SOLIDARIETA’ AD UN CITTADINO MONTESE

Sono stato un giorno a Monte e devo dirvi che ho assistito ad una scena di un film già visto, dal titolo

QUANN U PAGGHIAR S IARD L ZOCC’L S’N SCAPP’N

(quando il pagliaio brucia i topi fuggono)

Intanto voglio ricordare che il pagliaio non è ancora bruciato, ma che è tempo di finirla con questa mentalità ipocrita e traditrice tipica di noi montesi di abbandonare la nave che affonda e scaricare le persone al minimo avviso di bufera.

Filippo Bubbico resta e resterà per sempre l’uomo politico montese che non ha mai detto di no a nessuno, sempre pronto e disponibile e aperto alle esigenze di chiunque, amico o avversario politico, che in questi anni ha bussato alla sua porta.

Ora indipendentemente dalle vicende giudiziarie e dal giudizio positivo o negativo sul suo operato politico che ognuno di noi è libero di esprimere, c’è una vicenda umana che coinvolge un cittadino montese sulla cui integrità morale credo nessuno di noi possa avere il minimo dubbio.

per questo credo che tutti noi utenti di monte.net, sia di destra che di sinistra dobbiamo far sentire a Filippo Bubbico la nostra vicinanza nella sua vicenda umana e tutta la nostra solidarietà affinchè anche egli capisca che i suoi concittadini gli sono vicini e gli auguano di risolvere presto e nel miglior modo possibile il periodo che stà attraversando.

Invito tutti pertanto ad inserire un post anche con un semplice “si” o ad inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica di montescaglioso.net.

grazie a tutti

tonino ditaranto


Commenti da Facebook

35 Commenti

  1. vince_ditaranto

    Ciao tm,

    certamente ti fa onore manifestare la tua solidarietà per un amico, un compagno di partito a cui ti senti legato. Ho anche apprezzato la coerenza dei ragazzi della sinistra giovanile per il manifesto che hanno partorito. Se non lo facevano loro!!!!

    Per mia natura non sopporto i volta gabbana, e una persona non può passare dalle stelle alle stalle. Quindi non trovo giusto dare addosso soltanto ora da parte di chi lo ha osannato negli anni scorsi.

    Detto questo mi sento di dirti che trovo esagerato da parte tua invitare tutta la popolazione ad un gesto di solidarietà. In nome di cosa??

    Magari dovrebbero sentirsi “obbligati” coloro i quali “hanno bussato alla porta”

    (espressione davvero infelice a mio avviso, ed usata, ahimè, anche dai ragazzi della sinistra giovanile) come dici tu, ma gli altri???

    Tu invochi l’integrità morale su cui nessuno ha dubbi, a tuo avviso.

    Non me ne voglia nessuno ma personalmente non ho dubbi sull’integrità solo della mia famiglia e di qualche amico stretto……di tutti gli altri, perdonami, mi riesce difficile mettere la mano sul fuoco. Soprattutto se si tratta della classe politica, notoriamente poco “portata” verso tale integrità.

    Non me ne volere per questo appunto. Sono in contrasto anche con chi, al contrario, fa del facile giustizialismo.

    I vertici della sinistra amano dire, quando si tratta dei processi degli “altri” (Berlusconi e soci),  ……..”Lasciamo che la magistratura faccia il suo corso”………credo che tale affermazione vada applicata anche in questo caso.

    Buona giornata

     

    1. falco

      Tutta la mia solidarietà a Filippo, l’ho già scritto precedentemente, sono sicuro che ne uscirà integro e più forte di prima.

      Non posso dissentire da Corvo, legittime le sue perplessità. Lasciamo che la giustizia faccia il suo corso.

      L’importante che lo faccia il più presto possibile e che eventuali, per me sicuri, scagionamenti siano rimarcati allo stesso modo con gli stessi caratteri delle accuse.

      Del resto, Corvo,  credo che anche Filippo ( a differenza di Berlusconi ) faccia altrettanto vista la serenità, il coraggio e la pacatezza con cui sta affrontando questa allucinante situazione. 

      Grazie

      1. RoKKo77

        ritengo giusto che si speri che un nostro concittadino riesca ad uscir fuori da qeuste vicende ma…i miei dubbi ce li ho eccome anche perchè certi scandali non escono da parti politiche avverse ad esso specie quando in contesti come la regione basilicata esse sono quasi inesistenti…forse dirò una cavolata ma i miei dubbi nascono dal fatto che questi sono fatti vecchissimi che TUTTI SANNO ma tutti fan finta di non sapere perciò sono un po perplesso sulla faccenda.

  2. Cristoforo Magistro

    Condivido il punto di vista di Tonino su Filippo Bubbico, ma ho molti dubbi sull’opportunità e l’utilità del suo appello.
    Per quanto conosco Tonino so che è la generosità che lo fa parlare, ma sono convinto che il rispetto per la vicenda che il sottosegretario sta vivendo debba cominciare con il non andare oltre quello che l’interessato ha ritenuto opportuno di dire al riguardo pubblicamente.
    La sua discrezione può suscitare perplessità, certamente è inusuale rispetto ai comportamenti correnti. Personalmente la apprezzo molto, non so se gli sarà anche utile, ma nei momenti difficili la cosa migliore da farsi forse è proprio essere se stessi.

    Ciò che mi ha colpito nelle dichiarazioni pubbliche di solidarietà a Filippo Bubbico fatte dai responsabili del suo partito – quelle sì necessarie, ma tutt’altro che scontate – è stato l’accento posto sulle sue qualità umane.
    Quelle sue, non quelle della sua porta o del suo portone che, sono d’accordo, mi sembra di cattivo gusto evocare e, soprattutto, non volute dal loro proprietario.
    I montesi dovrebbero conoscerle meglio del segretario Piero Fassino, ma noi meridionali – lo dico con grande amarezza – abbiamo spesso un tale disprezzo di noi stessi da sentirci personalmente offesi se qualcuno raggiunge una posizione particolare. Lo riteniamo frutto della cieca sorte, come se qualcun altro al posto nostro avesse vinto alla lotteria. Eppure siamo, noi elettorato, a estrarre il biglietto vincente!
    Pazienza! Quando cambieremo anche in questo, sarà meglio per tutti.
    Riguardo alla concreta questione, si vedrà come sono andate veramente le cose.
    Sappiamo tutti che in questi casi tre diversi tipi di verità si rincorrono e confondono.
    La verità stabilita a caldo dall’opinione pubblica, quella (alquanto zoppicante e screditata negli ultimi tempi, soprattutto dalle nostre parti) giudiziaria e quella (prima o poi sarà da abbozzare, ma campa cavallo!) storica.

    La verità dell’opinione pubblica è talmente mutevole, capricciosa e incontrollabile che nessuno se ne assume la paternità e si arriva ad attribuirla a Dio. Voce di popolo…
    Non mi sembra che dietro un tale modo di pensare ci sia una grande opinione della saggezza divina, ma tant’è.
    In questo momento c’è un clima politico molto difficile nel nostro paese e la situazione rischia di sfuggire di mano a tutti.
    Personalmente non credo che la salvezza potrà venire da Berlusconi. Lasciamo perdere la simpatia o l’antipatia che il personaggio riscuote da ognuno di noi e riflettiamo piuttosto sulle caratteristiche strutturali del modello che ci propone.
    A tale scopo facciamo un confronto. La più potente industria italiana della nostra storia, la Fiat, da oltre un secolo condiziona la nostra vita politica. Non poteva essere diversamente poiché non produce zolfanelli, ma autoveicoli, un prodotto strategico: le auto non si comprano se lo stato non fa strade, non promuove la ricerca e produzione di combustibili, ecc.
    Bene: la Fiat si è fatta servire alla grande dalla politica, ma ne ha rispettato il primato e non è mai scesa direttamente in campo.
    La Fiat produce beni materiali, diciamo che lavora con gli atomi.
    Berlusconi produce e, soprattutto, commercializza immagini, cioè beni immateriali.
    La sua influenza sulla vita pubblica è enorme. Attraverso le sue tv (cui si sono aggiunti media freddi come i giornali Il Foglio, Il Giornale e Libero) non solo suggerisce agli italiani cosa pensare riguardo a ogni singola questione, ma forma mentalità, gusti e stili di vita, cioè ne traccia le autostrade mentali.
    Ne ottiene soldi e potere.
    Nella lotta politica gli altri usano l’arco e lui l’atomica.
    A me sembra del tutto evidente che questo è pericoloso per la nostra democrazia.
    Non è un parlar d’altro, ma direi che è alla luce di questi stravolgimenti alla nostra già non esaltante vita politica – e fortunatamente per gli altri paesi, solo alla nostra- che bisogna ripensare ciò che è accaduto in questi anni in Italia e in Basilicata, altrimenti si rischia di vedere la foglia che appassisce e non la foresta che brucia.
    Circoscrivendo il campo alla questione Basilicata io partirei dalla mancata autorizzazione a procedere nei confronti di Antonio Luongo (DS) e Angelo Sanza (FI) e da un intervento in difesa di quest’ultimo di Francesco Cossiga che sparava minacce e insulti a 360 gradi.
    Cossiga, non Paperino!
    http://www.corriere.it/speciali/elezioni/stellasanza.shtml
    http://legislature.camera.it/_dati/leg14/lavori/bollet/200206/0612/html/17/comunic.htm;
    http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=22503

    1. vince_ditaranto

      Spero che i ragazzi che oggi hanno sostenuto la prima prova dell’esame di maturità non abbiano commesso l’errore che sto per fare io……ma voglio proprio uscire fuori traccia.

      Caro Cristoforo, le voglio rispondere non sulla questione Basilicata, dove le opinioni emerse a riguardo sono più o meno condivisibili, ma sul presunto attentato alla democrazia del “modello Berlusconi”.

      Intendiamoci, sono d’accordo con la sua analisi di tale modo di affrontare l’opinione pubblica. Berlusconi non ha fatto altro che esportare il modello americano, populista e volto alla propaganda, a colpi di spot e telenovele…..molti dicono che Silvio seduce le casalinghe e ammaglia le vecchiette. Ci sto, sono d’accordo. Anche a me il modo di fare politica alla Berlusconi non piace. A mio avviso chiunque abbia un minimo di cervello si accorge di tutto il fumo che viene sollevato…dove l’arrosto latita.

      quindi sin qui siamo d’accordo.

      Ma l’affermazione che non riesco a mandare giù è quella che i poveri “sinistri” combattono con l’arco e il prepotente Berlusconi con l’atomica.

      Dai Cristoforo, un pò di obiettività. Se le armi di Silvio sono pericolose e rumorose, quelle dei sinistri sono si molto più “silenziose” ma non meno pericolose. Sappiamo tutti che in 40 di DC la sinistra e i propri uomini si sono “infiltrati” nella pubblica amministrazione in maniera a dir poco capillare. Per non parlare della cultura, o presunta tale….visto che la percentuale dei professori di medie e superiori che sono di sinistra è spaventosa.

      Per poi finire ai tanti registi che si scomodano a sfornare film e documentari, ai comici che dietro “la scusa” della satira fanno politica in maniera vergognosa al pari di quella di Fede, ai cantanti. Non so chi può influenzare di più un voto, se la TV o un concerto pieno di giovani e giovanissimi, quindi facilmente manipolabili!!!

      Tu che ne pensi Cristoforo?? Sei stato negli ultimi anni a qualche concerto?? Ti posso citare una caterva di cantanti che dal palco non fanno altro che sputare veleno contro Berlusca. Per non parlare del premio oscar Benigni, preso da una missione di distruggere con la sua “satira” tutto quello che ha a che fare con la destra. Cosa credi che questi personaggi non influenzino l’opinione pubblica???

      Sono liberi di farlo, per carità, molte riflessioni sono condivisibili.

      Ma smetiamola di dare l’immagine di una sinistra che lotta a colpi di ideali……perchè a mio avviso è una visione molto distorta della realtà!!!

      Ognuno ha i suoi poteri e le sue leve, per qualcuno sono più evidenti e attaccabili, per altri sono molto sibilline e un po più difficili da notare.

      Scusate il papiro e il “fuori tema”.

       

      Buon pomeriggio

      1. ciffo

        Come disse un famoso giocatore: “sono pienamente d’accordo a metà” con Cristoforo. Il potenziale pericolo per la democrazia che rappresenta Berlusconi è enorme.
        Ma come dice bene corvo… dai pericoli bisogna guardarsi a 360°. Un Fassino che si fa dettare le cose da dire da Consorte o un D’Alema che smista pacchetti azionari come un navigato agente di borsa non sono certamente pericoli minori per la democrazia. Anzi… che Berlusconi faccia gli interessi di mediaset un cittadino può anche aspettarselo (e quindi essere cauto in cabina elettorale), che insospettabili dirigenti di un partito facciano invece gli interessi di qualcuno in particolare… a meno di intercettazioni…

        1. falco

          Scusate ma con gli ultimi due interventi non mi trovo per niente d’accordo.

          Corvo cerca a tutti i costi di paragonare e bilanciare due cose che non hanno nulla a che vedere fra di loro.

          Voi, secondo me, inconsapevolmente, nel cercare di equidistanziare e bilanciare due soggetti confondete un’azione, se pur non condivisibile da tutti, atta a promuovere un ideale una ricerca di un modello di vita diverso ed alternativo con un’azione che ha come unico scopo l’arricchimento personale.

          Non mi si dica la barzelletta, inculcata dal Berlusca, sui cantanti i concerti ed i professori che sono tutti di sinistra perchè non ci credo e non ci crederò mai .

          Sono convinto che ognuno di noi ha una propria convinzione ed una coscenza politica e certamente sa ascoltare e sa anche giudicare e non è un caso se ad ogni elezione non si riesce ad esprimere una maggioranza degna di tale nome per riuscire finalmente a governare il paese senza condizionamenti e pressioni dell’ultimo partitino inventato di sana pianta all’ultimo momento.

          Ciffo, è ancora più grave il fatto che nonostante siamo consapevoli dell’obiettivo di berlusca lo stesso riesca a raccogliere un così tale consenso del pur cauto elettore.

          Grazie

           

           

           

           

          1. tm

            vecchia piccola borghesia, vecchia gente di casa mia

            per piccina che tu sia, il vento un giorno ti spazzerà via.

             

            sei contenta se un ladro muore, se si arresta una puttana,

            se la parrocchia del sacrocuore ha acquistato una nuova campana.

             

            sei soddisfatta dei danni altrui, ti tieni stretta i denari tuoi,

            assillata dal grande tormento che un giorno se li riprenda il vento.

             

            vecchia piccola borghesia, vecchia gente di casa mia

            per piccina che tu sia il vento un giorno ti spazzerà via.

             

            claudio lolli

             

            ciao a tutti tm

          2. gianni

            Caro tm,

            come al solito devo contraddirti per le tue opinioni. Quella canzoncina, come tutte le canzoncine politiche, non rispecchia la realtà delle cose. Se dobbiamo credere ancora a queste fantasie di parte ti assicuro che i problemi di noi “poveri” non saranno mai risolti. Se crediamo ancora alla destra dei ricchi ed alla sinistra dei poveri ed umili stiamo veramente sulla brutta strada.

             Caro tm le contraddizioni sono veramente troppe per rendere credibile quella canzoncina. Mi spieghi che senso ha stare dalla parte dei poveri e fare il tifo per una banca? Mi spieghi perchè si richiedono i finanziamenti europei  per arginare l’erosione delle coste ioniche e nello stesso tempo si concede la costruzione di case sulla costa ionica e vicini alla foce di un fiume?

            Caro tm restiamo con i piedi per terra e guardiamo alla realtà. Credere ancora ad una sinistra per i poveri significa credere ancora a Babbo Natale

          3. tm

            ciao gianni mi mancavano i tuoi commenti, in particolare quelli in cui provi a contraddirmi, perchè poi mi danno sempre la possibilità di rispondere ad una persona che se anche non la pensa come me, fa sempre delle osservazioni acute ed intelligenti. peccato solo che avvolte non ti soffermi a leggere tra le righe dei miei post, altrimenti ti accorgeresti di quanto vicine sono in realtà le nostre posizioni, certamente più di quanto appaiano.

            Quella che tu chiami canzoncina non parla di poveri e di ricchi, ne di destra o sinistra, ma di un qualcosa che va oltre l’identificazione sociale o politica, parla di ipocrisia, quella cosa brutta che tanti di noi si portano dentro indipendentemente che abbiano più o meno soldi o che siano di destra o di sinistra. si può essere ricchi e di destra e anche leali verso il prossimo, come si può essere di sinistra e poveri e avere comportamenti da veri ipocriti, incuranti dei problemi degli altri, perchè comunque si pensa solo a se stessi, al proprio ego senza capire invece che il mondo è fatto di persone e cose che bisognerebbe sempre rispettare e magari essere disposte ad aiutare, senza guardare con disprezzo chi ha meno di noi, chi soffre, chi è drogato o emarginato.

            Mi dispiace gianni ma sentimenti come questi non possono e non devono essere utopia, altrimenti significherebbe che qualcuno che duemila anni fa è morto su una croce, sarebbe morto per una utopia.

            ciao con affetto tm

          4. gianni

            caro tm il tuo ragionamento è condivisibile al 100% ma la canzoncina accusa solo una categoria cioè la borghesia. Quello che tu hai appena scritto non rispecchia affatto quella canzoncina perchè l’ipocrisia può essere di chiunque e non solo della borghesia. La canzone rispecchia un modo di vedere il mondo completamente diverso dalle tue opinioni, visto che tu,che sei con i piedi per terra, dici che il male ed il bene esiste da tutte le parti. A questo punto mi chiedo perchè hai inserito quel testo? Da quello che scrivi non credo che si sposi bene con le tue opinioni

          5. piovasco

            io so che anche a sinistra ci sono:

            -Banche e compagnie assicurative;

            -Imprese che operano nell’informazione;

            -Imprese di costruzione;

            -ecc. ecc.

            Queste operano in questo “mercato” e in questa “politica” come tutti gli altri ne più ne meno.

            è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago…

          6. ciffo

            … ci sono ‘conflitti di interessi’ buoni e ‘conflitti di interessi’ cattivi?
            Forse tu sei tra quelli che santificherebbero Craxi?

      2. Cristoforo Magistro

        Sono pienamente d’accordo con Spiga, meno con Felice e ancora meno con Vincenzo.
        Provo a spiegare perché cominciando da lui e dando per scontato che resterà una diversità di vedute e che è giusto che sia così.
        Dice Vincenzo che in 40 anni di potere DC (sono stati quasi cinquanta, vedi http://www.governo.it/Governo/Governi/governi.html) tanti uomini di sinistra si sono “infiltrati” nella pubblica amministrazione.
        Giustamente virgoletta il termine, ma la questione rimane.
        Era giusto che ci fosse un “filtro” per bloccarne l’accesso ?
        In ogni caso nei settori nevralgici il filtro aveva funzionato e, fino agli anni sessanta, non c’era gente di sinistra nella magistratura, nei corpi di polizia, nell’esercito, negli enti assistenziali, nelle banche, nella dirigenza ministeriale (prefetti, tecnocrati,ecc.). Meno che mai nell’industria: tanto che un padrone “moderno” come Adriano Olivetti, passava per un pericoloso rivoluzionario. Fino alla stessa data, grosso modo, nel nostro paese c’era uno stato parallelo a quello ufficiale ed era la Chiesa con le sue parrocchie, associazioni, cooperative, banche e giornali.
        Tutto giusto: l’Italia era un paese cattolico, ma la Chiesa era così potente che la stessa DC in alcuni momenti doveva contenerne l’invadenza.
        Contrapposta a questa Italia ce n’era un’altra che si riconosceva nei partiti di sinistra. Dal 1946 al 1963 prendevano oltre un terzo dei voti; successivamente il solo Pci si attestava intorno al 30%; nel 1976 per la Camera ottenne il 34,4% contro il 38,7% della DC (http://www.romacivica.net/anpiroma/).
        Le sinistre amministravano egregiamente grandi città e regioni, si parlava del modello Emilia, dove ormai si mangiava pane e mortadella risparmiando i bambini, ma erano escluse dalla guida della politica nazionale. Si cercò di ridimensionare il PCI chiamando al governo il PSI e il Psi perse voti, poi fu il craxismo.
        Quando Aldo Moro stava per varare un governo aperto all’appoggio esterno del PCI accadde quel che accadde…
        Una tragica riprova del fatto che la nostra era una democrazia bloccata.
        Certo che in tanti anni di esclusione la gente di sinistra non era stata con le mani in mano: c’era, già prima del fascismo nel vecchio PSI, un’antica tradizione cooperativistica con spacci alimentari, giornali, piccole banche, case del popolo, bande musicali, ecc. in competizione con il cooperativismo bianco.
        Dopo il disastro elettorale del 18 aprile 1948 arrivarono agli operai di sinistra licenziamenti a valanga, fu quella l’occasione per rilanciare alla grande il cooperativismo: imprese edili, agricole, alimentari, tipografiche, casse di risparmio, assicurazioni. Insomma il capitalismo dei produttori nella parte centro-settentrinale dell’Italia del boom economico della seconda metà degli anni cinquanta e sessanta. Insieme al famigerato “oro di Mosca” e alle sottoscrizioni dei poveracci, tante, finanziava il PCI e il suo apparato.
        Nel Veneto bianco gli operai che avevano appreso tecnologie moderne -magari da emigrati in Francia, Austria o Germania- inventarono l’industria dei frigoriferi, delle cucine e dei mobili e finanziavano Rumor e altra pia gente.
        Intanto gli Stati Uniti vigilavano sulla tenuta democratica del nostro paese con incrociatori nei nostri mari durante le elezioni e pacchi di dollari, tanti, ai partiti filoatlantici.
        La DC adottava clientelarmente intere, grandi, categorie e le accompagnava sul viale del tramonto: dai coltivatori diretti, agli artigiani, ai negozianti. Negli anni in cui la sola Coldiretti di Bonomi eleggeva oltre cento deputati per la DC –altro che le lobbyes americane- l’agricoltura italiana veniva sovvenzionata a pioggia per produrre voti e poco importava che intanto si inabissasse sul piano della competizione con i mercati esteri. Negli anni sessanta le nostre campagne si sono riempite di trattori che lavoravano si e no un mese all’anno, ecc. ecc.
        Per proteggere il piccolo commercio il nostro paese è stato fra gli ultimi in Europa a permettere l’apertura dei supermercati. A dettaglianti e artigiani non si chiedeva neanche di pagare le tasse, in compenso da vecchi avevano pensioni di fame. Le pensioni di vecchiaia furono una gran cosa, chi ci riusciva la arrotondava con quella d’invalidità. Non si negava neanche a chi scoppiava di salute. Erano, soprattutto al sud, ammortizzatori sociali, ma anche una delle tante spie di un sistema che non poteva durare in eterno.
        Oggi stiamo pagando le conseguenze di quegli errori, come di tanti altri .
        Va detto che era molto, molto difficile guidare la trasformazione dell’Italia da paese agricolo a paese industriale, ma molte occasioni per farla avanzare sul piano dei rapporti fra cittadino e Stato andarono perduti .

        Tutto bene, giusto e sacro dall’altra parte?
        Garrivano sempre gloriosamente illuminate dal sole dell’avvenire le rosse bandiere?
        Non credo, sarebbe comunque un discorso lunghissimo e ciò che sta succedendo in questi giorni di paurosa e totale confusione la dice lunga sui limiti e sulla perdità di capacità di interpretare il sistema Italia dei partiti di sinistra. Il tragico è che in Italia non abbiamo neanche una destra credibile e la formazione rappresentata da Berlusconi si regge su partiti come la Lega e AN che non so cosa abbiano da spartire oltre all’anticomunismo.
        Gran parte dell’elettorato di sinistra ha conservato, malgrado tutto, una tensione ideale sconosciuta a quello degli altri partiti. Degne persone anche loro, sia chiaro, ma appiattite su una filosofia secondo la quale “mondo è stato, mondo è e mondo sarà”, oppure su quella del “sono tutti uguali” che poi le porta a votare a destra. E non importa che anche sui loro uomini, si veda Matera, penda la minaccia di un’indagine giudiziaria.
        Come mai?

        Mi accorgo di aver scritto troppo senza aver risposto alle particolari considerazioni che mi hanno spinto a mettermi alla tastiera.
        Provo a recuperare in parte: non so a quali fonti Vincenzo attinga i suoi dati sullo spaventoso numero di professori di sinistra presenti nella scuola. Per fortuna non ha contato le maestre d’asilo e i docenti universitari. Sapesse quanti sovversivi insegnano a medicina, legge, economia e commercio, ingegneria!
        Tuttavia il problema c’è e io, per esempio, sono uno degli infiltrati nelle medie. Dovrei licenziarmi ?
        Sei proprio convinto che gli insegnanti di sinistra stiano nella scuola per fare propaganda elettorale? Se così fosse, credi che funzionerebbe?
        Personalmente mi sono avvicinato a certe idee anche grazie alle suggestioni ricevute da un professore di storia e filosofia liberale e crociano. Pensa un po’.
        E come fai a mettere sullo stesso piano le posizioni personali di un funzionario e la proprietà privata di mezzi di produzione di massa della “merce” opinione?

        Mi chiedi un po’ di obiettività e nella richiesta è implicito che tu sai cosa è l’obiettività e sei convinto che lo sappia anche io, ma voglia barare.
        Non la prendo per un’affermazione scortese, ma un po’ ingenua. Io non credo all’obiettività intesa come capacità di vedere e comprendere tutto. Chi dipinge, fotografa, racconta, se non è un cretino, non ha la pretesa di rappresentare tutta la realtà, ma il piccolissimo spicchio che ne vede e che colpisce la sua attenzione.
        Più che di obiettività io parlerei di punti di vista e di giudizi conseguenti e coerenti.
        La cultura o, come tu dici, presunta tale, se c’è è una conquista personale che non si può né comprare nè vendere poiché non ha prezzo. Nel senso che, soprattutto quella di produzione artigianale, non interessa a nessuno.
        Ci pensa la grande industria dei Murdoch e dei Berlusconi a farci arrivare film, romanzi, musica americana. Domani sarà magari cinese o indiana, ma il made in Italy della cultura non ha la forza per imporsi sul mercato mondiale e quindi è una merce che può anche sparire ed essere sostituita da qualche ogm come qualche varietà di pomodoro o di mais.
        Per esemplificare e sperando di non essere preso alla lettera: se Francesco De Gregori fosse nato in America sarebbe stato Bob Dylan.

        In ogni caso: chi ha impedito o impedisce a chi è di destra o di centro di scrivere romanzi, poesie, sceneggiature o quello che vuole?
        Giustamente dopo gli insegnanti metti i comici. Da sempre, in una società appena appena libera, il potere è oggetto di satira. Se i comici puntano su Berlusconi ci sarà un motivo.
        A parte questo, non ti pare che un comico rischi in proprio nella scelta del personaggio da sfottere? Se poi Benigni è più bravo di Martufello che ci si può fare? Stesso discorso per i cantanti e i registi.

        Basta, quando è troppo è troppo.

        1. titus

          cito testualmente…..dal tuo post…”La DC adottava clientelarmente intere, grandi, categorie e le accompagnava sul viale del tramonto: dai coltivatori diretti, agli artigiani, ai negozianti. Negli anni in cui la sola Coldiretti di Bonomi eleggeva oltre cento deputati per la DC –altro che le lobbyes americane- l’agricoltura italiana veniva sovvenzionata a pioggia per produrre voti e poco importava che intanto si inabissasse sul piano della competizione con i mercati esteri. Negli anni sessanta le nostre campagne si sono riempite di trattori che lavoravano si e no un mese all’anno, ecc. ecc……
          Condivido in parte ciò che dici… e mi permetto di dirti il perchè….
          Secondo il mio punto di vista… la mancata competitività del sistema agricolo è d’attribuire a diversi fattori:
          1) Polverizzazione fondiari;
          Presumo che sai benisimmo quando mi riferisco alla legge stralcio “Riforma Fondiaria”… questa legge nazionale venne promulgata in una notte per paura che frange di Braccianti senza terra portassero sull’orlo della guerra civile la nostra neonata democrazia….
          arriviamo al dunque:
          Il fallimento totale ed indiscutibile di ciò che sono state le Riforme Agrarie ed i successivi Piani verdi, oggi per CHI OPERA nel settore sono visibili e tangibili….
          In quella fase Storica bisognava accontentare per forza di cose a tutti, ed molto allegramente Segreterie di sindacati s’impegnavano ad iscrivere presunti braccianti ed agricoltori…cosa accadde… Se pur ispirati da un principio “nobile” hanno iniziato ad elargire terra a tutti le famose….Quote…
          Terreni di proprietà Comunale o Espropriate a grosse Aziende. Cio accadeva negli anni 50
          Teniamo presente che queste Quote Fondiare erano costituite da una casa colonica un Forno per il pane ed un magazzino ed attrezzi.
          In altre realtà montane davano anche il bestiame.
          Gli appezzamenti o le quote com’estensione variavano asseconda della produttività del fondo… che doveva essere ingrado di sostenere la famiglòia dell’assegnatario.
          Si partiva dai 4-5 ettari sino a finire ai 15-18 ettari.
          Già dalla metà degli anni sessanta queste quote venivano messe in vendita da paret degli stessi assegnatari venia girata la conduzione con possibilità di riscatto, per fare contante ed emigrare all’estero.
          La situazione nel corso dei decenni è peggiorata sempre più ricostituendo nel corso degli ultimi vent’anni una nuova forma di latifonismo produttivo.
          Sai benissimo chi ha voluto fortemente La Riforma Agraria!!!!!!!…
          quindi La DC che all’epoca era in maggioranza non ha tutte le “colpe”…o c’è nè siamo già scordati il ruolo che avevano le camere del Lavoro!!!!! e sopratutto chi stava dietro di loro….nell’assegnazione dei fondi!!!!!

          1. tm

            caro titus, devo concordare con ciò che ha scritto cristoforo al riguardo, mentre l’analisi fatta da te contiene delle travisazioni storiche abbastanza evidenti e grossolane.

            1) non è vero che fu la polverizzazione del territorio a decretare l’avvio della agricoltura italiana verso il suo fallimento, anche perchè la riforma agraria a cui tu ti riferisce non fece altro che espropriare terre che già erano condotte in forma di mezzadria altamente sconveniente da parte dei mezzadri, a quei grossi latifondisti, per lo più eredi della vecchia monarchia borbonica che nelle terre si recavano solo per riscuoterne i proventi.

            2)la riforma agraria cosi partorita nei primi anni cinquanta dalla allora democrazia cristiana, (ricordo che la proposta di togliatti, allora segretario del PCI era stata quella della assegnazione delle terre espropriate in forma cooperativistica), non fu fatta in una notte per impedire, come tu dici, che frange di braccianti portassero la nuova democrazia sull’orlo del precipizio,al contrario ci vollero anni di dure lotte bracciantili in tutto il meridione d’italia, con scontri cruenti con la polizia dell’allora ministro dell’interno Scelba, con un tributo di sangue pagato dai braccianti anche a Montescaglioso con l’uccisione di Giuseppe Novello e altri braccianti caduti a Melissa e Torremaggiore.

            3) il ruolo delle camere del lavoro e del pci nell’assegnazione delle terre fu pari a zero, e ti basterebbe un po chiedere in giro a montescaglioso ai nostri anziani che ricordano perfettamente quello che accadde per poter sapere veramente come andarono le cose. Per poter accedere all’assegnazione delle quote bisognava strappare le tessere del pci e della camera del lavoro pubblicamente e prendere la tessera della democrazia cristiana. il pci vide più che dimezzato il suo numero di iscritti, e a nessuno, bada bene nessuno di chi tenne la tessera comunista , fu assegnata una quota fondiaria. Sfido chiunque a dimostrare il contrario.

             

          2. titus

            Pareva di sentire L’internazionale in sottofono, però cerchiamo di essere Tecnici e non Politici.
            Io non ho affatto cambiato la storia, e ne tantomeno ne ho sancito dei pregiudizzi, ho solo detto ciò che oggi ha portato una riforma incompleta.
            Sui Testi di Economia e Politica Agraria e sui Rapporti INEA ed ISMEA Uno dei fattori che limità la capacita produttiva e di permanenza sul mercato di un’azienda agricola è rappresentata dalla Polverizzazione e Frammentazione fondiara…
            Se poi e non l’ho escludo sei in grado di confutare i rapporti e gli studi fatti da Di Cocco, I. Michieli, Grittani, Ricchioni ed altri vuol dire che si riscriverà sui Futuri Testi La politica e l’economia Agraria.
            Mi permetto di dirti che in quel frangente storico, tieni presente solo questo si pensava unicamente in una prima fase, ad un’agricoltura di sussistenza per poi passare ad un’agricoltura di mercato…
            ora non mi voglio dilungare è fare un trattato economico di politica Agraria, ti basti sapere che per ovviare alla frammentazioe ed alla polverizzazione fondiari in questi ultimi anni, Hanno messo appunto forme di acquisto dei terreni con condizioni agevolate oppure(PPC, Piccola proprietà contadina) il subentro in agricoltura.
            Chi lavora nel campo sa benisssimo a cosa ci si riferisce.
            Ora non mi Va di ammorbare nessuno con l’analisi dei costi di un’azienda.
            comunque apprezzo il tuo commento…

          3. viva-mente

            … non  vorrei che trasparisse, dal tuo post, che il fallimento della Riforma Agraria, in Italia, fosse da attribuire al PCI, che sembra da quello che dici, fu fortemente voluta dai comunisti, e da essi gestita nella forma più clientelare e meno produttiva possibile.

            Le ragioni di quel fallimento, se di questo si tratta, sono da ricercare in altre direzioni, come giustamente asserisci a margine del tuo commento. La frammentazione, le scarse politiche di sostegno (non la PAC .. per favore) la competizione con i paesi emergenti ove la manodopera incide di meno che da noi (la Spagna degli anni addietro, per esempio, è stata la nostra spina nel fianco in quel settore…. L’olio, gli ortaggi ecc… ) sono sicuramente le cause da ricercare.

            Da questo… ad insinuare la collusione in questa politica fallimentare, dei comunisti… francamente non vedo il nesso. Il riferimento di tm, a quel clima che era vissuto in quegli anni delle assegnazioni, chiarisce alla perfezione una politica che già preannunciava quel fallimento. Sarebbe interessante monitorare e ricercare CHI ebbe le assegnazioni , che categoria sociale rappresentava, che tessuto sociale coinvolgeva, chi a Montescaglioso dettava legge, ovvero attraverso quali FORCHE CAUDINE bisognava passare. Lo sanno pure le pietre, e basta chiederlo ai nostri padri, CHI gestiva le assegnazioni. Sarebbe bello fare i nomi e cognomi (che poi li conosciamo tutti …. Erano i quattro dell’AVEMARIA) … ma … mi rendo conto che potrebbe risultare offensivo per qualcuno…

            … io lancerei un piccolo invito al Prof. Magistro, che immagino .. nella sua qualità di documentarista, nonché di appassionato storicista,  probabilmente potrebbe illuminarci sulle storie di quegli anni.

            Scusami caro Titus .. non pigliarlo in modo polemico sto post, nei tuoi confronti .. però … molto spesso si rischia di confondere le idee su argomenti che tra loro non hanno alcun nesso.

             

          4. ZODD
            caro viva mene, xke gettare la pietra nello storico stagno e nascondere la mano?
            finisci pure il tuo post storico in merito ai 4 dell’ave maria?
            cosi nn farai altro che suscitare piu intereste , dando a magistro il merito o forse il fastidio (visto da come lo hai impostato tu il post) di rivelare i nomi di sti famigerati cavalieri dell’apocalisse 🙂
            quindi mi farebbe piacere che tu citassi tali nomi, tanto è storia e come tu ben dici lo sanno anche le pietre …. notte a tutti
          5. titus

            Per Vivamente…
            Credo che la cosa più ovvia da fare è consultare Sul sito dell’ALSIA… Dismissione del patrimonio fondiario e si può vedere liberamente chi sono stati gli assegnatari…. ma l’unico limite a questa ricerca è rappresentata dal fatto che oggi si possono trovare solo i titolari finali….bisognerebbe ricercare intorno agli anni 60 per vedere chi erano gli assegnatari originali.
            La mia affermazione è rappresentata che non fu solo la DC ha gestire le assegnazioni delle quote fondiare.
            Poi tutto il resto del post è improntata su un ‘analisi razionale di ciò che è accaduto nel corso degli ultimi quarantanni nel settore agricolo solo ed unicamente riguardante l’organizzazione fondiaria, non su ciò che poteva essere. Mi hanno insegnato che con i ma e i se non si fa la soria.
            Poi lasciamo perdere la Spagna che ora mai è la nostra diretta concorrente sul mercato comunitario, ti porto un semplice dato che penso che tu conosca la Spagna ha Investito circa 15 anni fa + di 1.200.000 piante di olivo fuori quota…comunitaria
            I punti di vista diversi se portati in un confronto civile come sta accadendo non fanno altro che elevare il contenuto della discussione….
            Per Tm Non mi hai risposto in modo da confutare ciò che dicevo, hai solo messo altra carne sulla brace… la mia affermazione che un problrma basilare in agricoltura è rappresentato dalla dalla frammmentazione e polverizzazione … non è stato sciolto.
            Inoltre non venire fuori con il discorso delle cooperative e consorzi, perchè si è visto cosa è accaduto nella nostra realta importando si sanapianta modelli esterni con le cooperative. Quello che tu dici del Nord è molto diverso per una questione di tradizione e cultura…poi ne riparleremo
            Poi non parliamo e non addentriamoci nelle
            quote latte e quelle saccarifere…è molto meglio….
            Cmq mi riservo risposta in un post ad ok inquanto questo tratta altri argomenti. buona giornata.

          6. tm

            grazie titus per aver definito il mio un comizio storico al punto che come affermi pareva addirittura di sentire le note dell’internazionale. Sono veramente contento che ti abbia fatto questo effetto, perchè personalmente ritengo che oggi alla politica italiana manchino proprio un po di quei comizi per poter uscire dal giro vizioso di analisi e controanalisi di pseudo analisti che tutto dicono e difatti non dicono niente. Ormai di rapporti INEA, ISMEA, ISTAT, ISTITUTI CENTRALI e via dicendo ne abbiamo fin sopra i capelli, basti pensare agli ultimi rapporti della banca centrale europea che ritiene ormai l’Italia fuori dalla crisi e lanciata verso nuovi obbiettivi, con PIL in crescita, debito pubblico in diminuzione e chi più ne ha più ne metta, peccato che ad accorgersene siano solo loro, mentre le massaie che devono fare la spesa, i pensionati che devono vivere con 500 euro al mese, i precari che lavorano un giorno si e uno no, e anche coloro che lavorano tutti i giorni e ancora percepiscono stipendi da morti di fame, di questa ripresa non se ne sono ancora accorti, e i loro debiti invece di diminuire continuano ad aumentare a dismisura.

            Certo non ci volevano micsa i Michieli, i Dicocco,i Ricchioni ed altri per dire che la frammentazione fondiaria avrebbe portato l’agricoltura italiana al fallimento, questo lo avevano già capito 100 anni prima i contadini emiliani, veneti e toscani che pur non essendo cervelloni e magari non sapendo neanche scrivere il proprio nome avevano dato vita alle prime forme di cooperative e di consorzi al fine di razionalizzare il lavoro e dotarsi di strutture in grado di reggere il confronto del mercato, vedi consorzio del parmigiano reggiano, del grana padano e dei produttrori ortofrutticoli dell’emilia romagna, tutti possessori di non più di venti, trenta biolche di terra.

            Al sud questo non è stato possibile perchè ostacolato da scelte politiche mirate alla disgregazione e all’isolamento dei piccoli produttori, perchè in quel modo il controllo politico sarebbe stato più efficace se ognuno fosse rimasto per conto proprio e non in forme associate, dando vita a strumenti di assistenzialismo quali  gli incentivi integrativi o i contributi per l’acquisto di attrezzature, il tutto gestito da quel potere politico che la democrazia cristiana manovrava attraverso i cosiddetti enti o carrozzoni assistenziali.

            Se da un lato ci si assicurava i voti dei contadini, che intanto regredivano sempre di più, con queste piccole elargizioni, dall’altra una sciagurata politica comunitaria e subalterna dell’Italia nei confronti dei più potenti partner europei, imponeva la calmierizzazione della produzione di prodotti come le barbapietole, e l’acquisto dello zucchero dalla germania, si davano contributi per l’estirpazione delle piante d’olivo, e l’acquisto dell’olio dalla grecia e dalla spagna, si limitava la produzione del latte e il conseguente acquisto dall’olanda, di contropartita l’Italia otteneva l’immissione sul mercato europeo delle automobili della fiat e dei frigoriferi della zanussi. Da ciò si deduce che il fallimento dell’agricoltura italiana non può essere imputata come affermato alla frammentazione e la conseguente asseganzione delle quote, ma in precise scelte politiche operate dai governi che si sono succeduti sempre più succubi dei voleri dei grandi capitali economici che già allora pensavano ad un modello di economia globalizzato.

             

  3. SpigaVacand

    Come dice Nanni Moretti…”continuiamo così facciamoci del male”…continuiamo con la Sinistra delle poesie di Claudio Lolli…con i compagni dai campi e dalle officine…con bandiera rossa…con la sinistra “dei Compagni che sbagliano”…con i Padroni e il Proletariato (senza accorgersi che oramai i primi votano a sinistra e i secondi a destra)…continuiamo così senza prendere esempio dalle sinistre Europee stile Blair, Zapatero e nonostante tutto Segolène Royal…continuiamo a pensare che tutto il bene sia da una parte e tutto il male dall’altro…continuiiamo così…facciamoci del male!!!

    Firmato: UN DS (inteso come Deluso di Sinistra)

    1. RAVILO

      Perche’ c’è una giustizia in Italia???..La giustizia deglia ntipatici e dei simpatici questa è la giustizia italiana…..La giustizia di Berlusconi è troppo ricco è lo dobbiamo rovinare….Del Pantani è troppo forte lo dobbiamo fare fuori…Dell’Ivan Basso costretto a confessare il falso pur di fare la fine del pirata….La giustizia del Guariniello che si alza una mattina e dice che deve rovinare LA VECCHIA SIGNORA PERCHE’ SIAMO I PIU’ FORTI…..La giustizia che non ha funzionato sul Marinagri fatto tutt’altro che su terreni dove si poteva fare… La giustizia di chi dice che le scorie c’è le ha portate Berlusconi e chi era alla Regione non sapeva niente..Come se uno viene a casa mia butta l’immondizia e non suona il campanello….MUA……Vedremo quest’altra vicenda…altra bolla di sapone…..O FORSE QUI C’E’ UN CLIENTE SCOMODO UN CERTO DE MAGISTIS CHE FA FUNZIONARE LA GIUSTIZIA CHE FORSE FARA’ IL SUO CORSO….ECCO IL MONDO D’OGGI SI DANNO MEDAGLIE A DEGLI ASSASSINI E POI NON SI LASCIA CANTARE I BAMBINI……………………..

  4. compagna69

     

       Non si discute sulla vicenda umana del compagno Bubbico

        esprimo tutta la mia   solidarietà,la giustizia farà il suo corso poi si vedrà. 

        Nn condivido quanto detto da Tonino sul fatto che Bubbico era sempre

        pronto ad aiutare tutti, sono    convinta che le persone si aiutano

       faccendo crescere il paese dove vivono

       creando le condizioni per lavorare con dignità senza ringraziare tutti i giorni il

        Politico di turno.I tempi del piegare la schiena con il cappello in mano mi

        fanno pensare alle storie che mio padre mi raccontava da piccola.

       Si deve per il bene di tutti cambiare rotta !!!!!

        Ciao a tutti

          

  5. cats and the rest

    Innanzi tutto esprimo la mia solidarietà incondizionata al Sottosegretario Bubbico, persona integerrima.

    Concordo in pieno con tm, ma vorrei andare a vivere in un altro angolo del mondo come del resto lui ha fatto. Voglio solo aggiungere che il fienile non è ancora bruciato, ma le “zoccole” scappano lo stesso.

    Spero nella celerità della Giustizia in modo da riaccreditare subito la figura di Bubbico, senza lasciarlo languire con l’onta di una macchia che sono certo non esserci.

    Se colpevole lo si condanni subito, se innocente lo si lasci lavorare tranquillamente e serenamente.

    Sono stanco di leggere sempre le stesse chiacchiere della gente, sempre con gli stessi toni campanilistici e quasi mai costruttivi.

    La segreteria politica di Bubbico non è nascosta, è sotto gli occhi di tutti, e da li ho visto passare “zoccole” schierate a sinistra ma anche tantissime “zoccole” schierate a destra. Poi sono passate anche “zoccole” voltagabbana, e questo si evince dallo scarso sostegno nei suoi confronti.

    Per non parlare del bar sotto casa sua dove ho visto “zoccole” ad aspettarlo fin dalle primissime ore del mattino, oppure aspettarlo di sera al suo rientro. Solo qualcuno non è passato da lui: quelli apertamente schierati a destra che hanno

    paura di perdere la faccia trattando con un “Sinistro”. (A proposito di questo complimenti alla SGRAMMATICA del Circolo della Libertà che si è preso la libertà di violentare la lingua Italiana).

    Oltretutto ci sono state molte “zoccole” a chiedergli chissà quale miracolo qualche giorno prima delle votazioni comunali, e poi è corso ad applaudire il Sindaco per i suoi comizi…

    E come al solito, quando si pensa di ottenere qualcosa per se stessi si corre ad adulare l’Onorevole di turno, ma se questi ha un problema non lo conosce nesuno.

    Bravi!!!

    Compagna 69!

    Anche tu appartieni a quella schiera di persone che pensa che avere un Montese in una qualsiasi carica di Governo possa far cambiare radicalmente il paese???

    Se gli imprenditori non ingaggiano o ingaggiano a tempo determinato, se ti fanno firmare buste da 2000 € e poi te ne danno 700, se i commercianti evadono le tasse, se i figli di gente agiata percepisce l’assegno di cittadinanza solidale (anche le ex nuore), se gente che ha piu di me e te messa assieme percepisce l’affitto dal comune, se noi non cambiamo, quale miracolo ti aspetti da Bubbico???

    Saluti

     

    1. Wiseman

      Caro tm, perchè hai tirato fuori questo argomento che è stato ignorato persino in campagna elettorale?  anche tu vuoi trasformare il sito in una lotta tra innocentisti e colpevolisti? ti ho molto apprezzato nei tuoi numerosi interventi, però questa volta non condivido. Anche perchè sono convinto che in questi frangenti,Filippo più che di solidarietà, abbia bisogno di auguri,che si ristabilisca la verità quanto prima e che ne venga fuori in maniera cristallina, come tutti speriamo. Perciò,inviterei tutti a soprassedere sull’argomento, almeno fino a quando non si avranno certezze su quel che si dice.

      Buona estate a tutti

      1. tm

        caro wiseman, ti devo dare ragione, me ne sono pentito subito dopo aver letto i primi commenti, e chiedo scusa a filippo se ancora una volta a causa mia lo sciacallaggio è potuto continuare,

        Le mie erano intenzioni completamente diverse, non a caso parlavo di vicenda umana di una persona che attraversa un momento difficile, indipendentemente dall’esito che avrà tutta la vicenda.

        Devo constatare che i tempi però a monte,forse, non sono ancora maturi, sentimenti come solidarietà, rispetto, umanità, vicinanza e via dicendo, tutte parole che ogni giorno ascoltiamo in tutti i discorsi, dal papa al capo dello stato, nelle chiese o nelle sedi di associazioni, a monte hanno l’unico significato di parole al vento, mentre parole come abbandono, vigliaccheria, tradimento, goduria per i guai degli altri, sono di uso quotidiano nei comportamenti di ognuno di noi.

        E’ l’ultimo post che inserisco e voglio concluderlo dicendo di essermi illuso, pensavo che monte fosse cambiata, ma mi sbagliavo. Gli anni passati a correre su e giù l’italia come un matto in autostrada mi hanno insegnato che ci si sente più soddisfatti quando negli occhi di colui che abbiamo difronte riusciamo a leggere la gioia di sentirsi affianco una persona amica che ti tende la mano, e che il rancore ti dà soltanto amarezza. Qui stà il segreto della nostra stessa felicità, nel sentire ogni giorno di poter essere utile a qualcuno.

        tm

    2. compagna69

       

       

       

      Io nn ho chiesto miracoli,nn ho dubbi che ci sono tanti problemi (lavoro con

      buste paghe finte,case del comune assegnate senza nessun criterio logico)

      potrei fere un elenco che nn finisce più.Ti volevo ricordare che ho vissuto a

      Monte fino 1987,i problemi nn sono cambiati.nn voglio giudicare nessuno ,

      ma sai bene come si dice “il pesce puzza sempre dalla testa”allora oggi un

      politico nn può cambiare il mondo,ieri mi sentivo dire le stesse cose da

      uomini /donne che nn potevano fare molto per la gente di MOnte perchè

      le risorse venivano gestite dal governo .sono molto stanca di sentire parole,

      promesse mai mantenute,giustificazioni per tutto.

      COSA DICI DOPO VENTI ANNI CHIEDO TROPPO?

       saluti

  6. Mr. Ice

    Il buon TM scrive:

    “Filippo Bubbico resta e resterà per sempre l’uomo politico montese che non ha mai detto di no a nessuno, sempre pronto e disponibile e aperto alle esigenze di chiunque, amico o avversario politico, che in questi anni ha bussato alla sua porta.”

     

    Mah, sarà… Cmq in ogni caso non mi dilungo, l’argomento potrebbe risultare tedioso. 

     

    Sulla querelle giudiziara mi limito ad esprimere solidarietà piena. E presunzione di innocenza sino a emissione della sentenza di ultimo grado di giudizio.

      1. cats and the rest

        anturium, cosa ti fa fare i conti in tasca al prossimo? Forse l’invidia?

        Un architetto che ha uno studio da 30 anni, figlio di contadini e quindi proprietario terriero, con diversi mandati politici alle spalle, che ha lavorato e guadagnato senza chiederti nulla, avrà pure il sacrosanto diritto di comprarsi quello che gli pare senza doverti dare conto!

        E finiamola!!!!

        Protesto e dissento!

        Buona giornata 

        1. anturium

          SONO UN LAVORATORE CHE SMAZZA DA MATTINA A SERA, MI SONO FATTO DA SOLO, NON SONO MAI ANDATO A CHIEDERE UN LAVORO A NESSUNO, UNA VITA PIENA DI STENTO E SACRIFICI, DI DIFFICOLTA’ E UMILIAZIONI, EPPURE SONO FELICE, ORGOGLIOSO DEL MIO LAVORO, NON SONO INVIDIOSO DELLA GENTE CHE COME ME SI FA “UN CUOLO COSI’,”, ANZI APPREZZO QUELLI CHE LAVORANO PER IL BENE PROPRIO E DELLA COMUNITA’, NON POSSO ESSERE INVIDIOSO, PERCHE’ QUELLO CHE POSSIEDO E’ TANTISSIMO PER ME, NON DESIDERO LA ROBA D’ALTRI.

          VORREI FARTI NOTARE CHE NON E’ IL SOLO AD AVERE UNO STUDIO DA 30 ANNI, L’UNICA COSA CHE E’ IL SOLO AD ACCENTRARE IL POTERE.

          COSA HA FATTO PER LA COMUNITA’ MONTESE IN QUESTI ANNI?

          COSA HA FATTO PER LUI IN QUESTI ANNI?……………………………

          GODIAMOCI LA VITA ED APPREZZIAMO QUELLO CHE ABBIAMO, NON CERCHIAMO DI AVERE SEMPRE DI PIU’, IL TROPPO STORPIA. PRENDIAMO L’ABITUDINE DI GUARDARE CHI STA PEGGIO DI NOI E TROVIAMO LA FORZA DI ANDARE AVANTI OGNI GIORNO. LA VITA E’ LUNGA NON RENDIAMOLA BREVE!!!

          BUONA GIORNATA A CHE A TE, FIGLIA/O MIA/O

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