venerdì 22 Novembre 2019

MONTESCAGLIOSO: LA GIUNTA ZITO APRE AL BUSINESS DEI FORNI CREMATORI!

Il Sindaco Vincenzo Zito e la sua giunta, con un atteggiamento reazionario, impongono alla Comunità montese l’impianto di un forno crematorio nel cimitero comunale.

Codesta struttura sarà realizzata tramite il metodo della finanza di progetto, ossia, senza oneri economici per l’Ente pubblico. Già, senza oneri economici ma con molti reali rischi per la salute dei cittadini alquanto giustamente preoccupati per la scellerata decisione!

Codesto imprudente provvedimento non ha visto un opportuno coinvolgimento delle altre forze politiche del Consiglio comunale che, piaccia o no, insieme (M5S, “Monte in Testa”, “Alleanza per Montescaglioso”) rappresentano la maggioranza della popolazione montese, non solo, non è stato nemmeno preceduto da una doverosa e preventiva informazione verso l’intera collettività al fine di arrivare ad una condivisa soluzione.

Nella delibera (DGM n. 17 del 1/4/2019), non c’è neanche traccia di una precauzionale valutazione del tanto decantato “Osservatorio Ambientale Comunale” che, evidentemente, sarà stato ritenuto, proprio dagli stessi amministratori che l’hanno istituito, non degno e non all’altezza di esprimere un qualificato parere!

Non risulta neppure siano state considerate e valutate altre tecnologie ecosostenibili: cremazione a freddo.

La “saggia” idea di aggiungere a quello idrogeologico un altro grave rischio ambientale diminuirà ancora di più l’attrattività del nostro Paese, visibilmente già molto provato dai bassi livelli occupazionali, dalla crisi del commercio e dal conseguente esodo dei nostri giovani concittadini.

Qualche giorno fa (sitoweb Comune e Facebook, 12/8/2019), a proposito di opifici inquinanti, in risposta ad un Gruppo di minoranza consiliare, era lo stesso Sindaco a ricordare la Cementeria di Matera situata, in linea d’aria, a brevissima distanza da Montescaglioso. Ne sottolineava soprattutto la pericolosità ambientale e ne rimarcava il suo ricorso presso le massime Istituzioni nazionali e questo gli va riconosciuto. Quindi, mentre da una parte chiede la chiusura di un inceneritore un po’ distante, dall’altra, si attiva per l’apertura di una nuova fonte di inquinamento da ubicare nel centro abitato. A volte, diventa difficile finanche mettersi d’accordo con se stessi!!!

Per la cronaca, a proposito del suddetto inceneritore, nel recente passato, noi del M5S abbiamo organizzato o partecipato a manifestazioni di protesta sulla Murgia materana sede dello stabilimento.

Qual è la posta in gioco?

Il progetto preliminare del “Tempio della cremazione”, pubblicato sulla piattaforma C.U.C. Bradano con Codice Identificativo Gare n.7883555364, puntualizza che il Comune incasserà: 31.000 € di canone annuo, più il 5,5% di ogni cremazione il cui costo si aggira intorno alle 500-600€, con possibilità di aggiungere anche una tassa d’ingresso di 50€ per ogni salma proveniente da altri comuni. Queste modestissime cifre porteranno ossigeno alle dissestate finanze comunali ma potranno mai bilanciare l’alto rischio socio-ambientale?

Inoltre, i progettisti preavvisano e vantano (quello che per loro è uno sfoggio, per noi comuni mortali si traduce in una profonda inquietudine!) che già nel primo anno dall’attivazione si raggiungerà il numero di 700 cremazioni con successivi significativi incrementi annui.

In realtà, da quando la Chiesa ha “sdoganato” l’utilizzo della cremazione quest’ultima ha avuto un’inaspettata diffusione su tutto il territorio nazionale, tanto da richiedere la moltiplicazione di tali impianti ed essere giornalisticamente definita “il business dei forni crematori”.

Di conseguenza, secondo il trend dei dati nazionali, Montescaglioso diverrà un crocevia di salme da incenerire e, ovviamente, residenti locali da ulteriormente impoverire.

Mi chiedo se una piccola comunità potrà mai reggere, per 25 anni di concessione, ad un simile ingente avvelenamento dell’aria e del suolo, infatti, i fumi emessi dall’impianto sono formati da sostanze chimiche altamente nocive alla salute e all’ecosistema locale. I progettisti, nella loro relazione, “garantiscono” che sarà un impianto di ultima generazione con controlli di qualità per ridurre al minimo la pericolosità delle emissioni nell’atmosfera.

Già, ridurre al “minimo”! E chi si fida! Spesso, in Italia, il termine “minimo” assume il significato della più piccola dose letale! Infatti, laddove si muore a causa dell’inquinamento, i valori delle sostanze tossiche diffuse nel suolo, nell’acqua e nell’aria sono sempre nel range di normalità. Quindi, è la cronica esposizione a tali sostanze che frega! Basilicata docet!

Però, per onestà intellettuale bisogna anche dire che non tutti gli scienziati sono contrari agli impianti di cremazione, anzi, se ad esempio sono costruiti con tecnologie ecosostenibili ed in totale sicurezza di funzionamento, molti di loro li ritengono addirittura una scelta ecologica ed igienicamente più sicura rispetto alle tradizionali inumazione e tumulazione.

Al di là del dibattito scientifico, considerando la precaria situazione sociale e l’alto contributo in morti da malattie tumorali nella nostra comunità, la domanda principale che, con altri due Gruppi di opposizione, mi pongo: perché costruire il forno crematorio proprio a Montescaglioso?

L’importante scelta non può e non deve essere lasciata soltanto alla volontà di chi, temporaneamente, amministra, o peggio, essere abbandonata ai desiderata del Responsabile dell’Ufficio Tecnico comunale.

La questione implica aspetti umani, religiosi, sociali ed economici, per questo, andrebbe affrontato in un consiglio comunale aperto ai cittadini ed a varie discipline tecnico-scientifiche (esempio, quelli dell’I.S.D.E.).

Una politica che pensa al futuro in modo serio non impone, bensì, coinvolge, fa partecipare, discute ed, alla fine, condivide la soluzione più appropriata e con un rapporto rischio-beneficio più favorevole alla comunità!

Pertanto, la “gratuità” o il ricavo economico connesso all’opera NON GIUSTIFICA affatto la sua realizzazione, perciò, invito e sollecito il Sindaco a REVOCARE l’anzidetta delibera e la determina n. 422 del 2/8/19 e di NON PROCEDERE ALLA STIPULA DEL CONTRATTO con l’ATI vincitrice del bando, altresì, di CONVOCARE quanto prima il predetto Consiglio comunale.

Diversamente, non si escludono iniziative pubbliche di dissenso nel futuro immediato!

Caro Sindaco, non venda la salute e la vita dei suoi concittadini al miglior offerente!

Peppino Ditaranto, Consigliere portavoce M5S – Montescaglioso (16/08/2019)


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