatica…ma ben venga chi ha il coraggio di manifestare sempre e comunque le proprie idee…anche se si investono gli “intoccabili”! CRITICHIAMO I MODI, LE IDEE ALLA BASE….MA PREMIAMO LO SPIRITO DELLA DEMOCRAZIA! o no?!?

      Ad maiora!

  18. Aurora

    è una questione a dir poco complicata. da un lato c’è chi dice che il Papa fosse stato chiamato in qualità di filosofo, perchè non dimentichiamoci che E’ ANCHE UN FILOSOFO. d’altra parte: chi è che guardando quell’uomo avrebbe visto il filosofo e non il papa? purtroppo, ci sono ruoli capaci di nascondere l’uomo che li interpreta. non è stato corretto chiamare il pontefice (tra l’altro tutt’altro che tollerante, un pontefice che non voleva ricevere il dalai lama) all’apertura dell’anno accademico, ma i ragazzi non si sono mostrati aperti al dialogo e i professori hanno strumentalizzato l’evento. alla fine il discorso si è letto comunque, ma nessuno ha potuto obbiettare, dal momento che benedetto XVI non era presente…

    quindi, cosa abbiamo ottenuto???

  19. oliunidis

    E’ evidente che per come sono andate le cose ed anche per come la vicenda e’ stata gestita dall’informazione , ma questo era prevedibile, Benedetto XVI ne sia uscito rafforzato.

    A me sembra che in questi decenni di grandi e rapide trasformazioni, di fronte allo sgretolarsi del sistema di valori tradizionali, la chiesa di Benedetto XVI grande teologo, piuttosto che aprire le sue porte abbia deciso di rafforzare la gia’ grande fortezza intorno a se’, cosa che impedisce il dialogo con le persone.

    Eppure la cultura cattolica fa parte del nostro Paese, fa parte della nostra cultura e questo arroccamento non fa bene a nessuno.

    Sono pronto a scommettere che nel giro di un secolo con una scienza imperante (ma a mio avviso anche pericolosa)  la chiesa sara’ letteralmente spazzata via, e questa e’ una perdita anche per me che non sono cattolico, perche’ se sono critico con la chiesa cattolica lo sono ancora di piu’ verso le linee culturali che sembrano avere il vento in poppa in questo momento.

    Io avrei utilizzato quell’occasione per provare a dire queste cose al papa…per dire papa sveglia!….

    1. For Peace

      Credo che il Papa avrebbe fatto una bella lezione, sono daccordo con coloro che temevano quelle facce agguerrite di alcuni giovani che hanno osteggiato l’arrivo del Pontefice, mi associo ai commenti negativi verso di loro. E’ pur vero che gli insegnanti avranno avuto le loro ragioni e, spero tanto che siano state simboliche e legate all’evento di apertura dell’Anno Accademico. Mi dispiace però che oggi i politici hanno sfruttato le telecamere per esprimere il loro collateralismo clericale, da cattolico sono indignato da questi atteggiamenti e vorrei tanto che la mia chiesa  si scrolli di dosso questi falsi approfittatori e diavoli che cavalcano l’onda per i soliti interessi.

  20. Raf

    Ciao michela, il tuo discorso è tutto sommato condivisibile da un punto di vista strettamente logico o teoretico.
    Il problema, come tu stessa sottolinei, è il modo e il tono della polemica da parte dei cossiddetti laici o laicisti; è lo scatenarsi del solito anticlericalismo cieco, della solita arroganza di un laicismo integralista, altrettanto oscurantista dello stesso oggetto della sua contestazione.
    Tra l’altro nelle dichiarazioni di adrenti alla protesta come Alberto Asor Rosa («Non si può prescindere da un magistero pontificio fortemente connotato da posizioni conservatrici e reazionarie»), si coglie che il problema non è il papa in quanto tale e per ciò che rappresenta (come sottolinei tu), ma il fatto che sia QUEL papa. Quindi se fosse stato un’altro papa, il problema non si sarebbe presentato?
    Poi il fatto che la chiesa ostacoli la libera ricerca può essere anche vero… ma detto da loro!
    Secondo voi è libera ricerca quella delle università italiane? Dove la maggior parte dei ricercatori è li per concorsi truccati? dove molti studenti meritevoli devono subire l’umiliazione di non passare un concorso perchè non sono “nepoti” dei baroni? dove chi è appassionato di scienza deve fare spesso le valigie e andare in America dove sarà apprezzato?
    Allora quelli studenti e professori indignati per l’invito al Papa nella loro università, si indignino per altro… e ne avrebbero di che indignarsi…

    1. Làeda

      Consapevole della banalità del seguente paragone,ma trovo utile farlo…perché IO LA PENSO COSì.Trovo molto più OSCENO ascoltare i discorsi di Prodi o di Berlusconi, o di chi per e come loro, per poi andare CON I NOSTRI PIEDI E LE NOSTRE MANI a sceglierli e votarli, e non ascoltare il discorso del Papa. Perché?Scontatissimo: andiamo ad ascoltare, e ad assumere per VERE, parole campate in aria, senza nessun riscontro pratico, di gente scelta DA NOI, che stiamo lì come i polli a bocca aperta a sperare in qualcosa di buono(ah…poveri noi), che in realtà non si realizza mai, e poi ci “spaventiamo” di un discorso del Papa, che di sicuro ha qualcosa di meglio rispetto ad altri discorsi, e che sicuramente parte da una persona di CULTURA, scelta da e tra persone che non tengono conto delle promesse. Non mi pare che il Papa abbia mai “promesso e non mantenuto” una vita nel paese dei balocchi, mi pare che i suoi compiti siano esclusivamente quelli di predicare, intermediare, sensibilizzare.Ovvio che(come ha detto il buon Corvo )chi non voglia crederci o chi,semplicemente, non voglia ascoltarlo, è liberissimo di farlo. Al contrario,invece, di quanto accade ai comizi o ai discorsi dei politici in generale: c’è l’Altissimo sul palco, e una folla di ascoltatori(anche non credenti, MA CI SONO,per rendersi conto di COSA PROMETTE l’altra faccia della medaglia).Ed ecco la scena madre: “Vi promettooooo…che dal prossimo mese farò venire in Italia un Uomo che vi regalerà la vita eterna!” e il popolo:”BRAVOOOOOOOOO”(ad applaudire). Ragazzi, rendetevi un attimo conto…

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