Manifestazione PRO De Magistris

SABATO 29 SETTEMBRE
Piazza della Visitazione
Matera – Ore 9,00

Una grave violazione della Costituzione Repubblicana:
Il Ministro della Giustizia chiede di trasferire un magistrato che indaga sul malaffare della politica

 

Chiediamo il rispetto della Costituzione Italiana
Chiediamo il ripristino delle garanzie di indipendenza fra i poteri
Chiediamo la sfiducia del Ministro Clemente Mastella

“Intrecci tra politica e magistratura, banche, megavillaggi turistici, sanità e scorie nucleari. Sono i protagonisti dell’inchiesta della procura di Catanzaro che sta facendo tremare la Basilicata”. Su questi temi vi racconteremo chi trema per le inchieste di Luigi De Magistris

Aderisci alla manifestazione e raccolta firme:

il comitato organizzatore 320 4049671 – 333 9089153
(chiama subito, è indispensabile l’aiuto di ciascuno. Difendiamo l’Italia)


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54 Commenti

  1. patty

    ..partecipiamo, firmiamo !!!!! Facciamoci da portavoce per chi non sà.. non è vicino alla politica … non crede sia tanto grave la situazione in italia, non si informa.. Intorno al 29 settembre dobbiamo creare una rete di informazione , che nessuno dica non sapevo.. E’ IMPORTANTE ESSERCI SOTTOLINEAMOLO. Sembra assurdo, ma molti non si rendono conto della gravità della situazione attuale.. che a mio riguardo rasenta la follia..

    Cercherò di informare quanta più gente posso… a non mancare il 29.

     

  2. admin

    Comitato “Cittadini Attivi”Bernalda-Metaponto (MT)

    referente coordinamento: Antonio Forcillo, 338/5867165

    http://www.cittadiniattivibernalda.it

    e-mail: antonioforcillo@libero.it

    COMUNICATO

    La Basilicata si mobilita per Luigi De Magistris

    Contro l’iniziativa di Clemente Mastella di chiedere al C.S.M. il trasferimento del PM di Catanzaro Luigi De Magistris che indaga sul presunto “Comitato di Affari” in Basilicata, il Comitato “Cittadini Attivi” organizza per Sabato 29 Settembre a Matera una grande manifestazione di protesta contro la decisione del Ministro della Giustizia.

    Bernalda, 24 settembre 2007 il Comitato “Cittadini Attivi”

  3. For Peace

    Da garantista non mi scaglio contro nessuno, ma come non esprimere lo sdegno verso un sistema che dà la possibilità ad un Ministro di rimuovere di fatto un Magistrato. Ma allora questi ignorano la rivoluzione Francese. Ma dove è andata a finire la divisione dei poteri? Purtroppo non riesco a partecipare alla manifestazione, ma non mi astengo dall’esprimere giudizi/pareri. Ragazzi svegliamoci, iniziamo a reagire democraticamente. Entriamo nei partiti partendo da Montescaglioso……Basta….basta….. non se ne può più del vecchiume

  4. admin

    Comitato “Cittadini Attivi”Bernalda-Metaponto (MT)

    referente coordinamento: Antonio Forcillo, 338/5867165

    http://www.cittadiniattivibernalda.it

    e-mail: antonioforcillo@libero.it

    COMUNICATO

    Fervono i preparativi per la grande manifestazione di sabato per Luigi De Magistris

    Matera, 26 settembre

    Per la grande manifestazione in programma per sabato 29 settembre a Matera, al Comitato “Cittadini Attivi” stanno giungendo segnali inequivocabili di una grande mobilitazione di piazza da parte della società civile, contro la decisione del Ministro della Giustizia.

    La manifestazione si articolerà nel modo seguente:

    – ore 9,00: raduno in Piazza Visitazione a Matera;

    – ore 9,30 circa: partenza del corteo lungo via Rosselli, via XX Settembre, via Lucana, via Roma;

    – pre 10,30 circa: arrivo in Piazza Vittorio Veneto dove è previsto un pubblico dibattito.

    il Comitato “Cittadini Attivi”

  5. ciffo

    Qualcuno ha visto ieri sera Ballarò?
    Clemente Mastella (sulla rete hanno fatto notare come cL assomigli molto a una d) era ospite di Floris… nessuna domanda tagliente! Nessuna richiesta di dimissioni! Nessun approfondimento sulla vicenda De Magistris…. Floris in silenzio a subire i piagnistei dell’indegno ministro. Siamo in regime… ormai solo sulla rete è possibile affrontare alcune tematiche in libertà. Per fortuna però ci sono ancora i comici. Quello che non ha voluto fare Floris ha tentato di farlo almeno Crozza…. votiamo Zelig alle prossime elezioni?

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    1. patty

      Anche io ieri ho visto Ballarò.. mi aspettavo altro a dire il vero..non sò se ero sgomentata a sentir quelle cavolate uscir dalla bocca  dell’indegno ministro,per usar la tua espressione, o provavo un senso di  ripugnanza.. devo ancora capirlo.

      Niente approfondimenti, nessuna domanda particolarmente “diretta” alla questione.. ascoltavo allibita, a sentir “l’indegno” in Italia tutto va liscio come l’olio, con alti e bassi, ma nulla di trascendentale, nulla per cui valga la pena di scendere nelle piazze a manifestare.. non un accenno di umiltà, vergognoso!Floris, per quanto possa essere simpatico, come moderatore non và.. continua a farsi “schiacciare” dai suoi ospiti.. 😕

    2. gianni

      Caro ciffo,

      in questo momento quanto mai delicato per questo governo è quasi scontato il fatto che bisogna evitare altre situazioni pericolose. Cosa può fare uno come Floris? cioè uno dei tanti giornalisti di partito? va bene fare finta di essere imparziali ma questo fino a quando non ci sono pericoli in vista per i suoi capi politici di sinistra.

      A mio avviso forse più che prendersela con Floris bisogna prendersela con questi politici di sinistra e di destra. Si adesso fanno finta di prendersela con Mastella, ma io mi chiedo avranno anche il coraggio di esporre una mozione di sfiducia in parlamento? Non credo proprio che i rifondaroli avranno questo coraggio, non possono togliere dalla poltrona il loro Bertinotti.

       Poi senti  chi parla? Il Caruso si quello che spacca le vetrine in nome della pace, quello che pianta droga a Montecitorio; quello che dice di boicottare i prodotti dei guerrafondai americani indossando  blue jeans; quello che  dice a D’Alema di vendersi la barca per far recuperare soldi allo stato quando lui possiede  un bel pò di ettari di ulivo nella sua Calabria; quello che dice che Biagi è un terrorista. Che faccia tosta!!, adesso per lui Mastella è un mafioso, e lo dice appoggiando la coalizione di governo di cui Mastella fa parte. 

      Poi i grandi politici di destra che contestano Mastella per l’indulto e poi votano a favore del provvedimento; contestano il guardiasigilli dimenticandosi delle loro leggi salva Previti.

      E Prodi? Io ancora non mi sono accorto che il nostro presidente del consiglio sia proprio lui. Per lui va tutto bene, per lui è tutto normale. Meglio parlare della moratoria contro la pena di morte, almeno per un pò tanto per distogliere l’attenzione sul caso Grillo, sul caso De Magistris, sul caso Visco, sulla finanziaria ect…

      Tanto lo sai caro Prodi che quella moratoria non sarà accettata, cosa pretendi che la Cina e gli Stati Uniti accetteranno una proposta del genere? Ma si è meglio andare fuori dall’Italia, è meglio andare al palazzo di vetro sede di quell’ ONU sempre meno credibile che produce risoluzioni e provvedimenti che puntualmente non vengono mai rispettati. Ma non importa l’importante è spostare l’attenzione mediatica altrove vero Prodi? E’ meglio allontanare lo spettro della caduta di governo parlando di altro. Magari, la prossima volta, per distogliere l’attenzione ci fa anche una moratoria contro il carcere? ci fa una moratoria internazionale a favore dell’indulto?

      Ma che importa del caso Mastella-De Magistris, per Prodi va tutto bene. Facciamo come, lui chiudiamo gli occhi e sussuriamo a bassa voce: “ va tutto bene ” Innocent

       

  6. ciffo

    Marco Travaglio scrive sulla questione De Magistris:

     
    Catanzaro, Italia

    “Mettiamo che il pubblico ministero catanzarese Luigi De Magistris sia pazzo. Mettiamo che si sia inventato tutto. Mettiamo che le sue indagini sui forzisti Giancarlo Pittelli e Giuseppe Chiaravalloti, sul ds Nicola Adamo e la sua signora Enza Bruna Bossio, su Nicola Buccico di An, sul governatore di centrosinistra Agazio Loiero, sull’Asl di Locri già denunciata dal compianto Francesco Fortugno prima di morire ammazzato, sul sottosegretario ds Filippo Bubbico, sul segretario Udc Lorenzo Cesa, sul presidente del Consiglio Romano Prodi e su alcuni uomini del suo staff, sui presunti faccendieri Salatino (Compagnia delle Opere) e Bisignani (ex-P2) che telefonavano spesso e volentieri al ministro della Giustizia Clemente Mastella, siano frutto della sua fantasia malata.

    Mettiamo che tutti i suddetti indagati siano puri e lindi come gigli di campo. Facciamo finta che la Calabria sia il regno di Saturno, una regione bene amministrata, dotata di una classe dirigente immacolata, e che i 32 consiglieri regionali indagati o condannati su 50 siano tutti vittime della malagiustizia. Ecco, facciamo finta e poniamoci una domanda: quando un privato cittadino finisce sotto inchiesta, si fa tutta la trafila e attende pazientemente la fine delle indagini, la decisione del gip sull’archiviazione o sul rinvio a giudizio e, nel secondo caso, il verdetto del Tribunale, e poi della Corte d’appello e infine della Cassazione. I suddetti signori, invece, vogliono la scorciatoia?

    Se il Csm accoglierà la richiesta del ministro Mastella, amico e compare telefonico di alcuni di loro, essi vedranno trasferire il loro pm ad altra sede e la loro inchiesta a un altro magistrato, possibilmente più malleabile. Piacerebbe a tutti potersi scegliere il pubblico ministero preferito, ma un comune cittadino non può. Lorsignori invece sì. Dopo mesi trascorsi a discutere di “casta”, di “antipolitica”, di “lotta ai privilegi” e di “V day”, la classe politica si dà un gran daffare per procurare nuovi proseliti a Beppe Grillo, non bastando il milione dell’8 settembre. Da un lato tuonano contro il “qualunquismo” di chi dice che sono tutti uguali, dall’altro compiono ogni sforzo per dar loro ragione. Berlusconi tentava di cacciare i giudici che lo processavano? Mastella tenta di cacciare il magistrato che indaga su Prodi e sulle telefonate di Mastella. “Casta” ormai è un termine, oltrechè abusato, riduttivo.

    E’ l’eterna Italia del marchese del Grillo: “Io so’ io e voi nun siete un cazzo”.

    MARCO TRAVAGLIO

    1. ciffo

      Sempre Travaglio sulla vicenda De Magistris:

      Presidente, ci aiuti a sperare

      di Marco Travaglio

      Visto che appellarsi alla sensibilità di Clemente Mastella è un esercizio inutile questo è un appello a Romano Prodi. Con l’aria che tira, gentile presidente, tutto può permettersi il suo governo salvo che attirarsi il sospetto di voler eliminare un magistrato che indaga sul premier e sul ministro della Giustizia. A quel che si sa, presidente, il suo nome è iscritto nel registro degl’indagati di Catanzaro per abuso d’ufficio nell’inchiesta “Why Not”: un atto dovuto per veder chiaro su alcune migliaia di telefonate che coinvolgono un cellulare “in uso” anche a lei, oltreché ad alcuni membri del suo staff da tempo indagati per presunte truffe sui fondi comunitari. Invece Mastella non è per ora indagato, ma agli atti della Procura di Catanzaro sono finite diverse telefonate tra due indagati (il numero due della Compagnia delle Opere, Antonio Saladino, e l’ex piduista Luigi Bisignani,già condannato per la maxitangente Enimont) e Mastella. Cioè il ministro che prima ha inviato un’ispezione a Catanzaro e ora chiede al Csm di trasferire lontano da Catanzaro il procuratore capo Mariano Lombardi e il sostituto Luigi De Magistris, che delle suddette inchieste è il titolare. Formalmente il ministro esercita un suo potere. Di fatto è la prima volta che un ministro della Giustizia chiede di trasferire un pm che indaga non solo sul capo del governo, ma anche su di lui. Berlusconi aveva tentato più volte di liberarsi del pool di Milano e addirittura di un giudice del processo Sme (Guido Brambilla), ma tramite Castelli, mai “trattato” dai magistrati milanesi. Ora invece, con la richiesta di Mastella anti-De Magistris, il conflitto d’interessi è addirittura doppio. Se lei, presidente, è estraneo alle accuse, ha tutto l’interesse a che il Parlamento autorizzi l’uso dei tabulati telefonici che il pm invierà alla Camera, così che la sua posizione possa essere approfondita e poi archiviata senza ombre. Come un cittadino qualunque. Se invece l’inchiesta fosse tolta a De Magistris, o se il Parlamento negasse il via libera, resterebbe il dubbio che le indagini siano state bloccate per via politica. E lo stesso vale per Mastella, le cui telefonate sono oggetto di indagini. Da quando De Magistris ha cominciato a interessarsi a lei, presidente Prodi, al suo entourage e al suo ministro della Giustizia, lei avrebbe dovuto triplicargli la scorta, raccomandare al suo staff di non dire una parola contro di lui e al suo Guardasigilli di lasciarlo lavorare in pace. Purtroppo è avvenuto il contrario: De Magistris – come ha scritto più volte sull’Unità Enrico Fierro, tra i pochi giornalisti italiani ad accorgersi del caso Calabria ­ è un uomo solo, sia nella sua procura, sia nella sua città, sia nella sua regione. Gli addebiti che gli muove il ministero sono ridicoli: avrebbe infilato alcune telefonate “non pertinenti” nel mandato di perquisizione del Pg di Potenza, avrebbe rilasciato “troppe interviste”, non avrebbe informato il capo di alcune iscrizioni di indagati. Ora, quella di parlare per rompere l’isolamento è spesso l’ultima arma che rimane ai magistrati in terra di mafia: ma, se non violano il segreto sulle indagini (e De Magistris non l’ha mai fatto), è un loro diritto costituzionale. Quella delle telefonate non pertinenti è un’opinione come un’altra. Quanto alle mancate comunicazioni al capo, va ricordato che il procuratore Lombardi è sospettato di aver informato indagati di un’altra inchiesta tramite l’on. avv.ind. forzista Luigi Pittelli (socio di studio del figlio della convivente di Lombardi): sicché, quando De Magistris li perquisì, trovò i cassetti vuoti. Con un simile precedente, solo un pazzo avrebbe continuato a informare il capo. Checché ne dicano i tg, quella in corso a Catanzaro non è una rissa tra procuratore e sostituto, e Mastella non è il paciere che riporta l’ordine a Catanzaro: è una tragica vicenda, tutt’altro che inedita, di giudici ragazzini che indagano a 360 gradi e di un potere tentacolare, esteso anche alle alte sfere togate, che cerca di impedirglielo. Si sperava che storie del genere sarebbero finite un anno fa, con l’uscita di Berlusconi da Palazzo Chigi. Ci aiuti, presidente Prodi, a sperarlo ancora.

      da l’Unità

  7. For Peace

    Ci sono pochi commenti dei nostri cari politici di destra e di sinistra sull’argomento. Soprattutto ai candidati che tanto si davano da fare prima delle elezioni, che fine avete fatto non vi si sente/legge più sul sito, come mai? 

    1. ciffo

      Vero Vincenzo… e tutti gli altri? Quelli che si indignavano per il consociativismo delle nostre richieste di trasparenza? Quelli che sgomitavano per essere i primi a dichiarare solidarietà? Quelli che si indignavano per un referendum costituzionale? Quelli che prima delle elezioni avevano la bocca piena di belle parole?
      Io ho la mia idea… l’argomento è troppo imbarazzante per parlarne. Meglio tacere… come fa Napolitano, come fanno tutti i rappresentanti del fantastico e innovativo PD, come fa Prodi, come fa Berlusconi e tutta l’opposizione.
      E’ assurdo come tutti quelli che dimostravano solidarietà agli indagati ora tacciono andando paradossalmente contro le stesse persone verso cui erano solidali. Ma come?
      Nessuno comprende che un’eventuale lieto fine delle vicende giudiziarie attraverso l’allontamento di De Magistris sarebbe peggio di un verdetto di colpevolezza? In che modo gli indagati potrebbero mai scrollarsi di dosso brutte etichette?
      Forse Vincenzo gli unici davvero solidali siamo io, te, TM e Patty.

  8. drago

    A distanza di qualche giorno dalla discussa proposta del ministro Mastella, vorrei provare a raccogliere un po’ le idee su questa vicenda. Alla proposta sono seguite proteste e giudizi negativi sul ministro, tanto che si è deciso, da parte dei Cittadini Attivi di Bernalda,di fare una manifestazione. A mio avviso, prima di affrontare questa sacrosanta protesta è necessario ritornare sul perché manifestiamo, soprattutto perché non siamo scesi molte volte in piazza, forse per timidezza, per timore, per rassegnazione. LA protesta nasce per difendere il magistrato De Magistris, che sta portando avanti una inchiesta importante per il nostro territorio. Ancora, nasce per rivendicare il nostro ruolo attivo contro una decisione che appare forzata. Ma soprattutto scendiamo in piazza perché ci sentiamo parte di un percorso, che qualcuno potrà definire il nostro ‘68 o la nostra Tienanmen. Ci siamo accorti che nel nostro territorio la democrazia ha funzionato, per anni, a senso unico, a favore dei più forti. Ha umiliato la gente disgraziata,vedi i casi irrisolti. Ha favorito un modo di fare che non ci potevamo mai aspettare. Eravamo fiduciosi verso una magistratura che tutela i più deboli. Non credevamo che Giorgio Bocca avesse pienamente ragione. Nel 1993 il giornalista scrisse”Oggi come ai tempi dell’on. Palizzolo il sistema al potere nel Sud ha un bisogno assoluto, irrinunciabile della incertezza del diritto. Ecco perché i suoi delegati entrano nella Suprema corte,nel CSM, nella corte dei Conti, nelle procure, per mantenere l’anarchia del diritto,il gioco delle sentenze contraddittorie. I Magistrati sono i primi a saperlo, metà dei magistrati che si sono riuniti a Caltanissetta dopo l’assassinio del giudice Livatino lo hanno scritto nero su bianco in un loro terribile documento:- C’è un disegno politico volto a disarticolare ogni tipo di controllo istituzionale e giurisdizionale per assicurarsi mano libera, impunità costante, e un ormai capillare appropriazione delle risorse economiche e pubbliche.- E come hanno risposto a questo atto d’accusa della loro magistratura i signori della Repubblica? Sono scesi a Palermo, dopo l’assassinio di Lima, al centro del potere politico mafioso per due decenni, per dire al Paese: i colpevoli, i calunniatori sono i nemici della mafia , i nemici del martire Lima. Non conta niente per questi sepolcri imbiancati il documento della commissione episcopale in cui si dice che gli onesti al sud non hanno più punti di riferimento,non possono contare più su sicuri appoggi legali? Non conta niente ” Da noi c’è evidentemente qualcosa di strano se i giudici hanno sbagliato in alcune inchieste come ad esempio sulla Claps o su Policoro. Il nostro ‘68 è questo: contro l’arroganza, l’umiliazione della gente onesta. Gridiamo il nostro sdegno perché se il male è tanto ci vuole altrettanto bene. Manifestiamo per noi perché possiamo avere un futuro da gente onesta. Detto questo, cari utenti, risuona poco importante il discorso che qualcuno ha fatto “ dire tutti colpevoli equivale a dire tutti innocenti”. Non è questo il punto. Bisogna insistere sul percorso di prendere coscienza che è colpevole quel sistema che ci trasciniamo da decenni e decenni. Il punto fondamentale è il nostro ruolo attivo che si costruisce pian piano, ad esempio scendendo in piazza dalla parte dei più deboli, senza starsi a preoccupare che si possa sconfinare e intaccare anche quella parte del potere che a nostro avviso è esente da colpe. Abbiamo già troppe volte rinviato il nostro ruolo attivo pensando che ciò che non andava era dall’altra parte . Questo è stato un errore storico che ci ha portati a questa situazione. Quello che non va non sta solo da una parte, ma è trasversale in tutti i campi se i risultati sono questi. Allora il “tutti colpevoli tutti innocenti“ è secondario, la magistratura accerterà dopo i nomi di chi è responsabile o non lo è. Per adesso è colpevole il sistema e contro questa scellerata realtà si alzi il nostro grido di protesta, urlando il più possibile.

    Mario

    1. Cinzia

      Quanta foga, Mario, e quanta sacrosanta verità nelle parole che scrivi.
      Prima di leggere il tuo post, avevo deciso di non scrivere sull’argomento perchè convinta che esprimere il disgusto e la stanchezza per quella che tu chiami la nostra scellerata realtà, fosse quasi superfluo. Pensavo che esistono silenzi e silenzi. I silenzi di chi non ne può più ed i silenzi di chi è meglio che rimanga zitto.
      Invece, hai ragione, esiste un solo tipo di silenzio, un SILENZIO COLPEVOLE, che ha fatto sì che il marcio diventasse putrido, che ci ha indotti a crederci vittime passive ed inermi di giochi di potere più grandi e più forti di noi. Un silenzio che ci ha quasi privato di una dignità che il popolo lucano ha sempre orgogliosamente rivendicato.
      Il senso della manifestazione di sabato è soprattutto questo.
      Ancora una volta, Mario, ti sono debitrice.
      Cinzia

  9. Ifn

    Non c’è da stupirsi se quando, con le mani ormai nella marmellata…ci si accorge che l’assaporare il dolce altro non è che preludio ad un retrogusto amaro… Andando un po’ a ritroso e citando episodi singoli, forse oramai accantonati tra le scartoffie del passato…si scorge un Giovanni Falcone, non ben accetto nell’investire la carica di Super Procuratore a Roma…chissà perchè? Sarà che tra quelle poltrone rosse poste a semicerchio si parlottava già su chi e come di rosso (ma stavolta non riferito alla tappezzeria) si sarebbe ricoperto…e adesso eccoci qui…a cercare di impedire l’ennesimo trasferimento di un magistrato che altro non fa’ che il suo lavoro…ma si sa’…il 10 a denari nella partita ad un SOLITARIO..esce quando meno te l’aspetti…specialmente quando si è vicini ad avere il quadro completo…Qual dir si voglia…che sia DESTRA o SINISTRA…la politica e i politici sono ormai figure mitologiche o belle speranze…e mi congedo con questa riflessione… “…Il contenuto politico delle sue azioni ne fa, senza alcun dubbio, una soluzione alternativa al sistema democratico. Ma quanti sono coloro che oggi si rendono conto del pericolo che il dualismo politica – mafia rappresenta per la democrazia?e cos’è la attuale politica se non espressione di quest’ultima? La collusione si fa’ Stato dove lo Stato è tragicamente assente…”

    1. ciffo

      E pensare che secondo me Floris è stato fin troppo servile… qui parlano di tranello addirittura! Non sono proprio abituati al contraddittorio. Vivono in un altro mondo… vabè… inutile continuare a sorprendersi.
      Wiseman la lettera di Barnard è interessante ma mi sa troppo di sofismo.
      Sicuramente molti andranno dietro Grillo senza coscienza critica. Dubito che tra le banalità insulse di Mastella e i fatti documentati di Travaglio i più si schierino acriticamente con Travaglio solo perché è l’eroe per poi affidarsi a lui in tutto e per tutto.
      Sono sicuramente d’accordo sulla frase:
      FARSI CARICO DELLE PROPRIE RESPONSABILITA’, SENZA SCARICARE LE COLPE SOLO SUI POTENTI

  10. Willianpoe

    Wiseman, la lettera di Barnard la trovo molto interessante. Un ottimo spunto, e ottime riflessioni. La paura dell’ auto annulamento con risvolti acritici che potrebbero indurci a cadere nella rete della Casta alternativa.  Riflettiamo.

  11. Jacobsen

    Cari amici,

    probabilmente il mio post non aggiungerà molto altro alla discussione.

    Eppure sento il bisogno di scrivere, di urlare, sono con voi.

    Sono con chi, sabato mattina, avrà il coraggio di andare a Matera.

    Io purtroppo non ci sarò perchè sono lontano. Ma almeno via internet mi

    voglio unire al coro di coloro che sono stufi della nostra dittatura

    democratica italo-sudamericana. Stufo di un paese dove qualcuno può

    scegliersi chi debba indagare sul suo conto.

    E’ importante in questo momento far sentire il proprio appoggio a chi

    manifesterà, far capire loro che siamo in tanti ad approvare il passo.

    Tutto così sarà più facile.

    Per una volta non dovranno essere loro ad essere isolati.

    Dovranno rimanere soli coloro che ancora una volta faranno finta di

    niente, coloro che resteranno ancora a guardare dalla finestra.

    Sono “quelli che ti dicono che sono tutti uguali che tutti rubano alla

    stessa maniera, ma è solo un modo per convincerti a stare chiuso dentro

    casa quando viene la sera” (De Gregori).

    Sono quelli che “non si sa mai un politico mi potrebbe sempre servire”

    o quelli a cui è già servito e quindi sono condannati alla dannazione

    eterna di dover pensare solo quello che fa piacere al padrone.

    Tutti a Matera

    Vito

    1. ZODD
      uniamoci tutti x una giusta causa, la nostra libera GIUSTIZIA. ecco cosa compare nelle strade di MT:
      STUDENTI, OPERAI E CITTADINI
      
       
      
      Il momento è serio e decisivo.
      
      L’allontanamento di Luigi De Magistris dalla Lucania 
      sarà la MORTE ANNUNCIATA dell’inchiesta 
      sul “COMITATO DI AFFARI” in Basilicata.
      
      Questo Magistrato è per noi quello che Falcone e Borsellino sono stati per la Sicilia.
      
      Il suo ESILIO FORZATO sarebbe la STRAGE delle nostre speranze.
      
      Sabato 29 Settembre alle ore 9,00 TUTTI A MATERA
      per manifestare A FAVORE DEL DIRITTO E DELLA GIUSTIZIA, 
      come gli Studenti di Locri a Catanzaro.
      
       
      
      Cip Matera, 26 settembre 2007
      
      1. patty

        Perchè non circolano per le strade di Montescaglioso questi manifestini? Sarebbe positivo coinvolgere più gente..

        Stavo pensando , che se è vero che l’unione fa la forza, perchè non ci organizziamo in gruppo? Quindi  partiamo insieme alla volta della manifestazione? Potremmo organizzarci con le macchine, o al max  vederci là… ma sarebbe bello, dopo aver condiviso qua le nostre idee.. ” scendere in campo” insieme ..

        che ne dite?

         

  12. ciffo

    E se i nostri politici ci stupissero? Se loro stessi si schierassero apertamente contro Mastella e il trasferimento di De Magistris?
    Dando per scontato che sapranno dimostrare la loro innocenza, mi appello ai nostri compaesani coinvolti perché si adoperino per uscire ancora più a testa alta da questa brutta vicenda. Prenderebbero 2 piccioni con una fava: il riconoscimento della propria integrità e, in questi tempi di anti-politica, il non meno importante rispetto del proprio elettorato.
    Leggo dal Manifesto di ieri:
    Intanto persino un indagato dell’inchiesta Why not, Antonio Saladino capo locale della Compagnia delle opere, ha chiesto che il pm non sia trasferito: «Dovrà essere lui, dall’alto della sua professionalità a chiedere che il procedimento contro di me venga archiviato»

      1. LomFra

        CI STIAMO ORGANIZZANDO PER PREPARARE GLI STRISCIONI DA PORTARE DOMANI AL CORTEO, QUALSIASI IDEA E’ BEN ACCETTA, SE VOLETE PARTECIPARE ANCHE VOI ALLA CAROVANA CHE PARTIRA DA MONTESCAGLIOSO CONTATTE ME OPPURE DRAGO.

        RIGUARDO IL LUOGO DOVE AVVERRA’ L’INCONTRO DI STASERA, CI RACCOGLIEREMO TUTTI ALLE ORE 21 DAVANTI AL CAMPO SPORTIVO… NON MANCATE .. PORTATE QLSIASI COSA VORRESTE TROVARE (CARTELLONI PENNARELI, MASCHERE ANTIGASS.. SKERZOOO)

        WE WANT YOU !!!

         

        FRANCESCO LOMONACO

        MARIO DIMICHINO

        ps: il rosso è per solidarieta ai monaci buddisti birmani

         

          1. tm

            DIFENDERE IL PRINCIPIO DI AUTONOMIA DELLA MAGISTRATURA VUOL DIRE DIFENDERE LA COSTITUZIONE REPUBBLICANA E LA DEMOCRAZIA E LA SOVRANITA’ DEL POPOLO ITALIANO DA OGNI TENTATIVO DI RIGURGITO REAZIONARIO

            TUTTI AL CORTEO IN NOME DEL POPOLO ITALIANO E DELLA REPUBBLICA

            MAI COME IN QUESTA OCCASIONE BISOGNA ESSERCI ED IO SARO’ CON VOI.

            A DOMANI

            tonino ditaranto

  13. Cristoforo Magistro

    Mi dispiace personalizzare le discussioni ma quando sento qualcuno dire che l’erba è diventata un unico fascio, mi preoccupo.
    Ringrazio Vincenzo per la solidarietà che mi offrirebbe nel caso in cui riuscissi a dimostrare che qualche stelo del detto fascio è sano. Ma lui è già sicuro che questo non è possibile. Devo perciò lasciarlo ai suoi sospetti e sono sicuro che, ragionandoci, non me ne vorrà.
    Quanto al buttare a mare, come dice lui, qualche buono fra tanti cattivi, il rapporto 1 a 10000 sembrerebbe un affarone, il problema è che quando passa il principio della giustizia sommaria non sono mai i cattivi ad essere fatti fuori.
    Non è una questione di buonismo né di garantismo, ma quel tipo di giustizia non ha mai funzionato. Inoltre, se ricordo bene, c’è una massima del diritto romano che dice, più o meno, che la massima severità si traduce nella maggiore delle ingiustizie.
    Niente ci impedisce di tornare a prima dei romani…

    Non mi sembra di aver detto che ciò che accadeva in passato fosse più grave di quanto accade adesso e, meno che mai, che il passato giustifica un così grigio presente.
    Il riferimento al passato voleva evidenziare che certi fenomeni affondano le radici nel tempo. Non vuole essere un parlar d’altro, ma non possiamo far finta che certe storture siano nate oggi. Mi spiego con un esempio. Scriveva Ettore Ciccotti, storico e deputato socialista, a Francesco Saverio Nitti che si preparava a candidarsi per la prima volta in Basilicata: “gli umili non hanno nulla da chiedere al deputato; mentre gli agiati lo vogliono come un intermediario che procuri tutto, dalla croce di cavaliere allo sgravio della ricchezza mobile e perciò quanto più imbroglione, tanto meglio”.
    Questo accadeva nel 1904. Venti anni dopo Ciccotti sarà nominato senatore da Mussolini mentre Nitti, per sfuggire allo stesso Mussolini, dovrà rifugiarsi in Francia. Ancora prima del trionfo del fascismo era stato massacrato da campagne di stampe “moralizzatrici” finanziate dai cosiddetti pescecani, cioè da chi si era arricchito con la guerra, e orchestrate dai più cinici esponenti dell’anti-sistema del tempo.
    La violenza verbale nel dibattito politico era stata l’artiglieria che aveva spianato la strada alla fanteria dello squadrismo fascista nel 1921-’22.
    Questa è certamente un’altra storia – nessuno deve spaventarsi poichè adesso non si vede in giro nessun Giolitti, Nitti, Mussolini, ecc.-, ma forse ha ancora qualcosa da insegnarci. Parlare di regime ai giorni nostri, qualificare come regime un governo come quello attuale che sta perdendo anche l’appoggio di chi lo ha votato a causa della sua debolezza e mancanza di scelte, significa però non avere minimamente idea di cosa sia un regime.

    A mio avviso serve per uscire dalla situazione prima di tutto un processo di autoresponsabilizzazione. Un diverso modo di concepire l’essere cittadino e un recupero della centralità dell’essere cittadino rispetto ai diversi altri ruoli che ognuno si trova a svolgere (lavoratore, consumatore, genitore, contribuente, automobilista, ecc.). Ruoli che possono anche essere contrastanti: da consumatore vorrei spendere poco, come produttore vorrei guadagnare molto, ecc.
    Bisogna dire chiaramente che compito della politica è dare voce agli interessi e alle aspirazioni dei cittadini. Il problema è stabilire quali interessi e aspirazioni –collettive e individuali – sono meritevoli di tutela e quali corporativi e clientelari. Servirebbe a tale scopo un’aperta, corretta e costante comunicazione fra elettori ed eletti.
    Ciò che oggi manca è proprio questo tipo di comunicazione.
    In passato i partiti sono stati il luogo di accoglienza, smistamento ed elaborazione delle richieste che venivano dal basso. I partiti presupponevano, chi più chi meno, una società articolata in classi; ai giorni nostri quel tipo di società si è disintegrata e né la politica né le scienze sociali sono in grado di fissare l’immagine di una società che, in superficie, cambia velocemente.
    Ci sono, come in passato, ricchi e poveri, sfruttatori e sfruttati, potenti e “umiliati e offesi”, ma non c’è più coscienza antagonistica. Entro certi limiti, i “poveri” si vivono come se fossero ricchi e hanno gli stessi miti. Cercano di vestire allo stesso modo e di avere gli stessi consumi, si illudono soprattutto di poterli avere. Di questa omologazione aveva già parlato Pasolini quasi quaranta anni fa. Semplificando e banalizzando, si può dire che a una società divisa fra quelli con le pezze al culo e quelli in abito gessato ne è subentrata un’altra tutta in jeans Levi’s o abiti Armani, autentici o taroccati. Una marmellata che si appicica a tutto, ma non si lega a niente.
    Il berlusconismo si è affermato grazie a queste tendenze e le ha esaltate. Nello stesso tempo ha messo insieme formazioni fortemente stataliste come Alleanza Nazionale e gruppi secessionisti come la Lega di Bossi.
    Di fronte allo sfascio delle vecchie identita di classe, i partiti tradizionali sono diventati – da tempo – chiese con sempre meno fedeli, sempre più autoreferenziali e chiusi all’esterno. Sempre meno capaci di riaggregare le parti di societa alla deriva e sempre più pronti a stabilire rapporti privilegiati con altri gruppi organizzati.

    In una certa misura credo che questo sia accaduto anche in Basilicata negli ultimi decenni. Mi piacerebbe, per non parlare a vanvera, avere informazioni più precise e documentate sui diversi fenomeni che si sono verificati in questo periodo nella nostra regione, ma non ne ho. La stampa locale, spesso pamphettistica e finanziata da gruppi di interesse, non mi sembrerebbe di grande aiuto nel ricostruire gli avvenimenti. Oltretutto, in generale, mi sembra che per anni abbia cantato a gola spiegata nel coro che celebrava le sorti magnifiche e progressive che toccavano alla regione, poi bruscamente musica e testo sono cambiati.
    Qualche sera fa seguendo una trasmissione di Carlo Lucarelli sulla lunga stagione delle stragi in Italia, mi sono reso conto di quanto la mia memoria –ma oserei dire la memoria individuale, qualcosa di assai diverso dalla memoria storica- sia inaffidabile. Da accanito lettore di giornali come ero all’epoca, credevo di ricordare tutto ciò che era successo dalla strage di Piazza Fontana (Milano, 13 dicembre 1969) in poi, mi sono accorto che così non era e che molti fatti li avevo dimenticati.
    Voglio dire con questo che forse neanche chi ha vissuto da vicino gli ultimi venti anni di storia regionale potrebbe essere consapevole dell’intero film e che perciò per capire cosa sta succedendo sarebbe perciò meglio rivedere e allineare le varie sequenze che lo compongono.
    Anche perché l’ultimo pezzo di questo film fa riferimento a vicende gravissime che l’opinione pubblica tende a considerare frutto di un’unica perversa volontà espressa dal “sistema”, dai “potenti”, dai “politici” che, naturalmente, “sono tutti eguali”.
    In Basilicata a far convergere l’opinione pubblica verso simili conclusioni sono stati casi giudiziari come quello della scomparsa di Elisa Claps e dei fidanzati di Policoro per i quali si è ipotizzato che non ci sia stata volontà di chiarirli a causa delle protezioni di cui avrebbero goduto i colpevoli.
    Protezioni politiche. Ci sono state campagne di stampa che hanno presentato la Basilicata come la regione dei delitti impuniti, un’isola tenebrosa in mezzo a un mare di legalità. Nessuno, mi sembra, ha ricordato che impuniti sono rimasti anche delitti di mala come, ad esempio, molti di quelli avvenuti a Montescaglioso negli anni ottanta-novanta.
    Si capisce che per studiare un fatto particolare è necessario guardarlo con la lente d’ingrandimento e riferirlo al contesto, ma se si perde il senso delle proporzioni anche il naso della Venere di Botticelli potrà sembrare una proboscide di elefante. Non che sia di grande consolazione per i parenti delle vittime, ma sappiamo che, purtroppo, oggi come ieri, in tutto il nostro paese c’è una grave carenza di legalità.
    Questo non toglie nulla al fatto che su Elisa Claps, sui fidanzati di Policoro e su vari altri casi ci siano state gravi carenze d’indagini, ma strumentalizzarli sulla base di accostamenti azzardati mi sembra il modo migliore per confondere tutto e lasciare impuniti i responsabili.
    Sul fatto che Danilo Restivo, il maggiore indiziato per la scomparsa di Elisa Claps, sia rimasto impunito si è costruito il teorema secondo cui questo è successo a causa delle amicizie potenti del padre. Chi conosce i nostri ambienti è portato a pensare che qualcosa del genere possa essere accaduto, farne un caposaldo di campagne basate sul dire e non dire è un’altra faccenda.
    Undici anni dopo, a carico dello steso Restivo, sono maturati numerosi e gravi sospetti anche riguardo all’assassinio di Heather Barnett, in Inghilterra, ma in mancanza di prove, dopo qualche giorno di fermo la celebrata polizia inglese ha dovuto rilasciarlo.

    Ad aggravare la posizione dei “politici” chiacchierati per le coperture che avrebbero dato agli autori di reati da manuali di pschiatria criminale, si sono invece aggiunte indagini sul loro specifico operare e un sospetto ha sembrato rafforzare l’altro.
    Intanto è arrivata, come un temporale da tempo annunciato, l’iniziativa di Beppe Grillo che ha dato voce all’insofferenza che ormai molti italiani, soprattutto di sinistra, sentono per i governanti. Personalmente mi dispiace che la protesta non abbia trovato forme e modi più costruttivi per esprimersi, ma tant’è e se un termometro segna la febbre è inutile prendersela col termometro.
    Quando la politica è debole e screditata la gente tifa per la magistratura, è già successo nel 1992 con “Mani pulite”, ma come sappiamo dopo un po’ tutto è ritornato come prima. Quando i giudici cominciarono a interessarsi di Berlusconi e compagni le sue cannoniere mediatiche aprirono nell’opinione pubblica la breccia delle “toghe rosse”: si perseguitava un innocente, erano i giudici politicizzati che ce l’avevano con lui.
    Oggi ci sono giudici come De Magistris che indagano su personaggi di vari partiti. Nessuno ha attribuito loro un particolare orientamento politico, ma una -sciagurata, improvvida?- iniziativa del ministro Mastella cerca di allontanarlo dal tribunale in cui opera con motivazioni formalmente ineccepibili e redatte da altri giudici.
    E’ un atto che solleva forti perplessità, sicuramente danneggia gli inquisiti che non hanno nulla da temere e aggiunge sospetti a sospetti.
    Questo e altri fatti hanno creato anche nella nostra regione un composito movimento di opinione. Spero che trovi serenamente e correttamente la forza, l’orientamento e la continuità per inaugurare una stagione politica che veda protagoniste le nuove generazioni. Se ne sente il bisogno.

    Rileggendo quanto scritto mi accorgo di essere stato più prolisso e molto, molto meno chiaro di quanto avrei voluto. Me ne scuso, ma gli argomento e il ragionamento che ho cercato di mettere insieme non sono dei più facili.

      1. patty

        E’ stato bello esserci.

        Stiamo facendo la storia, ognuno  di noi ha un dovere, ed è quello di farsi sentire, di non far calpestare i propri diritti.

        Il tim montenet è stato efficiente e collaborativo…

        Un complimento a Drago per il suo discorso, autentico e molto sentito ..

    1. gianni

      Caro Cristoforo,

      io credo invece che lei è stato molto chiaro nell’esprimere le sue idee. Anzi visti gli argomenti da lei messi in risalto  non mi sarei certo lamentato di un discorso ancor più lungo ed articolato.

      Il suo discorso fila che è una meravilgia ma, forse, ci sono delle parti incomplete. Molto spesso la passione politica verso una direzione (che dalle sue parole sembra essere di sinistra)  fa dimenticare fatti ed avvenimenti accaduti di recente e fa ricordare soltanto storie passate. Lei dice: “Quando i giudici cominciarono a interessarsi di Berlusconi e compagni le sue cannoniere mediatiche aprirono nell’opinione pubblica la breccia delle “toghe rosse”: si perseguitava un innocente, erano i giudici politicizzati che ce l’avevano con lui”. Su questo ha ragione e concordo con lei ma forse, non si rende conto, che la stessa cosa succede adesso con il caso Forleo-D’Alema-Fassino. Tutta la sinistra prima era impegnata a dire che i magistrati facevano soltanto il loro dovere e che non era neanche giusto contestare il loro operato. Adesso invece accusano la Forleo. Mi sembra piuttosto strano questo comportamento da parte di chi si autodefiniva paladino della giustizia.

      Riprendo ancora un’altra sua frase:”Parlare di regime ai giorni nostri, qualificare come regime un governo come quello attuale che sta perdendo anche l’appoggio di chi lo ha votato a causa della sua debolezza e mancanza di scelte, significa però non avere minimamente idea di cosa sia un regime“. Anche questo è sacrosanto ma a questo punto le chiedo se ha avuto la stessa opinione durante la precedente legislatura. Ricordo di quando si parlava di lottizzazione della RAI da parte di Berlusconi a seguito dell’allontanamento dei vari Biagi e Santoro dalla TV. Anche quello mi sembrava un regime un pò strano, con Adriano Celentano che sparava a zero contro Berlusconi e con Santoro che faceva la vittima. Forse in un vero regime questi personaggi sarebbero già stati quanto meno esiliati. O Sbaglio? Lei cosa pensa?  Eppure la sinistra si ostinava a chiamare il tutto “regime televisivo” dicendolo alla TV. Mah…che strano!!

      Sa cosa penso? penso che questa forma di antipolitica forse deriva proprio da Berlusconi. Si tutti hanno capito che quest’uomo ha fatto e continua a fare il bello ed il cattivo tempo. La sua capacità di raccogliere le masse ha messo in crisi la sua parte politica e lei, caro professore, sa meglio di me che l’unica arma per sconfiggere la destra è l’odio verso Berlusconi.

      Se in Italia abbiamo questo bipolarismo è solo colpa o merito (dipende dai punti di vista) del sign Berlusconi. L’unico collante che lega l’UDEUR di Mastella con i comunisti italiani di Diliberto è l’odio comune verso Berlusconi. Così come l’unico modo per sconfiggere la sinistra è quello di osannare Berlusconi da AN alla LEGA.

      Attendo una sua risposta con impazienza. Spero di essere stato chiaro

  14. marTINA

    Non potendo essere presente alla manifestazione organizzata a matera, ho dato il mio contributo al sito “Perlacalabria.it”. C’è una petizione “per la giustizia e la legalita” in calabria e nn solo direi io…

    Ho firmato e ho commentato dicendo che “più siamo, meglio stiamo!” Vi sembrerà banale, ma a volte la banalità serve.

    Legalità e giustizia per tutta l’Italia!!! Chi non ha partecipato alla manifestazione “pro de magistris” pùò cmq dare un proprio contributo sul sito perlacalabria. Fate vobisWink

  15. drago

     

    Grazie a tutti i partecipanti della manifestazione. È stato veramente emozionante..E’ stato comunque un successo perché si è riusciti a smuovere la gente su certe tematiche. Sono state raccolte in poche ore tantissime firme. La mobilitazione continua, andate a firmare.
     
     

    Desidero rispondere al prof Magistro,

    Professore apprezzo la vostra analisi dettagliata sulla questione, ma non posso negarvi che mi sembra che la stessa sottovaluti i problemi di cui si parla. Nel precedente intervento avevo scritto che era secondario il discorso “ Tutti colpevoli tutti innocenti”. Ripeto è secondario, ma lo consideriamo in ogni momento.

    Perché dico che si sottovalutano i problemi?

    Perché quei casi di cui parlate (Claps e Policoro) bisogna analizzarli bene. Sono due vicende complicatissime.

       Non sono due omicidi irrisolti come se ne vedono molti. No, sono due storie che molto probabilmente dimostrano l’esistenza di “un grumo di potere” trasversale a tutti gli schieramenti e potentissimo.

    Di fronte a ciò è difficilissimo fare una serie di distinzioni tra le varie istituzioni. Sono convinto che ci sia gente che non centra nulla, ma come si fa a stabilirli, in tempi brevi? E intanto noi che facciamo, aspettiamo inermi queste sentenze?E’ quello che vogliono. No, professore, nell’attesa dobbiamo denunciare questa realtà radicata, potente. E non c’è nessuna strumentalizzazione perché questo è l’unico modo per arrivare alla Verità.

    Fino a quando quel presunto “grumo di potere” non sarà scalfito, questi disgraziati non avranno la verità, perché se per vent’anni non si è arrivati alla verità  ci viene qualche dubbio.

     

    Riporto una frase di Don Cozzi, presa dalla sua lettera a De Magistris

    ” Dinanzi a uno scenario simile è lecito starsene tranquilli? È esagerato affermare che la situazione in Basilicata se non proprio allarmante è comunque al limite? Non Le nascondo il timore che la solita sottovalutazione con cui in Basilicata sono stati letti determinati fenomeni, questa volta ci costerà tantissimo”

    Prof, sto esagerando?

     

    Mario.

    1. Cristoforo Magistro

      A costo di sembrare paternalista, vorrei dire a Mario che apprezzo l’impegno e la passione che investe in questo movimento e che spero che tanti altri facciano come lui.

      Le rispettive posizioni sono chiare e non mi sembra ci sia da aggiungere altro se non che sarebbe proprio ora che chi aspetta da tanto tempo di avere giustizia la abbia: i parenti delle vittime e anche l’opinione pubblica che ha bisogno di recuperare la fiducia nelle istituzioni.

      Da laico mi accontenterei che si arrivasse alla verità, anche senza la maiuscola. Credo anch’io che le vicende Claps e fidanzati di Policoro siano, o siano diventate, complicatissime. Sicuramente Mario le conosce meglio di me.

      Le mie osservazioni riguardavano l’inefficacia di ragionamenti simili a quelle che la matematica chiama relazioni transitive (per semplificare: se Tizio – che ha commesso un reato- conosce Caio che conosce Sempronio, Sempronio sarà corresponsabile delle colpe di Tizio).

       

      A Gianni vorrei dire che non mi pare che la sinistra sia tutta impegnata a difendere D’Alema e Fassino dalle accuse della giudice Forleo.

      Che se ne difendano gli interessati è del tutto naturale. Ad ogni modo: per Fassino la camera ha concesso l’autorizzazione a procedere e per D’Alema è venuto fuori che l’autorizzazione doveva venire dal parlamento europeo a cui lo stesso apparteneva nel 2005. Un mezzo pasticcio, ma nesuno ha fatto le barricate per difenderlo.

      Quando Berlusconi era sotto il tiro dei magistrati la sua maggioranza varò leggi su misura e i suoi lanzichenecchi dell’informazione (Fede, Feltri, Ferrara, Guzzanti,ecc.) diedero vita all’espressione “toghe rosse” che prima non esisteva nella pubblicistica.

      Sul termine “regime”: sappiamo tutti che fortunatamente certe parole vengono usate più spesso come metafora che in senso stretto (che ne so: è un delitto mettere l’aceto nell’insalata di pomodori), ma “regime” ha conservato ancora una valenza tecnica che io salvaguarderei.

      Berlusconi, padrone di televisioni, quando era al governo mandò via dalle tv pubbliche Santoro, Biagi, Luttazzi. Prodi non ha mandato via Vespa, né l’ineffabile Anna La Rosa, né altri vecchi marpioni.

      Attualmente molti telegiornali danno prima notizia di cosa ha fatto il governo, poi di che cosa pensa del provvedimento Fini, Calderoli, Bondi, Cicchitto, Giovanardi, Rotondi.

      Rotondi, che ha due voti.

      Quando si accorgono di stare esagerando intervistano Pecoraro Scanio, soprattutto se ha una posizione diversa dal governo…

      Non mi sembra che attualmente il collante che tiene insieme la sinistra sia più l’antiberlusconismo; alla fine tutto stanca, inoltre è troppo impegnata a litigare all’interno della coalizione di governo.

      Prodi non ha avuto la forza numerica per imporre, anche agli alleati, una linea chiara e affrontare efficacemente le questioni per le quali era stato votato: il lavoro per i giovani, il riequilibrio del potere di acquisto dei salari, il risanamento finanziario, la sicurezza. Temo che lo rimpiangeremo e non voglio pensare a cosa potrebbe venire dopo di lui…

       

      A quelli che si riconoscono, anche solo poco poco, nel progetto di formazione del Partito Democratico: forse il 14 ottobre sarà il caso di andare a votare…

  16. admin

    Grazie a TM abbiamo anche 40 minuti di video sulla manifestazione di sabato scorso… la preparazione, la sfilata, l’assemblea in piazza. Grazie TM, grazie ai montenettiani presenti… mitico LomFra per lo striscione più bello 😉
     

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  17. LomFra

    volevo prima di tutto ringraziare tm per la partecipazione.. è sceso apposta da fidenza per esserci e grazaie alle sue riprese tutti potete visionare l’evento. lui è un vero combattente.. ONORE A TE!! Voglio scusarmi per gli ultimi 15 minuti di riprese, tonino mi ha incautamente affidato la videocamera e ho speso gli ultimi minuti della cassetta in altre riprese, qnd avrei potuto filmare l’ottimo discorso di Mario un vero DRAGO della lotta pacifica. Kiedo quindi scusa a Mario Tm e gli utenti per questa mancanza.. ps. Per TM: Il cd è davvero molto bello, pekka un pò in qualità di registrazione ma và bene. Ankora grazie Grazie ankora ai 6 presenti da Montescaglioso.

    1. ZODD
      Caro Frodo , i montesi sn presenti nel portale .
      impegni di lavoro nn hanno permesso la mia presenza , ma fa piacere che na volta tanto nn vi siano i soliti a filmare x monte net .
      quindi caro frodo posa di meno davanti alla telecamera xke nn ti si addice tutta quella casualità 🙂
      e pur u lapon kon ape .
      grande TM , , frodo , ape drago , wiseman e tanti altri che hanno permesso a noi assenteisti di porter ammirare la manifestazione .
      quindi aspettiamoci questa sera l’esito di drago su anno ZERO
      notte a tutti dal mar verde.
      1. LomFra

        zodd capisko la tua frustrazione di non esserci, ma sappi ke sei uno dei poki ad essere davvero scusato.. tutti sappiamo l’ impegno ke hai messo fino ad ora!!

        Riguardo le riprese devo dire ke tm è stato davvero “benevolo” a tenermi sempre presente, per ape sai ke non mi permetterei mai!

         

        ps: purtroppo, a parer mio, la presenza sul portale non basta, tutti sanno quanto è importante una piazza agli okki della gente e della politica.. Siamo un popolo immaturo, si ha troppa paura di metterci la faccia… e questo lo abbiamo constato a matera qnd kiedevamo le firme ai passanti…

         

        ramingo errante

        1. Wiseman

          Bubbico e il caso Annozero: il pm vada avanti io confermo la mia estraneità!

          è il titolo del comunicato stampa che si legge stamane sulla gazzetta del mezzogiorno,che così continua “auspico che il pm De Magistris possa concludere le sue indagini in tempi rapidi ed eventualmente formulare le sue accuse, tanto da potermi difendere nelle sedi proprie”. Che dire? finalmente una risposta seria e pacata,senza rancori e, soprattutto senza chiedere trasferimenti! mi viene spontaneo complimentarmi con lui ed auspicare la sua presenza in trasmissione questa sera, per lanciare ulteriori segnali di trasparenza e correttezza che tutti gli riconosciamo.

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